Larghe intese a beccafico

di barbarasiberiana

Giusto per togliersi ogni dubbio su quello che è diventato il PD, facciamo un po’ di rassegna stampa sulla situazione siciliana. Leggiucchiando in giro ho trovato un po’ di “pirle” niente male.

NOTIZIA n°1

L’ha segnalata anche Boka, ma ve la riporto qui.

Pd e Forza Italia insieme alle primarie, scoppia la polemica ad Agrigento

(…) L’ufficializzazione dell’accordo tra i due fronti è arrivata al termine di un incontro, avvenuto ieri sera proprio ad Agrigento alla presenza del governatore siciliano Rosario Crocetta. Presenti in un albergo agrigentino, oltre a Crocetta, Giuseppe Zambito, segretario provinciale del Pd, la vicepresidente della Regione e assessore alla Formazione della Sicilia, Mariella Lo Bello, Maria Iacono, l’ex assessore alla Formazione Nelli Scilabra, oggi nella segreteria di Crocetta, il deputato Angelo Capodicasa, Salvatore Cascio, Piero Macedonio, Riccardo Gallo Afflitto, vicesegretario regionale di Forza Italia in Sicilia, vicinissimo a Gibiino, e altri esponenti politici locali. Non c’era però un altro big del partito, Marco Zambuto, presidente del Pd regionale, ed ex sindaco di Agrigento, anche se secondo molti è tra coloro che hanno caldeggiato l’accordo Pd-Fi. (…)

NOTIZIA n°2 – PROLOGO

Dopo aver reclutato 5 fedelissimi di Cuffaro e Lombardo, il PD in Sicilia perde i civatiani

Partito Democratico e mutazioni siciliane – Le fratture interne al Partito Democratico sono ormai evidenti e a dimostrarlo evidenziamo alcune dinamiche interne a livello regionale: come ad esempio in Sicilia, dove l’area civatiana – formata da seicento tra militanti e dirigenti – si è allontanata nettamente dal partito. I motivi sono spiegati nelle loro dichiarazioni: “Pd e governo siciliano litigano per mostrare chi è più rottamatore, più antimafioso, rivoluzionario. L’isola affonda, ma non c’è rottamazione e rivoluzione. Il Pd diventa la casa per tutto e il contrario di tutto, anche per chi era il peggior avversario di centrodestra“.

Ma ciò non è stato l’unico mutamento interno nelle dinamiche di partito visto che il PD ha da poco reclutato cinque fedelissimi di Cuffaro e Lombardo , tra i quali spunta il nome di Nicotra, ex sindaco di Aci Catena che fu rimosso dalla carica per una brutta storia di boss assassinati e funerali vietati, mostrando un ulteriore svolta verso il centro. E nonostante i cinque provengano dal partito ‘Articolo 4′ – molto lontano politicamente dal Partito Democratico – essi hanno voluto chiarire la loro posizione in merito a questo passaggio, attraverso le parole del sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone: “No a un modello chiuso: ci vuole un atteggiamento aperto, senza avere paura. La nostra ambizione deve essere quella di allargare l’orizzonte”.

Tra i cinque deputati passati al PD evidenziamo la presenza di personaggi del calibro di Luca Sammartino (eletto con l’Udc, aveva già destato l’attenzione dei media per la storia delle telefonate che partivano dalla clinica Humanitas per convincere i malati di tumore a votare per lui), di Paolo Ruggirello (molto vicino a Lombardo, una volta apostrofò con la parola “infame” una persona che aveva collaborato con i carabinieri, definiti da lui come “sbirri”) e del già citato Raffaele Nicotra (ha cambiato molti partiti, tra cui l’Udc, ed è stato in passato indagato per voto di scambio).

(I Civatiani più svegli di Civati?)

