Da popolo a popolo: la Francia (e noi) per la Grecia

di Redazione Transiberiani

segnalazione di Ciarli P., traduzione di Antonella

Vi aggiorniamo brevemente sullo “stato di avanzamento” del progetto S4A.

Come sapete, abbiamo inviato a Solidarity4All la nostra traduzione dei due documenti di S4A con il link alla pagina Solidarietà per Tutti (S4A).

Ieri ci hanno risposto molto positivamente, e hanno subito postato il link al nostro blog sulla loro pagina fb. Staremo in contatto; abbiamo poi un ulteriore canale che potrebbe rivelarsi promettente. Vi terremo aggiornati.

Vi ricordiamo che la traduzione di S4A 2014-2015 è stata segnalata anche su znetitaly.

Qui di seguito riportiamo la traduzione di un articolo relativo a un’iniziativa francese di raccolta fondi in favore della Grecia. Cliccando sul link accederete alla pagina in cui è possibile fare una donazione. Mancano 11 giorni alla chiusura del progetto. Partecipiamo anche noi!

*******

Il contesto politico

De peuple à peuple mira a sostenere azioni concrete in Grecia nel campo della solidarietà e dello sviluppo umano e, attraverso questo sostegno, a rafforzare la capacità d’azione e di negoziazione del governo che i Greci si sono scelti. Questa prospettiva non ci esime dal valutare attentamente le sfide da affrontare. Libération ha pubblicato venerdì 6 marzo un articolo sulle leggi in discussione in Parlamento. Esse si concentrano sull’alimentazione gratuita per 300.000 persone, il ripristino dell’elettricità nelle abitazioni in cui era stata tagliata, il sostegno alla casa per le famiglie. Questi aiuti non riguarderanno probabilmente che i disoccupati di lunga durata e le famiglie povere con bambini a causa dei limiti di budget. La vice-ministra per la solidarietà sociale – in precedenza fondatrice del fondo di sostegno alle azioni di solidarietà nel settore che sostiene il nostro progetto – commenta queste misure così: “Le persone hanno fame, e non è né populismo né uno slogan”. In parallelo, Panagiotis Nikoloudis, ministro per la lotta contro la corruzione, espone il suo approccio alla lotta contro la corruzione e la frode fiscale.

Il governo si confronta con la difficoltà di affrontare l’urgenza umanitaria e contemporaneamente agire per costruire un modello alternativo. Siamo lieti di pubblicare (sul blog associato al progetto) un articolo di Roxanne Mitralias (Syriza France). Ci ha proposto di riprodurlo per sostenere la nostra campagna. Quest’articolo tratta della politica agricola, l’urgenza sociale alla quale fa fronte, ma anche delle prospettive a più lungo termine nel campo dei modelli di produzione e distribuzione.

Le cure gratuite sono, al momento, il grande assente dai progetti di legge approvati dal governo, che, però, ha promesso di occuparsene prossimamente. La sanità è senza dubbio il settore più devastato dalle politiche imposte alla Grecia, che colpisce fortemente la speranza di vita (questo indicatore è sensibile a ogni cambiamento, ma che si direbbe in Francia se si abbassasse per diversi anni, com’è successo negli ultimi in Grecia). Abbiamo dunque scelto per oggi una foto di Stefania Mizara che evoca questo tema.

peupleapeuple

Una nota a margine: anche in Francia e in certi altri Paesi europei ci sono situazioni di emergenza sociale. La sottonutrizione alla fine del mese nelle famiglie più povere, il mancato accesso alle cure ordinarie e di prevenzione, la precarietà dell’alloggio o la sua perdita, in breve le disuguaglianze e quelle riguardanti l’accesso all’educazione sono molto gravi. La solidarietà minima verso il popolo greco, che noi proponiamo, non solo non toglierà nulla alle risorse disponibili qui, ma rafforzerà la possibilità di riorientare le politiche anche nei nostri Paesi.

