Professione Politico

di Barbara G.

Sono stata accusata di essere anti M5* “apprescindere”, anche se ho più volte espresso le mie pesanti perplessità su alcuni aspetti ben precisi che non condivido, o che mi appaiono alquanto oscuri. La cosa che mi infastidisce parecchio è l’atteggiamento di chiusura che noto quando si chiedono chiarimenti. Se il movimento è trasparente come una scatola di vetro quale è il problema nel rispondere a domande legittime, finalizzate a diradare alcuni dubbi? E mi scoccia molto che questa cosa venga spesso ribaltata come” non ha argomenti contro il m5* quindi la mette sul piano dei soldi”. Beh, ammettete che una considerazione del genere fatta da chi ha l’ossessione per la rendicontazione lascia un po’perplessi…

Ma visto che questi non vengono percepiti come argomenti politici, ritorniamo sul piano puramente politico. E mettetevi comodi.

Vediamo un attimo quali sono, più o meno, i pilastri del grillopensiero.

Democrazia diretta

Il popolo sceglie, decide, senza intermediari. Unico filtro, la rete. Come piattaforma, per la discussione e per la scelta. Il ruolo dei parlamentari depotenziato, ridotti a megafono della popolazione.

Concettualmente, la considero una boiata. Non ha senso (ed è sostanzialmente impossibile) governare un paese, svolgere l’azione legislativa, sulla base della democrazia diretta. Un paese di 60 milioni di abitanti, per giunta con profonde differenze economiche e sociali fra nord e sud, se non addirittura fra regioni contigue.

In Svizzera fanno i referendum propositivi? E allora? Facciamoli anche noi, ma non chiamatela democrazia diretta.

Non si costruisce un programma elettorale scegliendo i punti del programma su internet, manco fosse un questionario su donna moderna… È ovvio che salteranno fuori temi che, presi singolarmente, sono condivisibilissimi.  Ma come li leghi in un programma strutturato? Come bilanci le varie componenti del programma? Facciamo un ipotesi: se sono tutti punti che comportano un aggravio per le casse dello stato come copri gli interventi? E in ogni caso… come fai a bilanciare tagli e reperimento delle risorse se non esiste una visione di insieme delle problematiche, una filosofia di fondo che faccia da linea guida per stabilire priorità e criteri di intervento?

Questo aspetto, se poi si passa a considerare legge elettorale e riforme costituzionali, risulta ancora più evidente. E mi viene in mente (scusate se esprimo molto esplicitamente il mio pensiero) la farsa della legge elettorale targata cinque stelle. Mi spiegate che senso ha scegliere le caratteristiche della legge elettorale col televoto? Con quell’unica iniziativa il magico duo ha delegittimato il ruolo dei parlamentari e si è fatto beffe delle istituzioni, paragonando di fatto una cosa fondamentale come la legge elettorale, perno della democrazia, alle eliminazioni del Grande Fratello.

A mio modo di vedere, questa cosa è assolutamente imperdonabile, e da sola costituisce una valida motivazione per non prendere sul serio quello che arriva dal movimento. Anzi, dirò di più: quella mossa ha sputtanato il movimento stesso. Io ci ho visto un uso molto strumentale della buona fede di tutte le persone che, schifate dall’andazzo generale, hanno aperto una linea di credito verso un progetto alternativo, uno schema di gioco totalmente nuovo in cui avrebbero effettivamente potuto esprimersi direttamente per cambiare le cose, bypassando il marciume della politica.

Due e non più (di) due

Punto cardine della visione pentastellata è i numero limite dei mandati. Ho più volte detto che non sono per niente d’accordo. Dall’occupare lo scranno in parlamento per 40 anni al mandare dei dilettanti allo sbaraglio per poi rispedirli a casa quando hanno imparato qualcosa, di sfumature intermedie ce ne sono anche più di 50. Qui però bisogna fare un ragionamento molto complesso che ha a che fare con il concetto stesso di politica.

Un partito politico, secondo l’impostazione “storica” della politica, a cosa doveva servire?

Prima di tutto, a far crescere persone consapevoli del loro ruolo nella società, a far comprendere i meccanismi di funzionamento dello stato, a diffondere idee sulle cui basi ragionare di come migliorare il mondo. Ovviamente ogni partito aveva visioni diverse, bacino di riferimento diverso, ed obiettivi diversi. Dal bilanciamento di questi aspetti doveva derivare lo sviluppo della società, attraverso la presenza delle persone nelle istituzioni. Quindi: ogni partito coltivava la classe dirigente del futuro, facendo formazione ed operando una selezione. Queste persone poi potevano candidarsi a governare il Comune, la Provincia, la Regione… fino ad arrivare al Parlamento e al Governo. In linea di massima il processo era quello, c’era una crescita nelle competenze e nella visione politica.

