Se lui non è negro, è lei la troia

segnalato da Barbara G.

Lo stupro di Roma e l’infinita tristezza dell’italiano medio (quando il colpevole non è immigrato)

Di Alessio Barbati – giornalettismo.com, 01/07/2015

I commenti ridondanti sugli articoli della ragazza stuprata a Roma nella notte tra lunedì e martedì da un dipendente del ministero della difesa

In Italia ognuno ha il suo ruolo. Così come all’occorrenza il Presidente della Repubblica esprime moniti e cordoglio con un sapiente utilizzo dell’imperativo, il popolino discute di fatti di cronaca più o meno interessanti. L’italiano medio, indignato professionista, non manca mai di esprimere il proprio parere, che altro non è che una ridondante versione dei fatti riproposta più volte in salsa diversa.

Leggi anche: Stupro a Roma, il racconto della vittima

Prima che si scoprisse la nazionalità del (presunto) stupratore della ragazza di 16 anni, violentata nella notte tra lunedì e martedì a Roma i più avevano puntato il dito su rom, immigrati, clandestini e streghe cattive. Una volta scoperto, non senza disappunto, che lo stupratore non solo era italianissimo, ma anche un dipendente del ministero della Difesa la colpa è passata alla ragazza. Vi pare mai possibile che una sedicenne giri da sola a mezzanotte vestita “leggera” in uno dei periodi più caldi dell’anno? Colpa dei genitori, sciagurati maledetti.

Leggi anche: Roma, lo stupratore di Prati ripreso in un video. E c’è un fermo

L’Italia agli italiani è un classico intramontabile

Ai miei tempi…

E poi, improvvisamente… il genio.

Il tutto è stato perfettamente riassunto da una geniale sintesi giornalistica del buon David Colangeli

negro troia

e da questo schemino….

 

 

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63 comments

  1. Forse fuori tema, forse solo luogo comune, ma aspetto con ansia il giorno in cui in TV passerà qualche spot del ministero delle finanze in cui la gran gnocca di turno, ovviamente discintissima, schiuderà le labbrone nel sensuale sussurro: “Adoro l’uomo che paga le tasse”.

    C’è anche, non solo, questo enorme martellamento mediatico su un modello di femminilità come attraente attrezzo di piacere per il maschio. E, mi dispiace dirlo, troppe ragazze e donne vi si adeguano rivendicando l’idea del diritto a sentirsi a loro agio con il proprio corpo, il che, tradotto, significa essere all’altezza dei messaggi della pubblicità.

    E, naturalmente, come contraltare, c’è il martellamento mediatico del “maschio di successo” che, ovviamente, deve essere pure lui bello, giovane, elegante, ricco e grandissimo trombatore. (‘giovane’ in realtà non è indispensabile, come ha dimostrato il Priapo arcoriano).

    C’è troppa pornografia in giro. E non mi riferisco a quella, tutto sommato onesta, che rappresenta visualmente l’intero Kamasutra degli accoppiamenti. Mi riferisco a quella ‘istituzionale’ che fa del sesso qualcosa che non è: il vertice e lo scopo ultimo dell’esistenza umana.

    Io credo che ci sia molto altro, addirittura di meglio, da fare. Fermo restando che, quando il sesso è espressione di reale affettività, è un’esperienza estremamente gratificante. Nel suo aspetto meramente meccanico è un effimero momento di piacere che può essere ottenuto, anche meglio, con una sana masturbazione.

              1. Frank!
                Anche tu con la storia delle pecore????
                Lo dico una volta per tutte
                Non è mai stato provato che i sardi siamo antropologicamente portati alla monta dei lanosi quadrupedi
                Certo, nessuno si è mai espresso neppure in senso contrario…..

                1. Chettefrega…dopotutto nel suo aspetto meramente meccanico è un effimero momento di piacere…. E poi non sono animali estremamente affettivi?

                  1. Vista così…
                    Affettivi? Scherzi? L’ovino è vile e traditore! Docile solo perché debole!
                    Da anni prendo parole con animalisti, vengano e vegetariani di vario tipo che mi rinfacciano di sgozzare agnelli indifesi per il solo gusto di cibarmene
                    Non è così
                    Io faccio loro ciò che loro farebbero a me. Per fortuna non hanno ancora imparato a tenere un coltello tra le zampe…..

