Reinventare la vita dal lavoro

da comune-info.net (15/07/2014)

Alcune persone e i redattori di Comune-info hanno avviato un gruppo di studio sulle imprese recuperate, raccogliendo articoli, documenti, bibliografie, video. Di sicuro, le esperienze di autogestione, in Argentina come in Italia, dimostrano che mentre i padroni dipendono dai lavoratori, non è sempre vero il contrario.

[PAGINA IN COSTANTE AGGIORNAMENTO]

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Un gruppo di persone insieme a Comune-info ha cominciato a ragionare sul tema delle imprese recuperate. Esperienze come le fabbriche autogestite in Argentina sono una breccia nel muro del capitalismo in grado di mettere in discussione la relazione tra «padroni» e «lavoratori» e di provocare un corto circuito intorno al lavoro.

Il gruppo di studio è in questo momento un piccolo spazio privilegiato attraverso il quale ripensare principi e pratiche, raccogliere analisi, dati, storie, confrontare contesti e perfino normative (pochi ricordano la legge sui «provvedimenti per il credito alla cooperazione e misure urgenti a salvaguardia dei livelli di occupazione», approvata in Italia nell’85, la legge «Marcora»). Studiare e immaginare nuovi percorsi che possono riguardare il nord come il sud del mondo, le fabbriche come gli ospedali, le cave oppure gli alberghi, ma soprattutto movimenti e singoli lavoratori, se non altro nutre di speranza l’idea di cambiamento. Ma tutto questo è anche un modo, come suggerisce lo scrittore e giornalista Raúl Zibechi, per «reinventare la vita dal lavoro».

Qui di seguito trovate un archivio curato da questo gruppo di studio: articoli, documenti, bibliografie, video, file-audio raccolti in ordine cronologico (chi volesse segnalare altro materiale può scrivere a carmosino@comune-info.net).

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Manifesto per l’autogestione B. Jossa ed E. Screpanti (dicembre 2014)

Un appello per sostenere le imprese recuperate dai lavoratori

Workerscontrol.net (novembre 2014)

Una biblioteca telematica che si occupa di autogestione sia sul piano storico che dell’attualità, in raccordo con la Rete internazionale delle imprese recuperate

Il lavoro recuperato (ottobre 2014)

Jacopo Sermasi nel 2004 ha lavorato per una tesi sul tema delle fabbriche e imprese recuperate che lo ha portato a curare insieme a Roberto Rizza (UniBo) il libro Il Lavoro Recuperato (edito da Bruno Mondadori). Jacopo ha scelto di mettere in Comune quella tesi in questo dossier.

Il potere operaio di cambiare vita (luglio 2014)

Ora è uno spazio semivuoto dominato da macchine silenziose. Foto-reportage dalla fabbrica argentina Allocco, dove ottanta operai non si sono arresi e hanno iniziato a pensarsi come soggetti e non oggetti della produzione

Il Bauen non è un lavoro è un progetto di vita (aprile 2014)

| 6 aprile 2014 | Quando il padrone ha abbandonato l’hotel, al Bauen c’erano solo freddo e fame. Ora vengono a studiare questa esperienza di autogestione dalle università di tutto il mondo. Eppure i lavoratori devono far fronte a una nuova micidiale minaccia: lo sfratto. Un reportage da Buenos Aires

Il Bauen non deve chiudere. Appello (aprile 2014)

Martedì 15 e mercoledì 16 aprile 2014: due giornate di mobilitazione internazionale e di solidarietà per l’Hotel Bauen di Buenos Aires, una delle imprese recuperate più note del mondo a rischio di sfratto dopo più di dieci anni di attività

Le madeleine della biscotteria occupata (marzo 2014)

Occupare una biscotteria e riprendere a sfornare le mitiche madeleine: accade in Francia

Ammortizzatori sociali: liquidazione anticipata se i lavoratori rilevano l’azienda (marzo ’14)

Lo prevede l’articolo 11 del decreto legge 145/2013

Il tempo dell’autogestione (Claudio Tognonato, marzo 2014)

