Esercitare la libertà

segnalato da Antonio “Boka”

da comune-info.net (24/11/2014) – di Gustavo Esteva

dcm_4519

Gustavo Esteva nella biblioteca Giovenale di Roma, 2013 (foto di Alessandro Di Ciommo)

In questo momento tragico, mentre intorno a noi cadono le verità e le istituzioni che ci hanno governato per duecento anni, niente è più importante che imparare a imparare. Non possiamo aver fiducia in quello che ci hanno insegnato, né nelle persone e nelle istituzioni che riproducono solo cadaveri in maniera scolastica. È il momento dell’immaginazione e dell’iniziativa. Potremo celebrare la frana che ci schiaccerà se non cambieremo posto quando avremo imparato a trasformare quel che cade in materiale per costruire il mondo nuovo.

È questo il brodo di coltura di Comune-info. Un’esperienza innovativa che sboccia da questo impulso profondo di rigenerazione, che esplora quel che non si conosce con i piedi ben piantati nella terra. Arriva in un buon momento. Sembra un rimedio efficace di fronte all’ondata di gattopardismo, quell’ambizione di cambiare tutto perché nulla cambi. Comune-info traccia sentieri per uscire dalla confusione e dallo sconcerto che stimolano l’irrazionalità, la paralisi o la mera inerzia. Accende una candela nell’oscurità. È, forse senza nemmeno proporselo, un centro autonomo di produzione di conoscenza, che non si lascia intrappolare dai dogmi e dai catechismi, né ha propositi evangelizzatori. Nasce dalla libertà e alla libertà si dedica. Invita, invece di predicare. Suggerisce e propone, invece di imporre. Sa che la democrazia può stare solo dove sta la gente, non “lassù in alto”, dove si corrompe senza rimedio. E così, al livello del suolo, imparando dalla gente comune, Comune-info esercita la libertà.

Abbracci

Gustavo Esteva

En este momento trágico, cuando caen a nuestro alrededor verdades e instituciones que nos gobernaron por 200 años, nada más importante que aprender a aprender. No podemos confiar en lo que nos enseñaron ni en las personas e instituciones que sólo reproducen cadáveres de manera escolar. Es el momento de la imaginación y la iniciativa. Podremos celebrar el derrumbe que nos aplastará si no cambiamos de lugar cuando aprendamos a transformar lo que cae en material para construir el mundo nuevo.

Es ése el caldo de cultivo de Comune-info. Esta iniciativa novedosa brota de ese impulso profundo de regeneración, que explora lo desconocido con los pies bien asentados en la tierra. Llega en buen momento. Aparece como remedio eficaz ante la ola de gatopardismo, ese afán de cambiarlo todo para que nada cambie. Comune-info traza caminos para salir de la confusión y el desconcierto que estimulan la irracionalidad, la parálisis o la mera inercia. Prende una vela en la oscuridad. Es, acaso sin proponérselo, un centro autónomo de producción de conocimiento, que no se deja atrapar por dogmas o catecismos ni tiene propósito evangelizador. Nace de la libertad y a ella se dedica. Invita, en vez de predicar. Sugiere y propone, en vez de imponer. Sabe que la democracia sólo puede estar en donde la gente está, no “allá arriba”, en donde se corrompe sin remedio. Y así, a ras del suelo, aprendiendo de la gente común, ejerce la libertad.

Abrazos, Gustavo Esteva

.

