Milano per Tsipras

by crvenazvezda76

Il nascente comitato si è riunito nella sala dell’ARCICORVETTO, periferia Est di Milano.
Circa un centinaio di persone. Rappresentanti di associazioni, partiti, semplici cittadini, qualche volto noto. Moni Ovadia per tutti. A presentare il Progetto Guido Viale, una delle sei firme.
Molti capelli bianchi.
Tema dell’incontro “cosa fare, come farlo”. Il tempo stringe. Viale perde poco tempo a presentare il Progetto. Del resto chi era li c’era perché quel progetto lo conosce. Almeno a grandi linee. O comunque ne condivide i principi di fondo.
Appoggiare Tsipras alle elezioni europee con una lista nazionale, costituita nel rispetto dell’appello dei sei promotori.

“Cosa fare e come farlo”. Sono state prese le adesioni dei volontari che parteciperanno ad una campagna elettorale, coordinati da Maso Notarianni, per anni responsabile della comunicazione di Emergency.

Il Progetto è un cantiere in divenire. Il nome e il simbolo saranno scelti on line, votando sul sito http://www.listatsipras.eu/ tra una rosa di possibilità messe a disposizione dal coordinamento nazionale. Così come i candidati, che verranno proposti seguendo alcuni criteri che vogliono far convivere il metodo democratico con la possibilità di successo alle urne e le scadenze che incombono. Sono state raccolte le adesioni di volontari che parteciperanno ad una dura campagna elettorale. Il  primo passo sarà attivarsi per la raccolta delle firme necessarie alla presentazione delle liste. Si cercherà di farlo in modo da veicolare il messaggio che il progetto Tsipras vuole lanciare, coinvolgendo più persone possibile, invitando soprattutto i tanti delusi a tornare al voto. Sarà l’ARCI a offrire la logistica ai coordinamenti di quartiere ospitandoli nei suoi circoli, dove gran parte delle iniziative si svolgeranno. Lo ha annunciato il segretario cittadino, Emanuele Patti.

Cantiere in divenire. Nessuno sa cosa accadrà e come accadrà. Ma da una bella sensazione.

Ci si è lasciati con tre parole d’ordine: Lavorare per cambiare l’Europa nel segno della giustizia sociale, superare le divisioni che hanno reso marginali le forze politiche che avrebbero dovuto dare voce agli ultimi, che con la crisi sono sempre più ultimi, far si che i tanti capelli bianchi diventino minoranza.

Il prossimo appuntamento per giovedì 20 febbraio. Sempre all’ARCICORVETTO.

173 comments

  1. Anzitutto: io non faccio polemica con nessuno, non mi piacciono le polemiche (già detesto l’etimologia del termine) e le considero una perdita di tempo.
    Mi limito a ricordare . come dettaglio – che la fiducia a Letta gliel’aveva data lil Parlamento, non certo il PdR, che semmai gli ha aveva dato l’incarico, che è un’altra cosa.
    Letta. quindi, non risponde esclusivamente al Presidente, ma a chi ne legittima il mandato governativo.
    E’ una differenza non piccola, ma se vogliamo non vederla perché ci fa comodo, non importa, non è nient’altro che un’altra regola piegata all’uso di chi se ne serve.
    Qualcuno, in realtà, ha ormai terrore dei passaggi parlamentari non tanto per la loro complessità, ma per il fatto che con la composizione attuale del Parlamento e i governi traballanti e rimediati in ogni modo (anche squallido) che ci ritroviamo, nessuno è più sicuro di nulla.
    E si ha sempre fretta, anche in questo caso dobbiamo consegnare alla UE i risultati della spending review entro qualche giorno: chi la firma?
    Papa Francesco?

    1. ahahah Papa Francesco
      non fai polemica ma non lasci passare niente, puntiglioso
      ma in questo caso Letta ha rassegnato le dimissioni quindi cosa dovrebbe fare? passare lo stesso dal Parlamento, lo poteva fare se andava a chiedere la fiducia nonostante il proprio partito o sbaglio?

      1. se si spostano le sedi dove le cose devono avvenire e la fiducia la da e riira un partito nella propria sede (per non esporsi a spettacoli laceranti dall’esito più incerto) , anche i premier si adeguano e scelgono la via più comoda per non rispondere di quel che accade.Per rispetto del paese? No, per riciclarsi in futuro senza pagare dazio, C.è differenza tra polemico e puntiglioso. Mi piacciono le generalizzazioni che non tradiscono i dettagli, poi ciascuno faccia quel che crede.

        1. per esempio, questo scambio tra te e Anna ( e altri inserimenti) mi ha chiarito ancora più le idee, oscillando tra le due tesi che a turno trovavo convincenti, ben vengano i puntigliosi, l’ultimo tuo chiarimento mette bene a fuoco le tue giuste ( anche quelle di Tatiana) osservazioni, puntigliose ahahah

    1. eh magari… io vivo questo momento pensando che la luce in fondo al tunnel la vedo, piccola, lontana ma la vedo… manca poco a raschiare il fondo del barile… ora, o si risale o si va sempre più giu ma manca poco… personalmente credo che abbiamo ancora da scendere ma spero che renzi mi sconfessi…
      io non ho fiducia in renzi… ma siccome non lo ritengo un avversario, non spero di godere del suo fallimento… sarebbe autolesionista… come una volta ha detto pingon, sto qua seduta e aspetto… tanto la mia non la vogliono sentire, infatti non mi fan votare

  2. Rientrando nel post originario (Tsipras): esilarante, se non fosse tragico il Parlamento Europero che pontifica a proposito della famigerata troika “Si sono comportati da macellai”
    (i macellai dovrebbero chiedere i danni) ben arrivati, eravate su un altro pianeta?
    O basta là

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...