Il bonus oltre Twitter (non esiste )

Triskel182

Renzi

IL GOVERNO APPROVA IL DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA CON I NUMERI NOTI. MA GLI UOMINI DEL PREMIER FANNO CREDERE CHE CI SIA UN “TESORETTO ”.

Decideremo nelle prossime settimane se e come utilizzare il bonus da 1,6 miliardi sulla base delle nostre priorità”, dice il premier Matteo Renzi a tarda sera dopo il Consiglio dei ministri. E scherza con un giornalista: “Lei lo chiama tesoretto? Ma sì, chiamiamolo tesoretto”, sorrisetto. LA SOSTANZA È ZERO, la comunicazione invece è perfetta: il governo ha trovato un tesoretto da 1,6 miliardi nelle pieghe di un Documento di economia e finanza che già meritava applausi perché, come aveva detto Renzi martedì, non prevede “né tagli né tasse”. La realtà è un po’ di – versa, ma avere uno staff per la comunicazione serve proprio a renderla migliore di come è.

View original post 725 altre parole

Annunci

29 comments

  1. OT ma solo in parte. Oggi su HP c’era un articolo che dice che non serve la laurea per diventare miliardari:
    http://www.huffingtonpost.it/2015/04/12/laurea-miliard_n_7050098.html
    Sostenendo che la maggioranza dei primi 100 miliardari (cioè 32 su 100) non è laureata. Evidentemente i laureati (68 su 100) sono la minoranza. Il ragionamento è che poi ci sono 22 ingegneri, 12 economisti etc. Evidentemente il “giornalista” non sa cosa significhi maggioranza, ne ha una qualche idea che viene dalle elezioni con il partito che ottiene la maggioranza relativa e vince. Quindi raggruppando per lauree come fossero partiti, e mettendo in un partito unico i non laureati, questi hanno la maggioranza relativa, e vincono.
    Ora, se questa è la comprensione comune dei numeri, mica ci stupisce che i numeri noti diventino un tesoretto no?

    1. Una volta, su repubblica o il corriere, non ricordo bene la teststa, era scritto: la maggioranza degli italiani e’ favorevole all governo letta; poi nel dettaglio trovavi che questa maggioranza era il 45%.

  2. Enrico Letta ritorna con un libro, in cui marca la distanza dal suo successore Matteo Renzi: “Governare non è comandare”

    Si intitola “Andare insieme, andare lontano” e segna il ritorno sulla scena di Enrico Letta, dopo tredici mesi di quasi totale silenzio, successivi al drammatico avvicendamento con Matteo Renzi. Con un sottotitolo che richiama un proverbio africano: “Se vuoi correre veloce vai da solo, se vuoi andare lontano devi farlo insieme”.

    Con queste parole, riportate oggi in una recensione del libro dal Corriere della Sera, Enrico Letta mette per la prima volta nero su bianco la distanza dal suo successore a Palazzo Chigi, la “differenza che passa fra governare e comandare”. L’ex premier vuole segnare una distanza nella “capacità di unire virtù democratica e consenso, il coraggio di dire no alle scorciatoie”. Una critica all’uomo solo al comando, figura che Renzi sta incarnando nei suoi mesi di governo. Proprio dinanzi a Renzi piè veloce, Enrico Letta invita il Paese a rallentare la corsa, perché “nessuno può affrontare impegni di questa portata da solo, con la logica dell’esclusione, con la ricerca strumentale del nemico, con la delega in bianco”.

    Nelle 144 pagine del suo libro, che uscirà in libreria il 21 aprile, Enrico Letta riserva un’altra stoccata a Matteo Renzi quando parla dei progressi economici dell’Eurozona ed esclude che siano merito dell’ultimo inquilino di Palazzo Chigi. “Grazie a Draghi e al prezzo del petrolio che scende – scrive – ci troviamo dinanzi a condizioni esterne che non c’erano mai state prima. È una grande occasione da non sprecare”. Condizioni “esterne” di cui lui, nei suoi mesi al governo, non ha potuto beneficiare.

    Il libro non scioglie tuttavia l’interrogativo sul destino personale di Enrico Letta, domande che hanno accompagnato le rarissime uscite pubbliche in un anno o poco più trascorso a uscire dal centro della scena politica e a schivare polemiche estemporanee.

    http://www.huffingtonpost.it/2015/04/13/enrico-letta-libro-distanza-da-matteo-renzi_n_7052582.html?1428907946&utm_hp_ref=italy

  3. OT

    Puglia, quei candidati di Michele Emiliano che imbarazzano la sinistra di Nichi Vendola
    Nella coalizione che sostiene l’ex sindaco di Bari per la regione spuntano nomi della destra, centristi ed ex missini. E la sinistra, alleata con i democratici, teme che dopo il voto si possa formare una giunta di “larghe intese”. Su esempio del governo Renzi

    http://espresso.repubblica.it/palazzo/2015/04/10/news/puglia-quei-candidati-di-michele-emiliano-che-imbarazzano-la-sinistra-di-nichi-vendola-1.207836?ref=HEF_RULLO

  4. Coalizione sociale, Landini lancia il manifesto. Camusso: «Non farà strada»

    —  Roberto Ciccarelli, ROMA, 11.4.2015

    Il conflitto. Riunione informale ieri a Roma con associazioni, centri sociali, partite Iva e precari della Coalizione 27 febbraio. Nella Cgil lo scontro sul futuro del sindacato è duro. La segretaria Camusso definisce la coalizione “una scorciatoia”: “Non andrà da nessuna parte. Restiamo della nostra idea”

