Il successo di Syriza e Podemos secondo Noam Chomsky

Segnalato da barbarasiberiana

Una tensione internazionale sempre più alta e un’Europa preda di assalti neoliberisti, terreno fertile per i “rigurgiti” rappresentati da Syriza e Podemos. Questa è l’opinione di Noam Chomsky, eminente studioso statunitense, in un’intervista concessa al giornale spagnolo “Contexto y Acción” (CTXT).

“C’HO UN RIGURGITO ANTI(NEO)LIBERISTA”: IL SUCCESSO DI SYRIZA E PODEMOS SECONDO NOAM CHOMSKY

Di Emanuele Vena – InternationalBusinessTimes, 15/02/2015

Chomsky e l’Europa

Per l’esperto statunitense l’Europa è preda di politiche economiche semplicemente “folli”, basate su un’austerità nella recessione sulla quale “ormai ha fatto autocritica perfino il Fondo Monetario Internazionale”. Per Chomsky ciò è frutto del cosiddetto “assalto neoliberista”, inaugurato dalle politiche reaganiane e della Thatcher negli anni ’80 e che ora in Europa si sta particolarmente intensificando, mostrando “il sadico volto del capitalismo selvaggio”.

Per Chomsky, infatti trattasi di politiche che hanno un loro senso. Per i capitalisti, ovviamente, mossi dall’obiettivo di “indebolire il Welfare State e i lavoratori e di rafforzare il potere e i privilegi delle classi ricche”. Una politica che però giustifica e rende inevitabile l’avvento ed il prorompente successo di formazioni come Syriza e Podemos.

Syriza e Podemos, tra sinistra e antiliberismo

Chomsky, con la consueta abilità provocatoria che lo contraddistingue, tende a precisare il profilo delle formazioni guidate da Alexis Tsipras e Pablo Iglesias. Sottolineando che, sebbene il quadro politico odierno spinga a ritenere Syriza come un partito “di sinistra”, in realtà in essa non vi è un vero richiamo alla “rivoluzione socialista” o al controllo dell’industria da parte dei lavoratori, quanto più una lotta antagonista contro “l’assalto neoliberista che sta distruggendo le economie periferiche”.

Il contesto globale

Chomsky spiega come l’attuale situazione dell’Unione Europea sia un riflesso di quanto sta già accadendo in America Latina, con la presenza di Paesi che “dopo 500 anni di sottomissione al dominio delle grandi potenze” si stanno organizzando per respingere “l’invasione neoliberista”, puntando ad isolare le posizioni di Stati Uniti e Canada nell’area. Del resto, spiega lo studioso, “gli USA stanno perdendo tutte le basi militari in America Latina”, e la stessa Cuba farà pressioni per riottenere Guantanamo, teatro delle crudeltà compiute dagli statunitensi nei confronti dei prigionieri sospettati di terrorismo.

Ma qual è il polso della situazione globale? Per Chomsky – che considera gli USA ormai sempre più “un Paese con un solo partito trasversale, i ‘Repubblicani Moderati'”, ed Obama un presidente “molto più a destra di Nixon ed addirittura di Eisenhower” – la situazione sta rapidamente mutando. In peggio, a causa dei cambiamenti climatici e, soprattutto, della minaccia nucleare. E cita il Doomsday Clock – “l’orologio dell’apocalisse” ideato nel 1947 dagli scienziati del Bulletin Of Atomic Scientist dell’Università di Chicago – le cui lancette sono tornate a 3 minuti dalla mezzanotte (considerato il punto di non ritorno dalla catastrofe), la distanza più breve sin dai tempi della Guerra Fredda. Un imbuto dal quale diventa sempre più difficile uscire

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68 comments

  1. Recuperato l’arretrato (letti tutti i commenti, piano piano, non riesco ad andare più veloce (cit.)). Cose sparse. Pastorino. Quello che mi colpisce è la testata della sua pagina FB (altro che focalizzarsi sulla sua proposta di usare loomio) è l’espressione “il tuo deputato”, che mi ricorda molto i volantini che in genere distribuiscono in GB e US, “your friendly neighbour handyman, ecc”. Mi domando (ma temo la risposta) che cavolo intenda con il “tuo” deputato. Si è diviso in azioni popolari ed ha deciso di allocarle in una eterea borsa politica? Mi piacerebbe chiedergli se c’è un gruppo di controllo o un azionista di maggioranza su Pastorino.
    Insomma, hanno difficoltà ad usare in maniera decente la propria lingua, proponendo (almeno così la percepisco) improbabili anglicismi che perdono di significato una volta usati letteralmente e dovremmo chiederci se sanno cos’è la rete?
    Si continua a confondere lo strumento con il progetto ed il progetto con lo scopo del progetto (ritorno sulle molle ed i muri). Insomma un poco come se negli anni passati il PCI avesse messo in piedi le sezioni e per magia, in funzione della “rete” costruita, ecco sorgere il più grande partito comunista occidentale. Rete di che? e soprattutto di chi? e per che cosa? Pubblicare (sempre sulla pagina FB di Pastorino, scusate la ripetizione ma ho la sindrome da “voler essere capito e cercare di esserne certo”) i “like” raggiunti significa ancora una volta ricadere nella vecchia sindrome dell’ “eravamo tanti in piazza” Rappresentano la misura di qualche cosa di reale? La politica costa tempo, sacrifici e (quella buona) non prevede niente in cambio se non l’egoismo intelligente del “se va bene ne guadagnerò anche io” (sottolineare se ed il futuro).
    I leader, ai miei tempi, erano gli incoscienti che quelli più intelligenti, mandavano al massacro mentre ne avevano già progettato il ricambio. Il potere vero si nasconde nei gruppi, nei movimenti che decidono chi mandare al fronte per rappresentare la forza che si cela (e manco tanto) nella sostanza di chi le esprime. Vedo tanta ingenuità e, ad essere un pò cattivo, una sorta di permanenza di quella che una volta si chiamava “fase adolescenziale” aggravata oggi dai gadget che seminano l’illusione della comunicazione in tempo reale poichè, ovviamente, non c’è più niente da codificare, il messaggio non è nemmeno più il mezzo, il messaggio è, semplicemente e tristemente, la “trasmissione” del messaggio, come se, si costruisse una rete per l’acqua potabile senza rubinetti, l’importante è il fluire e rifluire dell’acqua, che poi lo scopo concreto fosse bere, ormai sfugge (a voler essere buoni).

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