Quel che manca al 5S (e a tutti quanti)

di Lame

Ho spesso triturato i santissimi su quanto poco mi piaccia il 5S, ma ho sempre dimenticato di dire una cosa: perfino mentre partorisco le più ardite teorie complottiste non credo fino in fondo a quel che scrivo. Perchè detesto il complottismo, che non è un buon modo di capire la realtà, anche se a volte ci azzecca. Perchè perfino quando i complotti ci sono davvero (Strategia della tensione, dice niente? Gladio, do you remember?) ci deve sempre essere un contesto, un humus sociale e politico che li permette. E questo humus è determinato da condizioni storiche, da eventi tecnologici, da dinamiche sociali.
Quindi mi faccio delle domande.
Perchè la forza di rottura del 5S non si è manifestata con la potenza che le parole promettevano? Perchè siamo impantanati, mentre un bimbomimkia eterodiretto asfalta l’Italia? Cosa manca al 5S (e a tutti quanti) per far davvero esplodere la forza di rottura che esprime nelle parole?
Inciso. Non parlatemi di sindaci. Bravissimi, eroici, ma che vengono fermati dalla prima condotta d’acqua che si rompe fuori dal territorio comunale su cui non hanno diritto di parola anche perchè è controllata da Veolia, che ha i suoi uffici a Parigi e paga le tasse (ahahahah) in Lussemburgo.
Tornando a cosa manca, faccio di nuovo atto di pentimento e contrizione.
Per anni, questi ultimi dieci o venti, ho pensato che le manifestazioni di piazza fossero un rituale superato che non aveva più nè senso nè capacità di incidere politicamente.
Invece ora capisco che mi sbagliavo.
Le persone, le masse di persone che si muovono, non solo incidono politicamente, ma fanno paura. Sempre.
E sono arrivata alla conclusione che quel che manca al 5S (e a tutti quelli che si dicono e si sentono sinistra) è la piazza.
Sono andata qualche giorno a una fiaccolata NoTav, qui da me. Non eravamo tanti, forse trecento persone. Senza contare le decine di poliziotti che ci hanno letteralmente scortati per impedire al gruppo, pieno di mamme, bambini, cani e vecchi, di arrivare fino al cantiere dove è stata installata una trivella. Abbiamo camminato e cantato, non abbiamo spostato di una virgola le decisioni politiche. Per il momento.
Ma siamo venuti via con la convinzione che qualcosa si può fare. Con il sentimento di avere effettivamente un potere. Perchè ci siamo mossi. E questo sentimento è il risultato vero della manifestazione. Quello che conta “politicamente”. Un sentimento che è il miglior antidoto alla sensazione orrenda di impotenza che ti prende quando vedi le ingiustizie e le porcate sciorinate tutti i giorni al tiggì, ma poi cambi canale e ti deprimi sul divano. Oppure corri a leggere l’ultimo post del grillo-pensiero e ti dici: “ah, vi faremo un culo a capanna”, ma vedi molto poco, rispetto alle parole dette.
Quel che manca al 5S (e a tutti quanti) è capire che la rete non basta. È capire che le parole dette devono incarnarsi in azione, in movimento (fisico). Altrimenti restano una sega mentale (termine tecnico).
Qual’è stata la forza esplosiva iniziale dei 5S? La capacità di Grillo di radunare NELLE PIAZZE migliaia e migliaia di persone. Questo ha attivato il sentimento di potere delle persone.
Perchè le piazze fanno paura al potere? Perchè quando le persone si “sentono” potenti, fanno cose che non avrebbero mai pensato di poter fare prima.
Non so cosa accadrebbe se il 5S decidesse di andare in piazza, di scendere per strada. E devo essere onesta: questo Grillo ha chiesto più volte, mi pare, ai suoi parlamentari. Ma, a parte i raduni annuali e i grandi comizi di Grillo, non ha mai scientificamente “usato” la piazza come forza d’urto politica.
Ma pensate un attimo se oggi il 5S dicesse: facciamo una grande manifestazione nazionale contro le modifiche costituzionali. Uno, due, tre milioni di persone a Roma per dire no alle modifiche. A parte il fatto che io ci andrei, di persona personalmente, rimarrebbe tutto come prima? Io credo di no.
E parlo di 5S (ancor prima degli arbusti sinistri) perchè è il 5S ad avere la responsabilità storica e politica di farlo, visto il consenso che raccoglie.
Non sono in grado di dire – a meno di non ricadere nel complottismo – perchè questa forza d’urto non venga usata. Anzi, non capisco perchè si sia scelta la strada esattamente contraria, ovvero quella di impedire strutturalmente il collegamento fisico delle persone al di là del confine municipale.
Però so per certo (e l’exploit politico del 5S secondo me lo prova) che scendere nelle strade, nelle piazze, sempre, costantemente, per tutte le cose importanti, è ciò che manca al 5S. E a tutti noi.

