L’urgenza di non avere paura

di Alessandro Gilioli – 14 febbraio

segnalato da n.c. 60

Ci ha messo meno di due anni, la coalizione Italia Bene Comune, a finire letteralmente a botte: un discreto record.

Ma la vera questione oggi è se la rissa sulla Costituzione (la legge fondante di uno Stato!) è o non è un punto di non ritorno per quella cosa nata a metà degli anni Novanta, che poi ha preso diversi nomi e diverse forme (Progressisti, Ulivo, Unione e appunto Italia Bene Comune), che si basava su un’alleanza di centrosinistra nel contesto di un sistema vagamente bipolare e che tutt’ora governa insieme in tanti importanti Comuni e diverse Regioni.

Ecco, io credo che lo sia, un punto di non ritorno. O quanto meno che dovrebbe esserlo.

Dovrebbe esserlo se la rappresentanza politica dell’opposizione di sinistra avesse il coraggio di costruirsi come soggetto sociale, di costituirsi con un suo programma di obiettivi e di pratiche indipendente dalle alleanze aritmetiche, di non guardare sempre con ansia al più vicino appuntamento elettorale con l’obiettivo di qualche strapuntino, un assessorato, un rimborso.

È un bivio storico, direi, che altrove è stato affrontato con risolutezza e senza complessi di inferiorità (sì, sto parlando di Spagna e Grecia) e che da noi vede invece ancora prevalere le timidezze di un ceto politico di sinistra pieno di paure.

La cosa curiosa è che ciò di cui hanno paura – l’irrilevanza, la marginalità – è proprio il destino che si costruiscono avendo paura.

http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/02/14/lurgenza-di-non-avere-paura/

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8 comments

  1. Solo Parzialmente in tema, sempre Giglioli

    Non esistono solo le democrazie da una parte e le dittature dall’altra. 
    C’è un territorio intermedio tra questi due estremi, anche se non siamo stati educati a pensarlo, anche se siamo cresciuti in una visione manichea delle cose, complici le dittature fasciste e comuniste. 
    C’è un grosso territorio intermedio e la storia contemporanea dimostra che anzi questo si sta affermando sempre di più – pensate alla Russia, al Venezuela, all’Ungheria, ma non solo: i continenti in via di sviluppo sono pieni di questi regimi che definirei semidemocratici. Cioè con pochissimi corpi intermedi, con una concentrazione di potere e di mezzi economici-mediatici per preservarlo, con un potere ridotto ai cittadini e una loro minorità di fatto in termini di incidenza sui decisori; tuttavia con una serie di diritti conservati, come il voto, qualche forma minore di stampa non omologata, un’opposizione in Parlamento cha canalizza il dissenso – o una parte di esso, poi c’è l’astensione. Cose così.
    Credo la questione sia questa. Non c’è bisogno di urlare alla dittatura. Non è quello lo scenario. Non troverete i carrarmati sotto casa. Non vi verranno a prendere di notte. Potrete serenamente continuare a dissentire su Facebook.
    Semplicemente, conterete un po’ meno.

    1. “Certo che i civatiani che si mettono in ballo con gruppo alternativo senza uscire dal PD non sono di buon auspicio…”
      La merda è un problema teologico più arduo del problema del male. Dio ha dato all’uomo la libertà e quindi, in fin dei conti, possiamo ammettere che egli non sia responsabile dei crimini perpetrati dall’umanità. Ma la responsabilità della merda pesa interamente su colui che ha creato l’uomo.”
      Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere, 1984

  2. Vediamo l’esperimento ligure se sarà solo una somma di minoranze o se un primo passo per qualcosa di serio. E vedremo chi candideranno.
    Certo che i civatiani che si mettono in ballo con gruppo alternativo senza uscire dal PD non sono di buon auspicio. ..

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