      1. Perché dovrei mandarti a cagare? Preferisco augurarti, affettuosamente, una stitichezza cronica sgorgabile solo con ribollenti clisteri.

        Ma, ribadisco, affettuosamente.

          1. Comunque, se può essere un indizio, sto rileggendo “L’Agnese va a morire”. E in alcuni passi trattengo a stento le lacrime. Non me ne intendo molto, ma questa emotività non mi parrebbe esattamente gesuitica. Boh?

            1. negli ultimi tempi ho riletto (cosa per me eccezionale) un romanzo che avevo letto qualche anno fa, ‘i brusaz’ di giovanna zangrandi.
              te lo scrivo perché mi ha fatto lo stesso effetto (trattenere a stento le lacrime).

              ho sul comodino un altro suo romanzo e il suo diario partigiano, ma ancora non riesco a trovare il tempo di leggerli.

              una figura affascinante, comunque.
              http://www.museogalvani.eu/galvani-resistenza/scrittrici-partigiane/giovanna-zangrandi

            2. Con la mia battuta,volevo solo sottolineare una cosa:
              tu credi che ci sia molto altro, addirittura di meglio, da fare.(giusto,ci mancherebbe,non siamo scimmie…)Ma,quando il sesso è espressione di reale affettività, è un’esperienza estremamente gratificante.Quindi importante.Mentre nel suo aspetto meramente meccanico è un effimero momento di piacere….
              Quindi ciò che distingue è il sentimento?Il piacere,sano,onesto,gudurioso tra adulti consenzienti in quanto effimero non l’ho è?
              Tu uomo,io scimmia ?Tu amante,io puttaniere?
              Non lo fò per piacer mio,ma per piacer a…?
              Ecco il Gesuitismo…che comunque era una battuta.
              P.S. mi spiace che tu ti emozioni per L’Agnese va a morire.E’ un libro orrendo…

                1. Retorica resistenziale…ai partigiani e alla loro memoria ha fatto più danno che altro.Mi spiace dirlo ,ma Pansa ha le sue ragioni…

              1. De gustibus. Io sono un sentimentale che prova, con alti e bassi, a essere a volte razionale.
                Tra l’altro mi riesce spesso di farmi fraintendere. Colpa mia

                > Quindi ciò che distingue è il sentimento?Il piacere,sano,onesto,gudurioso tra adulti consenzienti in quanto effimero non l’ho è?

                Il giudizio su ciò che è sano, onesto, godurioso è per me prevalentemente sentimentale. Ergo, se ci sono questi “sentimenti” il piacere non è effimero.
                La chiave è la condivisione. Può anche darsi che si riesca a usarsi egoisticamente a vicenda senza implicazioni sentimentali. Immagino succeda. Tenderei a considerarlo più un’eccezione che la regola. E sospetto tolga qualcosa alla faccenda. Ho avuto le mie piccole esperienze con donne che pareva amassero il sesso per il sesso. Godibili. Ma mi è sempre stato presentato un conto alla fine. In genere la pretesa del monopolio. E la goduria ha cominciato a diventarmi parecchio meno goduria.
                Ripeto: punti di vista.

                Sulla retorica resistenziale non so che dirti: segnalami un pezzo di letteratura che non sia retorico, in un modo o nell’altro, e forse capirò meglio.

      1. La faccenda di “sentirsi a proprio agio con il proprio corpo” l’ho letta qua e là come argomentazione di alcune signore e signorine per giustificare la chirurgia estetica.

    1. Sono d’accordo.

      A me fanno ridere coloro che parlano del sesso con l’aria da “sono disinibito” come parlassero di ginnastica posturale o di una ricetta di cucina.

      Il fatto che Rocco Siffredi venga oramai considerato un “opinionista” in grado di spaziare sugli argomenti più disparati la dice lunga…. (astenersi doppi sensi)

      1. …e nò,non puoi lanciare il sasso e nascondere la mano…
        le donne provano l’invidia del pene, gli uomini l’invidia per Rocco.