Guardare con speranza al movimento delle fabbriche recuperate argentine significa sostenere altre forme di ribellione (l’autogestione delle fabbriche si è diffusa più di dieci anni fa insieme ad altre esperienze, i pique­te­ros, i cace­ro­la­zos, le assem­blee popo­lari, il true­que). Di sicuro, al di là dei numeri raggiunti dalle fabbriche senza padrone, in que­sti anni l’esperienza è matu­rata e si è radi­cata diven­tando anche un effi­cace stru­mento di lotta, per­ché il movi­mento ope­raio sa che esi­stono le fab­bri­che recu­pe­rate. Gli ope­rai di un’azienda che chiude sanno di subire un fal­li­mento di cui non sono respon­sa­bili, per questo invece di abban­do­nare il posto di lavoro pro­pon­gono l’autogestione

L’elefante di Géménos (Angelo Mastrandrea, marzo 2014)

Reportage. La straordinaria resistenza di un pugno di operai in Provenza. Hanno recuperato la fabbrica e producono tisane «militanti». Ora sfidano la multinazionale Unilever sul marchio

Abbiamo smesso di cercare padroni (marzo 2014)

Le imprese recuperate in Argentina durante la crisi del 2001 hanno coinvolto per la prima volta donne operaie, lavoratori non sindacalizzati, persone che inizialmente cercavano solo un nuovo imprenditore. Tuttavia quelle esprienze hanno trasformato chi ne faceva parte, i territori che le hanno sostenute e l’idea stessa di lavoro. Per questo dopo oltre dieci anni molte imprese continuano a essere autogestite e altre sono state occupate e recuperate da cooperative di lavoratori

Primo incontro euro-mediterraneo delle fabbriche recuperate (gennaio 2014)

Marsiglia (31 gennaio/1 febbraio)

Auto-organizzazione e recupero a Roma (gennaio 2014)

Un appuntamento a Scup il 2 febbraio

Il tempo delle imprese recuperate (gennaio 2014)

Il cambiamento emerso con vicende un po’ note, come la nascita della coop Ri-Maflow (Lombardia), e meno note, come l’Ipt (Toscana), ora in mano ai lavoratori che hanno avviato una riconversione ecologica, è profondo. Cresce il numero di imprese autogestite

Attenzione: lavori autogestiti in corso (gennaio 2014)

Lincoop fa segnaletica stradale, era un’azienda emiliana con un padrone. Ha chiuso. Ora è una cooperativa autogestita dai lavoratori. “Potevamo scegliere di andare ognuno per conto suo oppure provare a fare qualcosa insieme …“, dice Roberto

La Raviplast è dei lavoratori (dicembre 2013)

Prima la crisi finanziaria della Nuova Pansac e della Pansac International (imballaggi flessibili in plastica), poi il commissariamento avvenuto nel dicembre 2011 e, infine, una nuova rinascita grazie all’acquisto del ramo d’azienda da parte di una nuova cooperativa, la Raviplast, costituita dai lavoratori. Chissà se ci sarà spazio anche per una conversione ecologica della produzione come nel caso della Ri-Maflow

Le imprese “recuperate” in Europa (Riccardo Troisi, 11 novembre 2013)

Un rapporto pubblicato in Francia dimostra che le imprese autogestite da cooperative di lavoratori sono in aumento in tutti i paesi europei e che la loro capacità di sopravvivenza resta piuttosto alta. Il loro punto di forza? Mettere in comune saperi e decisioni

Salvare l’azienda? Ci pensano i lavoratori 27 ottobre 2013

Fabbriche recuperate in Italia

Dieci anni dopo la presa di possesso  [Nora Leccese, 9 ottobre 2013]

Nonostante l’economia argentina sia di nuovo “poco affidabile”, le imprese autogestite dai lavoratori fioriscono ovunque. Il movimento non è privo di contraddizioni, perché naturalmente resta all’interno del sistema capitalista, ma è un vero motivo di speranza per molti

