Thank you for saving my life

Emesso il 14 giugno 2015 un francobollo, appartenente alla serie dedicata al ‘senso civico’, per commemorare la giornata mondiale del donatore di sangue.

***

Thank you for saving my life” è lo slogan in inglese scelto dall’OMS per la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue 2015, che si celebrerà il prossimo 14 giugno.

«In molti Paesi del mondo – si legge nella scheda di presentazione diramata dall’OMS – la domanda di sangue ed emoderivati purtroppo supera l’offerta e ciò rende necessario non sono incrementare il numero di donatori, ma incentivare la donazione periodica.

Obiettivo dell’edizione di quest’anno è, quindi, ringraziare chi già compie questo gesto, ma anche aumentare la consapevolezza della necessità di donazioni regolari per garantire la qualità, la sicurezza e la disponibilità di sacche per i pazienti bisognosi».

Altra sfida lanciata dall’OMS è quella di abolire definitivamente entro il 2020 le donazioni a pagamento o effettuate da parenti e amici, purtroppo ancora molto diffuse in circa 40 Paesi.

Sarà Shanghai la città che ospiterà le principali manifestazioni internazionali di quest’anno, mentre in Italia è previsto un convegno a Cascina Triulza, il padiglione della società civile di Expo 2015 a Milano, organizzato in collaborazione con il Coordinamento Interassociativo Volontariato Italiano del Sangue – CIVIS – ed il Centro Nazionale Sangue.

QUI le informazioni utili.

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30 comments

  1. Il ministero della salute ha detto che non c’e’ nessun allarme scabbia, ma la notizia viene data sottovoce, quasi di malavoglia. La noto solo io.

  2. “donna trovata decapitata nella periferia est di Milano, forse da un machete”
    “egiziano irregolare semina il panico a milano armato di machete” “a pero, poco distamte dall’expo”, un testimone: forse era un machete ( e’ stato appurato che si trattava di una roncola”
    psicosi machete per i giornalisti italiani.

  3. A Milano l’unica emergenza è quella di chi fugge dalla guerra

    Scalo merci. Tra i profughi bloccati alla Stazione Centrale, quelli diretti nel nord Europa e i «Dublino» che sono stati ricacciati indietro. «Se dobbiamo morire preferiamo tornare in Siria». Centri di accoglienza al collasso, il comune lancia un appello al governo e all’Europa: «I migranti un problema epocale, da soli non possiamo farcela»

    Marta Santomato Cosentino MILANO Edizione del 13.06.2015

    «È un Dublino». Nella Sta­zione Cen­trale di Milano è una frase che si sente pro­nun­ciare già salendo le scale mobili che con­du­cono al mez­za­nino dove da oltre un anno e mezzo sono migliaia i pro­fu­ghi in tran­sito. Fug­gono dalle guerre e vogliono andare a nord, in Dani­marca, Sve­zia, Ger­ma­nia in par­ti­co­lare. L’Italia, per loro, è solo una tappa obbli­gata di pas­sag­gio. Tra le tante migliaia di migranti pas­sati in que­sti anni non più di 200 hanno deciso di fermarsi.

    Le per­sone che si incon­trano in sta­zione sono arri­vate da poco dalla Sici­lia o appunto, sono dei «Dublino», i richie­denti asilo “sche­dati” sulla base del rego­la­mento euro­peo che pre­vede che la domanda venga ana­liz­zata dallo Stato dell’Unione dove il richie­dente ha fatto ingresso. Per evi­tare che ven­gano pre­sen­tate più domande con­tem­po­ra­nea­mente, esi­ste un archi­vio comune delle impronte digitali.

    «Mi hanno rovi­nato la vita, se devo morire pre­fe­ri­sco tor­nare in Siria». A par­lare è un ragazzo di Aleppo che, a Tra­pani, è stato costretto a lasciare le pro­prie impronte digi­tali. È riu­scito comun­que ad arri­vare in Ger­ma­nia nel ten­ta­tivo di otte­nere un ricon­giun­gi­mento fami­liare ma, pro­prio in virtù di quell’archivio, è stato respinto in Ita­lia. Insieme all’identificazione for­zata ha rac­con­tato anche di essere stato pic­chiato dalla poli­zia men­tre si tro­vava nel cen­tro di acco­glienza in Sici­lia. Non è l’unico ad essere stato riman­dato indie­tro. Lo stesso è suc­cesso anche ad un altro siriano, ricac­ciato in Ita­lia dopo 8 mesi tra­scorsi in Dani­marca. Entrambi adesso aspet­tano sul mez­za­nino della sta­zione dove dor­mono da 5 giorni.

