Beata Polonia

di Bernard Guetta – 26 ottobre 2015 – Internazionale

Annunciata e scontata, questa vittoria ha assunto le proporzioni di uno tsunami. Secondo gli exit poll, la destra nazionalista ha conquistato il potere in Polonia dopo che il partito Diritto e giustizia (Pis) ha ottenuto il 39 per cento dei suffragi contro il 23 per cento della maggioranza uscente dei centristi di Piattaforma civica.

Se confermato, il risultato concederà la maggioranza assoluta a Diritto e giustizia, che aveva già vinto le presidenziali della scorsa primavera. Inoltre, se ai 242 seggi ottenuti dal Pis si aggiungono i 44 conquistati da un rocker altrettanto estremista, ci rendiamo conto che l’insieme delle destre nazionaliste occuperà i tre quinti della dieta, il parlamento polacco.

La Polonia si è buttata a destra, così nettamente che le sinistre, incapaci di superare la soglia di sbarramento, non avranno nemmeno un deputato. La tendenza, in ogni caso, non è solo polacca.

Una nuova rivoluzione industriale

In un’Europa già nettamente spostata a destra, quasi ovunque le destre reazionarie o estreme ottengono un avanzamento netto, strappando elettori alle sinistre e alle destre moderate e imponendo un tripartitismo che sta sconvolgendo tutti gli scacchieri politici, al livello nazionale ed europeo.

Le ragioni del fenomeno sono tanto profonde quanto chiare. Il rallentamento delle industrie tradizionali e la nascita di nuovi settori di attività ha prodotto una nuova rivoluzione industriale che genera società a due velocità in cui agli emarginati si oppone una classe emergente, urbana, giovane e saldamente piantata in questo nuovo secolo. Questo scontro produce traumi e una grande nostalgia dei tempi in cui lo stato era più forte.

La nostalgia, a sua volta, genera un ritorno dell’aspirazione a un nazionalismo delle frontiere e a un meccanismo di protezione ormai perduto, un sentimento che si esprime in un rifiuto crescente dell’unità europea, percepita come il cavallo di Troia della globalizzazione, e questo nonostante sia chiaro che solo una potenza pubblica europea (un’Europa politica) potrebbe avere la forza di controbilanciare l’onnipotenza del denaro.

Le nuove destre, in Polonia e altrove, si appoggiano ai movimenti sociali e al nazionalismo nutrendosi della paura dell’islam, come dimostra il rifiuto paradossale di accogliere i profughi siriani provenienti dalle classi medie e in fuga dal terrorismo, dalla guerra e dalle dittature.

L’unità dell’Europa è solida e in quasi sei decenni si è talmente radicata da non poter sparire da un giorno all’altro. Ma allo stesso tempo il progetto europeo è indebolito dal divorzio tra l’Europa e i suoi cittadini, dalla disoccupazione giovanile, dall’assenza di obiettivi comuni e dalla crisi dei profughi a cui gli europei non riescono a trovare una soluzione unitaria. Questo terremoto nazionalista in Polonia non farà altro che accentuare le divisioni dell’Unione in quasi tutti i campi.

fonte: http://www.internazionale.it/opinione/bernard-guetta/2015/10/26/polonia-vittoria-destra-nazionalista-tendenza-europa

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15 comments

  1. Ot: vi sottopongo questo link non per i 5* in particolare (anche se trovo positivo che la base sorvegli energicamente l’operato degli eletti), ma perche’ non capisco perche’ si debba aspettare una sentenza di tribunale per stabilire una connessione di causa effetto, quando da un punto di vista scientifico e’ gia’ stato verificato.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/27/gela-base-vs-assessore-m5s-ha-negato-nesso-malformazioni-petrolchimico-ma-il-sindaco-lo-blinda/2162860/

  2. in tema lgbt, tenete presente che nel 2007 (e anni precedenti) al governo in Polonia c’era gente che la pensava così:

    stralcio da Risoluzione dl Parlamento Europeo 26/04/2007 su omofobia in Europa
    http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P6-TA-2007-0167+0+DOC+XML+V0//IT

    (…)
    G. considerando che il Parlamento aveva già espresso, nella sua summenzionata risoluzione del 15 giugno 2006, la sua grave preoccupazione per la situazione in Europa e, in particolare, in Polonia, condannando le dichiarazioni incitanti all’odio e alla violenza pronunciate dai dirigenti del partito della Lega delle famiglie polacche e, in particolare, del vice primo ministro nonché ministro della pubblica istruzione,

    H. considerando che nel marzo 2007 il vice primo ministro nonché ministro della pubblica istruzione polacco ha annunciato un progetto di legge destinato a punire la “propaganda omosessuale” nelle scuole, le cui disposizioni prevedono il licenziamento, l’imposizione di sanzioni o la detenzione per i responsabili di istituti scolastici, gli insegnanti e gli alunni implicati in casi di “attivismo” a favore dei diritti LGBT nelle scuole,

    I. considerando che il vice ministro della pubblica istruzione polacco ha confermato che l’amministrazione sta elaborando un progetto di legge in tale senso e ha dichiarato che “gli insegnanti che renderanno pubblica la propria omosessualità saranno licenziati”; considerando che vari membri del governo polacco hanno reagito in modi diversi, dal che non risulta chiaro se la legislazione verrà di fatto proposta,