#iostoconPizzarotti

Annunci

150 comments

  1. Ammetto di essere (volutamente) oscuro e non diretto ma seguo sempre la regola del professore di fisica del liceo: “non soffri, quindi non segui e non capisci”. Ritorno (a proposito dell’articolo di Ricolfi citato da Rocca e postato da Marco) sul jobs act e sulle conseguenze che non si sono volute capire (a proposito quella era una specie di linea Maginot sulla quale, tutti, avrebbero dovuto allearsi e le responsabilità dei peones del PD sono immense e non basteranno due vite di tormenti per pagarne il prezzo). In UK il successo in termini di occupazione sbandierato dal governo inglese e da alcuni (molti?) lacchè nostrani delle risposte preconfezionate che serbano intatta la cotognata purulenta che hanno al posto del cervello è basata su un elemento molto semplice: fine dei contratti non a tempo indeterminato (sconosciuti ormai da tempo) ma di quelli che garantiscono occupazione a tempo pieno. Tutto si basa su due tipi di contratto: a zero ore (ne ho parlato e non mi va di ritornare su pratiche sadomaso) e su un contratto ormai tipo: 22,5 ore a settimana (no, non è part-time è, come detto tra le righe, il numero di ore sul quale si basa il calcolo dei contributi e delle ferie (insomma part-time dei diritti). In realtà tutti lavorano anche 6o ore a settimana e guai a non accettare l’overtime gentilmente offerto (naturalmente in una perfetta logica orwelliana non è straordinario ma solo una richiesta di lavorare senza contributi ed altro e guai a rifiutare perchè poi se hai bisogno sei nella lista nera e quando hai bisogno di soldi per necessità tue ti attacchi al tram – frontalmente). Contemporaneamente, nella logica sempre orwelliana che vuole il governo conservatore impegnato a restituire a tutti la dignità del lavoro, l’attacco allo stato sociale continua imperterrito (e come ho detto i lords parrucconi si sono dovuti esibire in una prova muscolare di difesa definita oltraggio costituzionale) e rende tutti schiavi e proni ad accettare quello che il mercato offre.
    Per finire, vorrei notare come l’obiettivo numero uno dei supporters di Corbyn è l’impegno non su politiche rivoluzionarie ma sul far ritornare al voto il più ampio numero di persone perchè è nel silenzio e nell’abbandono della politica (tra il frastuono vacuo dei media di cui lo scambio di commenti tra PD e M5S sulle comunarie ed altro è un tipico esempio di deprimente goliardia di ritorno) che le trasformazioni avanzano inesorabilmente. Ma tant’è qui si va avanti a battutine o scambi al calor bianco che lasciano il tempo che trovano. Non si sa mai, dovessero le parole trasformarsi in azione (cfr L’ Ape e l’architetto e la speranza progettuale).

    1. dimenticavo, ovviamente le ore sono pagate tutte al salario minimo garantito (altra conquista sociale pronta ad essere venduta anche in Italia in sostituzione dei contratti collettivi che difendono solo le caste dei lavoratori sindacalizzati)

    2. se ti senti solo… stiamo arrivando

      Filippo Faiola, del sindacato di base Flaica, spiega: “L’Ikea si è costruita questa immagine di azienda diversa, dagli standard nordeuropei, ma è una multinazionale come tutte le altre. Vogliono abbassarci il domenicale dal 70 per cento al 40 per cento e le altre festività dal 130 per cento al 70 per cento. E poi ridurre l’integrativo di altri 60-70 euro al mese. Per un dipendente che prende 1.300 euro al mese, significa rimetterci almeno duecento euro, circa il 20 per cento. Se uno poi considera che qui dentro la maggior parte dei dipendenti ha un contratto part time, i conti sono presto fatti”.

