Un libro per uno sconosciuto

segnalato da barbarasiberiana

Il 29 Marzo 2015, REGALA UN LIBRO AD UNO SCONOSCIUTO!

Alcuni anni fa, Alberto Schiariti, sul portale web “Leggere, leggere, leggere”, ha proposto, come momento di breve ma intenso INCONTRO TRA DUE PERSONE, una giornata all’anno in cui singole persone regalano un libro ad uno sconosciuto.

L’iniziativa è terminata diversi anni fa e non è stata più riproposta, ma ritenendola un’idea davvero geniale, perché consente a tutti, in qualunque luogo si trovino, di vivere la bellezza dello scambio umano con l’altro e di far circolare i libri e tutto ciò che essi portano con sé, un gruppo di semplici utenti del web ha deciso di riproporla e promuoverla quanto più possibile.

La DINAMICA è semplicissima: domenica 29 marzo 2015, esci di casa portando con te un libro ed un sorriso, regalali ad uno sconosciuto e …sorprendi l’altro con questo gesto inaspettato e sorprenditi per la sua reazione!

Scegli un libro, nuovo o usato non fa differenza. Potresti persino personalizzarlo (con una frase, impacchettandolo etc.).

Lo spirito è quello di vivere un momento più divertente possibile, in modo simpatico e creativo: compiendo lo stesso gesto (regalare un libro ad uno sconosciuto), farà vivere ad ognuno una personale avventura.

È un evento di massa. Coinvolgiamo quante più persone possibile!!!

L’evento “feisbuc” QUI.

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76 comments

  1. Gli ultimi due post “sui libri” mi hanno fatto riflettere molto, specialmente osservando le risposte. Mi colpisce il fatto che nonostante mi consideri saldamente ancorato nel secolo scorso e privo di velleità nell’essere capace di proporre/produrre qualcosa di originale, potendomi solo limitare a fare il bibliotecario in pensione, allo stesso tempo non riesca a riconoscermi in quelli che per me sono rituali privi di significato.
    Cerco di spiegarmi. La proposta del “caminetto” di Forza Nuova ingigantita (personalissima opinione ma non posso farci niente) dai chierichetti del catechismo del libro mi lascia indifferente (ed in qualche modo ho tentato di spiegarlo nel mio commento per cui non mi ripeto). Quello che voglio dire è che il “libro” bruciato dai nazisti non è più lo stesso libro che FN suggerisce per il riscaldamento. Fino ad un certo punto, le biblioteche, le copie stampate dei libri erano delle “fonti di conoscenza” che potevano (simbolicamente) essere eradicate dalla memoria collettiva. Oggi, quel libro non esiste più. L’equivalente dei roghi nazisti dovrebbe essere un attacco incendiario a qualche “server farm” o un attacco ai suoi algoritmi per fare in modo che delle informazioni non possano essere mai più ritrovate.
    Di fatto, roghi piccoli che non destano clamore, avvengono ogni giorno, centinaia di libri spariscono (anche se con fatica si possono ritrovare). Insomma, darei la giusta misura e sinceramente vedo poca differenza tra esagitati cortei antiabortisti in difesa della vita e sorrridenti famigliole con pupi al seguito con tanto di libretto multicolorato, accessori per stimolare la sensorialità (ma fatevi dare una carezza e abbracciate i vostri bimbi, funziona più del calzino a forma di coniglio che fuoriesce da qualche libro di derivazione vittoriana in cui cominciarono ad inventare questa favola dei “bimbi”). Lo stesso vale per il dono dei libri.
    Nella stessa logica della carità pelosa che acquieta le coscienze, scegliamo un libro ed un giorno ed avremo dato il nostro contributo per cambiare il mondo (la vedo ottima come dichiarazione per Miss America invece di “World Peace”, “I gave a book with all my love to a stranger”). Abbbiamo bisogno di “cantori” se vogliamo far scoprire il valore della conoscenza come arma di autodifesa (e sottolineo arma, non piacere). Ho speso molto del mio tempo nel convincere persone a studiare ed a leggere (non c’è differenza tra le due cose) ma l’ho fatto con la stessa attitudine con cui in una tribù si insegnava ai piccoli a cacciare sin da bambini.
    I libri, leggere, conoscere sono armi, bisogna insegnarne i segreti e gli usi, dal temperino alla granata, non surrogati della ricerca del piacere o dell’autostima. Per quello, non mi sento preparato.

