Il (nuovo) partito di Varoufakis

Grecia, Varoufakis prepara il suo movimento: Alleanza Europea 

Tra i nomi della potenziale squadra dell’ex ministro delle Finanze di Atene si citano Oskar Lafontaine, James Galbraith, Paul Krugman e Joseph Stiglitz.

di Francesco De Palo – ilfattoquotidiano.it, 26 luglio 2015 

Oskar Lafontaine per catalizzare i nemici della Cdu, James Galbraith per progettare sviluppo senza altri dazi sui poveri, Paul Krugman e Joseph Stiglitz per consulenze alla voce “lotta all’austerità”. È la potenziale squadra, tra posizioni alla luce del sole ed altre più defilate, dell’ex ministro delle finanze di Atene Yanis Varoufakis che, dopo essere stato messo da parte dal premier Alexis Tsipras, si è reso conto che in Europa c’è molto spazio per le sue teorie. E, come anticipato da ilfattoquotidiano.it  nelle scorse settimane, non avrebbe alcuna intenzione di trascorrere i prossimi anni a tenere conferenze internazionali seppur lautamente pagate. Pensa dunque a un passo in avanti in quella politica che lo ha espulso, tanto a Bruxelles quanto in Grecia.

E, complice il terremoto in Syriza che avrà conseguenze notevoli tanto sull’elettorato di sinistra quanto in quello moderato deluso dalle promesse di Tsipras, punta ad un rassemblement di matrice europea che si richiami ai principi dei padri fondatori dell’UE. Qualcuno arriva a ipotizzare già un nome, Alleanza Europea, pronto per le eventuali elezioni elleniche del prossimo autunno ma con lo sguardo fermamente rivolto all’Unione e a quella Commissione che l’estroso professore vorrebbe profondamente riformare, Wolfgang Schaeuble permettendo.

Nello stile di Varoufakis, infatti, spicca la sua ambiguità creativa che lo ha portato dalle colonne di Der Spiegel prima a escludere un evento in stile americano e poi, sottovoce, ad ammettere che l’idea di un partito c’è e si sta muovendo. L’obiettivo secondo l’economista dal passaporto greco e australiano è “rigenerare” la democrazia facendo riferimento a “un punto di incontro per tutti coloro che pensano europeo”. Come dire che al bando sono gli antieuropeisti tout court, come Le Pen, Salvini e Orban, ma ciò non toglie che questa UE sarà criticata a dovere per procedere al modello che Varoufakis ha in testa e che tra l’altro sta mettendo nero su bianco in un pamphlet che vedrà le stampe entro l’anno, dal titolo “Perché le crisi sono pagate dai poveri”. La stessa traccia seguita da Papa Francesco che, sulla strada di ritorno dal viaggio in Venezuela, proprio mentre in Grecia impazzava il toto-troika con il voto parlamentare al memorandum, disse: “Non è giusto quel modello di società dove le crisi solo solo sulle spalle dei più deboli”.

Il movimento di Varoufakis non sarà né di destra né di sinistra, ammette a bassa voce un dirigente di Syriza in passato tra le file socialiste del Pasok, ma punterà a scardinare il sistema in necrosi che ha condotto prima alla follia del buco strutturale ellenico e poi alla grande illusione syrizea del 2015, con la roboante marcia indietro di Tsipras che, di fatto, ha portato a casa un piano ben peggiore di quello proposto dai creditori. Per cui dopo la grande visibilità internazionale che questi primi duecento giorni di governo Tsipras hanno dato a Varoufakis, ecco che il giocatore di azzardo, così come è stato ribattezzato dalle cancellerie europee “indignate per modi e sfottò”, gioca la carta dell’impegno in prima persona.

86 comments

  1. OT

    “Mafia a Roma, Alfano: fatti gravi, il sindaco ha sottovalutato”

    No, dico, Alfano che dà giudizi di questo genere… siamo fra il tragico e il ridicolo.

  2. CRIBBIO! (cit.)

    Grecia, la Corte suprema chiede di processare Varoufakis per il piano Grexit
    Chiesta la sospensione dell’immunità parlamentare dell’ex ministro, dopo le denunce di un politico e di un cittadino: sarebbe responsabile di alto tradimento per aver strutturato un piano sull’uscita di Atene dall’euro.