Infine, una piccola nota sulla campagna. Noi abbiamo raggiunto ad oggi circa 89.000 euro di donazioni da più di 1000 contribuenti. L’obiettivo è lontano, ma è un slancio indiscutibile, quando le coperture mediatiche e il sostegno delle organizzazioni importanti non sono ancora in campo.

*I dati relativi alla somma raggiunta e al numero di contribuenti sono aggiornati a stamani (n.d.r.).

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21 comments

  1. Perché è tedesca la corruzione greca

    —  Pavlos Nerantzis, ATENE, 24.3.2015

    Grecia. Un fiume di tangenti è passato da aziende della Germania a ex ministri e parlamentari di Nea Dimokratia e Pasok e a pubblici amministratori

    La cor­ru­zione — ovvero le busta­relle a poli­tici, diri­genti pub­blici e liberi pro­fes­sio­ni­sti — è con­si­de­rata una delle cause della crisi greca. Ed è vero che spesso un nuovo scan­dalo ter­re­moti il mondo poli­tico e impren­di­to­riale. Una festa di milioni di euro, tutto denaro sporco che è stato inta­scato da gente cor­rotta, aggra­vando il bilan­cio dello Stato elle­nico. Pochi finora gli incri­mi­nati, — l’immunità par­la­men­tare tut­tora in vigore è di per sé uno scan­dalo — ancora meno quelli che negli ultimi anni sono finiti in galera. Tra di loro l’ex mini­stro della difesa Akis Tso­cha­tzo­pou­los, brac­cio destro di Andreas Papan­dreou e l’ex sin­daco di Salo­nicco, Vas­si­lis Papa­geor­go­pou­los, ex mini­stro di Nea Dimo­kra­tia. Ambe­due le parti coin­volte, mul­ti­na­zio­nali euro­pee e poli­tici greci, cor­rut­tori e cor­rotti hanno agito in nome della difesa del Paese e di uno svi­luppo mai giunto. Arma­menti, auto­strade, ponti, aero­porti, metro, tele­co­mu­ni­ca­zioni, ospe­dali sono i «campi d’azione» dove le tan­genti sono all’ordine del giorno e i pro­ta­go­ni­sti sono, oltre ai poli­tici greci, di solito aziende mul­ti­na­zio­nali — quasi sem­pre — tede­sche. Sie­mens, Deu­tsche Tele­com, Krauss-Maffei Weg­mann (Kmw), Mer­ce­des, Bmw, ma anche Lidl, Prak­ti­ker, ecc. sono alcune delle 120 imprese di inte­resse tede­sco, pre­senti in terra elle­nica Gre­cia. A 7,9 miliardi di euro risa­li­vano le impor­ta­zioni dalla Ger­ma­nia nel 2008; a 4,7 miliardi sono calate nel 2012 a causa non sol­tanto della crisi del bilan­cio, ma anche di una pre­fe­renza ai pro­dotti di casa da parte dei con­su­ma­tori greci.