Spazi autogestiti [Alberto Zoratti, settembre 2013]
Le imprese recuperate in Argentina e in Grecia si intrecciano con le vicende dell’ex Colorificio liberato di Pisa. Storie di occupazioni, resistenze e riconversioni ma anche di aspirazioni e sogni umani che cercano una via degna per concretizzarsi. Common Properties, giorno due. Dai gruppi di lavoro le prime chiavi inglesi per cominciare a smontare la crisi e i suoi disastri

Il coraggio dei lavoratori [Luciano Gallino, giugno 2013]

Nel 2001 l’Argentina stava attraversando, come noi oggi, una disastrosa crisi economica. Centinaia di imprese dichiaravano fallimento. Ma i lavoratori scoprirono, tra mille difficoltà, che riuscivano a mandare avanti la fabbrica o l’impresa non meno bene del padrone che era fallito o di fronte alla crisi era scappato all’estero. E stabilirono reti di relazione efficaci con le comunità locali e con altre imprese «recuperate». Da allora le empresas recuperadas si sono moltiplicate

Officine Zero (maggio 2013):

► Se la società entra nelle fabbriche Comune-info era alla presentazione del progetto Officine Zero: un foto-racconto ► L’eco-ribellione di Officine ZeroRoma, riapre la fabbrica occupata ex-Rsi. Il tempo della eco-conversione

Fabbrica Fuorimercato

Ri-Maflow, la cooperativa di operai tra Gas, scambi non monetari, feste co-gestite

Modello argentino a Castelforte [maggio 2013]

Dalla multinazionale alla cooperativa. Alla ex Evotape gli operai si riprendono la fabbrica di nastri per imballaggi (del basso Lazio) e vedono la luce in fondo al crac: «Ora siamo padroni di noi stessi. Il nostro è un esempio»

L’Argentina delle imprese recuperate? Questa [maggio 2013]

L’autogestione delle imprese non è un fenomeno limitato alla crisi di oltre dieci anni fa. Gruppi di lavoratori di settori diversi non hanno smesso di recuperare aziende, anche quelle di grandi dimensioni. E alcune hanno avviato forme di mutuo aiuto

Quel cantiere navale senza più padrone [aprile 2013]

Un anno fa lo sgombero del presidio dei lavoratori ai Cantieri Navali di Trapani. Ora la Satin, la società per la quale lavoravano, è formalmente fallita. Molti degli ex lavoratori – come annunciato su «Fabbriche senza padrone in Italia» – si sono riuniti nella cooperativa Bacino di Carenaggio, e annunciano: «Siamo pronti ad essere una valida alternativa alla disastrosa precedente gestione e ad essere noi stessi i padroni del nostro lavoro, senza mire imprenditoriali».

Imprese senza manager [Pablo Guerra, aprile 2013]

Quando si parla di fabbriche recuperate il pensiero corre inevitabilmente all’Argentina, con le sue oltre 200 imprese ancora in piedi. Ma anche nel piccolo Uruguay sono 38 le aziende la cui gestione negli ultimi dieci anni è finita nelle mani di lavoratori e lavoratrici. Ci sono imprese tessili, di pulizie, produttrici di pasta ma perfino una compagnia aerea. Che reinventano un’imprenditorialità collettiva, senza il dominio di alcun manager

La rivoluzione di Ri-Maflow. Video [marzo 2013]

Ricordate la Maflow di Trezzano sul Naviglio? La fabbrica che ha licenziato 330 lavoratori e lavoratrici è stata occupata: gli operai hanno costituito una cooperativa per autogestire la produzione con un progetto di conversione ecologica. Ecco il loro video: un grido di rabbia e speranza

Imprese recuperate, «Hotel Bauen»

Casa internazionale delle donne, Roma, 1 marzo (ore 17,30): proiezione

Fabbriche recuperate, ascolta Terranave  [febbraio 2013]

Grazie a una collaborazione tra Comune-info e i nostri amici di Amisnet, il caso Ri-Maflow di Trezzano, impresa in via di conversione ecologica con l’autogestione dei lavoratori, è al centro di una puntata di Terranave. Durante la radiotrasmissione, oltre ad alcuni interventi di Ascanio Celestini a proposito di fabbriche e a citazioni di testi di Ivan Illich, parlano Michele Morini, ex-lavoratore della Maflow, Guido Viale (autore tra le altre cose di «La conversione ecologica», Nda) e Claudio Tognonato (sociologo e filosofo argentino, docente alla facoltà delle Scienze delle Formazione a Roma, tra i promotori con Alessandro Bagnulo e Comune-info del gruppo lavoro e del dossier fabbriche recuperate). Ascoltate la puntata e soprattutto fatela arrivare nelle università, nelle fabbriche, nei centri sociali…

