Del non buttar via il bambino con l’acqua sporca

di *****

Riceviamo e pubblichiamo con piacere le riflessioni della compagna ***** sul dibattito che si è aperto all’interno della Lista Tsipras. Riflessioni che vogliono ricostruire il percorso di una Sinistra che cerca di rinascere. Dai comitati per Tsipras alla scelta di Barbara Spinelli.

Milano, 8 Giugno 2014

Il progetto dell’Altra Europa con Tsipras si riassume principalmente nel suo programma di netta opposizione alle attuali politiche europee, soprattutto in campo economico, che rappresenta il seme di una concreta alternativa, passando attraverso l’elaborazione di proposte col lavoro di tutti i soggetti. Su questa base abbiamo convinto gli elettori, volantino per volantino. Ieri l’assemblea metropolitana di SEL Milano ha votato un documento che guarda alla costruzione di una Sinistra inclusiva e di governo e anche ai comitati come luoghi dove proseguire questo percorso. L’assemblea dei comitati a Roma, sempre ieri, ha chiesto di poter decidere collettivamente intorno a questioni che sembrano personali, ma riguardano il futuro del progetto. Si è mosso qualcosa di importante, anche, come ha sottolineato qualcuno, a livello generazionale. La Spinelli ci ha messo molto tempo a prendere invece da sola una decisione politica, non personale, che riguarda tutti. Quando studiavo teatro, mi colpì soprattutto l’affermazione del regista sperimentale Eugenio Barba, secondo il quale non bisogna decidere, ma essere decisi. L’attore è, per definizione, colui che agisce.

Dobbiamo agire, con tutti gli strumenti possibili e insieme a tutti coloro che si sentono di questa partita, per affermare buone pratiche nella politica, contro le larghe intese, contro le scelte scellerate già programmate per il prossimo futuro da questo governo e da altri, dentro un progetto (che deve diventare processo) di cambiamento possibile, che non lasci agli esclusi di questo tempo solo la speranza che passi la nottata, ché le macerie si vedranno all’alba. Cerchiamo convergenze sui contenuti, sappiamo che molte volte ci sono, e partiamo da qui per adempiere al mandato che gli elettori dell’Altra Europa hanno dato anche a noi: essere la Sinistra che trova i mezzi per invertire la rotta, in Italia e in Europa, nelle istituzioni e nella società, nella cultura politica. La pace, il lavoro, lo stato sociale, l’acqua e i servizi pubblici, la democrazia e la costituzione sono temi che vanno affrontati subito, con urgenza. Vada la Spinelli dove vuole, non si può impedirglielo, ma il gruppo di opposizione che SEL ha contribuito a eleggere resta un riferimento, come Tsipras. La Sinistra italiana è di nuovo nel Parlamento europeo e questo è un successo.

Il fallimento personale e politico che sta dietro le indecisioni e i personalismi di qualcuno non cambia, credo, una virgola del senso dell’adesione di Sinistra Ecologia e Libertà al programma che ha proposto ai suoi elettori per questa tornata europea. Bisogna essere seri, il momento lo impone. Dobbiamo essere seri, prima di tutto nei confronti degli elettori che hanno scelto il progetto da noi indicato. Se qualcuno non rispetta la parola data, mostriamo nei fatti – deve essere chiaro come il sole – che questo qualcuno non è la Sinistra.

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223 comments

  1. La parte grillina in me si sta sbellicando dalle risate e lo chiamerebbe “revisionismo storico”, mentre la parte seria si pone un problema:
    la rimozione del ‘contributo’ significherebbe anche la rimozione dei 220+ commenti.
    Bisognerebbe chieder parere ai commentatori e non ai ‘curatori’. Votazione?

  2. “La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati”(A. Gramsci,

    Quaderni del carcere

  3. Non sara’ forse un caso che un certo tipo di sinistra e’ ripartita “dal fondo della grecia” dove la societa’ ha toccato il fondo e non si e’ piu’ potuta aggrappare alle forze politiche dominanti perche’ la trippa per gatti era davvero finita, la priorita’ e’ tornata ad essere la vita essenziale. E dove l’ altra forza emersa e’ quella di estrema destra. . Ecco, in questo contesto l’ intelletuale di sinistra puo’ tornare ad essere se’ stesso. Uscire dalla riserva e finalmente contare di.nuovo qualcosa…

  4. La sinistra e’ come una produzione artigianale di nicchia. Di valore tanto piu’ elevato quanto piu’ poco commerciale, che pochi possono piu’ permettersi di acquistare, ma che da’ lustro e prestigio. Che nel passato era una povera forma di sostentamento ed oggi un lusso di pochi. Chi oggi puo’ davvero permettersi di essere di sinistra?

    1. Questo mi pare molto interessante. Chi può permettersi di essere di sinistra? Ci sono condizioni strutturali avverse, per dirla con un concetto marxista. La classe operaia senza diritti, si riuniva negli opifici e nelle fabbriche, dove poteva organizzarsi, anche se era rischioso. I precari senza diritti sono atomi sparsi. I lavoratori con pochi diritti anche. Ciascuno lotta da solo, nella sua quotidianità, per trovare o mantenere un posto di lavoro e sembra che abbia solo la carta di accettare quello che c’è e come viene proposto. Questo anche perché tendiamo a pensare che i problemi degli altri non ci riguardino, perché ciascuno ne ha di propri. Ci sono diverse forme di lavoro e sfruttamento, problemi differenti. È possibile la solidarietà tra lavoratori? Possibile organizzarsi per essere più forti? Bisogna ancora trovare nuovi metodi efficaci. Ma probabilmente oggi un obbiettivo della sinistra che vuole essere “di governo” dovrebbe essere quello di trovare dei modi per far ripartire la produzione. Se la disoccupazione diminuisse, i lavoratori avrebbero forse quasi automaticamente più potere contrattuale.

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