    Inve­sti­menti e eva­sioni fiscali

    La que­stione delle tan­genti, nel caso che ven­gano coin­volte aziende ger­ma­ni­che, rara­mente arriva ai ver­tici poli­tici. Non ne par­lano nem­meno i quo­ti­diani tede­schi, per loro è tutta colpa dei «greci pigri e pro­pensi alla cor­ru­zione». E se magari come sem­pre accade in uno scan­dalo viene coin­volto un fun­zio­na­rio tede­sco, allora non è que­stione di busta­relle ma di «cat­tiva ammi­ni­stra­zione».
    Ad Atene, invece, la gente e i media locali ne par­lano di cor­ru­zione in que­sti giorni, non sol­tanto in occa­sione della visita di Ale­xis Tsi­pras a Ber­lino, o del debito greco, ma anche per­ché due aziende auto­mo­bi­li­sti­che, la Mer­ce­des e la Bmw hanno evaso alcuni milioni di euro di tasse. Secondo gli ispet­tori di fisco della Sdoe ad Atene, a causa di fat­ture false pre­sen­tate dalle due societá tede­sche – i prezzi di fab­brica erano ridotti del 200% — lo stato greco ha perso 10 milioni di euro. «In altri ter­mini, un’auto Bmw che in Ita­lia veniva sdo­ga­nata a 22 mila euro, in Gre­cia “pas­sava” per 8 mila euro» scrive il set­ti­ma­nale Agorá, che ha rive­lato lo scan­dalo. Inol­tre, pro­prio nell’ambito delle riforme richie­ste dai cre­di­tori inter­na­zio­nali, dopo un incon­tro tra Clau­dia Nemat, respon­sa­bile della Deu­tsche Tele­com (Dt) per l’Europa e i mini­stri delle finanze Yanis Varou­fa­kis e del tesoro Yor­gos Sta­tha­kis, è stato reso noto che la Dt é pronta a inve­stire almeno 1,2 miliardi di euro nei pros­simi quat­tro anni per la moder­niz­za­zione della rete delle tele­co­mu­ni­ca­zioni dell’Ote (Ente delle tele­co­mu­ni­ca­zioni di Gre­cia). I greci ne par­lano per­ché si ricor­dano della «Sie­mens cor­rotta» e per­ché sono stan­chi di essere sem­pre con­si­de­rati il capro espia­to­rio degli affari oscuri di grandi società. Negli ultimi anni, infatti, gra­zie alle richie­ste di alcuni magi­strati di Atene, è stato dimo­strato che c’è stato un fiume di denaro sporco pas­sato da aziende tede­sche ai conti cor­renti oppure a società off-shore o ancora nelle mani di alcuni ex mini­stri, par­la­men­tari della Nea Dimo­kra­tia e del Pasok, di alti diri­genti della pub­blica ammi­ni­stra­zione e fun­zio­nari pri­vati. L’alibi, per tutti, è stato la cre­scita eco­no­mica del Paese, ma die­tro le quinte invece si lavo­rava con­tro il cosid­detto svi­luppo (man­cato) e a favore dell’arricchimento ille­cito per­so­nale e aziendale.

    Le mille vie della Siemens

    In cima alla lista delle «società corotte», la mul­ti­na­zio­nale Sie­mens. In Gre­cia il suo nome é stret­ta­mente col­le­gato ai sistemi di sicu­rezza per l’Olimpiade di Atene del 2004, che sono costati tre volte di piú rispetto al pre­ven­tivo. La società era nota fin dagli anni ‘90, quando aveva vinto il con­corso per la digi­ta­liz­za­zione della rete tele­fo­nica elle­nica e la moder­niz­za­zione dei sistemi di comu­ni­ca­zione dell’esercito greco (pro­getto Ermes).
    Nel 2011, nel momento in cui la Gre­cia stava entrando nella stret­toia del memo­ran­dum il governo di Yor­gos Papan­dreou, dopo un’inchiesta par­la­men­tare, ha chie­sto alla Sie­mens 2 miliardi di euro come «inde­nizzo per gli scan­dali di cor­ru­zione e per i danni pro­vo­cati dall’azienda tede­sca». Sie­mens, che aveva già ver­sato oltre ai 600 milioni alle auto­ritá tede­sche, altri 800 milioni alle auto­rità ame­ri­cane e 100 milioni a ong anti-corruzione, ha defi­nito «ridi­cola e esa­ge­rata» la richie­sta greca.

