Otto pagine o ottocento?

di Roberto C.A.

L’esperimento del CERN in cui lavoro ricomincerà a prendere dati a primavera del 2015, con un’energia dei fasci di protoni raddoppiata dopo un lungo shut-down dedicato soprattutto a miglioramenti tecnici sull’acceleratore. Si prevede poi di continuare, con alcune soste intermedie per manutenzioni e piccoli upgrades, fino a circa il 2022. In questo modo si accumulerà una quantità di dati pari a 20-30 volte quella raccolta finora, permettendo lo studio di processi molto più rari. Ho già cercato di descrivervi in un post precedente perché servano moltissimi dati per gli studi che facciamo:

https://transiberiani.wordpress.com/2014/04/17/higgs/

Ma non è finita qui.  Anche con quella mole di dati, c’è una serie di processi così rari (o potenzialmente così rari, se esistono), che resterebbero invisibili. E quindi si sta pensando a un upgrade dell’acceleratore, che riprenderebbe a lavorare attorno al 2025 con un’intensità dieci volte più alta. Gli esperimenti non sono stati disegnati per intensità così alte, molti dei rivelatori soccomberebbero per l’intensità delle radiazioni, e il sistema di trigger, di cui mi occupo, non avrebbe la capacità di essere sufficientemente selettivo. Stiamo quindi preparando un documento di studi, che valuti le possibilità di un upgrade dell’esperimento tale da renderlo adatto alle nuove condizioni.

Si tratta prima di tutto di individuare gli obiettivi di fisica da raggiungere, i più ambiziosi possibile. E poi di disegnare un rivelatore, non usando tecnologie “off the shelf” ma cercando di individuare progetti di R&D, avanzati senza essere irrealistici. Naturalmente, bisogna valutare i tempi: di ricerca, costruzione, integrazione dell’apparato nello shut-down. E le funzionalità integrate dei vari pezzi: non sempre la soluzione localmente migliore lo è anche globalmente. E non ultimo, bisogna valutare i costi, cercando di mantenere quanto dell’esistente possa ancora funzionare. I costi potrebbero essere attorno ai 200 milioni, spalmati su molti anni, e divisi tra le agenzie finanziatrici dei 40 Paesi che contribuiscono al progetto.

Per fare ciò, il documento che stiamo scrivendo collettivamente sarà di qualche centinaio di pagine, dense di proposte ottenute con vari studi di simulazione (che hanno tenute occupate le decine di migliaia di computer che abbiamo a disposizione). Tutto per un progetto che non è ancora approvato, e che potrebbe non esserlo mai (è sempre possibile che quello che eventualmente scopriremo nei prossimi anni ci spinga in un’altra direzione), ma solo per essere pronti nel caso quella fosse la direzione da prendere. Se otterremo un’approvazione di massima (“buona idea, proseguite gli studi, eccovi un po’ di soldi per farli”), allora dovremo produrre, entro due/tre anni, dei documenti di proposta tecnica ancora più dettagliati, questa volta di qualche centinaio di pagine per ciascun sottosistema.

Ora, nei giorni scorsi si è scritto che in passato i partiti (o il Partito) producevano lunghe elaborazioni di 800 pagine, mentre ora ci si accontenta di qualche tweet. E si diceva che già un documento di 8 pagine è sufficientemente indicativo della direzione da prendere. Il bilancio italiano è di circa mille miliardi di euro all’anno, altro che 200 milioni in molti anni. E non si tratta solo di affrontare problemi di spesa, ma problemi molto complessi di gestione sociale, culturale, che necessitano (necessiterebbero) di una solida prospettiva. Certo, non si possono consegnare 800 pagine all’elettore, le 8 pagine servono (anche noi, in alcune presentazioni, riassumiamo tutto in una ventina di slides). E serve anche il singolo slogan accattivante. Ma io vorrei sapere che le 8 pagine sono un riassunto, che dietro c’è del lavoro, che se voglio approfondire trovo le 800 che mi dicono che quanto si propone ha un fondamento, non è semplice wishful thinking, nel caso migliore, nel peggiore semplice propaganda a basso costo.

PS. Posso dirlo? Antonio proprio mi manca.

230 comments

  1. Buonanotte (sto mettendo insieme le traversine per i binari della locomotiva, la nostra…)

    Procuratevi il DVD di “Non mi avete convinto” molto meglio del “Berlinguer” di Veltroni:

  2. OPS! Quasi mi fregavate con queste manifestazioni di solidarietà con i gai.
    Il fatto è che vi siete accodati al nuovo corso berlusconiano.
    Opportunisti, omologati, cooptati, omogeneizzati. Dirò di più: Plasmon!

  3. … dovremmo ricordare di considerarci agenti della storia. Stiamo affrontando problemi sistemici, come il cambiamento climatico, che sono di portata storica. E non si cambiano i sistemi se non si pensa in termini di decenni. Ricordiamo che le grandi svolte si verificano in continuazione nella storia mondiale: la rivoluzione americana, la rivoluzione francese, persino il movimento ambientalista moderno. Ma tutte queste cose si sono sviluppate per trenta o quarant’anni prima di esplodere. […] Sviluppare un’alternativa al capitalismo orientata democraticamente non è qualcosa che si fa da un giorno all’altro. Questo lavoro richiede un senso diverso del tempo e un profondo sentimento di dedizione; il prezzo da pagare sono decenni delle nostre vite. Ma le svolte stanno già avendo luogo […] . Quella cui stiamo assistenza è la preistoria, forse, del prossimo grande cambiamento, in cui un movimento è costruito dal basso e diverrà il fondamento di una nuova era.

    http://znetitaly.altervista.org/art/15264 (traduzione in italiano)

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