    1. Bruciare un libro non ha conseguenze reali ma ha comunque un valore simbolico.

      Per il resto, sull’utilità di certe contro-manifestazioni, non posso che essere d’accordo, a parte forse, come ho scritto in precedenza, far tornare a qualcuno la voglia di (ri)prendere in mano un libro.

      1. L’impossibilità dell’eliminazione sistematica delle informazioni nell’era digitale,rende il rogo dei libri il simbolo della censura di massa preventiva.Dove massa è popolo imbelle e preventiva è volontà di potenza.Praticamente catechismo….

  2. OTTO MILIONI DI BAIONETTE

    “Nei nostri piani iniziali credevamo di vendere 4 milioni di biglietti prima dell’apertura” di Expo. “Siamo a 8 milioni e 800 mila biglietti: un milione in Cina, 700 mila in Usa, molti in Asia e Africa. C’è una voglia di Italia straordinaria”. Lo ha detto il commissario straordinario di Expo, Giuseppe Sala, intervenendo a una iniziativa di Expo a Firenze. “Stabiliremo il record nella presenza di padiglioni di singoli Paesi – ha aggiunto – Ne avremo 54, battendo il record di Shanghai con 42. Ci saranno più padiglioni asiatici a Milano che a Shanghai”. “Ad oggi – ha continuato – valutiamo in 5 mila le aziende che hanno lavorato o che lavoreranno per Expo. Expo è anche un’occasione per riportare attenzione dal punto di vista turistico”. Infine: “Abbiamo sentito parlare spesso dei volontari – ha concluso – questi eventi funzionano grazie allo spirito di volontari, abbiamo una richiesta di giovani da tutto il mondo per fare i volontari all’Expo, registriamo questa voglia di partecipazione”.

  3. Dentire, Chianina e Semolino.

    “Un giorno in un afflato di generosità, i volontari di una cucina sociale in un quartiere prevalentemente di anziani poveri, decisero che era giunta l’ora di sacrificare del proprio e smetterla con la somministrazione di brodini e semolino ai vecchietti. Si tassarono senza risparmio, rinunciarono al proprio benessere e organizzarono una serata a sorpresa per gli anziani. Bistecca di chianina al sangue per tutti. Potete immaginare il loro stupore quando guardando i tavoli imbanditi realizzarono che nessuno mangiava. Si avvicinarono ad una vecchia signora e alla domanda del perchè non addentasse la fragrante bistecca che giaceva nel suo piatto, la signora gli fece una carezza e disse: “Figlio mio, con quello che avete speso potevate comprarci delle dentiere, mi frulleresti la bistecca per favore?””

    Tullio De Mauro, qualche anno fa:

    – il 5% degli italiani tra i 14 e i 65 anni è sostanzialmente analfabeta, cioé non in grado di distinguere lettere e cifre.
    – il 38% degli italiani sa leggere, cioé riconoscere lettere e numeri, ma ha difficoltà evidenti di lettura.
    – il 33% degli italiani che sa leggere con fluenza ha difficoltà di comprensione del testo

        1. Un consiglio letterario a tutti gli interessati per capire come è perchè l’ignoranza è un arma di successo:
          Dio non è grande.Come la religione avvelena ogni cosa.Un saggio scritto da Christopher Hitchens
          I Libr non bruciano mai a caso…

  4. Personalmente sono per acquistarli i libri.
    Per rispetto dell’autore (diritto d’autore) e anche per evitare che l’editoria (analogica o digitale che sia) diventi esclusivamente una fabbrica di bestseller.
    Anche se con il web e il digitale il settore mi pare destinato a radicale redifinizione e conseguenti discussioni.
    Imho

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