    La Corte suprema greca ha chiesto al Parlamento la sospensione dell’immunità per l’ex ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, in seguito alle denunce di un politico e un privato cittadino che lo accusano di “alto tradimento” dopo le rivelazioni sull’ipotesi di un piano di uscita dall’euro. Lo scrive il giornale on line Ekathimerini, che ha anche un’edizione in inglese.

    Una delle denunce è arrivata da Apostolos Glenzos, ex attore cinematografico oggi sindaco di Stylida (nella Grecia centrale) e fondatore di Teleia, un partito che si ispira al Movimento 5 stelle (per esempio per la scelta della classe dirigente, attraverso una piattaforma online, tra chi non è un professionista della politica). L’altra denuncia è di un un avvocato, Panayiotis Giannopoulos. Entrambi accusano l’ex ministro di alto tradimento e di aver causato gravi danni all’economia greca.

    Il giornale riporta anche alcune spiegazioni di Varoufakis sul suo piano. Non avendo una banca centrale che lo supportasse, il governo aveva accumulato arretrati nei pagamenti fino a oltre il 3% del Pil per cinque anni, ha detto. Questo ha provocato di conseguenza un mancato pagamento di tasse provocando un circolo vizioso di illiquidità. L’idea era di permettere la compensazione di crediti e debiti attraverso la piattaforma web dell’ufficio delle imposte, non solo tra Stato e privati, ma utilizzabile anche per i rapporti tra chiunque possedesse un codice fiscale. Il piano, però, sarebbe stato bloccato dalla Troika. Su questo punto è subito arrivata una smentita da parte della Commissione Ue.

    Che il Parlamento conceda l’autorizzazione a procedere contro l’ex ministro appare piuttosto improbabile, visto che si tratta con ogni evidenza di accuse politiche. La cosa è però rivelatrice del livello della tensione nel Paese, che il raggiungimento del durissimo accordo con i creditori non ha evidentemente placato.

    http://www.repubblica.it/economia/2015/07/28/news/varoufakis_alta_corte-119995226/?ref=HREC1-14

      1. Non vorrei che a “qualcuno” venisse in mente di rifare giochetti già fatti in quel di Grecia.

        Magari gli serve solo l’occasione.
        Le occasioni, come ben si sa, si possono procurare se non arrivano da sole.

        Magari il gran caldo mi fa sragionare più del solito.