Ri-Maflow, rifiutare e creare [Gianluca Carmosino, 19 febbraio 2013]

A Trezzano sta per nascere una cooperativa di ex lavoratori e lavoratrici della Maflow. Il loro obiettivo è l’autogestione del lavoro e della propria vita, ma anche la conversione ecologica della produzione, cominciando dallo smaltimento dei rifiuti della fabbrica abbandonata

L’economia dei lavoratori

In luglio (2013), l’incontro internazionale in Brasile, dedicato all’autogestione

Sappiamo farlo senza di loro [febbraio 2013]

L’azienda di ceramiche Vio.Me di Salonicco è la prima fabbrica autogestita in Grecia. Gli operai si sono costituiti in cooperativa con il sostegno dei movimenti sociali. Dopo gli ambulatori popolari, un altro pezzo di società svuota di senso l’austerity con mutuo aiuto e autogestione

Sweet coop Chicago [Willie Osterweil] (febbraio 2013)

Nella città del blues, dopo due occupazioni, è nata una cooperativa di lavoratori per l’autogestione di una fabbrica di porte e finestre. Nei giorni scorsi la cooperativa ha ripreso in mano alcune macchine. La notizia è stata accolta con emozione in molte fabbriche

ARTICOLI 2012

La dignità recuperata Video (in lingua spagnola, con sottotitoli in italiano)

Voci e volti di alcuni dei protagonisti del libro reportage Lavorare senza padroni, di Elvira Corona (Emi) 2011, viaggio nelle imprese recuperadas d’Argentina

Seminario di lavoro (Roma, 6 dicembre 2012). «Esperienze di recupero e autogestione»

Un link utile: lo spazio dedicato alle frabbriche recuperate su Lavaca.org

Lavaca.org è al tempo stesso agenzia di notizie, rivista periodica Mu, radio, cattedra autonoma di comunicazione sociale, libri (tra cui «Sin patron» tradotto e diffuso in Italia da Carta/Gesco nel 2007) e molto altro. Nata nell’Argentina del «que se vayan todos», questa interessante esperienza punta a fornire «strumenti, informazioni, collegamenti e conoscenze che migliorano l’autonomia delle persone e delle loro organizzazioni sociali».

Cinque buone ragioni per occuparsi di imprese recuperate

La prima? Quelle imprese dimostrano che ribellarsi al capitalismo è possibile. Un gruppo di lavoro, inclusa la redazione di Comune-info, ha promosso a Roma una piccola biblioteca virtuale e un seminario sui temi delle empresas recuperadas, fenomeno diffuso in Argentina ma presente anche in Italia, Spagna e Francia. Fenomeno che chiede di guardare al lavoro e alle lotte sociali in modo diverso, ponendo al centro i temi dell’autogestione e della ribellione apparentemente impossibile

Fabbriche senza padrone in Italia [Gianluca Carmosino e Gianni Belloni]

La crisi del capitalismo presenta il conto salato ai lavoratori di tutto il mondo. Che a volte si ribellano, occupano e recuperano gli stabilimenti abbandonati attraverso cooperative. È già accaduto in Italia e dieci anni fa in Argentina. La storia comincia ora a ripetersi: I 17 casi qui segnalati dimostrano che mentre i padroni dipendono dai lavoratori, non è sempre vero il contrario

Imprese recupeate: cooperazione e conflitto [Ciet]

Un saggio del Ciet – Centro de investigaciones y estudios del trabajo – analizza il conflitto che nasce quando un’impresa viene recuperata da parte dei lavoratori. I casi studiati riguardano imprese autogestite dopo la crisi del 2001 nel Gran Rosario (Argentina), che si sono consolidate negli ultimi anni come cooperative di lavoro

Italia 2012 e Argentina 2001 [Coscia Perbellini]

Il presente paper propone un primo approccio, in prospettiva comparata, all’esperienza di occupazione di una fabbrica italiana nel 2012, alla luce del processo argentino dopo la crisi del 2001. Alcune delle domande cui si propone di dar risposta sono: come si sviluppano i processi di occupazione e di resistenza da parte dei lavoratori in lotta? [….]