    La pros­sima set­ti­mana il mani­fe­sto della coa­li­zione sociale sarà dif­fuso in vista di un’assemblea di due giorni pro­gram­mata a metà mag­gio. Nelle inten­zioni del segre­ta­rio della Fiom Mau­ri­zio Lan­dini dovrebbe chia­rire che la «coa­li­zione sociale» non è un par­tito ma «un pro­cesso aperto e in dive­nire». Nella bozza distri­buita ieri nel corso di un’assemblea all’Arci di Tor De Schiavi nel cuore del quar­tiere Cen­to­celle di Roma, poi dif­fusa dall’Ansa, si legge che la coa­li­zione vuole «dimo­strare che si può fare poli­tica attra­verso un agire con­di­viso, al di fuori e non in com­pe­ti­zione rispetto a par­titi, orga­niz­za­zioni poli­ti­che o car­telli elettorali».

    La coa­li­zione sociale sarebbe dun­que il risul­tato di un «agire con­di­viso», «fuori e non in com­pe­ti­zione» con i par­titi. Pro­ba­bil­mente la pre­ci­sa­zione serve a raf­fred­dare le rea­zioni della «sini­stra Pd» o dei Cin­que Stelle, che vedono con insof­fe­renza l’esperimento di Lan­dini. Si punta a fare coa­li­zione con tutti i lavo­ra­tori, pre­cari e «nuovi poveri» con la par­tita Iva, sul «ter­ri­to­rio» e «nei luo­ghi di lavoro», non tra gli schieramenti.

    All’incontro hanno par­te­ci­pato asso­cia­zioni come Act, movi­menti come il Forum dell’acqua e cen­tri sociali dell’Emilia Roma­gna. È inter­ve­nuto anche Ste­fano Rodotà che ha riba­dito il giu­di­zio con­tro la «zavorra» dei par­titi. Una posi­zione, ha ammesso, che ha inner­vo­sito molti nei par­titi. A suo avviso la «coa­li­zione sociale» ha «una carica pole­mica posi­tiva»: regi­stra la crisi della rap­pre­sen­tanza della poli­tica e intende resti­tuire rap­pre­sen­tanza sociale e poli­tica al lavoro. Per Rodotà que­sta è la base di un’altra cul­tura e agenda poli­tica da sot­to­porre anche a chi, nei par­titi, è sen­si­bile ai beni comuni o alla pro­po­sta di legge d’iniziativa popo­lare per eli­mi­nare il pareg­gio di bilan­cio in Costituzione.

    L’assemblea è stata chiusa alla stampa, ma nel pome­rig­gio le agen­zie hanno ripor­tato le dichia­ra­zioni di Lan­dini e dei par­te­ci­panti. Dopo le 13,30 sugli smart­phone sono apparse le dure parole della segre­ta­ria Cgil Susanna Camusso. La coa­li­zione sociale è una «scor­cia­toia – ha detto — non mi pare che vada da nes­suna parte». Per la segre­ta­ria la strada è diversa: pri­mato del sin­da­cato e auto­no­mia dai sog­getti sociali e poli­tici. Obiet­tivo: ritro­vare «l’unità tra i lavo­ra­tori e le orga­niz­za­zioni sin­da­cali». Per Lan­dini, invece, il sin­da­cato da solo non basta nel momento in cui Renzi è deter­mi­nato a can­cel­lare tutti i corpi inter­medi, age­vo­lando così il pro­cesso di rivo­lu­zione dall’alto in corso nell’Europa dell’austerità. Il suo è un defi­cit di rap­pre­sen­tanza, e di potere sociale, che va recu­pe­rato facendo coa­li­zione con i mondi del lavoro non dipen­dente e pre­ca­rio, oltre che nella società. Dif­fe­renze che tor­ne­ranno a farsi sen­tire in vista della con­fe­renza di orga­niz­za­zione della Cgil.

    Su que­sto scon­tro tra Lan­dini e Camusso si sta gio­cando il futuro del sin­da­cato. La sua pro­po­sta di coa­li­zione sociale vuole costruirne uno diverso, met­tendo in comune «saperi e espe­rienze» con la società, anche attra­verso il «mutua­li­smo», altra parola chiave. Ai sog­getti che la com­pon­gono sono state pro­po­ste «cam­pa­gne per obiet­tivi comuni» con­tro il Jobs Act, «il diritto alla salute, all’istruzione, alla casa, alla pen­sione o all’assistenza» si legge nella bozza. Non si chiede di rinun­ciare a ciò che sono, ma di par­te­ci­pare a quelle su cui sono d’accordo.

    Gli avvo­cati di Mga, i far­ma­ci­sti di Fnpi, gli atti­vi­sti dello scio­pero sociale che fanno parte della «Coa­li­zione 27 feb­braio» hanno soste­nuto le ragioni di una cam­pa­gna con­tro il «busi­ness» della Garan­zia gio­vani, fisco e pre­vi­denza equi per i pre­cari e le par­tite Iva, il red­dito di base. Su que­sto mani­fe­ste­ranno il 24 aprile alla sede cen­trale dell’Inps-Eur a Roma. «Ci sono diverse coa­li­zioni in for­ma­zione – sosten­gono – Biso­gna deter­mi­nare le com­bi­na­zioni che aumen­tano la forza di tutti ed evi­tare di defi­nire subito il peri­me­tro di una sola».

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...