Rosso scolorito

di Luigi

Riprendiamo il commento postato l’altro ieri da Luigi, perché ci sembra che meriti una discussione più approfondita

Ho passato, come tutti gli anni, le giornate di festa a Bologna, città che adoro per il suo essere e per le persone che la popolano, per i ricordi universitari, diretti ed indiretti, dai portici alle osterie di fuori porta, dai circoli universitari a quelli politici che hanno formato e nutrito il mio sociale ed i miei ideali in quegli anni ottanta nei quali erano ancora gli ideali a generare pensieri ed azioni e non viceversa.

Mia moglie è di Bologna, la sua è una famiglia molto unita e numerosa che affonda le sue radici nell’area che va dal Modenese al Bolognese, famiglia di origini contadina da parte di padre (mio suocero soleva dire citando ….son della razza mia per quanto grande sia il primo che ha studiato); un senso della famiglia allargata e partecipe che da buon terrone ho sempre fortemente apprezzato e condiviso.

Come potete immaginare gli ideali di “sinistra” sono e sempre saranno per loro la via maestra e per tanti anni abbiamo condiviso oltre agli ideali anche l’appartenenza politica.

Mi ricordo le feste pasquali del 2013 ed il clima dopo le elezioni, naturalmente la mia scelta di voto al M5S fu uno degli argomenti di discussione, oltre me solo mia figlia 19enne, ed alla prima esperienza da elettrice. L’accerchiamento era totale cosi come era totale da parte loro il senso di appartenenza al partito democratico, un sentimento di proprietà autentico e concreto, capace di analisi critica e morale ma condizionato dalla certezza di essere ancora unica rappresentanza di quegli ideali sociali cosi vitali e necessari da poter/dover accettare il compromesso.

Ero molto curioso a distanza di un anno, con alcuni, i più stretti, avevo avuto la possibilità di ulteriore confronto durante l’anno ma non con la maggioranza e mai assieme in totalità faccia a faccia.

Mai mi sarei aspettato una simile rivoluzione in un solo anno, in altri periodi ci sarebbero voluti lustri.

Nessuno di loro si sente più minimamente rappresentato da Renzi e da questo pd, la frasi più citate sono state “il pd non rappresenta più la sinistra” e “Renzi ci sta rubando il partito”: i più giovani si sono apertamente dichiarati pro M5S; i miei coetanei, seppur mantenendo una forma di idiosincrasia e scetticismo verso il duo Grillo e Casaleggio, sono consapevoli ed ammirati dal comportamento dalla coerenza e dalle azioni dei parlamentari e senatori del M5S; i piu anziani faticano ad accettare lo sperpero di anni di partecipazione e militanza rifugiandosi, per la prima volta nella loro vita, dal dopoguerra a oggi, nell’astensionismo.

Il sisma è stato totale, Bologna si sveglia, la rossa per antonomasia non accetta di essere scolorita ed asservita al berluschino di turno.

342 comments

  1. 25 aprile, Renzi “Grazie ai ribelli di allora”
    I No TAV ne stanno facendo una maglietta da indossare durante i prossimi scontri.

      1. io spero che qualche giornalista non troppo strafatto di psicofarmaci, oggi,
        chieda a Renzi: “Chi sono i ribelli di ora che qualcuno ringrazierà domani?”

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