La Verità sul debito greco

segnalato da crvenazvezda76

Oggi inizia la settimana di mobilitazione a sostegno della Grecia. Di seguito la traduzione di Antonello Falomi della sintesi della relazione sui primi risultati della Commissione sulla Verità del debito greco decisa dal Parlamento Greco. 

***

Atene, 17 giugno 2015

Sintesi della relazione sulle prime risultanze della Commissione sulla verità del debito greco del Parlamento greco.

A giugno 2015 la Grecia si trova a un bivio: favorire i programmi falliti di aggiustamento macroeconomico imposti dai creditori o fare un vero e proprio cambiamento rompendo le catene del debito.

A cinque anni da quando i programmi di aggiustamento economico sono iniziati, il paese rimane profondamente bloccato in una crisi economica, sociale, democratica ed ecologica. La scatola nera del debito è rimasta chiusa e fino ad ora nessuna autorità, greca o internazionale, ha cercato di portare alla luce la verità su come e perché la Grecia è stata sottoposta al regime della Troika. Il debito, nel cui nome nulla è stato risparmiato, resta la regola attraverso la quale si è imposta la politica neoliberista e la recessione più profonda e più lunga sperimentata in Europa, in tempo di pace.

C’è un bisogno immediato e una responsabilità sociale per affrontare una serie di questioni giuridiche, sociali ed economiche che richiedono adeguata considerazione.

In risposta, il Parlamento ellenico ha istituito nel mese di aprile 2015 la Commissione “Verità sul debito pubblico”, per indagare sulla creazione e la crescita del debito pubblico, sul modo e sulle ragioni per le quali è stato contratto tale debito, e sull’impatto che le condizioni per la concessione dei prestiti hanno avuto sull’economia e sulla popolazione.

Alla Commissione “Verità” è stato dato il compito di aumentare la consapevolezza delle problematiche relative al debito greco, sia a livello nazionale che internazionale, e di formulare argomenti e opzioni relativi alla cancellazione del debito.

La ricerca della Commissione presentata in questo rapporto preliminare mette in luce il fatto che l’intero programma di aggiustamento, al quale la Grecia è stata soggiogata, era e resta un programma politicamente orientato.

L’esercizio tecnico collegato alle variabili macroeconomiche e alle proiezioni del debito, sono direttamente collegati alla vita delle persone e ai mezzi di sussistenza, che ha permesso alle discussioni sul debito di rimanere a livello tecnico, ruota principalmente attorno la tesi secondo cui le politiche imposte alla Grecia avrebbero migliorato la sua capacità di pagare il debito .

I fatti presentati in questo rapporto contestano tale tesi.

Tutte le prove che presentiamo in questo rapporto mostrano che la Grecia non solo non ha la capacità di pagare questo debito, ma anche che il debito emergente dal regime della Troika è una diretta violazione dei diritti umani fondamentali dei residenti della Grecia.

Cioè, siamo giunti alla conclusione che la Grecia non debba pagare questo debito perché è illegale, illegittimo e odioso.

Abbiamo anche raggiunto la comprensione che l’insostenibilità del debito pubblico greco era evidente fin dall’inizio ai creditori internazionali, alle autorità greche e ai media. Tuttavia, le autorità greche, insieme ad alcuni altri governi della UE, hanno cospirato, nel 2010 ,contro la ristrutturazione del debito pubblico al fine di proteggere le istituzioni finanziarie. I media hanno nascosto la verità raccontando che il piano di salvataggio avrebbe portato benefici alla Grecia, e al tempo stesso sviluppando la narrazione di una popolazione che si era meritata i sacrifici.

I Fondi di salvataggio previsti in entrambi i programmi del 2010 e del 2012 sono stati gestiti esternamente attraverso schemi complicati, impedendo qualsiasi autonomia di bilancio.

L’uso dei Fondi di salvataggio è stato strettamente imposto dai creditori,quindi, è emerso che meno del 10% di questi fondi sono stati destinati alle spese correnti del governo.

La relazione preliminare presenta una prima mappatura dei problemi chiave e delle questioni connesse con il debito pubblico, mette in luce violazioni legali chiave associate con la gestione del debito, traccia anche le basi giuridiche su cui può basarsi la sospensione unilaterale dei pagamenti del debito.

I risultati sono presentati in nove capitoli strutturati come segue.

QUI potete leggere il documento completo

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95 comments

  1. Giorno di tregua, ma…
    gli analisti economici avvertono: le misure proposte dalla Grecia non vanno bene. Alzare l’Iva, i contributi previdenziali e le tasse sulle imprese non è un buon sistema di far ripartire l’economia.
    E non serviva che studiassero una vita per capirlo. Lo sa anche il mio salumiere. Ma a Bruxelles, evidentemente, non vanno dallo stesso mio salumiere.

  2. Il contropelo di Massimo Rocca

    Ego te absolverebbe

    Ieri mattina mentre andavo ad una riunione sindacale ho incrociato a Largo Argentina Mario Adinolfi. Una presenza, un caracollare, che non possono passare inosservati. E siccome avevo in mano un giornale che mi parlava tra l’altro della storica visita di Papa Francesco nel tempio Valdese per scusarsi di qualche secolo di persecuzione e massacri in nome della purezza della fede, le due immagini si sono fuse in una. Cioè a quando l’appuntamento di un Papa, e sia chiaro che Bergoglio mi è simpatico e lo voterei pure si presentasse alle politiche italiane, con noi laici. Tra quante centinaia di anni, quante centinaia di anni dovremo attendere, prima che un uomo in veste bianca venga da noi, come Bergoglio, come Wojtyla in sinagoga o con l’anima di Galileo a chiederci scusa della marea di vaccate che nelle materie etiche hanno sostenuto contro di noi. Perchè loro hanno l’eternità per fare ammenda, ma ci piacerebbe si dessero una mossa.

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