NOTIZIA n°2 – SVOLGIMENTO

Valentina Spata scrive a riguardo:

“Sanciamo il nostro ingresso nella grande casa del Pd nella quale proseguiremo il nostro impegno nell’interesse dello sviluppo della Sicilia”. Con queste parole Articolo 4, il partito di centro destra di Luca Sammartino, di Ruggirello e di Valeria Sudano (la “padrona” della discarica di Motta), annuncia l’ingresso ufficiale al Pd nella conferenza che si terrà domani a Catania alla presenza degli “scienziati” di Crocetta, il sottosgretario all’Istruzione Davide Faraone, il Segretario Regionale del Pd, Fausto Raciti e il vice segretario nazionale Guerini.

Nel frattempo altri dirigenti del Pd catanese hanno restituito la tessera.

Ma il Segretario provinciale del Pd tranquillizza tutti dichiarando: “Vorrei tranquillizzare dirigenti e iscritti – spiega Enzo Napoli – il nostro percorso politico non cambia. Andarsene dal Pd non risolve alcun problema, la Democrazia Cristiana aveva una sinistra, una destra e un centro. Il Pd è destinato a essere un soggetto plurale”. Agghiacciante!

‪#‎sonotutticompagni

NOTIZIA n°2 – INTERMEZZO

Sicilia laboratorio per la “nuova sinistra”: dai pezzi del Pd agli ex M5S

Sel fa da ponte tra i 500 che contestano la gestione del Partito democratico e gli ex grillini. Un asse che potrebbe ripetersi anche in Liguria e in Campania. (…).

(Ma sarà vero – dopo la Grecia anche da noi sinistra vera – no me par vero)

NOTIZIA n°2 – EPILOGO

Guerini e Faraone al “welcome party” per l’ingresso dei “riciclati” di Sicilia

Di G.A. Falci –glistatigenerali.com, 06/03/2015

Alle Ciminiere di Catania è tutto pronto. Pochi minuti e le bandiere del Partito democratico targato Matteo Renzi sventoleranno in una delle bomboniere del lombardismo (nel senso di Don Raffaele Lombardo). E mancheranno soltanto Raffaele Lombardo e il figlio Toti, affaccendati nella ricerca dell’autonomia isolana. Per il resto i nipoti, gli amici e i conoscenti dell’ex governatore siciliano non diserteranno l’appuntamento. Anzi. Smaniano di baciare le mani ai portatori del consenso di sempre.

Perché quest’oggi si consumerà un passaggio storico nella politica siciliana, e non solo. Il cartello elettorale Articolo 4 – un dream team di uomini e donne per tutte le stagioni, da Cuffaro a Lombardo – si scioglierà e confluirà nel Pd. «Con questa manifestazione – si legge in una nota di Articolo 4 – sanciamo l’ultimo passaggio di un percorso che ci ha portato fino a definire, adesso, l’ingresso di Articolo 4 nella grande casa del Pd nel quale proseguiremo il nostro impegno insieme a tanti altri colleghi, nell’interesse dello sviluppo della Sicilia. Abbiamo scelto per presentarci la formula della festa-dibattito per aprirci alla partecipazione certi come siamo del percorso che ci attende».

Un party accompagnerà la conversione al renzismo di personaggi come Valeria Sudano (nipote di Mimmo, ex senatore Udc, ed eletta all’Ars nel Pid di Saverio Romano), Luca Sammartino (ex Udc), Paolo Ruggirello (ex Mpa, ex Pdl), Raffaele Nicotra (ex Psi, ex Mpa, ex Pdl, ex Udc) e Alice Anselmo. Ma non finisce certo qui la storia. Perché la “conversione”, questa volta, non sarà un’operazione che avverrà nel segreto delle stanze. Ma addirittura riceverà la benedizione dei vertici del Nazareno. Il vice segretario nazionale Lorenzo Guerini e il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone parteciperanno al battesimo dei “riciclati” con l’obiettivo del 61 a zero di berlusconiana memoria. In questo caso la rottamazione in Sicilia diventa una virtuosa messa a dimora della raccolta differenziata.