    Que­sto però non ha impe­dito alla Sie­mens di cer­care nuove vie di col­la­bo­ra­zione con Atene. Anche per­ché nel frat­tempo si è «auto­pu­ri­fi­cata», cam­biando ammi­ni­stra­zione. Non più busta­relle ai poli­tici e alti diri­genti che poi avreb­bero appog­giato le pro­po­ste tede­sche alle com­mis­sioni, ma sol­tanto pro­getti che «mirano alla crea­zione di nuovi posti di lavoro. Il nuovo accordo dovrebbe dimo­strare che la Gre­cia é un part­ner affi­da­bile, in cui gli inve­sti­menti non si disper­dono piú per vie traverse».

    Almeno cosi scri­veva la Sud­deu­tsche Zei­tung quando ai primi mesi del 2012 il governo pro-memorandum di Lukas Papa­di­mou (coa­li­zione tra socia­li­sti, con­ser­va­tori e ultra­na­zio­na­li­sti di Laos) stava discu­tendo il lan­cio di nuovi pro­getti della Sie­mens in ter­ri­to­rio elle­nico pari a 90 milioni di euro. La Gre­cia secondo i tede­schi era ancora debi­trice alla Sie­mens di 150 milioni di euro (dei quali 70 milioni per lavori rea­liz­zati per l’Olimpiade di Atene), ma poteva rispar­miare gli 80 milioni se il governo greco pro­muo­veva nuovi accordi con la azienda. Uno sconto, insomma, un hair-cut di un debito il quale a suo tempo con il con­senso di alcuni fun­zio­nari greci cor­rotti era stato «sovrafatturato».

    Il caso Christoforakos

    Ovvia­mente nes­suna parola da parte della mul­ti­na­zio­nale tede­sca per i 100 milioni di euro – a que­sta cifra, secondo gli inqui­renti tede­schi, ammonta il denaro scom­parso — offerti dai suoi ex diri­genti ai poli­tici e fun­zio­nari greci.

    Intanto e nono­stante gli indizi per un numero grande di poli­tici corotti, sol­tanto due finora sono stati incri­mi­nati: nel 2008 Teo­do­ros Tsou­ka­tos, brac­cio destro dell’ex pre­mier Kostas Somi­tis e nel 2010 l’ex mini­stro socia­li­sta Tas­sos Man­te­lis. Ambe­due hanno soste­nuto che il denaro sporco (1 milione di mar­chi e altri 500 mila di mar­chi) inta­scato dalla Sie­mens erano finiti alle casse del Pasok. Invece, Micha­lis Chri­sto­fo­ra­kos, respon­sa­bile della Sie­mens in Gre­cia, l’uomo che distri­buiva le busta­relle ad Atene, è fug­gito a Monaco, men­tre la giu­sti­zia tede­sca insi­ste a non sod­di­sfare la richie­sta dei magi­strati greci per la sua estradizione.

    Di fatto dopo nove anni di inda­gini da parte dei magi­strati di Atene il caso Sie­mens made in Greece è ancora aperto. Nel novem­bre scorso nel momento in cui la troika chie­deva ulte­riori misure di auste­rity per coprire i buchi neri delle finanze gre­che, è stato chie­sto il rin­vio a giu­di­zio per ben 55 per­sone, di cui 19 diri­genti tede­schi della Sie­mens, accu­sati di cor­ru­zione e rici­clag­gio di denaro sporco. Il danno che ave­vano pro­dotto all’azienda greca di tele­co­mu­ni­ca­zioni Ote risale a 70 milioni di euro. I gover­nanti rie­scono quasi sem­pre a farla franca; i gover­nati ven­gono chia­mati a pagare i danni delle loro malefatte.

