Un treno carico di costi

di barbarasiberiana

Qualche settimana fa si era parlato della TAV, della sua (in?)utilità, dei costi.

Ho cercato di capirci qualcosa di più, non so se ci sono riuscita, perché c’è molta discrepanza fra i dati di progetto e le cifre effettivamente autorizzate. Il grosso delle informazioni sotto riportate è tratto dall’articolo “TAV, un treno carico di costi” di Maurizio Bongioanni (Altreconomia n°168), per le info aggiuntive ho messo il link di riferimento.

Entro il 28 febbraio Lyon-Turin Ferroviaire (LTF) è tenuta a presentare alla commissione europea la richiesta per la tratta transfrontaliera della linea ad Alta Velocità tra Torino e Lione. Entro quella data un soggetto terzo, un ente certificatore, dovrà esprimere il proprio parere sui costi preventivati dalla società (partecipata da Rete Ferroviaria Italiana-RFI e Réseau Ferré de France-RFF). Al 21 gennaio (data di chiusura dell’articolo di AE) questo soggetto terzo non è ancora stato individuato (la gara si è chiusa senza risultati). In sostanza, i costi stimati della TAV non sono ancora stati asseverati.

Il progetto è suddiviso in più tratte, in particolare:

  • tratta Saint-Didier de la Tour – Montmélian, francese (11’378 milioni di € il costo stimato)
  • Montmélian – Chiusa San Michele (tratta internazionale, costi così ripartiti: 57.9% Italia, 42.1% Francia)
  • Tratta Chiusa San Michele –Nodo Torino, italiana
  • Tratta Bussoleno – Chiusa San Michele, stralciato da tratta internazionale e assegnato all’Italia

Un team costituito da ingegneri, studiosi, professori e scienziati facenti parte di Presidio Europa (www.presidioeuropa.net) e vicini al movimento no Tav ha provato a fare i conti in tasca a LTF. Questi i numeri da loro stimati:

Distanza totale                 270km

Costo complessivo          26’615 milioni di €

Il dato sui costi è confermato dalla Corte dei Conti francese (rapporto 2014 su finanza pubblica).

I dati sui costi non sono fra loro omogenei, ma proviamo a fare un po’ di chiarezza.

I dati del Progetto Preliminare (PP) del 2010 forniti da RFI, in milioni di €, sono i seguenti:

  • Tratta Bussoleno – Chiusa 2’000 circa
  • Tratta italiana 4’393 (possibile errore 30% secondo RFI)

Per quanto riguarda la tratta internazionale, abbiamo a disposizione il dato del Progetto Definitivo (PD) del 2012, fornito da LTF, che indica un importo complessivo di 8’848 milioni di €, i dati di agosto 2014 forniti da RFI stimavano l’opera in 12’000 milioni. L’indicazione di “Progetto Definitivo” è quello che compare nell’articolo di AE, ma ho il dubbio che sia un refuso (come spiegherò nel paragrafo relativo alla delibera del CIPE).

C’è da dire che i costi forniti da RFI tengono in considerazione, come da contratto, un tasso annuo di rivalutazione del 3.5%, che ai dati attuali è elevato. La rideterminazione di tale tasso dovrebbe essere fatta in fase di richiesta finanziamenti UE (ovvero a fine mese).

Applicando la percentuale di ripartizione spese, all’Italia dovrebbe competere una spesa variabile fra 5’100 e 6’900 milioni di €. Queste cifre concordano indicativamente con quelle riportate in questo articolo, al netto di ulteriori eventuali incrementi, che non si capisce se dovuti o no ad “errori” ma comunque finiti in documenti del Centro Studi di Montecitorio.

I finanziamenti UE possono coprire al massimo il 40% dell’importo, teoricamente quindi l’Italia, per la tratta internazionale, dovrebbe spendere una cifra compresa fra 3’072 (ipotesi LTF del 2012) e 4’162 (ipotesi RFI del 2014) milioni di €. Valori, però, teorici.

Secondo RFI il finanziamento pubblico è assicurato da uno stanziamento previsto nella Legge di Stabilità 2013 pari a 2’940 milioni (in realtà quelli allocati sono pari a 2’560 milioni), spalmati fino al 2029. L’Europa il suo contributo lo erogherà SOLO su quanto speso entro il 2020, e quindi su 1’370 milioni. Il contributo massimo del 40% sarà quindi su questa cifra (e pari al massimo a 910 milioni).

Quanto è già stato speso?

LTF ha rendicontato all’UE, ad oggi, spese per 708 milioni di € (studi + lavori). I finanziamenti ricevuti ad oggi ammontano a 420 milioni di € (entro il 2016 dovrebbero aggiungersene altri 158 per studi, indagini ed espropri).

Il CIPE a gennaio aveva approvato solo il progetto della parte italiana, ma senza emettere la delibera (che permetterebbe di avere copertura finanziaria).