    2. Una collega con figlio adolescente ha detto “ormai i ragazzi considerano il sesso come una specialità ginnica ”
      E questo spiega anche la disinvoltura con cui certe ragazzine si vendono via web cam e non solo.
      Ma se riesci a parlar loro con le parole giuste si rendono conto del significato delle cose. E non lo dico io, tempo fa ho letto un articolo scritto da una che si occupa per lavoro di questi problemi.
      E quindi. …cosa è che non funziona? Perché le “parole giuste non le si usa PRIMA che succedano i casini? I genitori rivendicano l’esclusiva in tema di educazione sessuale ma evidentemente sono contenti di non affrontare adeguatamente l’argomento.
      Ci vogliamo decidere allora ad accettare l’idea che si faccia seriamente educazione sessuale (ed educazione all’affettività) nelle scuole senza che qualche deficiente tiri fuori l’ideologia gender?

      1. Perché poi lo scopo di educazione sessuale ed educazione al rispetto ha proprio lo scopo di prevenire questi fatti. Come far capire a certe persone che tacere gli argomenti causa curiosità morbosa e approccio totalmente sbilanciato alla questione sesso (e pure alla questione “amore” in tutte le sue declinazioni?

      2. A proposito di affettività,sesso,Gesuiti,chierichetti e ragazzine disinvolte modello di femminilità come attraente attrezzo di piacere per il maschio….

        BERARDI: “LO MISI IN QUEL POSTO A B. E MI DISSE: FAI PIANO”

        Gianni Barbacetto per il “Fatto Quotidiano”

        Soldi e sesso. Il grande romanzo del bunga-bunga contenuto negli atti dell’inchiesta Ruby 3 ha per protagoniste ragazze che, per non rompere il patto d’omertà con Silvio Berlusconi, gli chiedono soldi, tanti soldi. Minacciando altrimenti di correre dai magistrati e raccontare la verità. Iris Berardi era minorenne, come Ruby, quando nel 2008 andò le prime volte ad Arcore. Con una scrittura infantile racconta quello che oggi dice essere “il progetto di un romanzo”, ma che sembra cronaca cruda.

        “Io nella mia pur breve vita non mi sono fatta mancare nulla. Ho avuto tutti i vizi del mondo: droga, alcol, sigarette, sesso e anche lì non mi sono fatta mancare nulla, dalle orge ad Arcore alle marchette, sesso con donne, sesso con 2 uomini contemporaneamente. Sì, sono stata brava, la vita me la sono goduta e ho anche messo in c… al presidente Silvio Berlusconi, il quale povero una sera mi ha detto: ‘piano amore sennò così mi fai male’ . Per un paio di mesi rimasi schifata ma ora se ci penso mi viene da ridere”.

        Barbara Guerra, in un file audio inviato all’amica Ioana Visan tramite WhatsApp, dice: “Mi sono incazzata come una bestia, io del bla bla bla del burattino di Spinelli non me ne faccio più un c… gli ho detto di riferirlo al presidente, che se no io vado là e gli chiamo magistrati giornalisti e inquirenti… Stasera veramente gli entro in casa”.

        Karima el mahroug, la Ruby che ha dato avvio a tutta questa storia, è quella che ottiene di più, secondo i pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio. Ben 7 dei 10 milioni di euro promessi e tracciati negli atti dell’inchiesta. Ma c’è anche un uomo che pressa il vecchio presidente: è Luca Risso, ex fidanzato di Ruby, che manda una lettera ad Arcore attraverso l’avvocato Luca Giuliante in cui ricorda le cose fatte per Berlusconi e alla fine gli presenta il conto: “Spero si ricordi di quello che mi promise, o perlomeno mi aiuti come può”.

        Voleva più soldi. Gli investigatori segnalano alcuni bonifici fatti da Mirella Magioncalda, la mamma di Risso: il 14 novembre partono 25 mila euro sul conto 18174/80 della Standard Chartered Bank Frankfurt; altri 20 mila il 7 gennaio 2014. La traccia resta sull’iPhone e sul WhatsApp di Risso. Ma tra Luca e Ruby, dopo un breve periodo di affari comuni in Messico, scoppia la guerra. Lei lo accusa di tradirla (e di mandargli i video dei tradimenti). Lui di trascurare la figlia. Nella casa genovese del padre di Risso, Mario, gli investigatori di Marco Ciacci trovano quattro fogli scritti a mano in cui l’uomo ha steso la bozza di una denuncia (mai consegnata) all’“illustrissimo signor Procuratore”di Genova.

