La scuola in piazza

 

Proseguono, come già annunciato, le iniziative di mobilitazione dei cinque sindacati rappresentativi della scuola dopo lo sciopero generale del 5 maggio.

FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams promuovono per venerdì 5 giugno “La cultura in piazza”, un’iniziativa a livello territoriale con fiaccolate che avranno luogo contemporaneamente in tutte le principali città italiane.

Cosa chiederanno le piazze italiane? Che il DDL in discussione al senato venga radicalmente cambiato. Perché così com’è peggiora la qualità della scuola pubblica, non risolve il problema del precariato, afferma logiche autoritarie e incostituzionali nella gestione organizzativa delle scuole, mette in discussione diritti e libertà e cancella la contrattazione. In altre parole: realizza tutto meno che una “buona scuola”.

Fai sentire la tua voce e partecipa anche tu

Agrigento, Alessandria, Aosta, Arezzo (e le altre iniziative in Toscana), Benevento, Bologna,CagliariCaltanissetta, Castrovillari, Catanzaro, Chieti, Cosenza, Feltre, Genova, LivornoMacerata, Mantova (e le altre iniziative in Lombardia), Messina, Modena, Napoli, Nuoro, Palermo,Perugia, Ragusa, Ravenna, Roma, San Benedetto del Tronto, Savona, Termoli, Terni, Torino,Udine, Vibo Valentia.

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One comment

  1. La lotta alla criminalità in Calabria si fa anche spulciando tra i registri di classe. Fermare l’emorragia della dispersione scolastica, infatti, vuol dire non solo garantire il diritto all’istruzione, ma anche bloccare il reclutamento di nuove leve da parte dei clan locali. Così anche quest’anno, come accade già da qualche tempo, a fare gli scrutini negli istituti di Petilia Policastro, il paese di Lea Garofalo la testimone di giustizia trucidata dagli uomini della ’ndrangheta, non c’erano solo i professori, ma anche i carabinieri.

    Scrutini con i carabinieri
    La verifica condotta dai carabinieri, guidati dal capitano Claudio Martino, ha portato al deferimento in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Crotone di 20 genitori, responsabili della mancata frequentazione delle scuole dell’obbligo da parte dei loro figli. I minori frequentavano, o meglio avrebbero dovuto frequentare, le scuole medie e il biennio delle superiori dei comuni di Petilia, Mesoraca e Cotronei. Le scuse dei genitori, come ad esempio improbabili ( e senza alcuna certificazione medica) malattie dei giovani, non sono state sufficienti per giustificare quello che per molti ragazzi è stato un vero e proprio abbandono scolastico, con la conseguente, naturale, perdita dell’anno.
    (…)
    http://www.lastampa.it/2015/06/04/italia/cronache/mandati-a-zappare-la-terra-invece-di-andare-a-scuola-F2gfBp7h911JIPIYfI1JoI/pagina.html

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