Il fatto che ci fossero delle storture nel sistema, che in poco tempo si sia arrivati dalla visione della politica al servizio degli altri alla politica al servizio dei propri interessi non deve far perdere di vista secondo me questi concetti fondamentali. Queste storture, detto chiaramente, sono aumentate negli ultimi anni quando, da parte di tutti i partiti, si è voluta rimarcare una distinzione dalla “prima Repubblica”,  nella quale la politica è stata vista come “il male” da combattere con persone estranee (almeno a parole) al sistema.

La proposta M5* per risolvere queste storture è l’azzeramento della classe dirigente, la politica fatta da dilettanti provvisoriamente prestati alla politica. A me non sembra una soluzione, ma la prosecuzione della strategia post prima repubblica, solo un po’ riverniciata, e fatta da gente comune invece che da imprenditori di successo, dai loro avvocati, dalle loro damigelle.

Ovviamente è gente più onesta, sicuramente in buona fede. Ma ciò è sufficiente per governare un paese? Secondo me no. L’azione di formazione fatta all’interno di meet up a struttura molto locale non credo sia sufficiente per formare una classe dirigente, e in ogni caso richiede tempo. Solo chi masticava già politica è per me in grado di “stare sul pezzo”, di stare fra i potenti, di farsi rispettare (cosa non da poco). Invece quello che io ho visto sono stati ragazzini ritrovatisi in parlamento, con una presunzione data dalla percepita superiorità morale, che li ha portati a prendere a pesci in faccia tutti quanti, soprattutto i potenziali interlocutori che sarebbero stati utili per conseguire alcuni importanti successi. Ma a parte questo, pensiamo al “dopo”. fra due mandati avremo parlamentari rimandati a casa, consiglieri comunali rimandati a casa, consiglieri regionali mandati a casa. E via, persone totalmente nuove nei posti chiave, persone che avranno magari partecipato ai meet up ma che la politica attiva l’hanno vissuta molto ai margini, mentre le persone che hanno acquisito le competenze tornano a lavorare nelle retrovie (quando magari si poteva pensare di rimettere le loro competenze al servizio della collettività, candidando i migliori a ruoli di importanza maggiore).

E scusate se insisto su questo aspetto, ma anche sotto questo punto di vista credo sia stata fatta un’opera di delegittimazione della politica, delle istituzioni. La politica è una cosa maledettamente seria, e credo che ci debba essere il giusto bilanciamento all’interno delle liste di candidati, all’interno delle istituzioni: forze nuove e fresche che possono portare anche idee nuove, o vedere le cose secondo schemi e prospettive diverse, affiancati da persone che la politica, in sostanza, la vivono come professione, perché per vivere nelle istituzioni, vivere le istituzioni servono competenze, un certo background culturale, esperienza, doti di diplomazia. Cose che richiedono anni per essere affinate.

I costi della politica

Il dilettante fa politica per passione ma non per professione, si mette a disposizione degli altri quasi come se fosse una specie di servizio civile, quindi non deve guadagnare. Concettualmente la considero una fesseria. La politica, fatta a certi livelli, è un lavoro, e ti porta ad occuparti dell’azienda-stato, a decidere di questioni che riguardano la vita e i diritti di 60 milioni di cittadini. E’ una responsabilità della madonna, e le persone che si prendono questo carico devono essere adeguatamente retribuite. La convinzione che devono continuare a guadagnare più o meno quello che guadagnavano prima di entrare in politica (sintetizzando) è un’assurdità. Nessuno pretende che l’AD di una società guadagni come il magazziniere, perché devo pretenderlo da chi amministra l’azienda Stato? Sul fatto che ci debba essere equilibrio in tutte le cose è ovvio, ben venga una riduzione dello stipendio, ma quello su cui bisogna agire sono i privilegi: niente più ingressi allo stadio gratis, ad esempio. Mi può star bene che abbiano sconti sui mezzi di trasporto, gli spostamenti fanno parte del loro lavoro. Ma i rimborsi spese devono essere reali, dietro presentazione nota spese, e con un tetto. Perché chi arriva da fuori Roma abbia un contributo per la casa, chi sta a Roma però no. E ad esempio metterei ordine nella questione “portaborse”. Niente contributo per l’ufficio, ma collaboratori (scelti dal politico) ma assunti direttamente dal parlamento, con contratto ben definito e contributi pagati. Perché di casi di portaborse in nero mentre i datori di lavoro si tenevano il contributo spese ce ne sono stati un sacco e sarebbe ora di piantarla. Può darsi che nel frattempo qualcosa sia stato fatto, ammetto che su questo punto sono rimasta a qualche anno fa.

L’iniziativa di devolvere buona parte dello stipendio a fini di utilità sociale sarà anche meritoria, ma non è LA soluzione. Ci vuole una soluzione radicale, e valida per tutti. E che i soldi risparmiati vengano destinati a qualcosa di “comune”, non ad iniziative a spot, affinché gli effetti siano concreti e duraturi nel tempo.

