Grecia al voto (ter)

Una Syriza per l’Europa

Grecia. Gli ellenici tornano al voto per la terza volta in meno di un anno. Tsipras è ancora il favorito nei sondaggi ma deciderà l’astensionismo. Il leader della sinistra greca spera di arginare la scissione del partito dopo l’accordo con la Ue. In caso di vittoria possibile coalizione con il Pasok.

di Dimitri Deliolanes – ilmanifesto.info, 20 settembre 2015

Atene ha accolto la vigi­lia del voto con una splen­dida gior­nata di sole che ha offerto agli ate­niesi la ten­ta­zione di fuggire dalla cam­pa­gna elet­to­rale verso un bagno risto­ra­tore nel golfo Saro­nico. Chi aveva deciso di aste­nersi prolungherà la breve eva­sione anche oggi, a urne aperte. La per­cen­tuale degli asten­sio­sni­sti deci­derà anche il vincitore di que­ste ele­zioni per­ché si sa che la mag­gior parte di loro sono ex elet­tori di Syriza delusi e sco­rag­giati dal brutto esito della trat­ta­tiva. Lo sa anche Ale­xis Tsi­pras, che si è speso come non mai in que­sta cam­pa­gna pur di farli tor­nare da lui.

La mani­fe­sta­zione di chiu­sura a Syn­tagma, venerdì sera, ha dimo­strato che non è stato tutto vano. La piazza era piena. Non pie­nis­sima come alla vigi­lia del refe­ren­dum ma sicu­ra­mente ha visto la più grande par­te­ci­pa­zione di tutta la cam­pa­gna elet­to­rale. Una parte con­si­stente del suo elet­to­rato è tor­nato a dare fidu­cia a Syriza. La vit­to­ria è a portata di mano, anche se l’obiettivo della mag­gio­ranza asso­luta sem­bra lontano.

I greci sono testardi e orgo­gliosi. Se uno vuole farli infu­riare basta che fac­cia cenno alla loro pre­sunta «imma­tu­rità poli­tica» e alla con­se­guente neces­sità che si lascino gui­dare da forze «respon­sa­bili» per­ché ispi­rate da cen­tri stranieri. Ecco in breve il ritratto della destra in cerca di rivin­cita, alzando la ban­diera dell’«unità nazio­nale». Un espe­diente made in Ger­many per neu­tra­liz­zare per sem­pre gli anta­go­ni­sti. No, il gioco è tal­mente sco­perto che nessuno ci è cascato. Nuova Demo­cra­zia ha recu­pe­rato alcuni elet­tori, ma erano voti suoi che a gen­naio si erano presi una libera uscita: non segnano uno spo­sta­mento a destra dell’elettorato.

La sini­stra può aver sba­gliato, essere uscita scon­fitta nel nego­ziato, ma è sem­pre quella che ha tenuto testa ai dik­tat di Bru­xel­les e di Ber­lino, è quella che ha dato bat­ta­glia, men­tre la destra si inchi­nava ser­vile di fronte alla Mer­kel. Cose ben vive nella memo­ria col­let­tiva. Tsi­pras lo sa e per que­sto è apparso ieri rilas­sato e sor­ri­dente al tra­di­zio­nale incon­tro «Un ouzo con il capo» con i gio­vani di Syriza, in un locale alter­na­tivo di Mona­sti­raki, il quar­tiere tradizionale sotto l’Acropoli. Nes­suna dichia­ra­zione pre­let­to­rale (la legge lo proi­bi­sce) ma una chiac­chie­rata con i pochi stu­denti rima­sti nel par­tito dopo la defe­zione di tutta l’organizzazione gio­va­nile verso Unità Popo­lare. Domanda: «Pre­si­dente sarà ridotto il ser­vi­zio mili­tare?», ora della durata di 9 mesi. Rispo­sta sor­ri­dente di Tsi­pras: «Andate a difen­dere la patria, sfac­cen­dati». Risata generale.

