Raimondo e gli occhiali usati

Raimondo, che regala occhiali usati a chi ne ha bisogno

di Tamara Ferrari (blog malanova) – vanityfair.it, 12 marzo 2015

Avete cambiato gli occhiali? Non buttate quelli vecchi, potrebbero servire a qualcuno che non può permetterseli.

L’appello arriva da L’Aquila. Raimondo Dionisio è un diacono della Chiesa aquilana e un funzionario della Prefettura, che da tanti anni cerca di aiutare i più poveri e i più sfortunati. Dal 2008 è impegnato in una curiosa attività: la raccolta di occhiali usati.

«Lo faccio in partnership con i Lions, una associazione che ha basi in tutto il mondo e un grande centro internazionale a Torino. Chiedo a tutti i cittadini, da tutta Italia, di spedirmi i loro occhiali usati. Poi qui facciamo una prima cernita: quelli che possono essere aggiustati e riutilizzati li diamo ai poveri o li spediamo in Africa, dove ci sono delle persone specializzate proprio nel recupero degli occhiali vecchi. Se la montatura è rotta, recuperano le lenti e le montano su un’altra, e così via».

Il primo anno Raimondo Dionisio ha raccolto più di cinquemila occhiali. «Dopo la crisi, ne arrivano sempre meno. Gli ottici ci dicono che la gente cerca di evitare di cambiare montatura, è più attenta, ha meno soldi da spendere. Ma io sono convinto che nelle case degli italiani ci siano tantissimi occhiali non usati, abbandonati magari nelle soffitte, nei cassetti, in qualche scatola. Dimenticati. Ecco, quegli occhiali potrebbero far felici tante persone nei Paesi più poveri del mondo o anche qui in Italia dove, ormai, c’è tanta gente che non può più comprarli».

***

L’indirizzo dove spedirli:

Raimondo Dionisio,

via Colombo Ardeassi 8,

67100 L’Aquila.

Tel. 346/0826570

***

In alternativa, si possono consegnare al Centro italiano Lions: a questo link tutti gli indirizzi, città per città.

 

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4 comments

  1. Erwin Schrumpf, l’austriaco scampato alla Norman che distribuisce farmaci in Grecia

    Nel gennaio 2013, dopo aver visto un documentario sui problemi dei cittadini ellenici senza assicurazione per le spese sanitarie, ha creato una rete di cinquanta tra aziende e farmacie. Il 28 dicembre scorso era tra i passeggeri della nave andata a fuoco e nel naufragio ha perso il furgone. Ma è riuscito a ricomprarlo in due mesi grazie alle donazioni. Ora pensa a allargare l’intervento al Sud Italia.

    Il primo viaggio di Erwin Schrumpf terminò nel parcheggio dell’Elpis, il più vecchio ospedale di Atene. Era il gennaio 2013. La scelta non dipese dal nome della struttura al numero 7 di via Dimitsanas, ma nel significato di quel termine greco è racchiuso tutto. Elpis vuol dire speranza. Ed Erwin fa filtrare questo messaggio da oltre due anni nel suo zigzagare per la penisola ellenica. Distribuisce medicinali e materiali farmaceutici a chi ne ha bisogno. “Tutto ha avuto inizio alcuni mesi prima mentre ero davanti alla tv. Trasmettevano un documentario riguardante i problemi legati alle cure mediche in Grecia, specialmente per i cittadini, e sono sempre di più, che non hanno un’assicurazione per coprire queste spese. Mi è scattato qualcosa dentro e ho fondato Help for Greece”, racconta a ilfattoquotidiano.it.

    E’ un cittadino austriaco, ha 51 anni, vive a Salisburgo e prima lavorava in un azienda di cancelleria. Poi ha mollato tutto per aiutare la Grecia, dove dal 2013 trascorre circa cento giorni all’anno on the road. “Ma l’impegno per organizzare tutto è full time”. Ha creato un network di circa cinquanta tra aziende e farmacie che donano medicinali, siringhe, bendaggi e cibo per bambini. La prima traversata verso la Grecia è stata un viaggio in solitaria, poi nei mesi successivi ha ricevuto l’aiuto di una dozzina di persone. Dal suo furgone sono state scaricate circa 60 tonnellate di aiuti anche negli angoli più remoti della Grecia. Ne hanno usufruito diciassette strutture e organizzazioni: ospedali ad Atene, Patrasso, Salonicco, sull’isola di Cefalonia. Ma anche centri di assistenza per chi non ha copertura medica e l’Sos Children’s Village di Vari. “Le spese di viaggio vengono coperte dalle donazioni degli associati – spiega Schrumpf – Cerco in ogni modo di risparmiare dormendo in hotel nei sobborghi di Atene e usando il traghetto”.

    Erwin il 28 dicembre stava tornando a casa per passare il Capodanno con la sua famiglia, ma dopo due anni di assistenza è toccato a lui chiedere aiuto. Era tra i passeggeri della Norman Atlantic, la nave della compagnia Anek Lines andata a fuoco a largo delle coste albanesi con circa 500 persone a bordo. Si è salvato, ma ha perso quel furgone che consumando le ruote sulle strade greche ha portato aiuto alla popolazione più colpita dalla crisi. Il van è ancora custodito nella pancia del traghetto, attraccato ora nel porto di Bari. Grazie alle donazioni sono bastati due mesi per acquistarne uno nuovo e rimettersi in marcia. A fine febbraio, per la prima volta dopo il disastro, Erwin si è imbarcato con un volontario da Venezia, direzione Patrasso.

    “Continuo a non capire come difficoltà così gravi e penuria di assistenza medica possano esistere oggi nel cuore dell’Europa. Questo mi sconforta, ma l’altra faccia della medaglia è rappresentata dalle lacrime di felicità della gente ad ogni nostro arrivo”. Ha esultato almeno un po’ il giorno dell’elezione di Alexis Tsipras? Erwin fa un passo avanti: “Si discute sempre del dialogo tra Germania, Unione Europea e Grecia affinché si trovi uno stratagemma per stoppare la crisi del debito greco. Intanto la vita di tutti i giorni va avanti e lì serve un intervento umanitario – spiega – Oggi, non poi. Noi siamo in prima linea. Ci sentiamo obbligati ad aiutare i greci, vittime innocenti della crisi”. Il progetto va avanti e presto potrebbe allargarsi a nuovi Paesi: “Al momento è solo un’idea, ma tra aprile e maggio saremo in Italia per verificare se esistono le condizioni per avviare una campagna simile nel Mezzogiorno. Visiteremo orfanotrofi e ospedali pediatrici. Se c’è bisogno d’aiuto, non ci tireremo indietro”.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/29/erwin-schumprf-laustriaco-scampato-norman-distribuisce-farmaci-in-grecia/1546403/

  2. Bella iniziativa!
    .. a me potete invece spedire i vecchi occhiali da sole.. tipo ray ban, persol dei nonni, genitori etc. etc.

  3. OT
    qualcuno sa se esistono paesi in cui nelle scuole si studiano elementi di diritto del lavoro? Sarebbe una materia molto utile, a maggior ragione oggi in cui in Italia si parla di coniugare lo studio col lavoro.

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