APPRENDERE FACENDO / DOSSIER

ALTRI ARTICOLI DI GUSTAVO ESTEVA

LA CAMPAGNA 2014 DI COMUNE-INFO: RIBELLARSI FACENDO

66 comments

  1. “L’Italia vista da troppo lontano”
    Christian Raimo – internazionale

    Stamattina alcuni giornali aprono addirittura sul calo dei consensi per Matteo Renzi, per la prima volta sotto la soglia psicologica del 50 per cento. Perché la fiducia degli italiani per questo leader così popolare sta calando? È vero che le motivazioni non sono tutte da addebitare al suo operato, e che probabilmente governare stanca chiunque. Ma per capire in un’immagine lampo perché Renzi non riesce a convincere più, si possono rivedere gli ultimi tre minuti della puntata di ieri di In mezz’ora in cui Lucia Annunziata intervistava proprio il presidente del consiglio.
    È stata una mezz’ora appunto abbastanza noiosa in cui Lucia Annunziata – senza portare mai il botta e risposta sui temi etici, sugli orizzonti politici alti, sulle prospettive ideali – l’ha incalzato sì, ma sempre su questioni di piccolo cabotaggio, ripetendogli tre volte ogni domanda – il patto del Nazareno, chi sostituirà Napolitano al Quirinale eccetera – a cui Renzi ha risposto da politico navigato, e quindi un po’ noioso. Ma proprio in coda, l’ex rottamatore si è voluto prendere l’ultima parola. E ha detto: mi faccia dire l’ultima cosa, io spesso viaggio in Italia con l’elicottero, lo faccio per problemi di sicurezza, e vedo un paese bellissimo.
    Ecco, è probabile che da tremila metri d’altezza l’Italia, con le sue colline e i suoi declivi, sembri un posto fantastico. Il problema forse è che, da quella distanza, Renzi scambia le file dei centri per l’impiego in file davanti alle fabbriche, le manifestazioni di Casapound davanti alle scuole per crocchi di innocue mamme, e le folle che lo aspettano al suo prossimo comizio per comunità plaudenti e non per contestatori.
    Ecco, non dico tanto, ma se si avvicinasse un po’, vedrebbe che non è così.

  2. La missione di Alberto Garzón

    —  Jacopo Rosatelli, 29.11.2014

    Spagna . Intervista al candidato di Izquierda unida alle primarie di febbraio per la premiership: «Mi batto per una sinistra forte e presente nelle città e nei luoghi di lavoro». Podemos? «Ha una calcolata ambiguità ideologica e le manca presenza strutturata sul territorio»

    Ha scelto l’Italia per la sua prima «mis­sione inter­na­zio­nale» da quando è il can­di­dato «forte» alle pri­ma­rie di Izquierda unida (Iu) pre­vi­ste a feb­braio. Lo spa­gnolo Alberto Gar­zón (appena 29 anni, ma già lea­der vero) è a Roma, capi­tale per un giorno della sini­stra euro­pea che com­batte la «grande coa­li­zione» al governo a Bru­xel­les. Il mes­sag­gio di piazza Far­nese è chiaro: quella con­tro le poli­ti­che di auste­rità è una bat­ta­glia comune, che nes­sun Paese può vin­cere da solo. E per cam­biare i rap­porti di forza ser­vono nuovi equi­li­bri nel Con­si­glio euro­peo, dove sie­dono i primi mini­stri: ser­vono, cioè, nuove mag­gio­ranze di sini­stra negli stati attual­mente ammi­ni­strati dalle destre. Come la Spa­gna, «allievo modello» molto apprez­zato dalla can­cel­liera tede­sca Angela Mer­kel e da molti com­men­ta­tori main­stream: «Si dice che noi spa­gnoli siamo usciti dalla crisi, ma non è vero. I fon­da­men­tali dell’economia con­ti­nuano a essere deboli: la pre­sunta ripresa si basa su lavoro pre­ca­rio, abbas­sa­mento dei salari ed emi­gra­zione, che non sono con­di­zioni per uscire dalla crisi. Non basta un lieve aumento del pil in un tri­me­stre: il pil aumen­tava anche nel 2009 e sap­piamo com’è andata», sostiene Garzón.

    Qual è il signi­fi­cato poli­tico fon­da­men­tale della sua par­te­ci­pa­zione alle pri­ma­rie per desi­gnare il can­di­dato pre­mier di Iu?

    In un momento di emer­genza sociale come quello che viviamo serve uno stru­mento per cam­biare la società: può essere solo una sini­stra orga­niz­zata e solida, anche ideo­lo­gi­ca­mente, come Iu. Serve, però, un rin­no­va­mento che signi­fi­chi più movi­mento e meno par­tito tra­di­zio­nale, meno buro­cra­zia: per que­sto mi can­dido. Tengo a dire che le pri­ma­rie sono impor­tanti, per­ché ali­men­tano la par­te­ci­pa­zione di per­sone nuove, ma non sono suf­fi­cienti: ser­vono soprat­tutto a sta­bi­lire un rap­porto fra base e lea­der­ship in modo tale che quest’ultima si senta sem­pre vin­co­lata a rap­pre­sen­tare la volontà dei mili­tanti. Per que­sto è molto impor­tante che le pri­ma­rie si svol­gano in con­di­zioni di garan­zia. Per inten­derci: non vogliamo che un grande impren­di­tore possa inve­stire soldi per fare eleg­gere un can­di­dato amico…

    Lei parla di una sini­stra «orga­niz­zata e solida, anche ideo­lo­gi­ca­mente»: è un’allusione al fatto che Pode­mos non lo è?

