Expo: lettera aperta alle autorità

Segnalato da barbarasiberiana

Il 7 febbraio a Milano si terrà una Convention nella quale il PdC Matteo Renzi presenterà il Protocollo sul cibo.

In contemporanea si svolgerà il convegno “Expo: nutrire il pianeta o nutrire le multinazionali ?”, del quale trovate il programma più sotto.

In questa occasione un gruppo di cittadini ha preparato una lettera aperta alle Autorità italiane e agli esperti invitati al convegno istituzionale, che potete trovare QUI.

Tra i promotori e i firmatari della lettera possiamo trovare: Moni Ovadia, Vittorio Agnoletto, Mario Agostinelli, Piero Basso, Franco Calamida, Massimo Gatti, Antonio Lareno, Antonio Lupo, Emilio Molinari, Silvano Piccardi, Paolo Pinardi, Basilio Rizzo, Erica Rodari, Anita Sonego, Guglielmo Spettante.

Vi invitiamo, se non lo avete già fatto, a sottoscriverla personalmente e farla sottoscrivere alle vostre associazioni e ad altri.

Le adesioni alla lettera aperta, sia individuali che collettive, vanno comunicate ad uno dei seguenti indirizzi mail:

Vittorio Agnoletto vagnoletto@primapersone.org

Franco Calamida f.calamida@alice.it

Scarica la lettera in formato pdf.

https://www.facebook.com/events/445550245598421/?source=1

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EXPO: NUTRIRE IL PIANETA O NUTRIRE LE MULTINAZIONALI?

www.welfarenetwork.it, 19/01/2015

Il convegno si svolgerà presso la sala Alessi a Palazzo Marino, sabato 7 febbraio dalle 9,30 alle 14,00.

CostituzioneBeniComuni, il gruppo consigliare Sinistra per Pisapia, con l’adesione di Adesso Basta e del Comitato Milanese AcquaPubblica vi invitano a partecipare al convegno internazionale “Expo:  nutrire il pianeta o nutrire le multinazionali ?” che si svolgerà presso la sala Alessi a Palazzo Marino, sabato 7 febbraio dalle 9,30 alle 14,00.

In questi ultimi mesi di lavori per la realizzazione di Expo 2015, la nostra città ha visto di tutto, dall’illegalità allo sperpero di ingenti risorse economiche per l’organizzazione di Expo in una città che avrebbe urgenza di ben altri interventi, Inutile dire che questi episodi hanno colpito molto negativamente l’opinione pubblica, e noi per primi.

Ma c’è un aspetto che, fra tutti ci preoccupa moltissimo e ci chiede, come cittadini milanesi, di assumerci delle responsabilità.

L’organizzazione dell’evento, la scelta delle partnership, i protocolli che saranno firmati appaiono in totale contrasto con il logo “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, le protagoniste assolute saranno le grandi multinazionali, dalla Coca Cola alla Nestlè alla Barilla, solo per citarne alcune. Proprio quelle aziende che con le loro politiche rappresentano una delle cause fondamentali della mancata realizzazione del diritto all’acqua potabile e al cibo sano. L’Expo sembra fatto apposta per nutrire la multinazionali, non certo il pianeta.

Il convegno del 7 febbraio è l’apertura di un percorso aperto e rivolto a tutti con l’obbiettivo di discutere ed avviare delle iniziative in grado di mettere al centro del dibattito della nostra città nei prossimi mesi il diritto al cibo, all’acqua e la difesa della legalità dagli appetiti speculativi.

CostituzioneBeniComuni, gruppo consigliare Sinistra per Pisapia.

Aderiscono: Adesso Basta, Comitato Milanese Acqua Pubblica

https://www.facebook.com/Costituzionebenicomuni

https://www.facebook.com/events/1562868707303301/?ref=51&source=1

conv expo

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26 comments

  1. Il convegno internazionale “EXPO: NUTRIRE IL PIANETA O NUTRIRE LE MULTINAZIONALI ?” di domani a Palazzo Marino è prevista la trasmissione in streaming.
    Per poter accedere occorre utilizzare il seguente collegamento:

  2. il sindaco di verona flavio tosi apre alle unioni di fatto e istituisce nella città degli innamorati l’apposito registro.
    “due persone che si vogliono bene si vogliono bene è basta”

    dopo un lungo dibattito i vertici della lega trovano l’unica spiegazione razionale ad una scelta così scellerata: “tosi è finocchio!”, hanno ruttato in coro

