66 comments

  1. semplificando, il secondo principio della termodinamica ci dice che un sistema isolato, lontano dall’equilibrio vede la sua entropia salire nel tempo, finchè l’equilibrio non sarà raggiunto
    lo stesso principio, nella formulazione di clausius, asserisce che è impossibile trasferire calore da un corpo più freddo a uno più caldo senza apporto di lavoro esterno, mentre il calore passa, viceversa, dai corpi caldi a quelli freddi, fino a raggiungere un equilibrio.

    immaginate ora una scatola, divisa in due scompartimenti da una chiusa. in questa scatola, da ambo le parti della chiusa, c’è un gas, identico in tutto anche nella sua temperatura.
    ma all’interno della nostra scatola c’è un diavoletto, molto scaltro e capace di distinguere quelle singole molecole che si muovono in modo più veloce rispetto alle altre. un volta individuata una molecola veloce apre la chiusa e la fa passare segregandola dall’altra parte della scatola.
    lavora duro il nostro diavoletto, e a lungo andare tutte le molecole veloci si troveranno nella stessa porzione di scatola, dove correranno tutte insieme imprimendo energia e quindi produrranno calore, mentre dall’altra parte della scatola resteranno le molecole più lente.
    senza nessun apporto di energia esterna si avrà un trasferimento di calore così come in natura non si può osservare.

    bene, proviamo a sostituire adesso la scatola con il blog transiberiani, il gas con i suoi fruitori, e il nostro diavoletto col sig. mario, che con sguardo attento osserva e apre la chiusa per far passare quelli più caldi dalla stessa parte, dove saranno liberi di liberare la propria carica energetica…….e soprattutto attende al varco la molecola più succulenta, la pingon, nella speranza che resti incastrata nella chiusa…..

    ma lo stesso paradosso lo possiamo utilizzare per quanto sta accadendo nel pd, che sarà la nostra scatola, e i suoi membri, il nostro gas, il diavoletto, il vecchio pippo, che apre la chiusa e, di volta in volta, fa passare dall’altra parte le molecole al suo sguardo più veloci e quindi più cariche di energia, che, nella fattispecie, sarebbero fassina, mineo, e poi vedremo chi……finche a lungo andare, col tempo, dall’altra parte non resteranno quelli più lenti e scarichi…
    ma c’è un altro diavoletto, che in barba al nostro esperimento, non si cura di sorvegliare la chiusa per evitare la diaspora di quelle molecole (che per lui è meglio se si vanno a rinchiudere da sole dall’altra parte….), che sostituisce velocemente con altre che fa entrare, chissà come dato che la scatola dovrebbe essere sigillata, nella fattispecie alfaniani, verdiniani, ex montiani, ex grillini, ex vendoliani, ecc

    azz che fatica, ora arriva rob e mi smonta il paradosso, che lui è quantistico…..

            1. Ecco arrivi tu e mi rubi il mestiere. Ma non c’è niente da fare, l’entropia frega pure i buchi neri, figurati i poveri diavoletti, sebbene pieni di buona volontà, che hai sopra citato.

              1. tempi duri per il sig. mario e il vecchio pippo……
                anzi, mi viene in mente che potrei riformulare il paradosso introducendo l’entropia che annulla il lavoro dei diavoletti, e dare la parte a renzi……

    1. “e soprattutto attende al varco la molecola più succulenta, la pingon” Tutto vero tranne il fatto che nella fattispecie la politica non c’entra una beneamata.A parte il fatto che l’attesa sarà lunga e vana.E poi lo confesso : ho aderito a Possibile solo per far dispetto all’inafferrabile Giulia.E che cavolo………………..

  2. Alla fine si tratta del solito film, ovvero l’incapacità di molti di leggere il cambiamento, di prendere atto del mutare dei tempi e quindi di mettersi in discussione.

    L’uomo è fondamentalmente un conservatore, ha bisogno di riferimenti, sicurezze, il cambiamento fa paura.

    È successo con “la bolognina” con paginate di bla bla, retorica nostalgica e addi carichi di lacrime e risentimento, poi in misura minore, con i DS e l’avventura dell’Ulivo, poi con il Partito Democratico, oggi con il suo consolidarsi.

    Quelli che negli anni non hanno avuto il coraggio di affrontare il cambiamento e sono rimasti indietro, che fine hanno fatto?

    Quale mirabolante alternativa hanno prodotto?

    E allora altro giro di giostra….

    1. Scendi dal pero, ciccio. Io il cambiamento lo “leggo” anche troppo bene. È il fischio costante dell’uccello padulo che lo accompagna a non piacermi.

    2. Quello che tu chiami cambiamento per me è regressione. È distruzione di tutto quello per cui ha lottato mio padre e quelli come lui, che hanno scioperato, sono scesi in piazza, si sono presi le manganellate.
      Per un futuro migliore per lori e per noi.
      Distruzione di tutti quello che hanno comquistato e costruito quelli che, prima di loro, hanno lottato per darci un paese libero.
      E ci sono dei nostri coetanei che non sanno nemmeno che cosa vuol dire lottare per qualcosa, perché arrivano da un ambiente “protetto” e confondono l’aver letto con l’aver studiato, che ti vengono a dire che tutto quello che c’era prima è il male e va rottamato (salvo poi sfruttare gli stessi meccanismi per farsi i propri porci comodi).
      Per me non è andate avanti puntare verso un mondo in vuo si distruggono ambiente e diritti perché fa economicamente comodo agli amici degli amici.
      Il PD non sta crescendo. Si sta trasformando appoggiandosi a Verdini e Alfano. Prendo atto che per te questo è il proseguimento degli ideali della sinistra, ma non ti offendere, per me non è cosi.

      1. Soprattutto… Mi piacerebbe che tu ogni tanto argomentassi con qualcosa di più “tuo”
        “Andare avanti”, ” cambiamento ” vogliono dire tutto e niente, e sanno molto di pensiero confezionato

    3. E chiamalo cambiamento…in peggio sicuro, 70 anni indietro, con i diritti a puttane.
      Ci ritroviamo con un governo degno della peggiore DC (quella di Scelba e Tambroni, pe’ capisse) puoi usare tutti gli ammennicoli della tecnologia che ti pare ma il disegno che c’è sotto è quanto di più retrivo si può trovare al mercato della politica.

      #medioveo2.0

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