La delibera del Cipe, 20/02/2015

Questo lo stralcio della delibera:

Approvato il progetto definitivo del Nuovo collegamento internazionale Torino – Lione – Parte comune italo-francese – Sezione transfrontaliera – Tratta in territorio italiano. Tale tratta è lunga circa 17 km di cui 12,5 in galleria e presenta un costo, a prezzi 2012, di 2,634 miliardi di euro. La quota italiana dell’opera realizzata in territorio italiano è di 1,597 miliardi di euro, che in caso di concessione da parte dell’Unione europea del contributo massimo previsto, pari al 40 per cento del totale, scenderebbe a 958 milioni di euro.

Queste cifre sono inferiori rispetto alle cifre previsto in Legge di Stabilità, e totalmente diverse da quelle previste da LTF nel 2012.

Ma a cosa è dovuto questo caos di cifre? Se leggiamo il documento inviato dai NoTav di Torino al Governo viene il dubbio che al momento non siano assolutamente stimabili i costi del Progetto Definitivo, perché questo di fatto non esiste. Esisterebbe solo quello per la parte italiana, non per quella francese (la somma indicata è la quota italiana di circa il 20% dell’intera tratta transfrontaliera?). E quindi, in teoria, il CIPE non poteva nemmeno deliberare.

Tirando le somme, se ho capito bene, allo stato delle cose l’Italia dovrebbe sborsare all’incirca 6’393 milioni per la tratta italiana e, per quella internazionale, 5’100 (dati 2012) – 640 (il 40% da delibera Cipe) = circa 4’460 milioni. In tutto sarebbero circa 10’000, volendo essere buoni, ma potrebbero essere di più (ne erano stati stimati circa 7’000).

I dubbi sulle coperture europee

I due Governi presenteranno il 26 febbraio a Bruxelles la richiesta di finanziamento comunitario al 40% per l’ammontare di tutte le opere previste nel periodo del budget (2014-2020) della Commissione europea. Stando a quanto scritto sopra, non si capisce su cosa andrà calcolato questo 40%.

Per il periodo 2014-2020 l’UE ha a disposizione un budget di 5’500 milioni di € per tutti i progetti TEN-T. Italia e Francia vorrebbero chiedere un finanziamento per un importo compreso fra 4’000 e 5’200. Un po’ troppo, forse, rispetto al totale…

Breaking news – Le inchieste

Anche in Francia hanno le loro gatte da pelare.

TAV, l’organismo anti-frode dell’UE apre un’inchiesta ufficiale

Michèle Rivasi e Karima Delli, due euro-deputate francesi del gruppo dei Verdi europei, verso la fine della scorsa settimana hanno reso noto l’avvio delle indagini sul contestato TAV Torino-Lione da parte dell’organismo anti-frode europeo (OLAF). A far muovere gli investigatori europei è stato un dossier presentato da un esponente del comitato No TAV d’oltralpe, Daniel Ibanez, congiunto alla pressione delle euro-deputate parte del gruppo dei Verdi europei.

Già a novembre Rivasi e Delli avevano infatti pubblicato sul loro sito un comunicato stampa in cui annunciavano la consegna del dossier all’Olaf e indicavano alcuni degli aspetti segnalati, tra i quali i contratti di fornitura firmati con aziende legate al crimine organizzato, le forniture non conformi agli ordini e l’aumento ingiustificato di costi. Non è chiaro quali dei tanti aspetti siano parte dell’indagine in corso, e su cui l’Olaf dovrà esprimersi entro sei mesi.

L’indagine si affianca a quella della procura distrettuale antimafia di Torino, che ha portato a 20 arresti nel luglio scorso legati all’indagine su infiltrazioni della ‘ndrangheta nella filiera della costruzione del TAV in Val di Susa.

Il resto QUI.

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62 comments

  1. letto!
    brava barbara, anche se da te mi aspettavo un finale diverso, tipo
    “ma quale tav! la torino lione si può fare ciclabile, o nei sentieri tra i boschi. si parte la domenica alle 6 del mattino. pranzo al sacco”

      1. ah…ora ho capito. si carina.
        (è che pensavo alla maglietta di transi, e avevo letto in modo confuso il tuo commento: “però sotto la maglietta è più carina”….)

  2. “L’alternativa al Tav Torino-Lione esiste già”. Così l’eurodeputata verde francese Michèle Rivasi che parla del tunnel del Mont Cenis (Moncenisio) per il quale “la Francia ha già speso 2 miliardi di euro e che potrebbe essere utilizzato subito per spostare il traffico dalle strade alla ferrovia“. “Ci sono forti interessi in gioco da parte della società costruttrice – attacca la Rivasi – e per questo si è pronti a far indebitare sia Parigi che Roma“. Nel frattempo, aggiunge l’eurodeputato M5S Marco Valli, l’Olaf, l’ufficio anti frodi dell’Ue, continua la sua indagine per sospetto conflitto d’interessi sul Tav. “Renzi questa volta si è fatto spalleggiare da Hollande perché gli italiani non credono più alle sue bugie”, conclude un altro esponente pentastellato Daniele Aiuto di Alessio Pisanò

    http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/02/26/tav-verdi-francesi-spostare-traffico-su-rotaia-e-gia-possibile-con-tunnel-moncenisio/343760/

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