(QUASI) ULTIM’ORA

Torniamo a livello nazionale

Molto rumore per nulla

C’eravamo tanto arrabbiati. Dopo lo schiaffo sul Jobs act e la dura intervista di Pierluigi Bersani ad Avvenire a fine febbraio, il voto finale sulle riforme costituzionali – martedì mattina a Montecitorio – aveva preso la fisionomia di un vero e proprio redde rationem tra le due anime del Pd. E invece, dopo tanto rumore, nell’Aula della Camera non succederà praticamente nulla. O meglio, il testo che riforma Senato e Titolo V della Costituzione passerà senza problemi, con una grandissima massa di voti dem, compreso quello di Bersani e del grosso della sua corrente. Solo il duro Civati, e forse Fassina e qualche altro pasdaran segnaleranno il loro dissenso restando fuori dall’Aula. Ma in una maniera super controllata, per evitare qualsiasi sorpresa al governo. Non solo Area riformista ma anche l’area che fa riferimento a Gianni Cuperlo voterà secondo le indicazioni del partito.(…)

ALLE “ANIME BELLE” CHE ANCORA STANNO LI’ DENTRO

Diventerete OGM: Onorevoli Geneticamente Modficati. Uscite, se avete ancora (un po’ di) dignità.

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139 comments

  1. Ci son persone di cui leggi per caso e sembran “buone”, poi vedi che iniziano a frequentar brutte compagnie e pensi che magari non son cosi’ brutte, poi ricevi conferma su quei compagni di merende e pensi “chissà perchè?!?” ma il dubbio ti rimane..
    Poi arriva fulminante la conferma, ti sei sbagliato dall’inizio…

    http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/03/11/ruby-emiliano-pd-ora-i-pm-milanesi-dovrebbero-scusarsi-con-berlusconi/348056/

  2. Non capisco tutto questo astio (é astio vero?) verso gli onorevoli che stanno nel PD, e che però votano contro i provvedimenti della maggioranza. Se il Nord Italia é controllato dai nazisti, non significa che tutti quelli che stanno nel nord Italia collaborano coi nazisti.

    1. Prima di tutto la maggior parte hanno votato si, dopo aver frignato x un po’ di giorni.
      Secondo : se su 100 provvedimenti per 70 esci dall’aula, 10 voti contro 10 ti astieni (e ti lamenti in continuazione ) allora cazzo ci fai li dentro?
      La presenza delle anime belle era motivo x votare ancora Pd? Forse prima si, ora non più. Sono irrilevanti, stanno facendo perdere la pazienza anche a molti sostenitori della prima ora.
      Tattica quella di attendere ad uscire, come sosteneva mi pare Mario?
      Io ho sempre sostenuto ciò, ma la tattica deve anche adattarsi alle mutate condizioni. Se dopo aver fatto tanta caciara minacciando l’uscita si resta poi dentro quando succedono cose vergognose come i fatti della Liguria, della Sicilia, le primarie in Campania. ..beh. ..se poi quando la tattica ti dice che è il momento di uscire, tu lo fai e non trovi più nessuno che ti aspetta fuori allora non lamentarti. ..

    2. Non è astio.
      È scoglionamento. Sensazione di un lavoro di anni buttato nel cesso. Renzi non è un nazista, non procede alla fucilazione di 10 civatiani per ogni voto contro. Al massimo non concede posti in Commissione. E uscire dall’aula quando ci sono le votazioni per non votare a favore e non far cadere il governo, votare contro solo quando si sa che si è ininfluenti lo puoi fare una volta o poco più. Se è cosa sistematica si diventa patetici.
      Personalmente ne ho piene le palle dei vari #notinmyname. Voglio vedere costruire qualcosa di concreto.

      1. votare contro solo quando si sa che si è ininfluenti lo puoi fare una volta o poco più. Se è cosa sistematica si diventa patetici.

        di fatto è così. se fossi nei civatiani ci penserei (e lo dico con tutto l’affetto). questo è un atteggiamento che è incomprensibile ai più.

