L’ultima lettera di Salvatore Petronari

Da Il Fatto Quotidiano, Edoardo Leo legge l’ultima lettera del partigiano Petronari

Carissima Fernanda… questa mattina mi fucileranno… Sii forte e sappi sopportare questo dolore. In questi giorni che sono trascorsi ho sempre pensato a te e alla nostra bambina.

L’ultima lettera del partigiano Salvatore Petronari, condannato a morte dai nazifascisti, inizia così. A leggerla è Edoardo Leo che come Riccardo Scamarcio e altri attori, tra cui Luca Argentero, Claudio Amendola, Filippo Scicchitano si sono impegnati a interpretare le missive degli eroi della guerra di Liberazione prima di morire. “25 aprile Lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana” è un film-documentario e al tempo stesso un progetto culturale perché si ricordi che molti oppositori al nazifascismo, per lo più giovanissimi, sono stati condannati a morte tra il 1943 e il 1945. Ogni lettera è interpretata da un attore ed è preceduta dalla biografia del loro autore affidata agli studenti del Liceo Statale Virgilio di Roma. Il documentario, con la regia di Pasquale Pozzessere e la produzione di Bianca film, è stato girato con l’idea di diffonderlo attraverso il circuito scolastico, universitario e sul web.

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69 comments

  1. Vorrei ricordare un dettaglio, per me non ininfluente.
    La prima raccolta di lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana fu fatta e pubblicata da Giovanni Pirelli, comandante partigiano.
    Sì, proprio il fratello del Pirelli dell’omonima industria delle gomme, quella finita in mano al Tronchetti Provera degli intrighi e degli affari sporchi.
    In questi decenni, oltre al resto, abbiamo vissuto il disfacimento culturale pressochè totale di una classe dirigente che, però, continua a considerarsi ed esser considerata tale, sprttutto dai politici e dall’informazione.
    Essenzialmente perchè controlla gii sghei e gli sgherri

    1. Ti ricordo, a proposito di disfacimento culturale, che la liberazione (o guerra civile), ha fatto seguito al ventennio fascista culminato con la guerra…
      Insomma, d’accordo la retorica d’obbligo ma cerchiamo di mantenere le proporzioni.

      1. dov’è la retorica d’obbligo? Vuoi dire che è necessaria una guerra con carri armati, eserciti, aeronautica per avere una classe dirigente civile?
        Cerchiamo di mantenere le poporzioni, tra i ministri della Repubblica dell’Ossola c’erano liberi imprenditori e poeti, come alla fabbrica di Adriano Olivetti a Ivrea.
        Ne vedi qualcuno tu, in giro? Qualcuno che valga una scarpa di Terracini o di Sinigaglia?
        Poletti? Del Rio? Mogherini? Alfano?
        Abbiamo avuto Bondi, come Poeta, e se c’è qualcuno bravo, lo facciamo senatore a vita, mica ministro

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