World fair trade week

Segnalato da barbarasiberiana

La settimana mondiale del commercio equo in Italia per la prima volta

MILANO, AL VIA LA WORLD FAIR TRADE WEEK

Il calendario degli eventi in programma dal 22 al 31 maggio 2015 nel capoluogo lombardo: dalla World Fair Trade Organization (WFTO) Biennal Conference a Milano Fair City, passando per il Fair Trade Symposium e la Fair & Ethical Fashion Show. A organizzare tutte le iniziative WFTO e Equo Garantito. Altreconomia è media partner.

Da altreconomia.it, 21/05/2015

La chiamiamo “settimana” ma saranno dieci giorni. Intensissimi e ricchi, costituiscono  il più grande evento di commercio equo e solidale mai realizzato al mondo. Ecco la World Fair Trade Week 2015, a Milano a fine maggio: nella città di Expo, il movimento del fair trade internazionale si dà appuntamento per dire la propria su diritti, giustizia, ambiente, sovranità.
Un appuntamento da non perdere, dove protagonisti saranno tutti quelli che -da decenni ormai- lavorano per un’economia e un mondo più giusti. Nel Nord come nel Sud del mondo: saranno infatti i produttori, provenienti da 30 Paesi, i veri “ospiti speciali” della Settimana organizzata dalla World Fair Trade Organization (wfto.com) e dall’Assemblea generale italiana del commercio equo e solidale (AGICES, www.equogarantito.org).

“Il commercio equo e solidale  -si legge nel “Manifesto” che spiega il senso della Settimana, ndr- è nato negli anni 60 per promuovere un sistema economico fondato su principi di giustizia -prezzi equi, migliori condizioni di lavoro, rapporti commerciali trasparenti- e permettere ai produttori del Sud del mondo economicamente emarginati di migliorare la loro vita e quella delle comunità. […] Il focus della Settimana consisterà nel rendere visibile il senso profondo ed innovativo del commercio equo e solidale, anche tramite la presenza in città di centinaia di agricoltori, produttori e piccole imprese da tutto il mondo. […] la World Fair Trade Week  e i suoi contenuti, sviluppati in 50 anni di esperienza in tutto il mondo dal movimento del commercio equo e solidale, saranno rilevanti nel dibattito globale sulla produzione e la distribuzione del cibo che rischia però di non tenere in considerazione il punto di vista dei piccoli produttori e dell’economia solidale.
Il concetto di “responsabilità” attraverserà tutta la Settimana, rendendo visibile come le organizzazioni di commercio equo e solidale garantiscano l’eccellenza del prodotto, una filiera commerciale virtuosa e uno sviluppo che possa davvero “nutrire” il mondo”.

QUI il SITO UFFICIALE DELLA MANIFESTAZIONE con il PROGRAMMA DETTAGLIATO.

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18 comments

  1. Il contropelo di Massimo Rocca

    Il nipote di Mubarak

    Adesso mi piacerebbe che Touil, invece che il nipote di Mubarak,come ogni marocchino che si rispetti, fosse davvero un personaggio di Forsyth o Follett, e che il suo percorso nel Mediterraneo, le presenze a scuola e tutto il resto fossero parte di quelle che John Le Carrè ci ha insegnato essere la parte fondamentale del lavoro di un agente segreto, cioè la costruzione della sua leggenda, la storia che lo rende credibile o,in questo caso, incredibile. Mi piacerebbe per vedere Alfano contorcersi ancora come una serpe, e ritornare allo squillante lo abbiamo preso, dopo aver scaricato ieri, nel suo più puro stile Shalabayeva, tutto sui tunisini. Per vedere Salvini e Meloni e i giornali che hanno stampato i vari ecco chi è l’attentatore, e che stanno consultando i loro avvocati per capire se il clandestino ha diritto alla querela per diffamazione, ritirare fuori i commenti sul terrorista da barcone. Per vedere Il presidente del consiglio gorgogliare di nuovo orgoglio, invece di doverlo mettere sul lettino e chiedergli ma che t’è successo da bambino che non riesci a tenerti un tweet nel telefono a pagarlo un miliardo.

      1. Io mi sono limitata a votarlo, spesso nemmeno troppo convinta, ora mi è impossibile.
        Il bello è che questi temi, fino a pochi anni fa “di nicchia”, erano considerati da fricchettoni di sinistra. Ora che in teoria la sinistra è al governo, io il #cambioverso non l’ho visto.