    In un momento di crisi come l’attuale, il ter­reno sotto i nostri piedi si sta muo­vendo a gran velo­cità: la scom­po­si­zione sociale che viviamo fa sì che le per­sone cer­chino pro­te­zione sociale. La rispo­sta può arri­vare da una sini­stra orga­niz­zata oppure fluida. A mio giu­di­zio Pode­mos è una for­mi­da­bile mac­china elet­to­rale, ma ha una cal­co­lata ambi­guità ideo­lo­gica e le manca pre­senza strut­tu­rata sul ter­ri­to­rio. Si può avere la forza per un buon risul­tato elet­to­rale, ma se manca orga­niz­za­zione nella società e chia­rezza nei pro­grammi non si rie­sce a cam­biare dav­vero le cose. Per que­sto io mi batto per una sini­stra forte e pre­sente nelle città e nei luo­ghi di lavoro, che fac­cia vera lotta per l’egemonia.

    Eppure i diri­genti di Pode­mos dicono di ispi­rarsi a Gramsci…

    La loro classe diri­gente è fatta di per­sone molto pre­pa­rate, con le quali ho un ottimo rap­porto, anche di ami­ci­zia per­so­nale. Il punto è che loro inter­pre­tano Gram­sci attra­verso Erne­sto Laclau, teo­rico del popu­li­smo di sini­stra, e quindi sosten­gono che non c’è più la lotta di classe. Io la penso diver­sa­mente: non ci sono sem­pli­ce­mente ric­chi e poveri, ma diverse classi sociali. Da que­sta diversa let­tura deriva una con­se­guenza impor­tante: io non credo che basti vin­cere le ele­zioni per pren­dere il potere. Il governo e il potere non sono la stessa cosa. In ogni caso, non voglio negare che siano molto bravi a rac­co­gliere l’indignazione popo­lare: è un loro grande merito che va riconosciuto.

    Da più parti si è inter­pre­tata la sua can­di­da­tura come pre­lu­dio a una con­ver­genza con Pode­mos, ma le dif­fe­renze fra voi non mancano…

    Voglio essere chiaro. Den­tro Iu c’è chi è a pro­prio agio con le pic­cole per­cen­tuali o con l’isolamento modello comu­ni­sti greci del Kke: io no. A me inte­ressa cam­biare la società, e per que­sto non con­di­vido le posi­zioni con­ser­va­trici, di ripie­ga­mento, che esi­stono anche nel mio movi­mento. Io voglio lot­tare per vin­cere, gio­care all’offensiva, e quindi dia­lo­gare e col­la­bo­rare con altre forze poli­ti­che: l’obiettivo è costruire una con­ver­genza attorno a un pro­gramma. E i pro­grammi di Iu e Pode­mos sono molto simili. Al momento, però, regi­stro che Pode­mos intende pre­sen­tarsi da solo al voto del pros­simo anno per­ché non intende «con­ta­mi­narsi» con gli ele­menti clas­sici della sini­stra: stanno costruendo una mac­china elet­to­rale che dice di non essere né di destra né di sini­stra. E per noi è un errore: se vinci le ele­zioni sulla base di una piat­ta­forma volu­ta­mente ambi­gua, poi cosa fai? Un altro errore è pren­der­sela indi­stin­ta­mente con ’la casta’: la cor­ru­zione è prima di tutto un feno­meno eco­no­mico, non solo politico.

    Met­tiamo da parte le sin­gole forze poli­ti­che, e imma­gi­niamo che tra un anno in Spa­gna ci sia un governo di sini­stra: cosa potrà cam­biare, tenendo conto dei con­di­zio­na­menti di Ber­lino e Bruxelles?