      L’Ikea chiede poi di rendere “variabile” una parte della retribuzione e di vincolarla “a obiettivi di tipo economico”. E poi c’è il capitolo maggiorazioni festività: l’azienda non solo vuole ridurle, ma vuole introdurre anche un meccanismo di progressività. Le domeniche sarebbero pagate “dal 40 per cento al 70 per cento in relazione al numero” di quelle lavorate. “In pratica la prima domenica ti viene pagata il 40 per cento, la quarantesima domenica il 70 per cento”, spiega Faiola. Analogo il trattamento per le altre festività, le cui maggiorazioni andrebbero da un minimo di 50 per cento a un massimo di 70 per cento.

  2. Heiner,
    come é normale fra due che “non si capiscono” quando leggo quello che scrivi, trovo sempre delle incongruenze (come quelle che tu citi nel programma 5s, credo, e penso per gli stessi motivi)
    Non per onestà, parola grossa, ma per sincerità (che parlarsi raccontandosi bugie renderebbe tutto inutile) cerco di capire e confrontare le tue tesi ai miei pensieri, per vedere dove, da un punto di partenza comune, le strade iniziano a dividersi e perché.

    Quindi nel tuo post, che capisco, porti ad esempio il finanziamento pubblico e i corpi intermedi. E qui non ti capisco più.
    Perché se il primo punto è chiaro, condivisibile e penso, sul modello dei rimborsi personali ai politici, facilmente trasformabile in una legge che potrebbe essere capita ed accettata da tutti, al di la degli slogan, il secondo punto mi lascia basito.
    Perché a fronte di una mancanza di indicazioni nel programma del m5s, che di corpi intermedi non parla, tu difendi a spada tratta il partito che proprio della battagli ai corpi intermedi sta adesso facendo il suo primo obbiettivo, insieme alla riduzione dei diritti dei lavoratori.

    Ritorni a preoccuparti, dei “sentito dire”, chiudendo gli occhi di fronte a quello che invece sta accadendo

    ripetendo le tue parole
    “sono due livelli di discorso.
    uno riguarda la correttezza, la legalità dei politici
    un altro riguarda i modelli politici a cui si aspira.”
    non capisco come si possa aspirare ad un modello e votare politici che, programmaticamente, ne portano avanti un altro

    Le mancanze nel programma dei m5s (che fra l’altro non ho mai detto rappresentino il mio modello politico, ma l’unico strumento per combattere l’attuale) possono essere lette come mancanza grave, o come un punto che potrà essere discusso in seguito. Marchiarle subito come segno del peggio possibile è una forma mentale di chi non vuole prendere in considerazione che esiste anche l’altra possibilità. Ancora una volta si caricano di tutte le responsabilità i due al comando, che fra l’altro ad oggi, non hanno ancora causato nessun danno documentato, per dare fiducia al partito formato da persone che apprezzi a livello locale (come più volte hai scritto) tralasciando i danni del conducador fiorentino e di quelli prima di lui, (perché non è lui il problema, ma il pd)

    quindi ritornando a noi, io cerco di vedere i problemi del m5s, che sono molti, innegabili e per il momento per me, non superabili
    ma da chi come te fa del fine l’unica luce che guida il suo voto, e per il conseguimento del fine è disposto a passare sopra ai “difetti” del partito che vota, beh non capisco come fra i due partiti tu possa scegliere il pd
    il tuo continua ad essere un atto di fede, non una valutazione dei programmi o dei progetti

    tutto questo, continua a non scalfire la mia stima per la persona ed il suo “contorto” modo di pensare, che la cosa gli interessi il glande o meno

    1. caro sun, potrei dirti qualunque cosa, ma o ci siamo capiti già o non ci capiremo mai.
      solo per ribadire che io non scelgo il pd. io scelgo quello che al momento del voto sposta più a sinistra (per come tradizionalmente intesa, con tutti i suoi limiti: welfare, uguaglianza, diritti, ecc. ecc.).

      1. per le royalties a Guccini ci pensi tu ?

        ok, poi smetto di rompere, giuro
        io non riesco a scindere il progetto da chi lo presenta, o dalla credibilità di chi lo presenta
        concordi ?

        e la credibilità si dovrebbe misurare sullo storico del personaggio, fra le promesse fatte e quelle mantenute, non sul fatto che sta simpatico o meno

        1. ora apri un discorso diverso, su cui potremmo perdere altre ore.

          ma il discorso base resta per me che il m5s non è affatto di sinistra (certo, nella mia interpretazione). da qui deriva tutto.
          se fosse di sinistra (anche con le sue posizioni destrorse) dovrebbe almeno dire: pesa ancora sull’italia il macigno salvini/berlusconi. vogliamo fare qualcosa per superarli?
          ma se nemmeno questo viene fatto, allora io non trovo appigli.

          credo che non mi capisci, ma è così per me.