        1. non è così semplice, per molti anni (anche prima di essere pd) è stato il contenitore ed elaboratore ( o perlomeno sponda logica) naturale di queste tematiche, insisto sono scelte di fondo che implicano un lavoro di elaborazione e progettuale lungo con approccio marcatamente “ideologico”… bene o male con molta fatica queste tematiche ora fanno parte del tessuto sociale italiano ma a parte piccole nicchie solo come contenitore vuoto, come la parolina magica “bio”, puro marketing… ma questo è successo per molte tematiche non sola per questa, c’è stata evidentemente anche una mutazione generale della società

          1. marco, sicuramente se ne è sempre parlato e le persone che si riconoscevano nel “partito” sono stata incubatrici di questi progetti.
            Ma è mancato spesso, se non sempre, il fact checking, il riscontro fra quello che veniva discusso e cercato dalla base e poi trasformato in azione parlamentare in alto.
            Ci si è spesso accontentati di “parlar bene”, senza tener conto delle azioni

              1. non lo è, sicuramente
                ma il punto è se si cerca, come sempre (e giustamente), di arrivare a dei compromessi che provino a spostare il percorso verso una direzione più sostenibile e “bio, verde, eco”, chiamala come vuoi, ma che in questo modo protegga anche il lavoro e il sostentamento economico delle piccole realtà che poi a conti fatti danno lavoro a molti, o gettarsi anima e corpo in mano alle solite multinazionali che fanno tabula rasa del tessuto produttivo locale e quindi anche del tessuto sociale.

                io ho la mia idea

          2. è stato il contenitore ed elaboratore ( o perlomeno sponda logica) naturale di queste tematiche

            i miracoli sono difficili, ma molta gente oggi legata a valori ecologisti si sono formati su iniziative di sinistra, sponsorizzate da gente di sinistra, con l’appoggio generoso dei partiti di sinistra, eccetera.
            altro che truman show.
            si tratta del fatto che se ancora oggi possiamo godere di un paesaggio relativamente intonso dobbiamo ringraziare qualcuno.

            chi pensi che nel paese dei miei genitori abbia sempre lottato per l’edificazione della collina? certo tutto ciò non ha evitato gli abusi (coop), i singoli favoritismi (i nipoti del sindaco, si fa per dire), ma il sistema ha funzionato abbastanza.
            certo, forse dipendeva dalle persone? mah. può essere. anche con il recente piano paesaggistico il pd è stato ondivago, ma la destra sicuramente non aveva dubbi.

            1. c’è una difficoltà oggettiva, non vai a lavorare su un territorio “vergine” ma su un tessuto esistente con le sue marcature preesistenti ( esempi di industrie a me vicine difficilmente compatibili con un certo tipo di sviluppo) e con queste devi fare conti perché in momenti come questi è difficile dire no questo senza un alternativa fattuale che bilanci la produzione di valore economico, troverai opposizione trasversale, come è successo anche per il piano paesaggistico toscano e l’autostrada tirrenica, si può fare di più ma non è semplice…
              però quello che non accetto, tipo l’expo, è l’impostazione concettuale a priori, quella non è della mia “sinistra”

              1. il progetto iniziale di expo, quello che aveva partecipato alla gara, è quello che poi Slow food ha fatto nel suo stand.
                nell’idea iniziale doveva essere così.
                poi, guarda caso, hanno cambiato idea

                  1. e veramente ingenuo. era chiaro che non lo avrebbero realizzato e avrebbero fatto altro. I grandi eventi al risparmio li fanno solo negli USA,altrove servono a spendere, non a risparmiare.Boeri conosceva bene Milano, città che nell’ultimo decennio ne ha viste d’ogni, sul fronte speculativo e delle spartizioni, o c’è cascato o ha fatto finta

                    1. però hanno vinto la gara su QUEL progetto
                      un minimo di correttezza……
                      poi il fatto che, per quel che ne so, nessuno del BIE si sia degnato di far notare il #cambioverso è piuttosto significativo…

                    2. in urbanistica ed edlizia si pratica la scorrettezza tutti i giorni, a Milano lo si è fatto su larga scala, e quello era il contesto, Nemmeno Pisapia ha detto un beh, Cantone ha spiegato bene tutto. Credere di potersi rifare la verginità in un anno è da ingenui gli operatori e le aziende erano gli stessi, gli interessi anche.
                      L’expo non andava fatto, quel progetto ha funzionato da utile foglia di fico, indipendentemente dalle buone intenzioni di chi lo ha prodotto.

                    3. ciò detto, come progetto piaceva anche me. ma ch non l’avrebbero realizzato era chiaro. Faceva il paio con iil verde verticale, buooi da discutere all’ora del tè, ma che poi si mette in un cassetto

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