Il non-capitalismo Usa  [Gar Alperowitz]

Fabbriche autegestite dai lavoratori, cooperative di credito, agricoltura locale

Imprese recuperate: pratiche collettive di reazione alla disoccupazione  [J. Sermasi]

La nascita del fenomeno in Argentina, le fasi principali del recupero, potenzialità e limiti del fenomeno (articolo del 2012, con una ricca bibliografia)

Se le fabbriche vengono recuperate dai lavoratori  [ZnetItaly]

È accaduto in Argentina nel 2001, oggi si ripete perfino negli Stati uniti, come racconta questo articolo

La lezione popolare di Argentina 2001 [Francesca Fiorentini]

Fabbriche recuperate, cacerolazo, assemblee di quartiere: nei prossimi mesi ovunque?

Legacoop Emilia Romagna e le Empresas recuperadas [Stefano Catellani]

Corpi e autogestione  [M. Perbellini]

Questo articolo studia quello che accade ai corpi – concetto Foucaultiano – dei lavoratori delle imprese recuperate quando assumono forme di autogestione della produzione e gestione delle imprese. L’obiettivo è analizzare quali sono le logiche di autogestione che sottendono questi gruppi e se queste logiche possono penetrare i corpi dei lavoratori. Si è cercato di […..]

ARTICOLI 2010/2011

La lotta delle donne per il recupero delle imprese  [Di Capua M. e Perbellini M.]

Questo articolo esamina il ruolo delle donne nel recupero della fonte di lavoro dei loro coniugi, lavoratori di un’impresa metalmeccanica recuperata nel Gran Rosario (Provincia di Santa Fe, Argentina), diventata cooperativa nel 2001. L’obiettivo è analizzare l’esperienza di queste donne attraverso lo studio della loro azione nello spazio pubblico, scenario del processo di formazione della […..]

Per conto loro [Barbara Bertoncin]

Con i soldi della mobilità, tutti anticipabili per sostenere l’avvio di un’attività in proprio, dieci dipendenti hanno rilevato la fabbrica fallita, decisi a provarci; un distretto, quello della modelleria nel padovano, nato tanti anni fa dai dipendenti di una sola fabbrica messisi, via via, in proprio. Intervista ad Alberto Grolla, già dipendente della vecchia azienda, ora nel Cda della nuova cooperativa

Sobre una nueva institución [Veronica Gago]

Un decennio di fabbriche recuperate: reinventare la vita dal lavoro [Raúl Zibechi]

Quando un’esperienza sociale supera i dieci anni, sembra varcare la soglia di sopravvivenza per entrare nel sogno di cambiare il mondo. Le fabbriche recuperate dagli operai dimostrano che è ancora realizzabile il sogno di creare un mondo senza padroni (articolo in spagnolo del 2010).

Autogestión

Un articolo di Pagina12 sull’ultimo studio del «Programa Facultad Abierta de la Facultad de Filosofía y Letras (Uba, Università di Buenos Aires) sobre las empresas recuperadas», dedicato al fenomeno delle imprese recuperate in Argentina e il link (www.recuperadasdoc.com.ar) dello stesso programma della Uba, dove potete trovare lo studio e altri materiali interessanti (articolo del 2010)

Aperti per fallimento [Claudio Tognonato]

In Argentina gli operai continuano a recuperare le fabbriche: l’esperienza di migliaia di lavoratori e una rete di duecento imprese è diventata trampolino di lancio per nuove forme d’autogestione (articolo del 2009)

1 maggio: Bauen, diritti del lavoro e aziende recuperate [Elvira Corona]

Il caso dell’hotel recuperato di Buenos Aires «Bauen»

Legge «Marcora»

Qualche anno fa, Cfi (Cooperazione finanza impresa) ha organizzato un incontro a Roma, per far incontrare alcune delle cooperative italiane (citate nell’articolo del Corriere della Sera leggibile qui), con alcune «recuperadas» argentine. Particolarmete emozionante l’incontro tra le cooperative argentine e la coop Scalvenzi di Brescia (di cui potete leggere la storia del recupero in questo articolo). Nel sito di Cfi sono riportati alcuni articoli di giornali con iniziative recenti di recupero.