        Sostiene che Karima ha tenuto la figlia Sofia soltanto 98 giorni su 1.103 (2012-2013). Di quei 98 giorni, 86 sono di vacanza a “Taormina, Capri, Grecia, Brasile e 12 a Pavia, trascorsi in compagnia di amici, tate varie e viaggi aerei in prima classe… I soldi sono suoi e può farne uso a sua completa discrezione, solo che si è dimenticata che dopo la nascita di sua figlia e visto che mia moglie da sola non poteva allevare una bimba così piccola, la Karima in persona davanti a testimoni mi chiedeva di smettere di lavorare per poter dare aiuto in casa e nel contempo aggiungeva che mi avrebbe elargito 1.000 euro al mese come aiuto economico”. Così Mario smette di lavorare “ad appalto nei civici cimiteri” e diventa “nonno a tempo pieno”.

        Ma il promesso aiuto di Ruby, dopo qualche mese, non arriva più. “Mi sono ritrovato senza un soldo… nonostante sapessi delle sue spese pazze in abbigliamento, pranzi, soggiorni vari al Cafè de Paris di Montecarlo”. “Questa premessa è fatta per raccontare un fatto anomalo verificatosi nel gennaio 2014”: è l’arrivo nel pomeriggio di “un signore che già conoscevo come ‘t ut to fa re ’ di un noto signore milanese”, il quale consegna “una busta per Karima che correva in camera e dopo averla aperta (erano tutti pezzi da 500 euro) e dopo averli contati esclamava: accidenti sono 80 mila euro”.

        Alcuni mesi dopo, continua Mario Risso, “sono venuto a sapere da fonte più che sicura che gli 80 mila euro erano stati inviati solo ed esclusivamente per me da quel noto signore milanese che era venuto a conoscenza della mia traballante situazione economica”. A Ruby il padre di Risso chiede “120 mila euro per mantenimento Sofia”. Lei, tornata dal Messico dopo la rottura con Luca, si fidanza con Daniele Leo.

        Brucia soldi in shopping, regali e affari che non decollano. Non si realizza il centro estetico-dentistico a Genova che voleva far gestire dal fidanzato (professione igienista dentale, ironia della sorte, come Nicole Minetti). Fallisce il tentativo di diventare socia del ristorante milanese “i Parioli”. Non parte neppure la “società di comun ic az io ne ” progettata insieme all’amica Fausta Viglialoro, che si definisce artista e poetessa. Investimento previsto: 400 mila euro. Le due vanno insieme a chiederli ad Arcore, il 6 dicembre 2014. Portano il progetto di business e una delle poesie di Fausta, regalo per Silvio Berlusconi. Lui la legge a voce alta e poi confida, sorridendo, agli amici: “Sotto la poesia vedevo scritto: 400 mila euro!”.

      3. Una volta che una societa’ decide di legalizzare la prostituzione, perche’ poi si dovrebbe preoccupare delle ragazzine che vendono la propria immagine sulla rete? Una volta legalizzata ci saranno anche corsi che avviano alla professione, magari poletti studiera’ un apposito apprendistato. Tariffe minime per singola prestazione e contenziosi legali, nei quali i clienti lamenteranno prestazioni insoddisfacenti.

  2. Violenza sessuale, lettera a una donna stuprata

    Un giorno esci, per dovere o piacere, per accontentare qualcuno o per divertimento, e in men che non si dica finisci con l’essere stuprata. Allora vorrei raccontarti cosa succederà dal momento in cui dirai quello che ti è successo.

    Se la persona che hai accusato è un immigrato, un arabo, un rom, tutti saranno dalla tua parte. Gli augureranno castrazione chimica, pena di morte, torture, la sua foto sarà messa in prima pagina, anche se da noi vige un sistema garantista che dovrebbe tutelare gli accusati fino alla condanna. Tutto sarà deciso. Lui è colpevole, tu dici la verità, perciò ti useranno perché in realtà a chi dirà queste cose importa molto poco di te. Importa invece molto a fare la gara a chi piscia più lontano con gli uomini stranieri, perché “violentano le nostre donne”, e anche se tu pensavi di appartenere a te stessa ti rendi conto di appartenere a una discreta somma di razzisti, alle Istituzioni, allo Stato. Ci sarà chi, in tuo nome, parlerà di sterminio di immigrati” clandestini, come se la violenza di genere fosse una questione etnica, e tu non capirai mai, effettivamente se a stuprarti di più fu quell’uomo che ti prese con la forza o tutta questa gente che vuole costruire una forca per soddisfare più il proprio prurito di violenza “giusta” che per altro.