Dio Rete

Non è una bestemmia. Il fatto è che nella politica attuale si sta attribuendo alla rete poteri che non ha, e sottovalutando le potenzialità che ha ai fini organizzativi e di diffusione delle idee. Nel Movimento questa cosa è molto marcata. Ma… come si fa a far dipendere aspetti importanti dell’attività del movimento se non sono chiare le regole di ingaggio? Se non è chiaro chi gestisce e maneggia fisicamente i flussi di informazione, e il sospetto che uno dei guru del movimento sia anche quello che potenzialmente ha il potere di gestire tutte queste info a suo piacimento, annullando completamente il concetto di Uno vale Uno?

Il movimento del Movimento

Resto convinta di una cosa. Il M5* è arrivato nelle stanze dei bottoni troppo in fretta, troppo numeroso, senza essersi fatto le ossa. Sono convinta che Grillo & C. fossero convinti di prendere loto meno (alle politiche, diciamo il 15%), e che la prima conseguenza si stata quella di sfoltire il seguito per tenersi stretto lo zoccolo duro di fedelissimi e ripartire da lì. Ma adesso… quali sono le intenzioni del movimento? Vuole puntare al comune di Roma, al Governo?

A Roma, col candidato giusto, avrebbe la strada spianata (ma non l’interesse a vincere, secondo me).

E al Parlamento, al Governo? Vogliono vincere? Se si, pensano di poterlo fare da soli, con questa legge elettorale e ora che è nato il Partito della Nazione?

Se vogliono veramente cambiare il mondo, devono scendere a compromessi. Se vogliono mantenersi duri e puri l’unica cosa che potranno raggiungere sarà qualche piccola vittoria in Parlamento, niente di più. Saranno disposti ad aprire una discussione fra i militanti su questi temi? Lo scopriremo solo vivendo.

In conclusione (scusate se l’ho fatta troppo lunga)…

Questi sono i motivi molto politici per cui non condivido impostazione e strategia del M5*. Se li definite “ideologici” perché ho idee diverse dalle vostre, sono d’accordo. Ma se con questo intendete che voglio demonizzare il movimento, vi sbagliate. Ci sono sicuramente un sacco di persone in buona fede che vorrebbero cambiare le cose così come le voglio cambiare io, o molti altri qui dentro, ma non credo che la struttura del movimento consenta realmente di fare ciò. E soprattutto, non vedo perché non si debba lavorare insieme su obiettivi comuni. Se lo scopo è quello di fare qualcosa per questo Paese, ovviamente. Per far ciò però ci vuole prima di tutto rispetto reciproco, invece vedo spesso demonizzazione dell’avversario per il solo fatto che ha fatto parte, o fa parte tuttora, del PD. C’è ancora un sacco di gente onesta e preparatissima nel PD, così come in altri partiti. E poi si richiede apertura di credito al M5S, dopo che si è trattato gli altri a pesci in faccia.

È vero, c’è del marcio in Parlamento (e non solo lì) ma se ci pensate bene, buona parte del marciume attuale è frutto della de-costruzione della classe dirigente apportata negli ultimi anni, che nel caso del PD non è iniziata ieri, anche se Renzi ha dato letteralmente il colpo di grazia.

Chiedo agli aderenti al M5SS due semplici cose.

Pensate veramente che il futuro della politica sia la non politica? Non sarebbe forse i caso di ricominciare a coltivare talenti e farli crescere nella società e belle istituzioni?

Sareste disposti a mettere da parte bandierine ed etichette per combattere battaglie comuni? Nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, ce ne sarà un gran bisogno, per il bene di tutti.

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303 comments

  1. Ok cominciamo.

    Marco prima di cimentarti nella lettura ti consiglio di preparare una bella borsa di ghiaccio da posizionare sotto i gioielli, non vorrei mai essere causa di frantumazioni irreparabili.

    Barbara ti ho “accusato” di essere prevenuta e potrei pure aver sbagliato, ed anche se non fossi in errore mi dispiace di averti dato la sensazione di non voler rispondere alle tue perplessità; mi risulta quindi fondamentale per confermare il mio errore che tu mi dica con sincerità assoluta se le tue considerazioni nascono solo da perplessita, comuni ai piu me compreso, sull’evoluzione futura o se nascono da certezze comprovate dai fatti. Se da un lato posso comprendere l’esistenza di perplessità sul futuro dall’altra non riesco a concepire come delle perplessità sul futuro possano inficiare il giudizio sulle azioni del presente.

    Ho passato molti anni anch’io nella convinzione che parole, organizzazione, programmi, dichiarazioni, impegni fossero presupposti sufficienti a garantire un futuro migliore, fossero impegni fondanti della relazione tra elettore ed eletto. Sono stato a tal punto ingannato da perdere ogni fiducia non solo sul futuro ma anche nel presente. Ero come tanti arrivato al punto di arrendermi, di dichiarare, come oramai quasi il 50% della popolazione, inutile votare poiche nulla di quello che veniva fatto aveva alcuna relazione con quello che veniva dichiarato.

