Io buonista? Tu bastardo!

Segnalato da Barbara G.

MIGRANTI, “BUONISTI” E DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO

Un vecchio volantino fatto stampare dal sindaco di Alba agli studenti: «Il riconoscimento dei diritti dell’uomo è una conquista che bisogna difendere e consolidare giorno per giorno»

di Marco Giacosa – lastampa.it, 02/09/2015

Quando sento la parola «buonista» m’incazzo parecchio, non perché mi senta offeso – ma perché provo una specie di senso di fallimento: hanno fallito i genitori quando hanno insegnato ai bambini a essere buoni; hanno fallito i preti cattolici o i padri spirituali quando hanno insegnato a trattare il prossimo come sé stessi o il Gesù straniero; ha fallito la scuola quando non ha saputo spiegare che esistono valori non negoziabili ai fini della continuità della vita sul pianeta Terra.

Ho ritrovato questo foglio, 4 pagine che il sindaco di Alba aveva fatto stampare per le scuole: «Eravamo convinti che il principio di uguaglianza delle persone umane tra loro, cardine della civiltà nostra, fosse ormai per tutti un dato pacifico. Purtroppo dolorosi avvenimenti di questi giorni ci fanno ricredere».

Era il 1992.

I primi sei articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo

Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2

  1. Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.
  2. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del Paese o del territorio cui una persona appartiene, sia che tale Paese o territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi altra limitazione di sovranità.

Articolo 3

Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 4

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; La schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Articolo 5

Nessun individuo potrà essere sottoposto a trattamento o punizioni crudeli, inumani o degradanti.

Articolo 6

Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Qui la Dichiarazione completa > http://www.interlex.it/testi/dichuniv.htm, adottata dall’ONU il 10 dicembre 1948.

Se la leggi, essa dice una cosa sola: sui migranti non sono io buonista, sei tu che sei un bastardo.

Tutto qui.

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26 comments

  1. Editoriale

    Quel treno dell’89

    Tommaso Di Francesco il manifesto Edizione del0 4.09.2015

    Sta­zione di Keleti a Buda­pest. Un inferno in terra, dove al solo annun­cio di un treno in par­tenza i rifu­giati con le loro fami­glie assal­tano i vagoni; poi il treno non parte è comin­ciano i litigi, gli scon­tri fisici tra chi vuole por­tare il figlio pic­colo a respi­rare fuori e chi vuole comun­que il posto assi­cu­rato per la sal­vezza in Germania.

    La poli­zia tran­quilla guarda e l’altoparlante spiega, ma in unghe­rese, che quel treno non par­tirà e comun­que non è diretto in Ger­ma­nia. Nel bel mezzo del caos disu­mano su cui ali­tano le fre­sche parole del pre­mier unghe­rese Orbán: «L’invasione dei rifu­giati mette in discus­sione le radici cri­stiane d’Europa», dall’altra parte dei binari è fermo un altro treno, arri­vato in mat­ti­nata, dai fine­strini oscu­rati, bello lucido, nero ama­ranto. Sulla testa del loco­mo­tore un grande logo: «Europa No Bor­der», la data è quella del 25esimo dell’89 (cele­brato in pompa magna nel 2014) e sulle cor­rozze è dise­gnato, in rosso e nero, un filo spi­nato spez­zato. I rifu­giati non capi­scono dell’89 ma pen­sano sia il treno che li por­terà in Germania.

    Non è così: è uno dei treni che dovrebbe por­tare i siriani che non pas­se­ranno e tutti gli altri «scarti», in un campo «d’accoglienza» (di con­cen­tra­mento) all’interno dell’Ungheria. E per non finire in una nuova reclu­sione nel campo di Bic­ske, ieri i rifu­giati si sono scon­trati con la poli­zia che voleva obbli­garli a scen­dere per internarli.

    Che resta dun­que delle spe­ranze legate alla svolta dell’89. Dell’annunciata fine dei con­fini, di una nuova par­te­ci­pa­zione alla poli­tica, dell’inveramento della demo­cra­zia. Il dis­senso e le «tavole» dell’allora oppo­si­zione si sono tra­sfor­mate, nell’esperienza magiara, in un regime d’estrema destra che ha avuto anche il soste­gno dei neo­na­zi­sti che si ali­men­tano della xeno­fo­bia dila­gante che, fra l’altro, non ricorda quando nel 1956 fug­gi­vano 200mila pro­fu­ghi dal disa­stro della rivolta unghe­rese. Intanto la cat­to­li­cis­sima e «soli­dale» Polo­nia insorge anche con­tro la mise­ria delle quote pro­po­sta dall’Ue, tanto da met­tere in forse il ver­tice euro­peo del 14.