    In tanti sono nelle stesse con­di­zioni. Molti non rie­scono nem­meno a var­care il Bren­nero, spe­cie in que­sti giorni in cui il passo è ancora chiuso dopo il G7 in Ger­ma­nia della set­ti­mana scorsa. Una ragazza etiope ci ha pro­vato qual­che giorno fa. Voleva arri­vare a Lon­dra, dal fra­tello. Non ci è riu­scita e ora vive nell’aiuola di fronte all’ingresso della sta­zione. Mah­mud, un siriano di Dama­sco, rac­conta una sto­ria simile. È un mese e mezzo che viag­gia per fug­gire dalle bombe della guerra civile nel ten­ta­tivo di arri­vare dai parenti in Ger­ma­nia. Dalla Siria è arri­vato in Libia, pas­sando per il Sudan. Dopo 20 giorni in attesa di pren­dere il mare ha pagato 5 mila dol­lari per rischiare il nau­fra­gio. È stato soc­corso e da Cata­nia ha preso un treno fino a Milano dove nel frat­tempo è stato ingo­iato dal limbo del mezzanino.

    Dal 18 otto­bre 2013 sono state circa 64.500 le per­sone che sono pas­sate da qui. Gli ultimi arrivi lo scorso gio­vedi: 480 per­sone, per la mag­gio­ranza cit­ta­dini eri­trei. Dif­fi­cile, al momento, rico­struire le loro sto­rie. Quasi nes­suno parla inglese e non ci sono inter­preti dal tigrino. Quelli che sono arri­vati sono troppi per venir siste­mati. Hanno tra­scorso la notte in sta­zione, sulle pan­chine di pie­tra del mez­za­nino o su quelle di metallo dei giar­dini di Piazza Duca d’Aosta.

    I cen­tri di acco­glienza mila­nesi sono troppo affol­lati per­ché si rie­sca a far fronte ai nuovi arrivi. Pro­getto Arca è l’associazione che si occupa dell’accoglienza, for­ni­sce generi di prima neces­sità e distri­bui­sce le per­sone nei cen­tri sparsi per la città: l’allora Cie di Via Corelli, quelli di via Aldini e Mam­bretto, Casa Suraya. «Negli ultimi 10 giorni — spiega un respon­sa­bile — tra le 150 e le 300 per­sone hanno dor­mito all’aperto». I cen­tri, che ospi­tano già un migliaio di per­sone, sono al col­lasso. La pre­ce­denza va a donne, bam­bini e ai nuclei fami­gliari. Molto spesso gli uomini, spe­cie quelli che viag­giano da soli, restano fuori. Da ini­zio anno sono arri­vate oltre 10 mila persone.

    I numeri sono quelli di Palazzo Marino che nella per­sona dell’assessore al Wel­fare, Pier­fran­ce­sco Majo­rino, ha rin­no­vato l’invito a Grandi Sta­zioni di miglio­rare l’assistenza ai pro­fu­ghi che quo­ti­dia­na­mente arri­vano in città. «Da mesi — dice — chie­diamo che la situa­zione si sbloc­chi e ven­gano messi a dispo­si­zione dei locali ido­nei. Sap­piamo che esi­stono ampi luo­ghi inu­ti­liz­zati della Sta­zione dove acco­glienza, smi­sta­mento e orga­niz­za­zione delle pre­senze in città potreb­bero essere svolte più ade­gua­ta­mente». L’altra richie­sta, per lungo tempo ina­scol­tata, rivolta ad Asl e Regione Lom­bar­dia, per la crea­zione di un pre­si­dio medico per­ma­nente alle­stito in Sta­zione Cen­trale. Dallo scorso gio­vedi mat­tina è ope­ra­tivo nell’atrio. «In que­sti primi 2 giorni — ha spie­gato Gior­gio Cica­nali, il medico respon­sa­bile del pre­si­dio — abbiamo assi­stito una media di 50 per­sone. Tra que­ste sono stati cer­ti­fi­cati 30 casi di scab­bia e uno di mala­ria che sono stati tra­spor­tati in cen­tri spe­cia­liz­zati per le cure».

    Il pre­si­dio mobile offre una prima rispo­sta alle esi­genze sani­ta­rie, i casi più cri­tici ven­gono gestiti in ospe­dale. Da oggi, per 2 ore al giorno, ci sarà anche un pedia­tra che si uni­sce alla squa­dra di infet­ti­vo­logi già al lavoro. Il ser­vi­zio, che non ha al momento una data di fine, è attivo dalle 9 alle 22. «I primi due giorni sono ser­viti per rodare la mac­china — con­ti­nua il medico — ma l’orario, così come le pre­sta­zioni offerte sono sog­gette alle esi­genze che si mani­fe­ste­ranno giorno per giorno». Cica­nali esclude che si possa par­lare di emer­genza uma­ni­ta­ria o di rischio con­ta­gio, respin­gendo le pole­mi­che degli ultimi giorni. «L’unica emer­genza — dice — è quella che vive chi fugge dalle guerre».