    Per non cadere quindi nel limbo dell’astensione e dell’indifferenza ho quindi deciso di abbassare le mie aspettative, ho maturato la convinzione che fosse assolutamente necessario un radicale cambio del presente, anche a costo di compromessi con alcuni miei valori, alcune mie perplessità affinche potesse essere possibile domani ricominciare a credere nella reale fattibilità di un processo di pianificazione del futuro.

    Ho piu volte detto condividendo il pensiero di Sun che il m5s non è la soluzione di tutti i problemi, ma un antibiotico di cui la politica malata ha ancora maledettamente bisogno. Obiettivo degli antibiotici come ben sai è quello di aiutare gli organi di un corpo a limitare e combattere la proliferazione dei batteri ed ahime porta con se affetti collaterali che necessitano di attenzione e controllo. Ora io non voglio assolutamente sminuire la dovuta attenzione necessaria agli effetti collaterali, almeno finche il dovuto controllo non ne evidenzi il reale pericolo, ma non voglio neanche che questa attenzione sminuisca la necessità ed il valore dell’effetto principale.

    Parli spesso di mancata trasparenza ed elenchi alcuni dei principi fondanti del movimento come la democrazia diretta, il vincolo dei mandati, i costi della politica ed evidenzi la possibilità che nel futuro possano essere strumenti di manipolazione. Potrebbe essere, bisogna come dicevo vigilare, il presente pero mi dice senza ombra alcuna che è possibile fare politica senza finanziamento pubblico, che è possibile formare in pochi anni una nuova classe politica, che è possibili fare politica per passione.

    Forse domani vi saranno le condizioni per ritrovare il giusto equilibrio tra passione e professione, forse sarà possibile una collaborazione tra la nuova classe politica dei 5* e la vecchia non inquinata, forse sarà possibile trovare strumenti e metodi per permettere un finanziamento alla politica che garantisca la politica e non il finanziatore, ma oggi ancora non ci sono ed è evidente.

    Hai sicuramente ragione quando affermi che il movimento ha avuto un successo iniziale troppo superiore alle aspettative ed alle capacità e che questo a portato ad errori e a mancanze; molta meno ne hai nel voler vedere una volonta a perdere, ad allontanarsi dalle responsabilità quando sostieni è necessario il compromesso e la modifica degli impegni presi con i propri elettori pur di vincere, questa visione è a mio giudizio una delle cause principali del decedimento della classe politica.

    Vengo ora alle domande finali.

    Sono dell’idea che attualmente il vincolo dei due mandati sia un forte assicurazione per evitare che la politica sfoci in non politica e in mero esercizio del potere, trovo che vista l’innegabile prepotenza e svilimento delle regole democratiche esercitata dalla commistione tra politica e lobby sia una delle poche strade attualmente possibili per difendersi. Reputo che esperienza e professionalità maturata possano e debbano essere messe a fattor comune anche se al di fuori delle istituzioni

    Auspico con il cuore la nascità e/o la rinascita di forze politiche con cui poter combattere battaglie comuni, ricordando però che le battaglie vanno combattute nelle sedi istituzionali e non tramite accordi ed alleanze in camere scure, auspico che le nuove forze politiche emergenti (vedi Possibile) abbiano l’accortezza di preferire la qualita e la sostanza al numero evitando di imbarcare nel loro organico figure che hanno ampiamente dimostrato di essere piu attente alla loro carriera piuttosto che agli interessi del paese.

    La vera vittoria del M5S non è governare, ma contribuire a ridare credibilità alla politica.

    PS: Volutamente non ho affrontato il tema economico perche sinceramente reputo una mancanza di considerazione verso le qualità intellettive (non morali) di Grillo e Casaleggio pensare di voler fare la cresta sulla pubblicità del blog dopo aver rifiutato 42 Milioni di finanziamento pubblico.

    1. sul Ps ti potrei facilmente esporre grosse perplessità e la spiegazione dei famosi 42 milioni è oltremodo inefficace come spiegazione… contro il finanziamento pubblico è anche B. ma che te lo dico a fare… se vuoi che abbiamo fiducia sui tuoi giudizi stai più accorto ahahah

      1. Un unica osservazione sul PS. E’ andata di lusso sia per me sia i per tuoi gioielli.

        Esponi pure …. comunque sia io sia Barbara ne saremo felici

        1. non ti montare la testa solo sul Ps perché è la più veloce ahahah
          la tua spiegazione sui 42 milioni di finanziamento se posso permettermi è ingenua…
          la rinuncia a tele finanziamento è funzionale alla proposta politica e quindi chiaramente va rifiutata, infatti il finanziamento pubblico è stato cavallo di battaglia di molti esponenti di dx non per ultimo B. e solletica anche Renzi… per affastellare soldi per le proprie iniziative politiche di sistemi ce ne sono molti, dalle cene fino alle vere lobby e perché no anche lo sfruttamento di un blog, abbiamo importanti esempi di come su questi campi possiamo guadagnare bene

