I nostri veri nemici

segnalato da barbarasiberiana

Segnaliamo questo video sul TTIP, prodotto dall’organizzazione internazionale Attac http://www.attac.org/, sottotitolato a cura del partito pirata.

Se non vedete i sottotitoli, bisogna attivarli nella barra sotto al video, una delle icone a destra.

13 comments

  1. Su questo argomento è impossibile farsi una opinione prima che vengano definiti i nuovi assetti della governance europea.

    C’è da dire però che gli accordi libero scambio sono auspicabili fra aree piuttosto omogenee piuttosto che fra aree totalmente differenti in termini di standard.

    Non si può paragonare l’accordo Europa/USa con il NAFTA poichè il Messico aveva uno standard completamente diverso rispetto a USA e Canada.

    1. Vedi. Sono anche in corso negoziati per la cosiddetta Transpacific Partnership; i paesi che dovrebbero concludere l’accordo sono: Australia, Brunei Darussalam, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Peru, Singapore, Stati Uniti e Vietnam.
      Non so quale uniformità (pur di massima) di standard di partenza si possano ipotizzare.
      Il processo è sempre quello: trattative segrete per arrivare a uniformità di standard liberisti. Un gran bene per le multinazionali; non altrettanto per le imprese e i governi nazionali neocolonizzati in questo modo.
      La mia opinione.

      1. Ma la democrazia funziona secondo lo schema che la gente elegge un governo e il governo negozia gli accordi internazionali.

        La retorica secondo cui qualche cattivone vessa i popoli virtuosi a porte chiuse tende a giustificare quei cattivi governanti che negoziano male per il proprio paese.

        Un pò come Silvio che andava a Consigli Europei a parlare di puttane e calcio (cit. capogruppo ALDE ndr) e poi tornava a casa a tuonare contro l’Europa cattiva.

        Ognuno in una trattativa cerca di portare a casa qualcosa per se, ovviamente. Se poi uno negozia male perchè corrotto forse è il caso che il popolo virtuoso si svegli.

        1. E’ un punto di vista. Il modello ideale di democrazia funzionerebbe come dici tu. La sua applicazione concreta, e mi pare lo stiamo costatando, funziona molto diversamente già a livello nazionale, figuriamoci a livello di negoziati internazionali tra potenze tanto diverse per forza economica e militare.
          E, certo, la tua conclusione è condivisibile: è il caso che il popolo, anche non necessariamente virtuoso ma semplicemente attento ai propri interessi, si svegli.

              1. Io esprimo sempre una mia opinione personale.

                Non credo comunque nella democrazia del passante senza arte nè parte che decide sulle grandi questioni.

                  1. Gli accordi internazionali per esempio che interessano le politiche agricole, d’immigrazione, del commercio e doganale.

                    1. Grazie.
                      Dunque: Bill Clinton può non essere stato un’aquila quando firmò il NAFTA, ma si deve supporre che chi lo consigliò e il Congresso degli Stati Uniti non fossero esattamente dei “passanti senz’arte né parte”.
                      Ciò nonostante l’omarino, pur sempre un presidente degli Stati Uniti, ha successivamente riconosciuto che quel trattato fu un errore (una, a caso, delle molte fonti: http://www.salon.com/2010/04/24/bill_clinton_s_contrition/).
                      Il ragazzo può essere uno dalle idee confuse o, più probabilmente, uno scaltro opportunista che sostiene di volta in volta quello che gli fa comodo.
                      Consideriamo comunque le ‘complessità’ del trattato.
                      Due cose potevano essere previste:
                      1) le esportazioni di grano statunitense (sovvenzionato, alla faccia del libero mercato) avrebbero mandato in bancarotta i coltivatori messicani, accrescendo la manodopera a basso costo disponibile per l’industria e i disoccupati in cerca di lavoro in nero negli USA
                      2) l’industria statunitense avrebbe avuto ogni buon motivo economico per trasferire le proprie produzioni in Messico per il basso costo della manodopera, accentuando i conflitti tra i disoccupati statunitensi e gli immigrati, clandestini e no, dal sud.
                      Ora, la materia può avere complessità tecniche enormi, ma credo che i due segmenti della cittadinanza che ho citato avrebbero trovato molto facile esprimere il proprio parere, se correttamente informati nella sintesi abbastanza banale delle conseguenze del trattato.
                      Ma qui, ovviamente, la complessità è un alibi.
                      Una teoria che rispetto vuole che democrazia significhi voti di peso diverso a seconda delle conseguenze delle decisioni. Se io devo essere sodomizzato e non mi piace quel tipo di ginnastica il mio no deve avere un peso superiore a quello dei sì di chi ama assistere a simili spettacolini e a quello di chi trae piacere diretto dalla cosa. Non ne deriva, fuor di metafora, un diritto di veto, ma un diritto a un equo compenso sì.

        2. se uno ha meno peso negoziale perchè non ha una economia forte, migliaia di basi armate sparse per il mondo, e non può accapparrarsi il favore di governi e partiti finanziandoli o corrompendoli, al negoziato ci va con le mutande, dopo di che gliele tolgono.
          Ragionare come se tutti i negoziatori avessero e stesse possibiltià e oportunità è puerile. Serve solo a giustificare i destini diversi come ineluttabili ed equi.
          Se poi a chi toglie pure e muatnde e il cibo agli altri va bene così, è solo perchè coltiva la speranza che a lui non possa mai capitare di subire,le condizionialtrui e non di imporle

  2. Stamani sentendo la Serracchiani su Omnibus e la Picierno su Agorà sono stato colto dal panico.Solito mantra renziano recitato a memoria: gli italiani ci richiedono le riforme , sono già state mediate , chi non le vota è un irresponsabile etc.etc.etc.Sembrava che persino la Comi dicesse qualcosa di più buonsenso.Perchè il panico? Perchè mi sono fermato un attimo e mi sono chiesto: azz Mario , di questo passo ti toccherà rivalutare anche la Santanchè! Noo la Santanchè noo! Per favore ………………………………..

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