194: applicazione per decreto

ABORTO, NIENTE OBIEZIONE NEI CONSULTORI – LA RIVOLUZIONE DELLA REGIONE LAZIO

Un decreto dell’ente guidato da Nicola Zingaretti segna un passo importante a tutela della legge 194. Il ginecologo obiettore non potrà più sottrarsi al dovere di garantire a chi ne ha bisogno tutti i certificati necessari per abortire. E dovrà prescrivere i farmaci per la contraccezione, inclusa la pillola dei cinque giorni dopo.

da l’Espresso (24 Giugno 2014) – di Francesca Sironi

 

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Il medico ha il dovere di informare. Di garantire alla paziente che richiede un aborto tutti i certificati necessari, di dare i consigli adeguati. Non solo: è tenuto alla prescrizione dei contraccettivi, pure “post-coitali”. Insomma: se per legge può rifiutarsi secondo coscienza di operare un’interruzione volontaria di gravidanza, non può sottrarsi al suo compito di cura all’interno dei consultori familiari. Lo ha messo nero su bianco, per la prima volta, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, in un decreto da lui firmato sulla riorganizzazione dei servizi medici per la salute della donna.

Sembra una banalità, ma non lo è affatto per una regione come il Lazio dove gli obiettori di coscienza sono il 90 per cento dei medici . In un paese come l’Italia in cui al posto delle informazioni sulla contraccezione si possono trovare, nei consultori, i volantini-shock del movimento per la vita . In un sistema in cui i ginecologi arrivano a negare anche solo un’indicazione sul percorso e le strutture disponibili, come ha raccontato “l’Espresso” nello speciale ” Aborti impossibili “.

Per questo, le frasi contenute nell’allegato “uno” del decreto sui consultori familiari voluto dal governatore Zingaretti sono un segnale importante a difesa della legge 194, che dal 1978 dovrebbe garantire alle donne la possibilità di abortire in sicurezza ma che in realtà oggi è difesa e sostenuta solo grazie ai volontari . «In merito all’esercizio dell’obiezione di coscienza tra i ginecologi», si legge nel decreto: «si ribadisce come questa riguardi l’attività degli operatori impegnati esclusivamente nel trattamento dell’interruzione volontaria di gravidanza. Al riguardo, si sottolinea che il personale operante nel consultorio familiare non è coinvolto direttamente nell’effettuazione di tale pratica, bensì solo in attività di attestazione dello stato di gravidanza e certificazione attestante la richiesta inoltrata dalla donna di effettuare Ivg».

Il dovere di garantire le cure nei consultori riguarda anche la contraccezione. «Per analogo motivo», continua infatti il decreto: «il personale operante è tenuto alla prescrizione di contraccettivi ormonali, sia routinaria che in fase post-coitale, nonché all’applicazione di sistemi contraccettivi meccanici», come la spirale. Scontato? Non tanto, come raccontava un’inchiesta de “l’Espresso” pochi mesi fa.

7 comments

  1. Una cosa, che credo di aver ripetuto allo sfinimento.
    E’ allucinante il fatto che, oltre all’obiezione spesso “di comodo” negli ospedali, alcuni medici si trincerino dietro al diritto all’obiezione per estenderne in modo arbitrario l’applicazione. Ad una mia amica non sono state fornite le informazioni basilari relativamente alla diagnosi prenatale (che per le under 35 prevede tecniche da attuare nelle prime settimane di gravidanza), e quando questa ragazza si è messa a cercare autonomamente informazioni ormai era tardi per qualsiasi cosa. E invece queste info dovrebbero essere fornite alla prima visita.

    Credo che sia fondamentale il diritto all’informazione: non solo relativamente alle questioni prettamente mediche, ma anche rispetto a quelli che sono i diritti delle donne.
    Una cosa buona da fare sarebbe mettere l’obbligo di fornire, al primo accesso ad una struttura/medico specialista, una nota informativa su cos’è l’obiezione, gli ambiti di reale applicazione, le attività dalle quali ilmedico non può sottrarsi. E, nel caso, se il medico è obiettore oppure no.

    1. Ogni regione dovrebbe emanare sul tema un decreto come quello voluto da Zingaretti, dato che la difesa della legge 194 è disattesa un po’ ovunque, proprio a causa della diffusione così capillare degli obiettori…

  2. Quello che ha fatto zingaretti appare rivoluzionario , invece dovrebbe essere l’A B C della politica : far rispettare la legge . Che, peraltro, è chiarissima relativamente alle tipologie di interventi passibili di obiezione, cioè quelli DIRETTAMENTE CONNESSI CON L’IVG.
    Assistenza e informazioni non possono essere negate .

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