          1. I fatti sono una cosa, le supposizioni, seppur assolutamente lecite, sono altro.

            “Il Movimento 5 stelle ai sensi della legge n. 96 del 2012 aveva tutti i diritti di incassare 42 milioni di euro. Il modo piu’ semplice per non percepire gli illeciti rimborsi elettorali e’ stato quello di non presentare alcuna richiesta e di non conformarsi ad alcun requisito utile all’incasso dei milioni di soldi pubblici che sarebbero spettati al M5S. L’art. 3 della legge 96/2012 stabilisce che: ‘I partiti e movimenti politici che intendono usufruire dei rimborsi per le spese elettorali e dei contributi a titolo di cofinanziamento dell’attivita’ politica ne fanno richiesta, a pena di decadenza, al presidente della Camera dei deputati o al presidente del Senato della Repubblica, secondo le rispettive competenze, entro il trentesimo giorno successivo alla data di svolgimento delle elezioni’. Il M5S non intendeva usufruire dei rimborsi per le spese elettorali (pari per altro a circa 100 volte quanto realmente speso per la campagna elettorale sostenuta tramite le microdonazioni dei cittadini) e pertanto non ne ha fatto richiesta, quindi i rimborsi sono ufficialmente decaduti, cosi’ come previsto dalla legge”.

            “L’art.5 della stessa legge precisa che: ‘I partiti e i movimenti politici […] qualora abbiano diritto ai rimborsi per le spese elettorali o ai contributi di cui alla presente legge, sono tenuti a dotarsi di un atto costitutivo e di uno statuto, che sono trasmessi in copia al presidente del Senato della Repubblica e al presidente della Camera dei deputati entro quarantacinque giorni dalla data di svolgimento delle elezioni’. Il M5S non ha trasmesso alcun atto costitutivo o statuto propedeutico al percepimento dei milioni di rimborsi elettorali illeciti perche’ non aveva alcuna intenzione di percepirli”.

            “E’ bastato che il Movimento 5 stelle non inviasse alla Camera e al Senato la documentazione nei termini previsti, di 30 e 45 giorni dopo le elezioni. Una volta scaduti i termini, il Movimento ha definitivamente rinunciato a 42 milioni di euro.

            PS: Il finanziamento pubblico è stato cosi tanto cavallo di battaglia di molti esponenti politici che ancora oggi, nonostante il referendum del 1993, dopo 22 anni siamo ancora qui a parlarne.

            1. PS: Dono volontariamente e mensilmente tra i 10 ed i 20 euro al M5S, pur non partecipando a nessuna cena, non facendo parte di alcuna lobby e non lo considero assolutamente un rastrellamento ma un sacrosanto diritto di cui mi avvalgo per sostenere un movimento che ha avuto la capacità di ridarmi fiducia nell’esercizio della politica

              1. E aggiungo che se tramite la pubblicità sul blog arrivano altri soldi, la reputo sicuramente fonte molto piu gradita dei soldi dei contribuenti

            2. migliaia di byte per dirmi che avete rifiutato il finanziamento? questo era un “fatto” che non mettevo in discussione…
              ho solo messo in discussione la tua relazione tra un “fatto” e la pubblicità di un blog, il collegamento che hai proposto non è un “fatto” ma una supposizione che io trovavo un po’ ingenua e che non dimostra niente

                  1. Marco non è questione di frantumarsi i cosidetti…
                    Si piu’ discutere di tutto, ma se voi fate supposizioni comode alla vostra tesi e noi alla nostra, rimane solo il presente ed i fatti: leggi, amministrazioni locali, eventi organizzati, piattaforme attuali di discussione. Piacerebbe ricevere critiche su quello non sulgl’ipotetici guadagni di Grillo con la pubblicità sul blog…

                    1. la chiudo qui veramente…
                      mi pare che non ho mai portato supposizioni ma ho solo rilevato “vostre supposizioni” che diventano fatti, poi se chiamo fiori e mi rispondi a picche a me va bene ma non insisto cambio compagno, non mi diverto

                  2. “la rinuncia a tele finanziamento è funzionale alla proposta politica e quindi chiaramente va rifiutata, infatti il finanziamento pubblico è stato cavallo di battaglia di molti esponenti di dx non per ultimo B. e solletica anche Renzi… ”

                    questa è una tua supposizione opinabile, o sbaglio?
                    questo dicevo. tu poni la tua malafede, noi la nostra buonafede (guardacaso la parola “fede”…) su queste cose credo sia inutile discutere. Tu dici che lo fanno per guadagnare, senza prove , noi che non crediamo sia cosi’