    Comune, Cari­tas, Pri­vato Sociale, Pro­te­zione Civile Comu­nale e volon­tari pro­se­guono il loro lavoro. Ma non basta. A chie­dere che venga fatto di più è il sin­daco Pisa­pia: «Non si può pen­sare che Milano da sola, o con pochi altri Comuni, possa risol­vere un pro­blema epo­cale. Oggi sem­pre di più ci vuole cor­re­spon­sa­bi­lità di tutte le isti­tu­zioni a par­tire dal governo, dalle Regioni e soprat­tutto dall’Europa».

    La rispo­sta offerta ad oltre 64 mila per­sone, di cui 14 mila bam­bini, non può non venir coor­di­nata dal Mini­stero dell’Interno che non ha mai con­teg­giato quell’esercito di invi­si­bili. La memo­ria delle loro sto­rie, per la mag­gior parte, risiede nelle tante per­sone che por­tano aiuto al mez­za­nino. Cono­scono le esi­genze e le paure di chi viag­gia. Si ricor­dano dei loro volti.

    Le sto­rie più incre­di­bili meri­tano una foto­gra­fia. Come quella di Abdel, che a 92 anni ha sfi­dato il mare e adesso aspetta a Milano di poter scap­pare in Europa.

    1. Caro Gius , il tuo anzichè essere un commento è un grido di dolore che qualsiasi persona con un minimo di senso civico e di altruismo non può non recepire.Il problema però resta ed anche da quello che scrivi non si evince che tu abbia una soluzione.Fatta salva la prima accoglienza e le prime cure mediche (cosa assolutamente doverosa) , cosa facciamo se le nazioni con destinazione finale non li accettano? Se non riusciamo a smistarli , quale pensi che sia il numero che produce il crack? Abbiamo le strutture e le risorse per far fronte a tutto ciò? Tutte domande alle quali io , purtroppo, in primis non riesco a rispondere.Se l’europa non si apre ,che succede?

      1. Niente.Continueranno a dormire alla stazione fino a che Salvini non li farà cacciare da Milano.E finiranno in un’altra stazione,dopo altra stazione,dopo altra stazione…mille rivoli che sì perderanno nel paese.Fino al campo abusivo in periferia.Piccole baraccopoli crescono…l’importante che non siano in luoghi di villeggiatura!

        1. è proprio così. e poi qualche cittadino benpensante si lamenterà che è uno schifo vedere questi derelitti e i loro campi. rovinano il paesaggio

      2. mario, grazie per la stima, ma quelle parole, che condivido, non le ho scritte io, ma marta Santomato de il manifesto!
        comunque, mi poni delle domande a cui non ho risposte. vorrei tanto avere una soluzione e riuscire a farmi ascoltare da chi può o potrebbe renderla reale.
        ma niente. così mi limito a dirti cosa ho fatto (oggi come altre volte)
        sono andato in stazione a vedere di persona la situazione e vedere se potevo fare qualcosa di utile. ho portato qualche indumento e un po di prodotti per l’igiene personale.
        poca cosa, ma di più non posso fare, anche perché l’aiuto di cui c’è bisogno e altro
        medici, interpreti, posti letto.
        non so dirti quale sia la soluzione a tutto questo, ma posso dirti cosa penso non si debba fare
        non possiamo continuare, a livello nazionale e internazionale, a gestire in questo modo il fenomeno migratorio. per almeno due motivi
        il primo è che è un fenomeno che non si può fermare. l’abbiamo detto mille volte: chi fugge da fame e guerra è disposto a tutto e non può essere fermato
        il secondo è che abbandonandole al loro destino queste persone finiranno per essere preda di persone senza scrupolo. e non possiamo permetterlo.
        sono persone che finiranno nelle mani di sfruttatori di vario tipo o che in alcuni casi finiranno per delinquere.
        è questo che vogliamo?

        1. Ti sfugge un particolare.La demografia è l’arma politica per eccellenza di demagoghi e sciacalli.Orde di barbari alle porte del paese…brutti,sporchi e cattivi.E pure malati!L’ideale per varare misure “eccezionali”(costose e perlopiù inefficaci)che salvano il culo al politico incompetente(Renzi),che spianano la carriera allo sciacallo(Salvini)e visibilità all’arruffapopolo in declino(Grillo)… poi vengono la Croce Rossa,la Caritas,le Coop,Buzzi…gnam!

          1. Abbiamo un Esercito,una protezione civile;attrezzati(dicono…) contro le calamità ed emergenze.E allora..Se non ora quando?Non è forse emergenza?

