Scala Mercalli

Piccolo spazio pubblicità.
Domani inizierà una nuova trasmissione RAI in cui si parlerà di ambiente e sostenibilità.
Conduttore: Luca Mercalli.

OggiScienza

scalamercalli-logo
AMBIENTE – Sabato 28 febbraio, parte Scala Mercalli, il nuovo programma di Rai3 dedicato ai grandi temi ambientali. Sei puntate in prima serata per comprendere i gradi della crisi ambientale ma per scoprire anche le vie possibili per la sostenibilità. Ne abbiamo parlato con Luca Mercalli, autore e conduttore del programma.

Come nasce l’idea di Scala Mercalli?

È un’idea che ho da diverso tempo, da circa dieci anni, da quando ho iniziato a collaborare con Che Tempo che fa. Mi resi conto che i temi ambientali erano ben accetti dal pubblico ma ci voleva però più tempo per approfondire, rispetto ai pochi minuti a disposizione, così ho proposto la mia idea alla Rai e quest’estate hanno deciso che era il momento di partire.

Per che pubblico è stato pensato il programma?

Vista la collocazione al sabato sera, penso a un pubblico per la divulgazione scientifica, abituato ad appuntamenti simili…

View original post 942 altre parole

16 comments

  1. Landini: «Sì, voglio fare politica» Ecco la rete oltre il lavoro

    —  Antonio Sciotto, INVIATO A CERVIA, 27.2.2015

    «Alcuni mi dicono: ma tu così vuoi fare poli­tica! E io rispondo: sì, voglio fare poli­tica!». Que­sta frase, pro­nun­ciata all’Assemblea dei metal­mec­ca­nici di Cer­via, potrebbe sem­brare quella che tutti cer­cano: l’ammissione di Mau­ri­zio Lan­dini, final­mente. Che dirada le neb­bie della «coa­li­zione sociale», diven­tata quasi il sacro Graal della sini­stra, per but­tarsi in poli­tica. Eppure no, non ci siamo ancora. Per vin­cere le accuse di ambi­guità, il segre­ta­rio Fiom cerca allora di spie­gare l’origine della «coa­li­zione sociale», e anche il suo signi­fi­cato, con esempi di vita quo­ti­diana. Innan­zi­tutto la genesi. Dob­biamo risa­lire agli anni Set­tanta, e poi spo­starci velo­ce­mente al set­tem­bre scorso. «Cosa face­vamo quando negli anni Set­tanta chie­de­vamo che l’1% degli utili di impresa non andasse al nostro sala­rio, ma a costruire ser­vizi sociali? Non chie­de­vamo asili e mense non solo per i lavo­ra­tori, ma per tutti i cit­ta­dini? Non era quello un punto di vista gene­rale? Il pro­blema è che abbiamo smesso di farlo, non che qual­cuno voglia farlo oggi». E ora, sì: «Alcuni mi dicono: ma tu così vuoi fare poli­tica! E io rispondo: sì, voglio fare politica!».

    Frase che nel suo con­te­sto si com­prende meglio. Quindi Lan­dini riporta quell’esempio a oggi: «A Pomi­gliano metà lavo­rano e metà no. Allora con Libera abbiamo creato un fondo, che si ali­menta con gli straor­di­nari di chi lavora ma anche con altre dona­zioni, e potrà ser­vire a chi non rie­sce a pagare le bol­lette, a chi rischia lo sfratto».
    La «coa­li­zione sociale» esce dai can­celli delle fab­bri­che e va a incon­trare i pro­blemi delle fasce deboli, ovun­que esse siano, che lavo­rino o no. L’esegesi ci porta poi al set­tem­bre scorso: «Nel docu­mento che pro­prio qui, da Cer­via, lan­ciava la mani­fe­sta­zione del 25 otto­bre con la Cgil, scri­ve­vamo che la coa­li­zione sociale ‘uni­fica le lotte per il lavoro e i diritti sociali, ed è fatta di lavo­ra­tori, stu­denti, pre­cari, disoc­cu­pati, migranti’».