Il distacco di Syriza rispetto alla destra sarà di almeno quat­tro punti. Me lo con­ferma il diret­tore dell’agenzia di stampa ate­niese Micha­lis Psi­los, oss­ser­va­tore neu­trale ma dispo­sto a scom­met­tere anche in favore di una scon­fitta ancora più umi­liante per la destra. Che in que­sti ultimi giorni ha mostrato il suo volto peg­giore: venerdì era il secondo anni­ver­sa­rio dell’assassinio di Pavlos Fys­sas e il fuh­rer di Alba Dorata Micha­lo­lia­kos ha riven­di­cato pubblica­mente la «respon­sa­bi­lità poli­tica» per l’uccisione. Alla fine di una delle tante mani­fe­sta­zioni per l’anniversario, un gruppo di anar­chici ha assal­tato a colpi di molo­tov il com­mis­sa­riato di Exar­chia. Sette mino­renni fer­mati sono stati sel­vag­gia­mente pestati dai poli­ziotti. Ecco la destra elle­nica in tutta la sua magni­fi­cenza: pestaggi nei com­mis­sa­riati e gara con i nazi­sti su chi la spara più grossa nella reto­rica xeno­foba. Il lea­der di Nuova Democrazia Van­ge­lis Mei­ma­ra­kis aveva preso di mira anche l’ex mini­stra dell’Immigrazione Tasia Christodoulopoulou, ren­den­dola un obiet­tivo visi­bile per le squa­dracce naziste.

All’incontro ha fatto la sua com­parsa anche l’ex mini­stro della Cul­tura Nikos Xida­kis, per tanti decenni respon­sa­bile delle pagine cul­tu­rali di Kathi­me­rini. È can­di­dato di Syriza ma non è mem­bro del par­tito. Anche lui è otti­mi­sta e mi espone con grande fer­vore la sua con­vin­zione che la sini­stra al governo greco può fare la dif­fe­renza in Europa.

Ad Atene tutti sono con­vinti che i nego­ziati con i cre­di­tori non sono per niente finiti. Il terzo memo­ran­dum, quello sot­to­scritto da Tsi­pras il 13 luglio, non segue alcuna logica eco­no­mica. È un testo messo su solo per ragioni poli­ti­che, per umi­liare e dele­git­ti­mare il governo di Atene. Ben pre­sto quindi dovrà essere rivi­sto, se non si vuole con­ti­nuare que­sto logo­rante brac­cio di ferro tra Atene e l’Ue per altri cin­que anni. Se Tsi­pras riu­scirà nel frat­tempo a por­tare avanti le riforme giu­ste, sarà in grado di rine­go­ziare gli aspetti più aspri. Con il van­tag­gio di aver otte­nuto anche una seria ristrut­tu­ra­zione del debito, nei nego­ziati che ini­ziano a ottobre.

Tsi­pras insieme con chi? Le alleanze al governo sono il quiz della vigi­lia. I Greci Indi­pen­denti, che hanno fatto la cam­pa­gna Tv di gran lunga più spi­ri­tosa, rischiano di non supe­rare la soglia del 3% e rima­nere fuori dal Par­la­mento. In que­sto caso, oppure nell’eventualità che nean­che i loro depu­tati siano suf­fi­cienti, ci sarebbe un accordo di massima già pronto. Non è con To Potami, come tutti cre­de­vamo, cioè la for­ma­zione di pla­stica del pre­sen­ta­tore Tv Sta­vros Theo­do­ra­kis, ma con i socia­li­sti del Pasok. Secondo fonti di Syriza, la nuova lea­der Fofi Gen­ni­matà ha ricevuto forti pres­sioni da alcuni par­titi socia­li­sti euro­pei per­ché pro­ce­desse verso una rifon­da­zione del socia­li­smo elle­nico. In pra­tica, met­tere da parte gli espo­nenti più espo­sti e più chiac­chie­rati, come l’ex lea­der Evan­ge­los Venizelos, per poter col­la­bo­rare con il pre­mier Tsi­pras. Per la Gen­ni­matà, poli­tica ine­sperta e senza grande cari­sma, è un’occasione d’oro per affer­mare in pieno la sua lea­der­ship. Per Tsi­pras l’obiettivo sarebbe di con­di­zio­nare gli equili­bri interni del par­tito di cen­tro­si­ni­stra in modo da sgan­ciarlo dall’alleanza subal­terna con la destra libe­ri­sta europea.