  3. c’è chi fa gli affari rapidi e chi li fa “slow”, ma li fa lo stesso. Io, di concreto, vedo solo affaristi, e Farinetti è una montatura, spesso vende roba costosa senza ragione alcuna, se non quella di guadagnarci. Preferisco Caprotti

        1. mi risulta che slow food faccia un lavoro di ricerca delle “eccellenze” sul territorio, e che queste vengano promosse col marchio (correggetemi se sbaglio). Eataly è un marchio e basta, buono per infinocchiare gente di città che vuole mangiare sano ma in vita sua non ha mai visto una gallina

  4. “Non si doveva fare,
    non ce la faremo mai,
    è una colata di cemento,
    ci vuole ben altro,
    sistemate prima le buche,
    è uno spreco di soldi,
    non verrà nessuno
    Bla
    Bla
    Bla”.

    Insomma il solito giro di giostra.
    dei soliti noti per cui non si dovrebbe mai fare nulla
    che vada al di là di un convegno su “dove va la sinistra?”.

    C’è sempre un motivo (la criminalità, le multinazionali, la corruzione, ecc)
    per chiudersi a doppia mandata dietro le inferriate a guardare da dietro in cagnesco
    qualsiasi tentativo di uscire dall’ordinario.

    1. guarda che il rinchiuso sei tu, e manco ti accorgi che ci son le sbarre. Miopia?
      Ogni giorno scoprono appalti corrotti, anche oggi. Ma evidentemente credi che il conto non toccherà anche a te. Fai parte del giro?

    2. ti faccio notare che all’expo si dovrebbe parlare di agricoltura, e il progetto originario prevedeva la realizzazione di orti, per avere produzione e consumo a “metro zero”, con l’impiego di prodotti stagionali.
      Tutto si è trasformato in un’enorme colata di cemento. E in una vetrina per multinazionali.

      1. Stiamo parlando di un’esposizione universale,
        non di un mercatino Bio fuori porta.

        Che ci siano anche le multinazionali mi pare più che comprensibile.
        Gli orti ci saranno, ma non si può pensare che bastino ad attrarre 20 milioni di visitatori.

  5. le protagoniste assolute saranno le grandi multinazionali, dalla Coca Cola alla Nestlè alla Barilla, solo per citarne alcune.

    Perchè? C’era qualche dubbio? Che il titolo fosse la foglia di fico per far questo?
    C’è tutta la storia delle Expo precedenti a dimostrarlo.
    E c’è qualche dubbio sul fatto che, dopo l’EXPO, chi è passato all’incasso lascerà alla collettività problemi pressochè irrisolvibili e debiti?
    Io questi dubbi non li ho mai avuti, e come me tanti.
    I contenuti della protesta sono condivisibili, ma scusatemi se mi vien da sorridere quando leggo i nomi dei primi firmatari.
    Son gli stessi da quand’ero piccolo, in gran parte protagonisti di una politica attiva o seduta che, di fatto, non ha quasi mai prodotto nulla in tema di salute e di politica ambientale.
    Ci stiamo girando attorno, insomma…a furia di “aprir” percorsi scaveremo più della TAV

    1. Repubblica
      Expo, un’altra inchiesta a Milano: nel mirino 4 appalti per la Darsena e le Vie d’acqua
      La polizia ha acquisito una serie di documenti nella sede della società Expo spa. Il fascicolo, contro ignoti, ipotizza il reato di turbativa d’asta per le gare che riguardano le Vie d’acqua e la Darsena.

      Ormai ho perso il conto delle inchieste, ma son pressochè sicuro che si risolveranno in patteggiamenti, piccole multe o niente di fatto.
      E’ così dalla prima linea del metrò

      1. La gara per aggiudicarsi Expo è stata vinta sulla base di un progetto, elaborato con la collaborazione, tra gli altri, di Carlo Petrini . Questo progetto è stato totalmente snaturato. Diciamo che, per coerenza, Slow Food doveva tirarsene fuori. .

          1. concordo.
            Chi tocca Petrini sarà bannato per una settimana.
            Farinetti ha ripiegato su Eataly solo perché McDonald’s esisteva già.

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