    2. adesso sono incasinata e leggo dopo con calma, ma mi è scappato l’occhio su una cosa
      il finanziamento pubblico
      se non ricordo male il mov non poteva nemmeno chiederlo, perché non aveva uno statuto o il bilancio, o qualcosa del genere

    3. allora, proviamo a far il punto (connessione permettendo)

      “mi risulta quindi fondamentale per confermare il mio errore che tu mi dica con sincerità assoluta se le tue considerazioni nascono solo da perplessita, comuni ai piu me compreso, sull’evoluzione futura o se nascono da certezze comprovate dai fatti.”

      le considerazioni che sono riportate sopra nel post non è questione di sospetti, o cose provate. Sono le mie idee relativamente alla politica, a cosa vuol dire fare politica, il perché non condivido alcuni aspetti della “filosofia di approccio alla politica” del M5*
      non credo che si una questione di sospetti o cose provate il discorso dei due mandati. Sono contraria perché ritengo che la classe politica vada ri-costruita, e considero il limite dei due mandati castrante verso chi dimostra capacità, che col tempo affina doti anche diplomatiche oltre che competenze tecniche e relative al funzionamento della macchina stato.

      Immagino però che tu ti riferisca a ben altro ovvero alla questione trasparenza, cosa che io avevo volutamente lasciato fuori dal discorso (perché se mi concedi una battuta, si sconfina nella “fede” e io invece volevo fare un discorso puramente politico, visto che mi ero sentita implicitamente attaccata su quell’aspetto, che poi alla fin della fiera è la cosa più importante.

      se con esperienza diretta intendi se ho provato a votare sul sito ti rispondo di no, per il semplice motivo che non partecipo ad una cosa che non condivido. Il fatto fondamentale è però questo: vedo degli aspetti poco chiari nella gestione e nell’organizzazione del movimento, che mi fanno dubitare della bontà dell’intera operazione. Mettiamo che io sia una potenziale elettrice, e a queste domande legittime io mi senta rispondere “e gli altri?” oppure “i sei fidata degli altri che sono disonesti puoi fidarti di noi che siamo onesti”. Se permetti, una risposta del genere non mi soddisfa per niente. Tutti i miei tentativi di capire di più del movimento sono stati tarpati con risposte del genere. sinceramente, da un movimento che sbandiera l’onestà a tutto spiano non posso accettare una risposta del genere.

    4. i motivi che hanno spinto te e altri come Sun, o transi in futuro, a votare per il movimento non sono minimamente in discussione. Io ho il massimo rispetto per le idee degli altri (se sono loro, non tweet ripetuti ovviamente), ci posso discutere o litigare ma io non ho il diritto di sindacare le scelte altrui, né di chi vota m5s né di chi resta nel pd apprescindere giusto per fare due esempi.
      Pretendo però altrettanto rispetto (tranquillo non mi riferisco a te ma a qualcun altro che in questo periodo è latitante) per le mie di scelte, perché ognuno ha il suo bagalio di esperienze e vive in contesti diversi,

      1. Scusate mi potere fare un riassunto della situazione.
        ahahaahh da quello che ho capito ci sono molte affinità tra una parte degli elettori del M5s e gli elettori della buona vecchia sinistra.ma non ho capito ancora perche’ non si parlano.

        1. se posso rispondere con una battuta….ebrei e musulmani hanno lo stesso dio ma lo chiamano in modo diverso….
          a parte quello:
          – a livello elettorale, il bacino è (solo in parte) sovrapposto, e ognuno guarda alla sua baracca
          – dal lato pratico, dato il problema le soluzioni proposte sono diametralmente opposte. al marcio della classe politica la sx (quella vera, non alla m2c) vorrebbe pulizia e ricostruzione, il m5s azzeramento totale senza ricostruzione

          ovvio che con soluzioni così diverse, e col problema delle %votanti, sia difficile trovare un punto di incontro che, peraltro, viene visto come la peste dai m5s (e anche da parte della sx).

          il punto è: dove si vuole arrivare?
          si vuole cambiare il sistema oppure no?

          se si vuole veramente cambiare qualcosa bisogna unire le forze. a livello nazionale, o succede qualche cataclisma per cui Renzi cade in disgrazia o vincerà il PdN. l’italicum non favorirà il m5s perché gli altri si metteranno d’accordo

          pare che su Roma siano disposti ad alleanze purché con liste civiche, no politici. Ma non mi pare uno schema esportabile a livello nazionale

    5. io, pur non avendo votato movimento, speravo che il suo ingresso sulla scena politica riuscisse a mettere pepe al culo ai partiti tradizionali, oltre a far riappassionare alla politica molte persone (anche se spesso non condivido toni e modi, ma casomai di questo ne parliamo in un altro momento).
      purtroppo sotto questo punto di vista si è rivelato un fallimento. Speravo in una sferzata moralizzatrice, invece è successo l’esatto opposto, ed è un enorme peccato. Io sono dell’idea che se il movimento si fosse dimostrato meno intransigente invece questo effetto si sarebbe sentito, perché gli altri partiti non avrebbero avuto la scusa per coalizzarsi e farsi gli affari propori più di prima.