    Se la persona che hai accusato è un italiano, di te diranno che te la sei cercata, o che sei una bugiarda, una che vuole mettere nei guai un figlio di buona famiglia, si farà il ritratto del contesto dal quale il tizio arriva, tutta brava gente, persone perbene, sui quotidiani ci sarà tanto spreco di parole in suo favore, molte dichiarazioni da parte degli avvocati della difesa, e invece a te sarà dato uno spazio minimo, perché a quel punto tu che, in caso di uno stupro da parte di uno straniero, saresti stata “la loro donna” diventi la donna di nessuno. Ti restituiranno l’appartenenza ed è per questo che la pagherai cara. Sarai sola. Tu, la tua famiglia, le persone che ti vogliono bene e alcune persone che si impegneranno a difenderti, perché si occupano di violenza sulle donne in modo disinteressato o perché sulla tua pelle costruiscono una carriera d’altro tipo. I commenti che leggerai in giro saranno pessimi. Indagheranno sulla tua vita privata, ti chiederanno quante volte hai fatto sesso e ti metteranno in croce se la somma dei tuoi partner è più di due. Ti chiederanno perché non hai reagito, come mai non l’hai morso, perché non sei stata pronta a fuggire, perché la nostra cultura dice più o meno questo: se tu reagisci troppo forte e fai male al tuo stupratore ti diranno che è impossibile che lui ti abbia stuprata, anzi, invece sei tu che l’hai aggredito, se invece non ti difendi, è pur sempre colpa tua, perché le brave ragazze non si lasciano terrorizzare così facilmente da uno stronzo armato di un pene eretto per eccitazione data dalla tua paura.

    In entrambi i casi sarà tua la scelta: puoi denunciare o meno. Devi sapere, però, che sarai tu quella che viene processata. Per lui vale la presunzione di innocenza e per te quella di colpevolezza. Tu bugiarda, incapace di definire una cosa così complessa come la violenza, tu creatura malefica e tentatrice, che stavi fuori a un’ora che non si addice alle brave ragazze. Tu parente stretta di una gioventù bruciata, di quelle che non hanno più valori, così come dirà il prete e qualche psicolog@ da strapazzo. Tu che sarai accomunata, nell’indole e negli intenti, a un’adolescente di quelle che oramai la danno e se la pigliano come vogliono, perché ‘ste ragazzine, così come dice il vecchio seduto in piazza, sono tutte zoccolette. Basta vedere come si vestono.

    E ti diranno che sei tu che l’hai provocato, perché l’uomo, naturalmente, avrebbe un desiderio sessuale, e già si confonde il sesso con lo stupro, benché siano cose completamente diverse, assai maggiore. Ha i bassi istinti, dicono alcuni (e poi non dite che sono le femministe a diffondere una cattiva immagine degli uomini), e lo dicono proprio quelli che un po’ colpevolizzano la vittima e un altro po’ finiscono con il fornire giustificazioni al carnefice. E dato che lui ha quella sessualità animalesca, incontenibile, non addomesticabile, allora sei tu che devi provvedere per prevenire. Indossa un burqa, smetti di vestire come un’adolescente di questi tempi. Torna con la mente e con gli abiti all’età vittoriana e poi confortati del fatto che se lei e lei e quell’altra sono state stuprate tu sai, di certo, in cuor tuo, perché te l’hanno detto quei patriarchi lì, che a loro è capitato perché se la sono cercata. Questo favorisce la divisione moralista tra donne perbene e per male, ti evita la paura, ti dice che a te non accadrà mai, e invece, guarda un po’, succede a tante, e per di più succede soprattutto in famiglia.

    Se, infatti, ti stupra un parente, padre, marito, fratello, nonno, zio, allora la cosa sarà anche più complicata. Ti troverai contro anche gli affetti che ti inviteranno all’omertà perché incapaci di vedere e subito pronti a rimuovere ogni cosa obbligando te a fare lo stesso. Se tu sei invece una sex worker e un cliente ti stupra, a te diranno addirittura che non puoi pretendere di fare una distinzione tra vendita di servizi sessuali e stupro, perché tu sei lì apposta per quello, come se la vendita dei servizi sessuali avesse a che fare, grazie anche allo stigma che viene legittimato dalle abolizioniste, con lo stupro. Non conta il fatto che quel cliente ti ha malmenata, fatto male, ti ha usata e abusata per ore e che non aveva, in ogni caso, alcuna intenzione di pagare.