        1. (ovviamente la mia posizione è diversa da quella delle transiberiane.
          esiste di fatto nel pd il lavoro di deputati non allineati che propongono emendamenti, fanno battaglie culturali diverse da quelle del governo, eccetera, senza metterne in dubbio la democraticità di fondo, nei limiti dati e che ben conosciamo. certo, si può fare – si dovrebbe fare – una battaglia per la riconquista del territorio, ridare centralità ai circoli, eccetera, tutte cose per ora purtroppo lontane anni luce, ma se metti in discussione la possibilità stessa di fare una battaglia del genere, allora puoi/dovresti uscire. non ha senso)

  3. Comunque, visto il continuare della discussione con Sundance (ed in particolare l’esilarante battuta di Heiner – Mario Capanna) porto ulteriori prove a favore della mia tesi che uno dei (pochi) discepoli di Costanzo Preve sia Sundance:

    “[…] Poi un dirigente di Democrazia Proletaria (inutile il nome, si dice il peccato, non il peccatore) mi propose di cooptarmi della Direzione Nazionale di questo partito, perché potessi fare interventi “colti” considerati “marxisti”.

    Avrei dovuto rifiutare, ma ero ancora nella fase “militante” della mia vita. I dirigenti politici, in genere, amano gli intellettuali-pagliacci in veste non tanto di commissari politici quanto di cappellani, cioè di “clero teorico”, purché non osino mettere le zampe sulla “linea politica”, che considerano loro monopolio assoluto, un po’ come il denaro per i capitalisti. Cooptato nella Direzione Nazionale, rifiutai subito il ruolo di intellettuale-pagliaccio ornamentale, e mi indirizzai verso il problema proibito della linea politica. Democrazia Proletaria era una vera Armata Brancaleone (nel senso del film di Gassman), con al vertice un pagliaccio mediatico (Mario Capanna, precursore di Fausto Bertinotti e di Nichi Vendola) ed alla base un carnevale di femministe, ecologisti e pacifisti. Dal momento che il PCI di Occhetto stava liquidando il comunismo, mi sembrò opportuno proporre una linea politica tendente a ricostruire un piccolo partito comunista esplicito.

    Non l’avessi mai fatto! Da intellettuale-pagliaccio supercolto diventai immediatamente un fastidioso rompiballe, che rompeva i delicati equilibri interni fra “movimentisti” e “partitisti”. E tuttavia, proposi delle tesi politiche che furono costretti a pubblicare nel Bollettino di Democrazia Proletaria. In esse sostenevo che l’individuazione in Craxi del nemico principale (il grassone, il corrottone, il mangione, eccetera) era una sciocchezza, e che la ricomposizione delle oligarchie italiane avveniva diversamente. Certo, non potevo prevedere Mani Pulite, ma mi si dovrebbe dare atto di una mia politica preveggenza. Da qualche parte, in qualche emeroteca, queste tesi potrebbero ancora trovarsi. Nello stesso tempo, mi misi a collaborare con il gruppo cossuttiano “Marxismo Oggi”, perché intuivo che da lì sarebbe nato qualcosa.

    Poi, per fortuna, mi ammalai gravemente, ma sopravvissi. In questo modo potei evitare di fare l’esperienza mefitica e grottesca di Rifondazione Comunista, perché, essendo assente per malattia, non fui “cooptato” nella sua ridicola Direzione. E’ proprio il caso di dire che non tutto il male viene per nuocere. Diventai così uno studioso indipendente, senza alcun legame partitico, precondizione assoluta per poter pensare liberamente, senza dover commisurare quanto si pensa alle compatibilità ferree della linea politica stabilita dai babbioni del ceto politico professionale di “sinistra”.

    Allora (1989) pensavo sinceramente che fosse necessario ricostruire un partito comunista. Oggi, ventidue anni dopo (2011) non lo penso invece più, per le ragioni esposte precedentemente. Ma ringrazio l’esperienza fatta, perché ci ho sicuramente imparato molto.”

    1. Boka, come scrive feyer sono troppo ignorante per essere discepolo del filosofo (che non conoscevo)
      Ma nel mio essere naive capisco quello che diceva e concordo sul suo giudizio su certi personaggi

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