La battaglia di Max

di barbarasiberiana

Molti di noi avranno sentito parlare di Max Fanelli, malato di SLA che si sat battendo per l’eutanasia legale in italia. Con la sua campagna #iostoconmax, portata avanti sui social e con iniziative di notevole impatto mediatico, sta riportando sotto i riflettori questo tema. Numerosi parlamentari hanno aderito alla sua campagna, ad esempio Civati ha  pubblicato la sua lettera ed è andato a trovarlo a casa, su youtube si può trovare il video. Con le cartoline #iostoconmax è possibile aderire alla mobilitazione sia tramite facebook che spedendo le cartoline, che saranno successivamente raccolte e recapitate alla Presidente della Camera Boldrini.

L’ultima iniziativa è di qualche giorno fa: Max si è fatto accompagnare nell’atrio della Galleria Dorica ad Ancona e si è fatto incatenare ad un palo. La notizia la potete trovare QUI.

Riportiamo l’appello di Max Fanelli ai parlamentari per l’eutanasia legale.

Onorevoli Parlamentari

mi chiamo Massimo Fanelli, ho 54 anni e dal mese di settembre 2013 sono malato di sla. Progressivamente ho perso ogni autonomia e forza muscolare. Ora sono allettato ed ho bisogno di assistenza 24 ore su 24. Respiro grazie alla tracheotomia, mi alimento via PEG. Vivo, o sarebbe meglio dire “sopravvivo” nel disagio psicofisico di questa patologia che tra dolori e disagi psicologici raggiunge e supera spesso il limite della sopportazione e della dignità umana. Tutto questo é aggravato dalle leggi in vigore che non prevedono né regolamentano il diritto all’eutanasia come in molti paesi civili . E’ umano e nobile quindi, difendere il diritto all’autodeterminazione ed alla libertà di scelta dei malati terminali di come e quando poter porre fine alla propria vita, in modo da evitare atroci sofferenze e difendendo quella componente indispensabile della nostra Libertà che si chiama Dignità. Questo fino a che il Governo non esaminerà la proposta di legge di iniziativa popolare sostenuta dall’associazione Luca Coscioni e dal comitato Eutanasia legale, depositata in Parlamento alla Camera dei deputati già il 13 settembre 2013. Con questa mia, spero di trovare un prezioso supporto per la difesa del diritto di ogni uomo all’autodeterminazione, nel pieno rispetto degli altri e con unico giudice la propria coscienza. Grazie per la vostra disponibilità ed attenzione. Massimo.

Per seguire la battaglia di Max Fanelli

http://iostoconmax.tumblr.com/

https://www.facebook.com/pages/Io-Sto-Con-Max-Si-Alleutanasia/363116450536119?ref=ts&fref=ts

https://www.youtube.com/channel/UC1t9QoejXsr4GwsMN2VJxWA

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21 comments

  1. OT (mi dispiace finisca qui)

    Sul grave episodio prende posizione anche Pierpaolo Marino, direttore generale dell’Atalanta, anch’egli intervenuto ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su RadioUno. “Non è che si voglia giustificare nulla, il gesto di Denis è deprecabile e assolutamente non costituisce un esempio ma c’è stata una provocazione a monte, cioè le minacce di morte che Tonelli ha fatto al nostro centravanti – sottolinea il dirigente del club orobico -. Sono episodi condannabili ma non si faccia giustizialismo e riconduciamo tutto a una dinamica di provocazione e reazione”.[…]

    “ANCHE PAPA FRANCESCO DICE SE OFFENDI MIA MADRE…” – Quindi il dg nerazzurro ‘invoca’ quanto detto da Papa Francesco nel gennaio scorso. “Sono un fedelissimo di Papa Francesco e, per sdrammatizzare, vorrei ricordare che disse: ‘Se il dottor Gasparri – mio amico – offendesse mia madre, gli do un cazzotto’.

    1. mi dispiace se ne parli in generale
      il fatto che per giustificare un pugno a partita finita si tiri in ballo il papa, non mi scandalizza, mi intristisce (e non per il papa, per lo sport e per i messaggi che si vogliono far passare)

      per dire, personalmente mi è capitato di andare a scusarmi, a partita finita, con l’avversario che marcavo. Quello che succede in campo rimane in campo.

