“L’Annunciazione” di Antonello da Messina

di Maurizius2013

Siracusa 18 maggio 2014

Prendi un Tempio di Atena, con tanto di colonne doriche, costruiscici intorno e all’interno una chiesa medioevale ed ottieni il Duomo di Siracusa. Non mi meraviglia che rientri nel patrimonio dell’Unesco. Stessa piazza, 50 metri più in lá, la Chiesa di Santa Lucia, sopra il cui altare troneggia la sepoltura della Santa. Prima opera del Caravaggio in Sicilia, dopo la sua evasione dal carcere di Malta.

Un centinaio di metri distante c’è Palazzo Bellomo, sede del Museo che custodisce l’Annunciazione di Antonello da Messina.

Avanti al Museo un piccolo Bar, con dei tavolini sul lastricato di una piazzetta antistante al Palazzo. Le due del pomeriggio sono l’orario giusto per prendersi una pausa di riposo. Pochi minuti di attesa e arriva il proprietario:

  • Cosa ci porta da mangiare?
  • Quello che volete.
  • Degli arancini, grazie.
  • Io non ho arancini, li fanno tutti qui. Se li volete, potete andare alla via accanto che li fanno.
  • Ci andavano degli arancini, comunque cos’altro avete?
  • Vi posso fare delle bruschette con melanzane o delle zucchine, con sopra del formaggio salato. Tutta roba mia. A me gli arancini non vanno , quì li fanno tutti, perché devo fare quello che non mi va?
  • Ok vada per le bruschette. Rimaniamo seduti qui.

Il tempo di prepararle e dopo alcuni minuti arrivano le nostre bruschette. Deliziose alla vista, saporite alla degustazione. Una bontà.

  • Ma erano ottime, altro che arancini.
  • Troppo buoni siete.
  • Possiamo chiederle come si chiama?
  • Salvo
  • Salvo?
  • Si, Salvo, Salvatore. Perché da voi non si usa così?
  • Beh, da noi si usa Tore.
  • Tore, Turi si usa anche quì. Pure Salvo però.
  • Ma non è che usate Salvo perché ricorda il Commissario Montalbano, mentre Turi ricorda il Padrino?
  • (risata) Può essere, non ci avevo pensato.
  • Scusi Salvo, ma se lei non ha gli arancini non pensa di perdere del lavoro?
  • Ma a voi è piaciuta Siracusa? Sììì, visto quant’ è bella, ecco io non sto lavorando, sono in vacanza.
  • Comunque Salvo, le sue bruschette sono fe-no-me-na-li. (alzandoci) Arrivederci e tenga pure il resto.
  • Ma siete troppo gentili. Arrivederci.

Ingresso Palazzo Bellomo.

  • È aperto il Museo?
  • Sì , ma tornate dopo le 20.
  • E perché scusi?
  • Perché oggi dopo le 20 non si paga, non vedete che non c’è nessuno?
  • Ma noi alle 20 saremo via da Siracusa.
  • Non c’è problema ecco i vostri biglietti.

Finalmente davanti al grande quadro dell’Annunciazione. Da poco restaurato ma in grandi parti oramai perso.

All’uscita , il bigliettaio:

  • Vi è piaciuto il Museo?
  • Molto!
  • E cosa in particolare?
  • Ovviamente l’Annunciazione
  • Sapete questo è il quadro più grande di Antonello da Messina. Antonello era un profondo conoscitore delle scritture. Ma avete visto l’arcangelo Gabriele, vicino alla colonna giá ad indicare a Maria, insieme alla nascita del figlio di Dio, anche la sua morte violenta ? La colonna era il luogo del supplizio per i condannati da Roma .E quella semplice pennellata che dal cielo entra nella stanza, insieme alle pagine svolazzanti del testo sacro sul leggio, ad indicare lo Spirito Santo che si poggia sulla futura madre del Cristo? E avete visto quella tenda che chiude, anziché essere aperta, il baldacchino ad indicare che Maria diventerà madre ma senza che il suo matrimonio venga “consumato”?

Sinceramente molto di ciò ci era sfuggito, meglio prendere un caffè. Salvo è proprio di fronte.

  • Salvo, ci hanno detto al Museo che lei prepara il miglior caffè di Siracusa.
  • Non credo proprio, vedete che macchinetta semplice che ho? Potete andare a quel Bar lì davanti.
  • Salvo, avevate detto le stesse cose anche delle sue bruschette. E sono state le più buone mai mangiate.
  • Siete troppo buoni, la macchinetta è quella che è . Però il caffè moka che uso è di qualitá buona. Facciamo cosi, il caffè ve lo faccio ma lo offro io.

Ma come si fa a non amare la Sicilia, a non amare Salvo? Basta un Salvo a farci dimenticare mille Crisafulli.

66 comments

  1. Potrei sintetizzare la mia vita con: “da Dublino a Mazara del Vallo, da Lisbona a Budapest senza dimenticare Pietrabbondante e Bellaria. Insomma migliaia di chilometri e palate di alberghi, pensioni, campeggi.
    Parliamo sempre di diversita’ e modelli alternativi. Il post di Maurizius rivela i pregi ed i difetti dell’ accoglienza nel nostro paese. Credo nella costruzione basata sui “difetti” piuttosto che sui “pregi”. Questi ci sono e non cambiano. I difetti (come dimostrato dalla politica) si basano essenzialmente sull’ individualismo (non innato ma basato su centinaia di anni di storia). Imporre un “modello” di sviluppo turistico non funziona (ammo cit.), unificare regioni con tradizioni diverse (mangiare a Sciacca e’ diverso da Ragusa e le spiagge di Noto non portano necessariamente alla Valle dei templi). Investimenti massicci sono solo nell’ interesse di Multinazionali che porteranno profitti altrove dove aver provveduto a spremere e snaturare luoghi, culture e traduzioni. La maggior parte dei “luoghi del belpaese” non sono fisicamente fatti per masse enormi (quando ero ancora in Italia smettevamo di andare in Costiera a Giugno per ricominciare ad Ottobre, a meno che amiate praticare il wrestling).
    Gli investimenti dovrebbero essere basati sulle infrastrutture (treni locali, servizi bus, centralizzazione degli itinerari con collegamento agli “indigeni” in grado di offrire pasti, letti, storie e paesaggi.
    Si tratta, come sempre di decidere se vogliamo continuare a far ingrassare potentati finanziari-economici o creare una struttura permanente che possa dare lavoro a chi c’e’ ed e’ nato sul posto (non che questo dia diritti speciali in ogni caso).
    Soprattutto bisognerebbe cominciare a spiegare a chi vive in determinati luoghi cosa sia la bellezza ed in particolare cosa sia per gli “alieni dotati di portafoglio” come e’ capitato a me vivendo in Molise per lungo tempo. Scappano da paesi destinati a diventare “spettri” ed ognivolta quando vi ho portato amici mi sono goduto i sospiri, gli sguardi persi e l’ immancabile frase: “non avevo idea potesse essere cosi’ bello” celebrato nella trattoria del paesino di turno destinata a chiudere nel prossimo futuro.

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