Incontro latinoamericano dei lavoratori delle imprese recuperate

ARTICOLI 2002/2009

Radio1. Le fabbriche recuperate (Cecilia Rinaldini)

Puntata sulle fabbriche recuperate argentine. Parlano Josè Abelli, leader del movimento imprese recuperate e Francisco “Manteca” della Textiles de Pigue, nonché il presidente di Legacoop Marche e della cooperativa Gommus, una delle oltre cento imprese recuperate italiane (puntata del 14 febbraio 2007)

Radio1. Recupero e conversione equosolidale (Cecilia Rinaldini)

Servizio sulla filiera del tessile equo e solidale in Argentina, dai coltivatori Toba alle cucitrici della cooperativa la Juanita della Matanza, passando per la fabbrica recuperata Textiles de Pigue che prima del fallimento produceva scarpe e vestiario per Nike e Adidas. (puntata del 9 gennaio 2006)

In Argentina, cinque alcuni anni dopo la sommossa popolare che ha cacciato il governo liberista, è in continua crescita il movimento di recupero e autogestione delle fabbriche abbandonate dai padroni. Alcune storie operaie di successo (articolo del 2007)

Una fabbrica diversa per l’America latina [Claudio Tognonato]

L’Argentina ha dato il «la»: ma ormai un po’ ovunque nel continente, dal Brasile al Venezuela, i lavoratori cercano di applicare modelli diversi da quello capitalista e neoliberista. Gli esperimenti sono ancora parziali, ma l’entusiasmo è notevole (articolo del 2007)

Occupare, resistere, recuperare [Claudio Tognonato]

Intervista a José Abelli, presidente del Movimiento Nacional de Empresas Recuperadas(Mner), uno dei fondatori di questa importante esperienza di autogestione operaia nata in Argentina negli anni della crisi e successivamente propagata in altri paesi del America latina. «Il neoliberismo rende impraticabile la democrazia» (articolo del 2007)

Un’altra Europa, quelle delle imprese recuperate [Cécile Raimbeau]

Aziende recuperate in Spagna (articolo del 2007).

En Argentine, occuper, résister, produire

Le Monde Diplomatique, 2005

Hospital israelita

Autogestione operaia, modello argentino [Claudio Tognonato]

Dopo il crollo del progetto neoliberista, un movimento e molte esperienze (articolo del 2005).

Le fabbriche agli operai [Claudio Tognonato]

Dalla crisi del 2001 all’occupazione delle fabbriche fallite. La legge di Kirchner prevede la possibilità che i dipendenti riuniti in cooperativa possano riscattare le aziende e continuare in autogestione la produzione, con le macchine requisite dallo stato ai vecchi padroni (articolo del 2005)

Recuperación de empresas y autogestión [L. Melina Deledicque, M. Féliz, J. Moser]

Recuperación de empresas por sus trabajadores y autogestión obrera. Un estudio de caso de una empresa argentina(testo del 2005 in spagnolo a cura del Ciriec/Centro internac de investig, España, scaricabile in formato pdf)

Trabajando sin patron [Julián Rebón Inst. Germani]

Testo del 2005

Empresas recuperadas en Argentina

Revista Venezolana de Gerencia, 2005

Cento fabbriche vivono. Anche senza industriali [Raúl Zibechi]

Carta 36/2002

Video

Ci hanno definito delinquenti e pazzi Josè Abelli, portavoce del Movimento nazionale argentino delle imprese recuperate, analizza il fenomeno della autogestione delle imprese, come forma di lotta e strumento di uscita dalla crisi economica, facendo un parallelo anche con la situazione italiana (video di Altramente).