      ora però devo staccare….il resto più tardi

    6. caro luigi, sai come la pensi sul movimento e su grillo, tanto da rendere superflua qualsiasi aggiunta in merito.
      vedi, a prescindere da ciò che dice barbara nel suo post, a prescindere dalla tua replica, a prescindere da tutto ciò che si dice sul movimento, pro e contro, confermo la mia idea.
      a me il movimento non piace e la possibilità che il movimento prenda il mio voto è praticamente identica a quella che il mio voto lo prendano il pd, forza italia , la lega o casa puond.
      il motivo? il più semplice di questo mondo. io sono una persona di sinistra, da sempre, sono comunista con tendenze anarchiche. ecco il motivo per cui il movimento, così come le altre forze politiche presenti sull’attuale mercato della politica non avranno il mio voto.
      il movimento, volutamente, “è oltre gli schieramenti”. io invece mi schiero e posso stare solo con chi decide di schierarsi. le ambiguità a me non piacciono.
      questo è il motivo fondamentale per cui sono un “antigrillino”.
      poi certo pesano tutta una serie di altre cose. il magico duo, la semplificazione senza riscontro di ciò che è la politica e l’amministrazione complessa (contro la quale lo stesso movimento sbatte il muso quando si trova a governare, vedi parma e livorno, per far politica o amministrare una città non è e non può essere la stessa cosa che amministrare un condominio), e soprattutto la spocchia che contraddistingue molti grillini, che credo di essere le uniche persone oneste rimaste sulla faccia della terra, senza guardare da dove vengono e quasi avessero vissuto sino a ieri su un’altra galassia.
      questo è quanto. e per me non è un problema non dare il mio voto a nessuno, astenermi in modo attivo. non sarà certo la prima volta che lo faccio. per far politica e rendersi utile alla società ci sono tanti modi, oltre al voto.

      ma non ti preoccupare, il mio (non)voto non sposta l’ago della bilancia

      1. Non condivido la tua scelta (di non votare) ma apprezzo la schiettezza col la quale esprimi il tuo pensiero. Anch’io ero e resto un uomo di sinistra e confino il mio desiderio/necessità di anarchia nelle mura casalinghe.

        Magari un giorno, se ne avrai voglia, potremmo intavolare un confronto sui veri valori della sinistra e su chi concretamente combatte ancora per difenderli.

        1. il confronto, purtroppo, avrebbe vita breve. perché oggi davvero non vedo nessuno a difendere quei valori. o almeno non come io vorrei.

    7. ‘La vera vittoria del M5S non è governare, ma contribuire a ridare credibilità alla politica.’

      ecco….la posso leggere in due modi
      – intento moralizzatore: ho la sensazione che stia fallendo, perché gli altri fanno fronte comune
      – grillo non è intenzionato a vincere le elezioni: questo sospetto io l’ho sempre avuto, e spiegherebbe molte cose. Ed è questo che intendevo quando ho scritto, più o meno “temo che l’operazione possa essere una presa in giro”. Se le cose stanno così, sono ben contenta di non averli votati.

      1. 1. serve a maggior ragione (visti gli scandali e il sommerso… taccio l’elenco per carità)

        2. non essere stati pronti non significa non voler vincere in futuro. Quanto a RM, ad esempio, viene il sospetto che persino Renzo scaricherebbe volentieri la patata bollente ad altri. ‘La presa in giro’ mi pare una boutade. Ci sono forze intrinsecamente d’opposizione, ma questa ha ben altri numeri.

        1. 1 lo so anche io che serve, ma onestamente speravo avrebbe sortito un effetto molto maggiore, sotto questo punto. Come ho scritto ieri, non ne faccio una colpa al movimento, anche se credo che una qualche “responsabilità” ce l’abbiano. Mi spiego: col volersi mantenere puri per non mescolarsi con la feccia hanno mostrato coerenza, ma non sono mai stati veramente pericolosi. o meglio, hanno fatto una scelta che è servita si e no. hanno spinte csx e cdx ad allearsi, ma se ciò voleva servire a demolire il pd hanno fatto solo da catalizzatore alla sua trasformazione. Il pd ha perso pezzi a sx che mediamente non andranno comunque al Mov, ma si è legata ormai indissolubilmente al cdx
          2 non erano pronti. il non voler vincere era una provocazione, ma fino ad un certo punto.
          vincere vuol dire sporcarsi inevitabilmente le mani, doversi confrontare con la realtà, dover fare anche scelte impopolari, a volte, o non poter mantenere tutte le promesse. L’elettorato M5* è pronto? A roma secondo me sperano tutti che vinca qualcun altro, ma è parere mio personale

            1. non sono d’accordo
              il primo punto era dimostrare che i partiti tradizionali non rispecchiavano l’idea che avevano di loro chi li votava. E questo,soprattutto a sx (e li era la magagna più grande) ha funzionato

              il non allearsi continua ad essere fondamentale per non offrire scialuppe di salvataggio o spazio a critiche “loro uguali a noi”

              se consideri i voti persi da sx e dx il “progetto” che scrivi tu, poteva funzionare.
              il problema è che molti hanno deciso di non votare più i partiti tradizionali, ma non sono (come te, ad esempio) convinti a votare il m5s
              ma da qui a dire che il progetto ha fallito ne corre

              su roma, spero vincano. Per togliere il dubbio a tutti, me compreso.