            1. Le tendopoli non sono belle a vedersi e nelle cucine da campo non cucina Cracco….ma meglio della stazione!E comunque se sono servite per i teremotati…

              1. già, le tendopoli
                in italia la tendopoli è sempre di moda. costa poco e si sbaracca in fretta

                non si riesce a trovare un posto per far dormire dei disgraziati e le città sono piene di edifici abbandonati, pubblici e privati
                poi però facciamo un expo usa e getta a suon di miliardi di euro!

                maporcaputtanatroiaimpestataemaialasudicia

                1. E non è finita…Giubileo!!!Altro che negri pulciosi…c’è da spennar pellegrini!Scommettiamo che…legge eccezionale,finanziamenti a pioggia e …legnate preventive!

                  1. mi viene in mente l’esame di terza media
                    l’esaminato che mi precedeva era un ragazzo, come si dice oggi in modo politicallicorrect, problematico, nella realtà dei fatti un poveraccio mezzo demente e pluriripetente (ai tempi aveva 18 anni)
                    volevano comunque dargli la licenza media. così la commissione d’esame cercava di aiutarlo in tutti i modi, con domande ancor più dementi dell’esaminato.
                    prima domanda. geografia. una carta politica con i pesi di diverso colore. una prof illuminata poggia il suo dito sull’africa, all’altezza della nigeria colorata di viola, e chiede “di che colore hanno la pelle gli abitanti di questo posto?” il poveraccio, colto il suggerimento, risponde “viola!”
                    buco nell’acqua.
                    seconda domanda. questa volta di cultura generale…. “ah, vedo che hai un orologio nuovo. di tipo analogico. mi sai dire che ore sono?” risposta “eh, è nuovo, non ho ancora imparato bene a leggerlo. chieda al preside, che ha quello coi numeri”
                    niente
                    terza domanda. religione. “senti, ogni anno dove si recano migliaia di pellegrini per sentire la predica del papa?” lui risponde “pellegrini? si sbaglia. forse voleva dire pellirossa!”

                    1. Scommetto che ha fatto carriera con la politica.Ne conoscevo anch’io uno così…lavorava alla pressa e faceva il volontario a tuuutte le feste dell’unità.E’ stato assunto in comune.Assessorato cultura…non scherzo.Poi ci lamentiamo che il mondo ci deride.Comunque,a proposito di casi umani…un’apparizione della Madonna?No Boschi e nemmeno Brosio e stì zingari di veggenti bosniaci,please!(Ha ragione Eco,siamo dei cazzoni…vado a farmi una fenomeologia del alcool distillato e invecchiato.Ci sentiamo nella notte…

                    2. purtroppo no. nessuna carriera
                      è morto l’anno scorso di cirrosi epatica
                      ma prima di morire, non scherzo, al capezzale in mezzo a mille sofferenze, un amico gli ha chiesto “posso fare qualcosa?”
                      lui ha risposto “ma un bicchiere di birra in questo cazzo di posto si può aver?”

                    3. Quanto meno è uscito con stile…non è poco.L’altro,invece, è stato”trasferito” per manifesta incapacità a gestire la discarica comunale.Litiga tutto il giorno con i negri e gli zingari che gli rubano la”roba”…ed è diventato leghista!Ciao ciao…

              1. è l’inizio…il prologo.Sempre prima le donne ,i bambini,i casi umani…fanno tenerezza!Gattini per il gauchos!Per le offerte passa poi il Cardinale…

  4. quando l’ho sentita ieri sera pensavo fosse una bufala… (mi scuserete se la posto io, ma al solito, ognuno ha il suo ruolo)

    La nostra proposta è chiara: modifichiamo quel regolamento.
    Se in Italia arrivano 100 migranti, 3 ce li teniamo e 97 se li dividono gli altri Paesi europei.
    Per fermare gli sbarchi poi, basterebbe creare delle agenzie in nord Africa dove gli africani possano fare la domanda d’asilo. Solo chi avrà i requisiti potrà venire in Italia (a spese sue).
    Chi non ha i requisiti è inutile che si metta sul barcone, potrà solo essere respinto.

    1. Capisco e non posso che comprendere il tuo stupore, capita che per cercare di semplificare cose complesse si cade nel superficiale e propagandistico è questo mi sembra sia una di quelle situazioni. E’ un errore.

  5. Eh quei furbetti malati di scabbia e di malaria che vogliono venire in Italia… Ma mai nessun giornalista che di fronte ad affermazioni che dimostrano un’ignoranza abissale che cominci a ridere sgangheratamente e irrefrenabilmente, cosi’ , in diretta?

    ps: quanti malati di ebola sono arrivati dallo scorso agosto? Qualcuno ha sbeffeggiato chi paventava, ad arte, che ne sarebberoarrivati?

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