      2. Dichiarazione di Yanis Varoufakis sul Gruppo di Lavoro del Ministero delle Finanze sul Piano B e il sistema di pagamenti parallelo
        27 luglio 2015
        Dichiarazione dell’Ufficio di Yanis Varoufakis, ex ministro delle finanze, membro del parlamento della Repubblica Ellenica
        Nel corso dei negoziati del governo greco con l’Eurogruppo il ministro Varoufakis ha sovrinteso al Gruppo di Lavoro con l’incarico di preparare piani d’emergenza contro i tentativi dei creditori di minare il governo greco e in vista di forze all’opera all’interno dell’Eurozona per ottenere l’espulsione della Grecia dall’euro. Il Gruppo di Lavoro è stato convocato dal ministro, su richiesta del primo ministro, ed è stato coordinato dal professor James K. Galbraith. (Dichiarazione del professor Galbraith al riguardo linkata nell’originale – n.d.t.).
        Va ricordato che, prima della conferma da parte del signor Varoufakis dell’esistenza di tale Gruppo di Lavoro, il ministro è stato diffusamente criticato per aver trascurato di elaborare tali piani d’emergenza. La Banca di Grecia, la BCE, le tesorerie degli stati membri della UE, banche, organizzazioni internazionale, eccetera, avevano tutte predisposto piano simili dal 2012. Il ministro delle finanze della Grecia sarebbe stato negligente se non avesse fatto alcun tentativo di stilare piani d’emergenza.
        Da quando il signor Varoufakis ha annunciato l’esistenza del Gruppo di Lavoro, i media si sono dati ad articoli inverosimili che danneggiano la qualità del dibattito pubblico. Il Gruppo di Lavoro del Ministero delle Finanze ha operato esclusivamente nel quadro della politica governativa e le sue raccomandazioni hanno sempre mirato a servire l’interesse pubblico, a rispettare le leggi del paese e a mantenere il paese nell’Eurozona.
        Quanto al recente articolo del giornale “Kathimerini” intitolato “Piano B: sequestro e pirateria informatica”, il mancato contatto di Kathimerini con il signor Varoufakis per commenti e i riferimenti errati dei suoi giornalisti a “sequestro di numeri di codice fiscale di tutti i contribuenti” hanno seminato confusione e hanno contribuito a disinformazione indotta dai media. L’articolo fa riferimento al progetto del ministero come descritto dal ministro Varoufakis nel suo discorso di commiato del 6 luglio nel corso del passaggio di consegne al ministero delle finanze. In tale discorso il signor Varoufakis ha dichiarato chiaramente: “La Segreteria Generale del Sistemi d’Informazione aveva iniziato un’indagine sui mezzi che avrebbero consentito a Taxisnet (l’interfaccia fiscale del ministero in rete) di diventare qualcosa di più di ciò che è attualmente, di diventare un sistema di pagamenti per terzi, un sistema che migliora l’efficienza e minimizza gli arretrati dello stato nei confronti dei cittadini e viceversa”. Tale progetto NON faceva parte del mandato del Gruppo di Lavoro, è stato presentato nella sua completezza dal ministro Varoufakis al governo e, secondo il ministro Varoufakis, dovrebbe essere attuato indipendentemente dai negoziati con i creditori della Grecia, poiché garantirà considerevoli miglioramenti dell’efficienza nelle transazioni tra stato e contribuenti e anche tra i contribuenti stessi.
        In conclusione, nel corso di cinque mesi di negoziati che hanno stretto l’Europa e cambiato il dibattito in tutto il continente, il ministero delle finanze ha fatto tutto il possibile per servire l’interesse pubblico contro molte previsioni. L’attuale campagna mediatica per infangare tali sforzi non riuscirà a scalfire l’eredità di cinque mesi cruciali di lotta per la democrazia e il buonsenso.
        http://yanisvaroufakis.eu/2015/07/27/statement-by-yanis-varoufakis-on-the-finmins-plan-b-working-group-the-parallel-payment-system/#more-9523

        (altri link interni alla dichiarazione omessi – far riferimento all’originale)

  3. Intanto un altro pezzo di industria va in mano ad una multinazionale… ma nella notizia leggendo, c’è un altro aspetto su cui riflettere… il capitalismo italiano per la precisione “le famiglie” del capitalismo italiano stanno finendo quel percorso che negli anni li ha portati da industriali al ramo finanziario speculativo… buonanotte Italia

    I Pesenti vendono Italcementi ai tedeschi di HeidelbergCement. Così un altro pezzo di industria italiana va all’estero

    La cessione però interessa tanto il mondo industriale quanto quello finanziario: con l’aver portato a termine la compravendita coi tedeschi, la famiglia Pesenti si impone con sempre maggiore forza come top player nel mondo della finanza. Come ha annunciato lo stesso Ceo della holding Carlo Pesenti, con 1,67 miliardi di euro in cassa, si punterà a investire per variare il portafoglio finanziario della società: “Con questa operazione rafforziamo il futuro di Italcementi e garantiamo le risorse per un ulteriore sviluppo del portafoglio di investimenti di Italmobiliare”.

    Unico advisor della compravendita è stata Mediobanca. E proprio in Mediobanca Pesenti ha partecipazioni e ne è stata azionista fino dalla sua privatizzazione nel 1988, ritagliandosi uno spazio nel “salotto buono” di Enrico Cuccia.

    Un portafoglio già vario, quello di Italmobiliare, che spazia dall’editoria al mondo bancario: ha partecipazioni dello 0,14% di Unicredit, l’1,563% di Mediobanca, appunto, ed il 2,90% di Banca Leonardo. E poi nel mercato editoriale con l’1,937% di Rcs, 29,37% della Gazzetta del Sud, 7% dell’Eco di Bergamo. E anche nell’energia come in Burgo di cui detiene l’11%.

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