    Se tu sei tutte queste persone insieme e la persona che hai accusato di stupro è un militare, un tutore dell’ordine, uno di quelli che teoricamente dovrebbero difenderti, allora scordati la solidarietà di tre quarti dell’opinione pubblica, salvo una parte che parlerà di “mele marce” invece di parlare di un albero marcio, inteso come sessista dalla testa in giù, perché costruito secondo criteri e regole e culture machiste, omofobe e sessiste che il più delle volte non distinguono una vittima da un carnefice. In fondo sono sempre le stesse persone pronte a massacrare la tua autodeterminazione se scendi in piazza a rivendicare un diritto. Dunque cosa dovrebbe importargli di te se non ti considerano neppure una cittadina critica meritevole di ascolto e di rispetto?

    Se tu sei una qualunque di queste donne ma sei una straniera, in special modo se sei riconducibile ad una cultura prossima a quella dell’Islam, se fino a ieri ti avrebbero sanzionata perché porti il velo o avrebbero affamato i tuoi figli a scuola perché la refezione non vale per i poveri e soprattutto per i figli di migranti. Se fino a ieri ti avrebbero volentieri espulsa dall’Italia o mandata a corroderti l’anima in attesa del nulla dentro un Cie, improvvisamente diventi meritevole di attenzione. Ma bada, questo accadrà soltanto se a stuprarti sarà stato il tuo fidanzato, straniero, tuo padre, straniero, o chiunque si presti alla narrazione tossica che parla di una figlia che “voleva vestire all’Occidentale”. E invece, quei trogloditi lì, come se i nostri maschilisti fossero migliori, non glielo volevano permettere.

    Ecco: facendo il conto di tutto quel che può succedere io stessa considero che tu sia stata stuprata mille volte. Quando lui ha osato metterti una mano addosso e quando poi il mondo intero ti ha usata, calpestata, violata, colpevolizzata, isolata, per fare di te carne da macello.

    Questa è l’Italia. E ricorda: è qui che, purtroppo, vivi anche tu.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/03/violenza-sessuale-lettera-a-una-donna-stuprata/1838868/

    1. Cara Barbara, come tu ben sai queste notizie mi portano ad un incremento della dose quotidiana di Citalopram. Come ho più volte detto davvero non riesco a capire quando abbiamo cominciato a scivolare così velocemente all’indietro. Considerato il livello dei commenti in giro postare Franca Rame ha lo stesso risultato dell’usare la “Scienza della Logica” di Hegel per spiegare il Capitale Finanziario.

      1. Come sai non ho studiato hegel ma posso intuire il concetto.
        Al di là del fatto specifico, che mi fa rabbrividire in quanto “essere umano ” in generale e “donna” in particolare. ..a me fa una paura folle la violenza verbale che leggo in giro. L’odio quasi fine a se stesso . Che però fa maledettamente comodo ad alcuni. Immigrati rom…..pure i gay. ..
        Non sono stati loro? Un altro “colpevole ” intesa come categoria si trova. …basta non riflettere veramente sulle cose, sul loro significato .
        E poi. …questa violenza. ..quando passerà dal virtuale al reale?

        1. Per me non è OT:

          100.000 persone la insultano per i brufoli: la blogger risponde con un video di denuncia.

          È famosa per la pelle perfetta, l’incarnato luminoso e i suoi consigli beauty spopolano su youtube e sul blog My Pale Skin. Ma ora Em Ford si trova al centro di un vero caso mediatico. Il motivo? Questa giovane blogger ha deciso tre mesi fa di presentarsi senza trucco e di non scattare più selfie dove appare perfettamente truccata mostrando i difetti e i brufoli. Inoltre ha deciso di rispondere alle tante richieste di giovani donne con problemi di pelle postando dei tutorial che insegnano a nascondere le macchie e i segni. Ma in questi mesi le sue foto sono state sommerse da oltre 100.000 commenti negativi, decisamente offensivi (da “Non posso nemmeno guardarti” a “Sei disgustosa”), che hanno convinto Em a scendere in campo per denunciare la discriminazione verso le donne con difetti. Per questo ha girato un video, postato sul suo canale youtube, e che ha già superato in un giorno un milione 300.000 visualizzazioni, in cui mostra il volto segnato dall’acne accompagnato dalle scritte offensive lasciate dagli utenti e in cui spiega come questi attacchi l’abbiano ferita profondamente. Una denuncia che Em spera aiuti le persone ad essere più attente alle sofferenze altrui e incoraggi le donne con acne a sentirsi belle comunque.