È que­sta la poli­tica sotto l’ombra del Par­te­none, antica pas­sione dei greci, ora in mano a una sini­stra che aspira a gui­darla e con­di­zio­narla. Dal gen­naio scorso molta acqua è pas­sata sotto i ponti ma non inu­til­mente: «Scon­fitta non è cadere per terra, scon­fitta è non poter rial­zarsi», ha gri­dato Tsi­pras nel suo ultimo comi­zio, para­fra­sando Hum­ph­rey Bogart. Sta­sera si rial­zerà in piedi e get­terà di nuovo il suo guanto di sfida all’Europa dell’austerità.

Leggi anche

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/20/grecia-al-voto-dietro-lo-scontro-tra-tsipras-e-meimarakis-il-gioco-delle-alleanze-per-governare/2050601/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/20/grecia-verita-e-miti-su-disoccupazione-poverta-e-corruzione-alla-vigilia-delle-elezioni/2046575/

159 comments

  1. senti una parola ripetuta fino alla noia e dici meglio andare al vocabolario forse c’è qualcosa che mi sfugge… alcune definizioni prese in alcuni vocabolari

    Uomo, donna di stato; persona che ha una profonda esperienza, teorica e pratica, dell’arte di governare uno stato

    chi governa, dirige uno stato | chi è esperto di problemi giuridici e politici relativi alla direzione e al governo dello stato

    Uomo di Stato; esperto di affari dello Stato

    l’esperienza nasce come un fiore basta abbandonare i massimalisti…

    massimalisti oddio devo ricorrere di nuovo al vocabolario

    1. Vedo l’atteggiamento di Renzi molto subdolo
      Insinua vicinanza a Tsipras puntando il dito contro VxV, ma credo lo faccia conscio di essere estremamente diverso da Tsipras, per estrazione, ideali e modi. In definitiva usa gli altri per mandare messaggi
      Altri in questo momento la minoranza del suo partito

      1. Non solo… un Tsipras dentro al recinto europeo e scremato delle ali più dure certifica in qualche modo anche la politica Renziana… V. Ed altri la condannano senza appello…
        Ripeto a ‘sinistra’ l’errore peggiore sarebbe ‘relagare’ Tsipras alla conservazione Europea… Ma i Tafazi abbondano

      2. Su Giuseppe, non fare scenate di gelosia,
        Tsipras ha scelto responsabilmente la strada delle riforme, per farle si allea con la destra (costretto) scaricando i massimalisti.
        Con un po’ di ritardo ( dopo l’inevitabile tramvata con la realtà ) ha assunto i panni dello statista.
        Speriamo regga.

        Le similitudini sono molte più di quelle che ti piacerebbe fossero.

        Aldilà della strumentalizzazione di Renzi a fini interni (direzione del PD)

        1. A parte il fatto che io avrei votato Varoufakis, perché io faccio parte della sinistra perdente, sono certo che riusciresti a trovare somiglianza tra Renzi è chiunque ti faccia comodo.
          che so, papà Francesco o george clooney, non farebbe differenza!
          Ma quanto ne sei innamorato?
          almeno quanto Dani di Grillo?
          (Lame con VxV è fuori concorso 😉 )

          1. Innamorato…

            Vabbè, lascia stare.
            francamente non ho voglia di giustificare, spiegare, ecc. le ragioni politiche che ho già espresso mila volte, da tempo e in tempi non sospetti. E chissenefrega.

            En passant, ho notato un certo scadimento ( non mi riferisco a te in particolare):
            I nomignoli, le storpiature, il turpiloquio, ridurre ogni contestazione a renzismo (azzo voglia dire…), gli atteggiamenti da branco, il livore che traspare evidente, ecc. denotano una certa frustrazione che fa da cappa a ogni…”dibattito” virandolo al noioso…
            Visto “da fuori”, naturalmente.

    1. il varoufakis se l’è tolto dalle balle la Grecia (lo dimostra il successo raccolto dall’economista alle elezioni) prima di Tsipras, che ha rischiato di essere trascinato a fondo con il suo paese.