    E Praga final­mente non è più «sola», ma in buona com­pa­gnia delle capi­tali occi­den­tali, a respin­gere i pro­fu­ghi e a met­terci uno zelo kaf­kiano nel mar­chiarli con i numeri alla fron­tiera. Senza memo­ria della scel­le­rata pra­tica nazi­sta su ebrei, rom e diversi pro­prio nel cuore dell’est euro­peo. E pen­sare che solo la mar­cia di migliaia di chi­lo­me­tri dei rifu­giati che hanno attra­ver­sato decine di nuovi con­fini, ha resti­tuito invece atten­zione e dignità all’est euro­peo, a par­tire dai dimen­ti­cati Balcani.

    In que­sti giorni di cru­deltà per miglia di dispe­rati un fuga da guerre e fame, si svela sotto i nostri occhi l’avvento «epo­cale» dell’89. Ora tutti quei paesi sono «demo­cra­ti­ca­mente» nella Nato e da 11 anni par­te­ci­pano a tutte le guerre che hanno deva­stato il Medio Oriente. Per­ché sor­pren­dersi allora se lo stesso treno che portò donne e uomini dell’ex Ger­ma­nia Est in Unghe­ria festosi per la caduta del Muro di Ber­lino che si annun­ciava, torni utile oggi per eri­gere nuovi quanto cri­mi­nali muri? Men­tre c’interroghiamo se il para­dosso sia voluto o sia un «caso», una cosa è certa: il treno dell’89 ha fatto mar­cia indietro.

  2. OT (?) Le chiacchiere stanno a zero, i numeri a 100 miliardi (mediamente e senza esagerare). Studio prodotto da Halle Institute for Economic Research (Ente di ricerca crucco non nord-coreano). Sintesi: tra il 2010 e il 2015 il governo tedesco ha risparmiato 100 miliardi di interessi sul debito pubblico (a fronte di una esposizione di 90 miliardi con la Grecia) grazie alla crisi greca. Prosit….

    http://www.iwh-halle.de/d/publik/iwhonline/io_2015-07.pdf

    1. Perché mi sfidi? Non credo di aver mai millantato competenze poliglotte. Almeno lo spero. Forse ho dato questa impressione senza volerlo. In quel caso meglio che me lo dici, che vedo di essere più attento.
      Comunque la canzone è bella. E, sì, non è fuori tema.
      E qualcuno ha fornito una traduzione che, molto a orecchio, non deve aver tradito molto l’originale.

      1. namm, la mia era una sfida ironica. volevo solo sdrammatizzare il momento che già è peso di suo e pubblicare una canzone (bella anche la cover, chea “occhio” riporta nelle immagini il senso della canzone) che un po descrive quanto ci accade intorno
        poi la sfida è un’altra. l’autore sfida dio a scendere in questa “terra si sangue e dolore, dove ancora troppi bambini muoiono di fame e i loro occhi non vedono altro che ricordi di umanità sperduta, in un vento di solitudine e inimicizia, in questa terra di pazzi dove la vita non vale nulla e la pace è ancora lontana, mentre gli eventi annunciano guerra”, e lo sfida ad aiutarci….

          1. PS.
            Dimenticavo. Quanto a Dio, e con tutto il rispetto per i credenti, la tesi mi pare sia che Dio ha dato all’uomo il libero arbitrio e gli ha detto ‘Mo’ so’ cazzi tua!’
            (La versione dei teologi è più elegante, ammetto)

            1. so di ripetermi. ma dio, da gran furbo qual è, lancia la pietra e nasconde la mano. prima permette a sta banda di sciroccati di fare un po di casino, poi, quando tutti si aspettano che si adoperi per mettere un minimo d’ordine (che il libero arbitrio va bene, ma qui non ci si capisce più tra babbo e figlio!), si guarda bene dal farsi vedere in giro, che metti le prenda pure lui!
              digli fesso…..

          2. piano con le frasi ad effetto sui risentimenti, causati di proposito e per ingenuità
            conosco molti capi di stato e di governo, americani ed europei, presenti e passati (e scommetterei anche su quelli futuri) che potrebbero farle proprie per giustificare il casino che sta accadendo dall’afghanistan alla nigeria, nel mediterraneo e al confine orientale della vecchia europa……

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