          http://d.repubblica.it/beauty/2015/07/03/foto/blogger_my_pale_skin_make_up_trucco_prima_e_dopo_bellezza_insulti_instagram_social-2678823/1/?ref=HRESS-7

          1. Eccone un’altra che si accorge solo ora che il web è uno sfogatoio per i peggiori istinti, rabbia, invidia, frustrazione, cattiveria, violenza gratuita, ecc. Ecc…

            Prima magari ci si poteva illudere che le bassezze umane fossero armamentario di un numero limitato di persone ma il web ci mette difronte a una realtà diversa…

            1. guarda che “il web” non esiste
              in passato si parlava di “piazza”, nella mia gioventù di “branco”, oggi di “web”
              ma si tratta sempre di persone e delle giustificazioni che si vogliono o non vogliono dare

            2. Se arrivi a scrivere certe cose sul web vuol dire che hai qualcosa di “marcio ” dentro
              È come dice Sun. Non è lo strumento che va diventare uno violento. Lo era già prima e in tempo questa sua violenza l’avrebbe esplicitata in altro modo

                1. Spesso viene considerato un fenomeno a parte
                  E secondo me non è vero anche se il web può far abbassare i “freni inibitori ” (vedi heiner ).
                  Anche qui mi è capitato di riportare dichiarazioni prese da fb e sono stata presa un po ‘ x i fondelli perché viene considerato un universo parallelo. È una forma di espressione come le altre c’è chi i comizi (in un senso o nell’altro ) li fa in piazza o al bar chi li fa sul web.
                  E il web è molto veloce x circolazione idee, lo è ancora di più per l’idiozia.
                  In questo senso Eco non ha proprio tutti i torti

              1. non è detto, barbara.
                me lo chiedo, non sono sicuro, ma non è detto.

                questa storia della derisione del politicamente corretto, del tanto vale parlare come al bar, eccetera sono trenta anni che la sento, e non scordo chi la iniziò (a parte radio radicale con i suoi microfoni aperti, che almeno pensava di farlo in buona fede).

                il fenomeno della violenza da web è tutto particolare, e sviluppa forme proprie, favorendo l’esplicitazione di ciò che almeno veniva taciuto. meglio? peggio?
                per me peggio, ma è questione di lana caprina, perché la censura non sarebbe certo una risposta. quindi ci teniamo quel che c’è.

                1. fra lo scrivere “sul web” o offendere dagli spalti, da una piazza, da un corteo che differenza c’è ?

                  contesti che “stimolano” a tirar fuori “il peggio” ? Ok, ma “tirar fuori” non è creare, ma appunto mette in luce un elemento che già faceva parte della persona
                  per questo dico che in mano tua una pistola è innocua, in mano di altri un cacciavite è un pericolo
                  il fatto è capire chi, cosa, che educazione, quale contesto sociale ha creato questa “ferocia” che spesso (non sempre ma direi nell’80% dei casi) prende forma e forza dall’ignoranza. Ingnoranza culturale e affettiva

                  1. I feroci luoghi comuni sul web (su rom donneve gay, gli immigrati prima non erano ancora un problema), li ho sempre sentiti anche prima del web. Magari non cosi’ tutti insieme che fanno venire l’angoscia. In passato anche sugli ebrei. Le persone che ho sentito parlare contro rom gay e ebrei, luoghi comuni sulle donne etc, non erano e non sono per niente feroci o marci o strani, non hanno mai commesso atti di violenza e neppure mai giolato le leggi. Credo si tratti di ignoranza, paure, invidia, boh.

                    1. Gioca sull’ignoranza e paura.Scommessa sicura.E chiediti il perchè e a chi fà gioco:Sull’ignoranza e la paura si sono edificati Imperi…

    2. secondo voi si trova in giro il processo in cui la lagostena-bassi difese memorabilmente una donna “accusata” di essersela voluta?
      mi pare fosse uno dei primissimi cicli di un giorno in pretura della nascente rai3

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