Tre imprese «recuperadas» in Paraguay

[El ombligo del Mundo]

(lingua spagnola, durata 17 minuti)

La dignidad de los nadies

[Pino Solanas]

Un frammento del film di Pino Solanas, «La dignidad de los nadies» dove si racconta come nasce il movimento di queste donne della pampa argentina, nipoti di italiani migranti: interessante quanto commovente.

Padroni del proprio destino

[Mario Sanna, Rainews24]

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69 comments

  1. Vabbe’ in aggiunta ai sette punti, ora aggiungiamo le lotterie per incentivare l’emissione di fatture e scontrini fiscali…altro che il “Frammento sulle Macchine”, qui abbiamo trovato le “glosse marginali sul gratta e vinci”.

      1. ma figurati, questo è il mio paraculeggiare travestito da seriosità, condivido la sua “tesi” da tempo, mi ci diverto, mica ci perdo tempo.

        “ma muffa o non muffa, arrivereremo a Roma……”

            1. ho le mutande piene di frammenti di stelle, hanno smesso di brillare… ciccio blackholesun vieni mirarle……..
              Cazzo da’ fastidio uguale come la sabbia.

              1. ti si riempiono di frammenti perché c’è posto
                ti sono mancati gli attributi per provare a votarli
                per cambiare le cose si deve provare a cambiarle. Poi magari si sbaglia, ma si è provato.
                ma preferisci salire sulla sedia a puntare il ditino

                pace

                    1. non posso.. è l’ora de l’isola dei famosi.
                      I’m going to leave old texas now.

    1. Sì, indicativo. Molto dipende dalle signore/signorine che hanno ‘raccolto’ i dati per il grafico.
      Diciamo almeno 1.5/2 cm di errore.

                1. è che i rilevamenti li fanno infermiere cozze… non trovo altra ragione per giustificare l’insensatezza del grafico.
                  Per non parlare del ‘Flaccid’… temperatura, contesto non dichiarati… boh? Cazzate scientifiche.

                    1. Non lo sappiamo, magari è sexy.
                      Un grafico serio dovrebbe essere comparato… Le grandi labbra a bargiglio aumentano l’erezione di quasi 2 cm.

                    2. allora lo voglio heidi! heiner mi ammoscia.

                    3. OK! con feyer in giro ci toccherà fare da bodyguard a fiocco di neve. #youwin

    2. il grafico (dati alla mano) della ripresa economica di renzi ? Interessante.

  2. Feyer, mi piazzo qui, per i soliti motivi:

    Per semplificare ti riassumo brevemente le ipotesi del modello di Vanek

    1. Le LMF (Labor Managed Firms) sono imprese i cui manager sono eletti dai membri dell’impresa.
    2. Non ci sono restrizioni o protezioni di sorta nell’assunzione/licenziamento degli occupati.
    3. Le imprese sono libere di destinare il profitto interamente ai propri membri o di ritenerne parte per accumulare capitale.
    4. Non essendoci azionisti (di capitale) le risorse finanziarie vengono contratte sul mercato finanziario in varie forme, dai prestiti obbligazionari al ricorso al credito bancario
    5. Siamo ancora in presenza di divisione del lavoro ma decisa dai lavoratori all’interno dell’impresa (e/o dai manager eletti).
    6. La retribuzione del capitale è determinata in accordo con la teoria classica del mercato dei capitali.
    7. Il principio di massimizzazione del reddito resta inalterato (egoisti altro che cooperanti di buone intenzioni)
    8. E’ previsto l’intervento dello Stato per il corretto funzionamento del mercato, ad evitare la costruzione di oligopoli o gruppi dominanti.
    9. per finire, in nessun modo esiste una pianificazione centralizzata.

    Come vedi, il punto è, niente socialismo, niente sol dell’avvenire, niente fiumane di “fratelli, sorelle” col cuore in mano ed il portafoglio aperto. Sani, intelligenti egoisti che cortesemente dicono al capitale “fatti più in là”.

    PS Credo che Renzi e Saccomanni apprezzeranno il punto 2)

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