                1. vedi andrea, il tuo è un commento che lascia il tempo che trova
                  sembri deluca con la bindi
                  cerchi la battutina acida che strappi il sorriso all’audience, perché non si soffermino a pensare che in realtà non hai ne difeso una posizione ne proposto alternative
                  disprezzo a prescindere

                  contento te

                  1. Ho scritto male.
                    Seguo pochissimo il M5s quindi delle volte mi scappano commenti che possono sembrare acidi (alla grillo) ma è mancanza di conoscenza del movimento e delle persone che lo vivono.
                    Molte cose le leggo sul blog.
                    Sono convinto che in una buona parte degli elettori/simpatizzanti del m5S c’e’ buona fede e voglia di cambiamento.
                    Siccome sappiamo come è difficile governare questo paese, credo che sarebbe utile al movimento governare situazioni scomode in modo da crescere e migliorare se possibile la situazione, anche i simpattizanti del M5s non vengono dalla luna.

                    Sul duo grillo / casaleggio ho opinioni chiare. Molto negative.
                    Ma si tratta di opinioni, quindi personali e molto probabilmente sbagliate.
                    .

              1. non ci siamo capiti sul termine “fallimento”.
                io mi riferivo all’effetto dell’ingresso sulla scena politica, non a quello del movimento in sé.
                anche se qui, qualche dubbio…..non so, io vedo una separazione tale fra la base e i capoccia che ho l’impressione che gli scopi siano diversi…ma questa è una mia sensazione

          1. Ciò che il PD è oggi non credo si possa attribuire ai 5S. Francamente proprio no. A giochi di potere e spartitori, ad es., comprese gioiose rese dei conti. L’operazione ‘pulizia’ non la puoi pretendere solo dai grillini, e se non ha gli effetti sperati, dire che hanno fallito. Loro hanno fallito?
            Da qualche parte governano: non possono mantenere tutte le promesse, come sanno i politici di lungo corso, ma non fanno peggio di altri, se consideri per di più l’inesperienza.
            Da loro si pretende tutto e il meglio, mentre nelle loro posizioni io leggo un invito e un richiamo a fare tutto e il meglio possibile. Come scrivevo ieri, è una tensione verso l’obiettivo, che non può essere centrato al 100%.
            Negli altri partiti mediamente se ne fottono, hanno in mente altri traguardi.
            E non mi riferisco ai toni di Grillo, ma a chi fa politica nei territori e si sbatte di lavoro e di fatica.

            1. Ovviamente non posso accettare nei territori giunte sx+dx (modello PdN, anche precedenti). Teoricamente monstri, ma, a ben guardare, assolutamente affini: una cosa sola. Bleah.

            2. Ciò che il PD è oggi non credo si possa attribuire ai 5S. Francamente proprio no
              sinceramente…ti sembra che io abbia detto questo?

              e ho detto più volte che speravo che l’ingresso del movimento avrebbe spinto gli altri a fare pulizia, non ho detto che è colpa del movimento se gli altri non hanno fatto pulizia.
              in questo senso intendevo “fallimento”
              “fallimento” dell’ondata di moralizzazione

              mi sembrava chiaro, onestamente….

              1. Devo aver frainteso il senso che dai a ‘catalizzatore’, in riferimento all’azione 5S sul PD.
                L’ingenuità di non prevedere il fronte comune quando si vanno a toccare certi interessi mi ha fatto discutere il concetto di ‘fallimento’, che comunque non posso condividere, perché manca l’altro fronte, ed è quindi come dire che il Mov dovrebbe fare tutto da solo.

                1. no
                  se arriva una forza “dirompente” sul mercato, che ti sottrae voti mettendo in evidenza i tuoi difetti, dovresti essere spinto a limarli (o, volendo essere cattivi, a mimetizzarli). Manco quello….

                  1. Comincio a pensare che Bersani non sia tanto meglio, pur di salvare la “ditta” ha votato di tutto, puntando i piedi solo su riforme e legge elettorale dove e’ a rischio la rielezione dei suoi.

            1. L’ho letto su La Stampa e l’ho anche linkato da qualche parte. Calabresi che getta ombre sul neo-folgorato sulla via di Rignano mi ha molto stupito, lo ammetto.

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