    L’Unione euro­pea è il para­diso delle ban­che, non delle per­sone: il denaro è più libero della gente. Per que­sto è ovvio che vin­cere in uno stato non è suf­fi­ciente per tra­sfor­mare la realtà: non c’è dub­bio. Ciò non toglie che è fon­da­men­tale farlo, e aggiungo: anche a livello locale, muni­ci­pale. In primo luogo per ragioni sim­bo­li­che: le rivo­lu­zioni si nutrono anche di ele­menti emo­tivi, come dimo­stra la acam­pada di Puerta del Sol del movi­mento 15-M. La forza sim­bo­lica di quell’evento la si è vista dopo: si è mani­fe­stata nelle mobi­li­ta­zioni grandi e con­ti­nua­tive degli anni suc­ces­sivi, che sareb­bero state impos­si­bili senza quel sim­bolo. Oltre a ciò, con­tano natu­ral­mente i rap­porti di forza: e noi spa­gnoli, come tutti i Paesi debi­tori, dob­biamo capire che nei con­fronti della Ue abbiamo il col­tello dalla parte del manico. Il motivo è sem­plice: il nostro debito è un pro­blema delle ban­che tede­sche e fran­cesi. Diceva Bre­cht: ’Se hai un debito di 10mila dol­lari è affar tuo, ma se è di un milione è un pro­blema delle ban­che’. La can­cel­liera Mer­kel smet­terà di imporre all’Europa la poli­tica di auste­rità quando saranno le ban­che del suo Paese a chie­der­glielo: e que­sto acca­drà quando i governi dei Paesi della «peri­fe­ria» Ue cam­bie­ranno atteg­gia­mento e rove­sce­ranno sulle ban­che il pro­blema del debito.

    LE PRIMARIE

    In Spa­gna è comin­ciato il conto alla rove­scia in vista delle ele­zioni poli­ti­che pre­vi­ste tra un anno, allo sca­dere della legi­sla­tura. In pri­ma­vera le prove gene­rali: si voterà in molte città e regioni, fra cui la Comu­nità di Madrid. Izquierda unida sele­zio­nerà il pro­prio can­di­dato pre­mier attra­verso pri­ma­rie aperte ai sim­pa­tiz­zanti: non si pre­sen­terà il segre­ta­rio Cayo Lara, e nes­suno ha dubbi che il vin­ci­tore sarà Alberto Gar­zón (finora unico can­di­dato), eco­no­mi­sta, depu­tato alle Cor­tes già molto noto nono­stante la gio­vane età. Viene dal movi­mento degli indi­gna­dos, è un autore pro­li­fico ed è atti­vis­simo sui social media. A lui il com­pito di cer­care un’intesa con Pode­mos, il neo­par­tito di Pablo Igle­sias in testa (27%) secondo alcuni son­daggi. Alle euro­pee del 25 mag­gio Iu ha rac­colto un buon 10%, ma le inchie­ste di opi­nione dicono che ora è in forte calo (4,5%): il primo obiet­tivo di Gar­zón è risa­lire la china.

    1. ieri, in modo veloce, si è parlato di cosa c’è qui da noi e di cosa ci sia altrove in alternativa al neoliberismo e al populismo (soprattutto quello di destra, neofascista e xenofobo).
      il pensiero è andato subito in spagna, dove podemos è dato nei sondaggi al 27%.
      ma in spagna non c’è solo quello. c’è anche IU, capace alle europee di prendere il 10%.
      ma la cosa interessante è un’altra.
      le similitudini e il dialogo tra le due forze politiche, guidati da due ragazzi che, per la loro età oltre che per le idee i il modo di far politica, fanno apparire vecchi, anche anagraficamente, i “giovani” di casa nostra.
      izquierda unida è un partito dichiaratamente di sinistra. podemos si dice “ne di destra ne di sinistra”, anche se per programma politico, idee, modi, lascia pochi dubbi sul proprio schieramento.
      tant’è che in europa i due partiti siedono tra gli stessi banchi e i loro programmi sono davvero molto simili.

      forse non troveranno mai un punto di incontro, o forse si. ma il punto non è questo.
      il punto è che l’alternativa esiste. basta volerla creare

      1. l’alternativa si crea alternandola.

        per il resto…
        …non c’entra nulla, ma sto seguendo un po’ i percorsi dei fuoriusciti del m5s. i più vicini al pd (non necessariamente renziani) mi sembrano orellana, gambaro e forse lorenzo battista. zaccagnini ha aderito ufficialmente a sel, bocchino e campanella vicinissimi a l’altra europa/ (italia/emilia/sassuolo/ecc.). altri sono vicini a pizzarotti e sperano in un diverso m5s…

        1. tra le tante cose che dice garzon, una trova la mia più completa approvazione: la storiella “ne di destra ne di sinistra” non regge. per nessuno. porta buoni risultati elettorali nel breve, ma se devi governare, o ti proponi a incidere sulle politiche di un paese, l’ambiguità la si paga. basti guardare al m5s.
          governare un paese non è la stessa cosa che amministrare un condominio.
          se una compagine politica, chiamala partito, coalizione, movimento, non poggia su basi condivise (lo so che lo dico sempre…) non va molto lontano. prima o poi ti troverai ad affrontare temi che vanno oltre la mera protesta e gli slogan “basta casta, corruzione, ecc” che, e ci mancherebbe, uniscono tutti

  3. Nel PD ci sono i D’Alema, i Renzi, i Civati, persino i Fioroni.
    Uno può dire di aderirvi solo perchè c’è D’Alema e affermare plausibilmente di non aver mai sostenuto ad esempio Renzi.

