Emotivon (cit. Boka)

di Lame

Sento dire: siamo in un tempo post ideologico. Quindi questa campagna elettorale è stata giocata sulle emozioni. QUESTA campagna elettorale? Solo QUESTA campagna? TUTTE le campagne elettorali, da quando esiste il mondo, sono state giocate sulle emozioni. Non era emozione forse “dentro la cabina elettorale Dio ti vede, Marx no!”? E non era emozione “il sol dell’avvenire”? E non è forse emozione “La Francia ai francesi”?
Solo che c’era un tempo in cui le emozioni andavano a pacchetto. Ne prendevi una e te ne davano altre tre o quattro. Ben confezionate in un progetto talmente onnicomprensivo che era più corretto chiamare “fede”. Emozione anche questa.
Nel nostro tempo totalmente destrutturato, la fede si è incarnata. Non ci sono più i progetti di una volta (cit.) e quindi la fede si incarna. In persone. Ma queste persone sempre emozioni ci vendono. Berlusconi docet.
E allora, abbandonando ogni assurda illusione di voto razionale, andiamo a vedere che emozioni ci hanno appena venduto.
Matteo Renzi ha venduto, benissimo a quanto pare, la SPERANZA. Venditore sopraffino, va detto, perché l’ha saputa vendere a partire da una delusione epocale. Anche se, certo, la PAURA ha fatto la sua parte. Va detto.
Beppe Grillo invece ha tentato di vendere la RABBIA. Aveva funzionato molto bene per un po’. Ma tra rabbia e speranza, sul lungo termine, onestamente non c’è gara. La rabbia, soprattutto in un popolo indolente come gli italiani, funziona a fiammate: si accende, ma difficilmente diventa un fuoco che brucia a lungo. Si fa fatica a vivere di rabbia. Che in Italia finisca sempre a tarallucci e vino è noto.
Tutti e due ci hanno venduto però anche una buona dose di ARROGANZA. Renzi in versione BALDANZA, Grillo in versione SPOCCHIA. Non solo sua. Anche del suo stato maggiore. (Leggete le cose scritte da Alessandro Di Battista su Renzi a pochi giorni dal voto: non c’è da stupirsi che oggi sia dura per i cinque stelle).
Oggi Renzi, che stupido non è, ci vende UMILTÀ. Tendo a credere che sia tattica e non sincerità. Sa che una vittoria straripante è una droga che da alla testa.
Se qualcuno, poi, volesse degnarsi di venderci un po’ di SINCERITÀ, farebbe piacere.
P.s. Ci sarà chi, giustamente, obietterà che tecnicamente si tratta di sentimenti e non di emozioni. Discussione interessante, se vi va la faremo. Ma è da ieri che cerco un modo per usare la parola più straordinaria del decennio.

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290 comments

  1. Ah ah ah,
    Adesso ce l’avete con la Boschi perchè si è concessa un minuto di relax giocando con un bambino in un aereo pieno di bambini…
    Ma per favore…

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