Il molliccio siberiano

di Michele Serra – L’Espresso – 18 settembre 2015

(nonostante l’autore ultimamente faccia un po’ schifo, questa era davvero “telefonata” e non potevamo esimerci)

loadingGrande entusiamo nel mondo mediatico, alla notizia che un virus siberiano (Mollivirus sibericus) sta per risvegliarsi a causa dello scioglimento dei ghiacci. Dopo i risultati tutto sommato deludenti dell’epidemia di aviaria e di Ebola, i media mondiali sono da tempo a corto di nuove fonti di panico sanitario da dare in pasto a un pubblico sempre più avido di sensazioni forti. Mollivirus si dimostrerà all’altezza, dopo tante deludenti performance di virus e batteri indegni della loro fama, incapaci di mantenere le loro promesse di sterminio di massa? È ancora presto per lasciarsi andare a previsioni ottimistiche; ma è certo che i presupposti, dal punto di vista mediatico, sono eccellenti, tanto che Mollivirus è esposto come guest star alla Fiera Mondiale dell’Ansia, organizzata come ogni anno dalla Federazione internazionale conduttori di telegiornale con l’alto patrocinio dell’Associazione inserzionisti pubblicitari.

Una star

Il virus arcaico, appena scongelato, è già una star: il fatto di tornare alla luce dopo molte migliaia di anni, come i mammuth e i neoborbonici, raddoppia la sensazione di raccapriccio e consente di fare titoli come “il virus resuscitato”, “il virus che viene dalla preistoria”, “il virus che uccise Adamo ed Eva”. Qualche problema ai primi esami microscopici: Mollivirus appare come una insulsa pallina beige. Ma basteranno pochi ritocchi, assicurano gli esperti, per dare al virus l’aspetto mostruoso che il pubblico si attende: l’aggiunta di peli neri può fare miracoli; speciali filtri ottici possono esaltare la consistenza mucillaginosa; ma sono soprattutto le musiche di sottofondo lugubri e incalzanti che possono peggiorare enormemente l’immagine del virus.
Il test

In un test effettuato su campione di pubblico televisivo, l’immagine di una normale pallina da golf, se accompagnata da musiche lugubri e incalzanti, ha provocato paura e disagio; se accompagnata da una canzoncina allegra, ha provocato serenità e buon umore; se mostrata a persone residenti nei pressi di campi da golf, ha suscitato autentico terrore qualunque fosse la musica di sottofondo.

La ricerca

La caccia alle nuove malattie gravi, specie se epidemiche, prosegue ininterrotta. Sulle piste di Médecins sans frontières si muove, da anni, “Cachabal sans frontières”, un’agenzia giornalistica specializzata in panic-news, l’unico genere in grado di dare sollievo all’audience. Pedinando i volontari di Médecins sans frontières e frugando nelle loro cartelle mediche, i volontari di Cachabal sans frontières cercano di carpire qualunque informazione utile a diffondere preoccupazione e sgomento nell’opinione pubblica mondiale. Dal raffreddore all’occhio di pernice, non c’è sindrome che, opportunamente trattata, non sia degna di una breaking news; o almeno di un’inchiestina in seconda serata.

I rivali

Nessuno dei rivali di Mollivirus pare in grado di contrastarlo sul mercato mondiale del panico mediatico. Gli asteroidi che dovrebbero cadere sulla Terra, distruggendola, si sono rivelati, a un esame più attento, modesti ciottoli cosmici in grado, al massimo, di distruggere un’aiuola di petunie. L’inquinamento fa benissimo ai cinesi, che al riparo della enorme nube nera che li nasconde al resto del mondo si moltiplicano a dismisura e copiano indisturbati le Ferrari, il Borsalino e quant’altro. Solo Equitalia sembra avere mantenuto intatta la sua capacità di atterrire gli esseri umani e colpirli a freddo, anche nel sonno; ma è un fenomeno solo italiano ed è poco credibile all’estero, dove nessuno è abituato a vedere nel fisco un mostro insaziabile.

Il talent

Un talent show per diffusori di panico: è questa l’idea vincente del network “Brainoff Tv”, popolarissimo negli Usa. Migliaia di concorrenti hanno dato vita a una sfida appassionante. Ha vinto Rita Chu, che è riuscita a simulare una diretta di sei ore su un’epidemia mortale di alito pesante; ha battuto per un soffio Gilbert Moya, autore di un’applauditissima inchiesta basata sulla scoperta che il professor Richter, inventore della temutissima scala sismica, era jihadista.
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30 comments

    1. “Perché ci si scandalizza tanto se quelle persone (benestanti) possono spendere i propri soldi per comprarsi un cibo, un vestito o per fare una cosa di qualità, mentre invece, non si dice nulla, ad esempio, quando altre non ricche fanno prestiti e file chilometriche per aggiudicarsi l’ultimo modello di un telefonino? ”

      Glielo vogliamo spiegare qual e’ la differenza?

  1. Stupidate (ma non tanto)

    Propongo di uscire con un manifesto transiberista ri-costituente

    Primo articolo della nuova costituzione

    L’Itaglia è un’accozzaglia fondata sulla ‘ggente, Se è agente. Se non è agente non conta gnente.

  2. COGLIONATE.
    Dovrebbero far ridere? suvvia, è come quando i bimbi dicono cacca
    Serra lasciamolo a cntare i locali della sua casetta, rimediata in decenni di fancazzismo idiota

    1. Visto che non ti va mai bene niente….
      Mi sta venendo una insana tentazione.
      E se cancellassimo le tue critiche fino a quando non ci manderai un tuo contributo originale, visto che sei uno dei pochi che non ha mai mandato nulla?
      :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

      1. Non litigherete anche voi, eh?.. Che volete che sia un “sior todaro brontolon” nel blog?
        Anche io ho avuto a che dire con Fey, che si capisce vorrebbe staccare tutta quella parte d’Italia che sta sotto a Bologna (o forse Milano) e sperare che affoghi nel mediterraneo, però spesso dice cose sensate…
        e poi neppure i migliori di noi si salverebbero dalle frustate (cit) 😀

        (domizia, ad esempio, ha qualche “problema” con un po’ di lombardo-veneto)

      1. Credo sia partito in cerca della sinistra

        #disperodirivederlo

        (ehm…mi sono persino dimenticata il nome che gli avevo dato, ma questo è solo un problema di neuroni)

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