    L’affare sporco degli armamenti

    Il campo degli arma­menti è sicu­ra­mente il più amato dalle società tede­sche e visto che la Gre­cia tra i paesi euro­pei da decenni tiene il pri­mato delle spese mili­tari, le tan­genti sono sem­pre all’ordine del giorno. Sotto i riflet­tori quat­tro sot­to­ma­rini ordi­nati nel 2000 dal mini­stero della difesa greco alla Marine Indu­strial Enter­pri­ses S.A., suc­cur­sale della società ger­ma­nica Fer­ro­staal. Nel gen­naio del 2014 sono stati arre­stati due dipen­denti pub­blici, Soti­ris Emma­nouel e Yan­nis Bel­tsios, col­la­bo­ra­tore dell’ex mini­stro Tso­cha­tzo­pou­los, accu­sati di cor­ru­zione e di rici­clag­gio di denaro sporco (hanno inta­scato 24 milioni di euro dalla Hdv e la Fer­ro­staal). A dicem­bre del 2013, intanto, era stato incar­ce­rato un altro diri­gente del mini­stero della difesa greco. Anto­nis Kan­tas aveva rice­vuto 1,7 milioni di euro come tan­genti per pro­muo­vere l’acquisto di 170 carri armati Leo­pard. Anche sta­volta il cor­rut­tore é una società tede­sca: la Krauss-Maffei Wegmann.

    Che ci sia pro­prio una festa di busta­relle nel set­tore della difesa mili­tare lo ha rin­con­fer­mato il lea­der del par­tito nazio­na­li­sta Anel (Greci indi­pen­denti) e part­ner di governo, Panos Kam­me­nos, attuale mini­stro della difesa, che si è dichia­rato pronto ad aprire inda­gini fino in fondo.

    1. La Siemens è un caso particolare, diventato oggetto di studio, ormai, quando si parla del sistema delle tangenti delle multinazionali. Del resto, bisogna capirli, solo dal 1999 in Germania le “bustarelle” sono diventate illegali, prima erano spese generali fiscalmente deducibili (il che la dice lunga sul tanto vantato senso etico dei tedeschi su cui in Italia si sproloquia fuori posto). La logica era semplice: vado in un paese corrotto, che faccio mi adeguo e vorresti nemmeno farmi scaricare i costi dei brutti e cattivi al di là del Reno?

  2. Sì è alla fine arrivati al dunque: qualcuno dall’altra parte c’è e ci ascolta (ci legge, sarebbe più corretto).
    Eppure qui la novità non suscita entusiasmo, almeno a vedere i commenti al post della redazione. Un po come se la Nasa desse la notizia che si è instaurato un contatto con altre forme di vita in lontana galassia e il mondo se ne fottesse
    Certo, il cammino è ancora lungo. Questo è solo un primo passo. Siamo ai preliminari, direbbe qualcuno, però mi aspettavo una reazione più, come dire, “movimentata”
    Il lavoro svolto dalla redazione, e il primo risultato raggiunto, potrebbe portare al raggiungimento di qualcosa di più alto, soprattutto ora che sul “versante alternativa” sembra muoversi. E non parlo solo della chiamata alle armi di Landini &co o della popolarità che in Europa riscuotono Tsipras e Iglesias. Parlo di qualcosa di molto più quotidiano che riguarda realtà, più o meno grandi o più o meno conosciute, che da anni lavorano in modo isolato sul territorio e finalmente sembrano voler iniziare a parlarsi.
    È su questo versante che vedo interessante l’iniziativa proposta da questo blog. E questo è il motivo per cui mi aspettavo una reazione più “entusiasta” soprattutto da quelli che, al contrario del sottoscritto, per questa iniziativa si erano entusiasmati si da subito.
    Sia ben chiaro, nessun biasimo da parte mia, ma credo che sia difficile instaurare un dibattito all’esterno se prima le questioni, le iniziative, i risultati, non si discutono all’interno.

    1. da parte mia non è mancanza di entusiasmo, anzi credo che l’impegno della redazione sia da lodare senza riserve, diciamo che rimango in attesa di sviluppi perché al momento sarei di pochissimo aiuto.

      1. Assolutamente un sentito grazie.
        Concordo con Marco.

        In più è un periodo cosi…vari acciacchi stanno influenzando il mio umore. Ma confido nella politica che tutto possa migliorare ahahaha

    2. Anch’io voglio ringraziare la redazione per tutto il lavoro svolto. E mi fa molto piacere sentire che e’ stato trovato un referente in loco. Vedremo cosa si potra’ fare in futuro, ma per ora di nuovo un sentito grazie .