      Non basta essere un economista per essere automaticamente un buon politico. Figurarsi uno statista.
      La politica, quella vera, checchè se ne dica, non è alla portata di tutti.

        1. Varoufakis duro con Renzi: “Non ti sei liberato di me, ma della democrazia”
          L’ex ministro greco contrattacca alle parole del premier, che aveva detto: “Ci siamo liberati di lui”, additandolo come la causa della frattura di Syiriza. La replica del greco: “Artefice dell’imboscata vigliacca contro Tsipras”. Reazioni anche nel Regno Unito per le critiche di Renzi all’elezione di Corbyn al Labour

          http://www.repubblica.it/economia/2015/09/22/news/varoufakis_renzi_corbyn_financial_times-123410300/?ref=HREC1-1

      1. Dunque “Varoufakis se l’è tolto dalle balle la Grecia”.

        Renzi non è greco, per cui non capisco perché abbia ritenuto di affermare “ ci siamo tolti di torno …”

        Che cosa può allora significare quel ci ?

        Noi, governo italiano, ci siamo tolti di torno?
        Noi, partito demolalico? [Non è refuso]

        Sospetto, da prevenuto, che Renzi abbia inteso dire: “Noi, dirigenti dell’Europa, di cui io me sono uno dei maggiori esponenti, ci siamo tolti di torno …”

        Wow!

        1. ma Renzi è una banderuola.. se vincesse Corbyn sarebbe già li a farsi le foto, come ha scritto Heiner poco più sotto, a sfruttare la vittoria o sconfitta di un altro per affermarsi meglio a livello nazionale…Varufakis gli ha dato fin troppo potere quando lo ha definito “good cop” nella trattativa con Tsipras, come se veramente Renzi potesse decidere qualcosa in Europa..Renzi ha fatto il gioco della Germania semplicemente perhcè non è capace di opporsi..Almeno la Francia fa lo stesso ma in cambio mantiene la sua indipendenza nelle questioni economiche nazionali..

        1. Ma che glielo dici a fare? Posizioni POLITICHE articolate e non infantilmente vissute sono fuori dalla possibilità di comprensione dei matteidi. E, soprattutto, non gli fanno gioco, quindi non le considerano.

          1. Guarda, da italiano ed europeo a me interessa che non sia più lì in europa a dettare le sue condizioni trattando gli altri da idioti.

            Tsipras e la Grecia hanno deciso di scaricarlo e a mio avviso hanno fatto bene.

            Personalmente ho espresso il mio pessimo giudizio sul POLITICO Varoufakis (non sull’economista) fin dal secondo giorno dopo le elezioni greche.

            Poi ognuno di noi è liberissimo di dar credito alle “idee” di chi meglio crede….

            1. Il mondo alla rovescia.

              La minoranza PD che impone veti a Renzi.

              Varoufakis (un uomo solo, neanche Syriza) che detta condizioni all’Europa.

              Com’era quella favoletta? “Superior stabat lupus, longeque inferior agnus”

    2. lo spostamento a sinistra di varouf serve a renzi per passare ancora una volta come vincente. se corbyn vincesse le elezioni renzi andrebbe a farci subito un selfie.

      tra renzi e varouf c’è tsipras. non è un nessuno (anche se tra poco quelli che lo hanno esaltato fino a ieri riprenderanno a insultarlo come traditore. calma e gesso. e memoria), ma qualcuno che ha vinto le elezioni e che solo è in grado di portare avanti una politica europea (all’interno dell’europa) che si discosti un po’ da quella attuale (attaccata da tutti i paesi meridionali a parole). tsipras, podemos, corbyn fanno ‘squadra’ (lascerei fuori la linke tedesca; fossero furbi inizierebbero piuttosto a dialogare con i verdi europei)

      1. …tsipras, podemos, corbyn fanno “squadra”…
        Credo che proprio per questo stiano sparando ad alzo zero. Se per caso passa l’idea che si può “vincere” anche facendo politiche di sinistra (per quel che gli Eurocrati consentono) comincia a sgretolarsi il muro di T.I.N.A. e allora sì che sono cazzi.

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