    Ma uno che ha aderito/votato il M5S, non è che potesse equivocare più di tanto:
    o Grillo o Casaleggio
    (che dicono la stessa cosa). Altro non c’era.

    Mi fanno sorridere quelli che solo adesso dopo anni si accorgono che Grillo “forse” è un po’ fascistoide.

    Sarà che tendo sempre a pensare che se uno va in piazza ad applaudire un politico e poi lo vota, lo faccia condividendo quello che dice. A maggior ragione se si fa eleggere nel suo movimento.

    Per questo non ho mai pensato che “i Grillini siano meglio di Grillo”. In larga parte non è affatto così.
    Ne meglio (in che senso?) ne peggio.

    Almeno tra coloro che fanno politica la frequentano e la seguono.

    Poi naturalmente ci sono anche quelli che erano “contro” qualcuno, quelli che “pensavano che”, quelli che volevano “dare un segnale”, quelli che “è ora di finirla” ecc. Ecc.
    Persino quelli in buonafede.
    Ma è un’altro discorso.
    😉

    1. non sono d’accordo. c’è sempre un livello ideologico (in tutti, in quasi tutti) che ti fa accettare cose inaccettabili perché…
      …perché lo spirito rivoluzionario (che non critico a priori) sposta sempre in avanti il realizzabile. tutto si giustifica, o al peggio si sopporta, spesso anche si esalta, in funzione di quello che verrà. cosa poi dovrà essere quello che verrà, in genere nessuno lo sa, ed è per questo che funziona. e funziona soprattutto se quello che c’è (opposto a quello che verrà) non piace per niente. non abbiamo da perdere che le nostre catene (vale sempre).
      occorrerebbe tenerne conto, perché le cose non nascono a caso.

      1. Basta esserne consapevoli ed assumersene la responsabilità.

        “Voto Grillo anche se è fascista perchè mi serve per ribaltare il sistema per poi fare altro (?). È rischioso lo so, ma secondo me vale la pena tentare e me ne assumo la responsabilità.”

        È un discorso che nel caso specifico (M5S) contrasto ma accetto.

        A me da fastidio chi cade dal pero o “non è mai colpa mia”

        1. Voto Renzi anche se è fascista perchè mi serve per ribaltare il PD per poi fare altro (?). È rischioso lo so, ma secondo me vale la pena tentare e me ne assumo la responsabilità.

            1. Solitamente fascista è il primo che giudica così chi lo contrasta in una conversazione
              Non avendo altri argomemti, la butta sulla “violenza”

              Quanto al ribaltare, ognuno da un significato diverso alla parola.
              Il tuo mi sembra un ribaltamento a 360 gradi (purtroppo non celsius)

                    1. no, l’ho detto da tempo

                      ma se il m5s ha derubato di una speranza, il pd continua a derubare il paese, ma i fedeli sono più interessati ai problemi degli altri

                    2. Il PD non esiste.E’ consorteria affaristica finalizzata alla subornazione e sfruttamento dei fessi.Truffatori ed estosori in salsa toscana.Storia vecchia e noiosa…
                      La nuova è che ha fatto proseliti tra chi non ti saresti mai aspettato.La storia insegna…

                      “Direttorio è il termine con il quale si definisce il vertice delle Istituzioni nell’ultima parte della Rivoluzione Francese.Malgrado le intenzioni, in pochi anni il sistema del Direttorio si dimostrò fallimentare.Le garanzie proposte portarono in effetti all’eccesso contrario: un governo rissoso, estremamente instabile e dunque imbelle.”

                      Niente d nuovo sul fronte occidentale.. ma che botta,cari i miei Talebani!

        2. anche il comunismo passava per la dittatura del proletariato…
          c’è sempre il passaggio intermedio giustificato in funzione del fine, e in misure diverse vale per tutti, anche per renzi, o bersani, o monti, o berlusconi….
          ma in fondo, tutto questo per dire che tacciare di fascismo il ‘grillino’ non è corretto in sé (per me lo è di fatto di battista, per dire, o il latitante daniele x, ma cosa dire di tutti quelli che sono usciti? ti ritrovi addirittura un orellana che probabilmente passerà al pd…), e in fondo serve anche a poco.

Rispondi a nammgiuseppe Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...