      Dopo è vigliaccheria

      1. da un lato intristisce (non scandalizza, certo), dall’altro, come dire…
        non era forse da attenderselo? non sarà l’ultima volta che verrà tirato in ballo

              1. intendo che magari ci sarà uno stato (polonia? ungheria? irlanda?) che prima o poi si richiamerà a questo bel precedente per fare altrettanto…

  2. Credo possa anche esserci un dibattito onesto sul testamento biologico, e non le gazzarre canagliesche cui assistemmo, in particolare, nel caso di Eluana Englaro.
    In fondo la decisione che io assuma oggi di non volere l’accanimento terapeutico quando mi trovassi incapace di decidere perché in condizioni cliniche gravissime e irreversibili ruota, appunto, sui concetti ‘accanimento terapeutico’ e di ‘irreversibilità’ oltre che di gravità della mia condizione clinica. Come si definiscono in una legge quei concetti, senza lasciar spazio a interpretazioni suscettibili di abusi?
    Tuttavia, quando, in una condizione di piena capacità di intendere e di volere, io dovessi decidere di non sopportare una condizione clinica troppo dolorosa e, per quel che ne capisco, senza speranza, credo sia una violazione gravissima della mia volontà e dignità tenermi in vita contro la mia volontà e ci sia il dovere di non semplicemente abbandonarmi al mio destino ma anche di aiutarmi a morire quanto più dolcemente sia possibile.

    1. Temo di aver scritto, in parte, una stupidata. Mi pare che il diritto di rifiutare le cure in effetti esista. Per cui rimane il problema di affrontare con serietà il dibattito sul testamento biologico. Che qualche problema ce l’ha quando si cerca di passare dai principi alla concretezza dei casi.

      1. esiste la possibilità di rifiutare le cure (e già in questo caso la cosa è complessa da ottenere), ma se uno è attaccato alla macchina il problema è molto più complesso. Se vai sul sito dell’Associazione Luca Coscioni c’è la possibilità di scaricare un pdf in cui viene spiegata la normativa vigente, e tutti i casi in cui si può ricadere. Non l’ho ancora letto tutto, ma in sostanza tutto si gioca sulla contrapposizione fra quello che c’è nel codice civile e in quello penale, che in sostanza non ammettono eutanasia ma nemmeno, in teoria, la rinuncia alle cure, e quanto scritto nella Costituzione, per la quale i trattamenti medici non devono ledere la dignità della persona. In sostanza il codice deontologico dei medici e un regolamento che essi si sono dati mi pare nel 2008 concordano con la costituzione e con alcune sentenze a livello europeo. La corte costituzionale ha emesso alcune sentenze favorevoli alla possibilità di interrompere le cure.
        E’ tutto comunque molto, e bisognerebbe anche capire se la dichiarazione anticipata di volontà che si può sottoscrivere tramite l’associazione Coscioni (o presso alcuni comuni) vale veramente o se può essere mpugnata, perché questo onestamente non l’ho capito.

      2. ad esempio, nel caso Englaro la cosa che mi ha molto turbato, a parte le sceneggiate a cui abbiamo assistito, è stato il fatto che si è dovuti ricorrere alla sospensione dell’alimentazione e idratazione. Ci sono fior fior di bioeticisti, di medici che considerano ammissibile tale pratica, perché sono assimilati ad una terapia (un articolo a riguardo lo abbiamo caricato, casomai più tardi o domani lo posto, è di per sé piuttosto interessante)…però a me la cosa spaventa, sono sincera. Non sarebbe molto meglio, se uno lo ha lasciato scritto prima, ricorrere all’eutanasia vera e propria?
        Secondo me si

        1. sono d’accordo con te
          ma facciamo prima a scalare il pd che a trovare soluzioni condivise su un argomento come questo
          almeno fino a quando esisteranno persone che uccidono e sono disposte a morire per “dio”

  3. http://www.sergiologiudice.it/2015/04/21/fine-vita-lo-giudice-pd-sbarca-in-parlamento-la-storia-di-max-fanelli-e-della-sua-battaglia-per-leutanasia-legale/
    “Presenteremo domani (il 22/4) alle 11 presso la sala ​Caduti di​ Nassirya del Senato le interrogazioni ​3​-01414 e ​​3-01808​ che rispettivamente alla Camera e al Senato ​​hanno voluto portare all’attenzione​ ​dei parlamentari la questione della calendarizzazione della legge di iniziativa popolare sulla liceità dell’eutanasia promossa dall’Associazione Luca Coscioni e la storia e la battaglia di Max Fanelli, 56enne marchigiano malato di SLA che con la sua testimonianza ha deciso di dare corpo alla battaglia per il diritto all’autodeterminazione nelle scelte di fine vita. Max interverrà in video con un appello registrato proprio per l’occasione”.

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