        1. Gia’ fatto transi e direttamente dal sito fb di S4all. ( piuttosto sono poi stati utili quegli indirizzi mail che vi avevo mandato? )

          1. il rischio di ritrovarsi nel kansass è reale, con i tomtoms che girano.
            Hai fatto bene a puntualizzare.

            1. kans-ass?
              in the ass of the wolfs?
              in val d’aosta il tomtom (anzi precisiamo: il computer di bordo) del mega bmw di un amico voleva farci prendere un viottolo di campagna sterrato per riportarci sulla statale
              “appena possibile effettuare una inversione a U”

  3. Ovunque in Europa Annullare il debito Spezzare l’austerità. Incontro con S. Martalis (Syriza)

    Un tour di incontri con i militanti della sinistra greca e dello stato spagnolo

    Quaranta giorni fa Syriza ha vinto le elezioni politiche in Grecia. Per la prima volta un partito della sinistra radicale vince su un programma nettamente contro l’austerity e la Troika. Nello Stato spagnolo Podemos, che ha condensato a livello elettorale i vasti movimenti degli Indignados e delle “maree” dei lavoratori della sanità e della scuola, è data dai sondaggi a livelli altissimi.
    Lo scontro con la Troika è durissimo; le istituzione europee non hanno nessuna intenzione di rinunciare all’austerità visto che garantisce le loro rendite e profitti.
    Oggi, in particolare dopo la trattativa tra il governo greco e l’Eurogruppo, la solidarietà internazionalista verso le classi popolari greche è fondamentale e passa anche con la riflessione collettiva. La solidarietà parla della possibilità di radicalizzazione delle masse capace di rovesciare il modello dell’austerity costruendo vasti movimenti di lotta e di unità delle classi lavoratrici del continente.
    Ecco perché Sinistra Anticapitalista, promuove una decina iniziative di confronto per comprendere le realtà della Grecia e dello Stato Spagnolo, per costruire la solidarietà e l’unità delle lotte comuni ma anche per capire il dibattito interno e le difficoltà che si incontrano nella costruzione dell’alternativa. Animeranno i diversi dibattiti in giro per l’Italia Sotiris Martalis e Victor Valdés, rispettivamente dirigenti di Syriza e di Pomedos.
    Sotiris Marlalis è membro del comitato centrale di Syriza e dirigente sindacale. Victor Valdés è un giovane studente universitario che ha responsabilità nel gruppo di lavoro sulle reti sociali. Sotiris Martalis e Victor Valdés militano nelle tendenze di sinistra di Syriza e Podemos.

    Mercoledì 25 marzo ore 19
    presso l’associazione Esquilino domani
    via Galilei, 53 (metro Manzoni)

    Incontro con:

    Sotiris Martalis (DEA – Syriza)
    Emiliano Viccaro (Clap)
    Sandro Medici (Altra Europa)
    Armando Morgia (Sinistra Anticapitalista)

    SOTIRIS MARTALIS è membro del Comitato Centrale di Syriza. È tra gli animatori di DEA (Sinistra Operaia Internazionalista), organizzazione che fa parte della Piattaforma di Sinistra di Syriza che all’ultimo congresso rappresentava il 35% dei delegati. Sotiris Martalis è anche dirigente di Adedy, il maggior sindacato dei dipendenti pubblici in Grecia e fa parte del comitato esecutivo di META (Schieramento di Classe e di Lotta degli Operai e degli Impiegati), un’unione di sindacalisti che sostengono le politiche di Syriza nei sindacati.

    http://heyevent.com/event/419106008258396/ovunque-in-europa-annullare-il-debito-spezzare-lausterita-incontro-con-s-martalis-syriza

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