    J. considerando che il vice primo ministro nonché ministro della pubblica istruzione polacco ha espresso il desiderio di promuovere l’adozione di leggi analoghe a livello europeo,

    K. considerando che la legislazione proposta ha ottenuto il sostegno del primo ministro polacco, il quale ha dichiarato che “promuovere uno stile di vita omosessuale tra i giovani nelle scuole quale alternativa a una vita normale supera il limite” e che “occorre porre fine ad iniziative di questo tipo nelle scuole”, presentando in tal modo un’interpretazione distorta dell’educazione e della tolleranza,

    L. considerando che il difensore civico per l’infanzia polacco ha dichiarato di essere impegnata nella compilazione di un elenco di impieghi per i quali gli omosessuali non sono idonei,

    M. considerando che nel giugno 2006 l’Ufficio del procuratore di Stato ha ordinato l’esecuzione di controlli dei fondi delle organizzazioni LGBT in relazione a “movimenti criminali” e alla loro presenza nelle scuole al fine di trovare tracce di attività criminale, senza risultato alcuno,

    N. considerando che l’8 giugno 2006 il governo polacco ha licenziato il direttore del Centro per la formazione degli insegnanti e ha vietato la distribuzione di un manuale ufficiale del Consiglio d’Europa contro la discriminazione e considerando che il nuovo direttore del Centro ha dichiarato, il 9 ottobre 2006, che “le scuole non devono proporre modelli di comportamento indecenti, perché l’obiettivo della scuola è spiegare la differenza tra il bene il male, tra ciò che è bello e ciò che è brutto … la scuola deve spiegare che le pratiche omosessuali portano a situazioni drammatiche, al vuoto e alla depravazione”,

    O. considerando che Terry Davis, Segretario generale del Consiglio d’Europa, ha reagito a questi eventi dichiarando che “il governo polacco è libero di decidere se vuole utilizzare il materiale del Consiglio d’Europa per la formazione in materia di diritti umani, ma se il materiale didattico è opzionale, i valori e i principi in esso contenuti certamente non lo sono” e ha espresso preoccupazione in merito al fatto che “il governo polacco accetta politiche che promuovono l’omofobia (…) e comportamenti omofobi”,

    P. considerando che il governo polacco ha anche respinto il finanziamento di progetti patrocinati da organizzazioni LGBT nel quadro del programma europeo Gioventù, motivando tale decisione in una lettera a tali organizzazioni in cui afferma che “la politica ministeriale non appoggia azioni volte a propagare comportamenti omosessuali e analoghi atteggiamenti tra i giovani … [e] il ruolo del ministro non è quello di sostenere la cooperazione con organizzazioni omosessuali”,

    Q. considerando che si possono notare anche evoluzioni positive, quali la riuscita dell’evento Gay Pride a Varsavia nel giugno 2006, la dimostrazione di massa a favore della tolleranza e della democrazia a Varsavia nel novembre 2006 dopo il divieto di una manifestazione per la tolleranza a Poznan, la marcia per la protezione dei diritti gay a Cracovia nell’aprile 2007 e il fatto che le marce dell’orgoglio omosessuale non siano più sistematicamente vietate,

    R. considerando che il Parlamento ha dato mandato all’Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia di svolgere un’indagine sull’emergente atmosfera di intolleranza razzista, xenofoba e omofoba in Polonia e ha invitato la Commissione a verificare se le azioni e le dichiarazioni del ministro polacco della pubblica istruzione siano conformi all’articolo 6 del trattato UE, ricordando le eventuali sanzioni in caso di violazione, e che queste richieste non hanno ancora avuto seguito,

    (…)

  3. A mio avviso le ragioni sono più semplici di quel che sembra e sono essenzialmente due.La prima è che , ormai, l’europa viene percepita (o lo è effettivamente) come una matrigna despota asservita alla Germania anzichè come veicolo di sviluppo.Di conseguenza più la combatti e più ottieni consenso.La seconda è quasi banale: la destra vince perchè la sinistra è sparita o , quantomeno, si è persa rincorrendo la destra anzichè proseguire nelle sue battaglie , tottoggi e più che mai attuali e concrete.Punto.

  4. Mi immagino che razza di testa abbia fatto ai polacchi “radio maria” (main sponsor del partito vincente) strombazzando da mattina a sera sulla difesa delle radici cristiane e sulla famiglia fatta da 1 maschio +1 femmina=prole ad libitum…come se poi ai polacchi servisse sentirselo ripetere.

    Ho avuto polacchi in giro per casa per più di un anno ed erano anche persone abbastanza acculturate ma su certe cose non c’è stato verso di intendersi.

        1. anche secondo me. perché se si sono beccati procedure di infrazione per le loro politiche profondamente omofobe (posso cercarvi qualche dato, più tardi) non è che è perché sono diventati improvvisamente di dx per colpa del contesto economico….

          1. sul fatto che fossero ‘culturalmente’ di destra non ho dubbi.
            però questi casi sono classici: magari c’è un miglioramento netto in alcuni strati della società (i numeri sembrerebbero dire questo) mentre altri gruppi sociali restano al palo. e scatta la rivendicazione. sul fatto che prenda la strada del nazionalismo, un po’ dipende dalle tradizioni, un po’ dall’europa vista come benevola solo nei confronti di alcuni.
            staremo a vedere

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