    Per con­cre­tiz­zare Lan­dini non cita la clas­sica tuta blu. «L’altra sera all’Autogrill la ragazza che ci ha ser­vito il caffè mi ha spie­gato che è un inge­gnere elet­tro­nico, e che lavora per 700 euro, con un con­tratto che scade tra 14 giorni. Se non me lo rin­no­vano, mi ha detto, vado all’estero». Un’assistente per gli anziani, rac­conta poi, «prima ha rifiu­tato lavori per 3,5 euro l’ora, poi per 3. Ma alla fine, quando l’hanno chia­mata per 2,5, non ce l’ha fatta: ‘Devo accet­tare — mi ha detto — ho una figlia pic­cola e il marito in cassa’. Ecco, que­ste per­sone qui, come le rappresento?».

    Ci pen­serà, appunto, la coa­li­zione sociale. Che legherà diverse figure, di lavo­ra­tori e non, movi­menti, asso­cia­zioni, lo stesso sin­da­cato. E che un giorno potrebbe avere uno sbocco poli­tico, per­ché no, come Syriza o Pode­mos, ma per ora Lan­dini glissa: «I poli­tici fanno i poli­tici, e magari si con­fron­te­ranno con le mobi­li­ta­zioni che ven­gono dal basso». Lo spa­zio c’è, per­ché «nono­stante il genio di Firenze e Grillo, l’astensionismo aumenta».

    Quindi si parte da «cose molto sin­da­cali»: «Il nuovo Sta­tuto dei lavo­ra­tori, un refe­ren­dum per abro­gare il Jobs Act, le rac­colte di firme per gli appalti e per can­cel­lare il pareg­gio di bilan­cio in Costi­tu­zione». Ma poi la lotta si allarga, e allora chissà: «Ci bat­te­remo con altri per la difesa dei diritti, per la casa, la salute, la lega­lità, per rein­ve­stire i beni con­fi­scati alle mafie».

      1. quando non passo il tempo a insultare gli altri mi piace pubblicare qualcosa sull’attualità politica dell’area che mi piacerebbe veder crescere.
        oggi il convento passa questo. di più non posso fare

  2. Di temi ambientali se ne parla ormai da decenni senza che , come al solito, si sia trovata una soluzione decente.Parlarne ancora con l’ennesima trasmissione? Male non fa ma a che pro?
    Sono diventato un disfattista……………………….

      1. A parte le battute del menga, Mercalli è un ottimo divulgatore, oltre a essere uomo di scienza. E fa (ancora? ) ciò in cui crede, a differenza di altri che si sono venduti l’anima al diavolo.
        Nota di colore : io me lo sono ritrovata faccia a faccia, mezzo metro di distanza. È di pochi cm meno basso della sottoscritta. Un po’ Bilbo Baggins col farfallino, insomma. ..

      2. Cara Barbara , mai vista l’isola dei famosi ( che poi famosi per chi?).Nessuno mette in dubbio la competenza e la buona fede di Marcalli.Il quesito era un altro: cos’altro può aggiungere a quanto visto fino ad oggi in materia? Ricominciamo con l’effetto serra , i mai e fiumi inquinati ,l’uso selvaggio del suolo etc, etc.? Spero , ovviamente , di sbagliarmi ma ne dubito fortemente.

        1. Ovviamente la mia era una battuta.
          Però io dalla Rai mi aspetto che faccia servizio pubblico e questo lo è. La mia sensazione è che, in linea di massima, siamo talmente assuefatti da tutto che non ci va bene niente. Ballarò ha rotto perché ci sono sempre gli stessi, urlano e basta. Report non riusciamo più a guardarlo perché ci viene l’ansia. I programmi sull’ambiente dicono sempre le stesse cose. Poi ci incavoliamo se la Rai trasmette cazzate.
          L’unico programma in fascia appetibile al grande pubblico che si è occupato di ambiente era quello di tozzi (che mi ha perso tanti di quei punti che non avete idea…). E tendenzialmente l’approccio di Mercalli è del tipo “questo è il problema, cosa andrebbe fatto a livello globale e cosa possiamo fare noi nel nostro piccolo “. Altri si concentrano solo su uno degli aspetti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...