    2. dico solo una cosa e poi vi lascio amabilmente discutere…
      sulla questione al netto di tutto sarebbe così facile trovarsi d’accordo che diventa irritante trovarne motivo di feroce discussione…
      ma da dove viene il contendere? non tanto su Equitalia si/no ma quanto questa posizione possa dimostrare che l’uno è cattivo e l’altro buono… e non è la sola, molte volte anche questioni marginali su cui un accordo sarebbe fin troppo semplice vengono dipinte come occasioni per incolonnare buoni e cattivi

      1. no marco,
        almeno da parte mia, come ho scritto, cerco di capire cosa motivi il voto a favore o contro un partito.
        Cosa determina la scelta, i parametri considerati e li confronto con il motivo che invece spinge me a preferire questo o quel partito

        Di solito, da buon rompicoglioni, intervengo a confutare o rettificare le tesi di altri, su argomenti che vengono dati come certi, mentre certi non sono.
        niente buoni o cattivi (a meno che nn si parli del pd, che è cattivo di default)

  3. Eccone un’altro che ha abbandonato il rigore intellettuale per provare l’ebbrézza dell’azione rivoluzionaria – uno che di piazze se ne intende davvero, ha un grande futuro da piazzista che lo attende

    PS
    “C’è un mondo intero che è cambiato” ma tu …

    Non cambi mai, non cambi mai, non cambi mai
    Parole, parole, parole
    Ascoltami
    Parole, parole, parole
    Ti prego
    Parole, parole, parole
    Io ti giuro
    Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole, parole tra voi ….

  4. Non è la piazza che manca. Ciò che è assente è il rigore intellettuale. Quella noiosissima cosa chiamata serietà. Ai tempi di Civati c’era solo una cosa che mi infastidiva veramente ed era la pretesa di leggerezza, le battutine, la volontà conclamata di non essere “pesante” (che cpntinua impeterrita ad oggi e che continua ad irritarmi). La vera battaglia culturale (quella sui gufi per intenderci, quella della lotta di classe è stata persa tempo fa) è proprio quella del rigore. Un esempio banalissimo è quello del tetragono Orfini che ha le movenze e la parlata di un addetto (querulo) alle pompe funebri e che cita Happy Days in opposizione alla lugubre sinistra salottiera (ovviamente) in un capovolgimento dei ruoli imbarazzante e mistificante (contro i professori con il ditino alzato e la tipica spocchia dello studente parasecchione che avendo letto due libri comprendendone solo uno scarso quarto del primo, indice compreso, si arroga il diritto di criticare). Come ho detto più volte il blog è per me (olre ad essere un luogo di affetti vero e palpabile) è anche una sorta di laboratorio in cui eseguo dei test tanto per confermare lo scoramento (perchè signori miei, questa è comunque una elitè vi piaccia o no) e così è stato lo scrivere di Lukacs (non per magnificare le mie letture).
    Trovo penosissima (previa genuflessione sui ceci e pezzi di vetro) la discussione su Renzi come se egli fosse l’artefice o l’esecutore unico di un piano diabolico. C’è un mondo intero che è cambiato e Renzi ne è solo l’espressione casuale con qualche aggravante dei peggiori caratteri della macchiettistica tutta italiana, dell’Italia crassa, ignorante e furba che personalmente disprezzo ma di cui dobbiamo prendere atto.
    Mi dispiace interrompere ma devo andare alk lavoro.
    Buona Notte.

      1. beh, m’è venuta una depressione da mar morto….

        …cucciaà in sul let in d’on canton
        me par de vess propri nissun….

        #…….

    1. Orfini mi sembra molto serioso (e nient’affatto serio) mentre le battutine di Civati mi sembrano fatte per alleggerire, forse perchè teme che la serietà sia confusa con seriosità. Alla lunga stancano, è vero.
      In uno dei tanti documenti che Possibile circola per preparare l’assemblea, delle slides sull’organizzazione, l’ultima contiene una bibliografia. A qualcuno parrà un tic professorale, io lo trovo significativo (appunto, forse per tic professorale). E in tanti documenti c’è il richiamo alla rivalutazione della complessità, ad un rapporto serio con la scienza (rifuggendo a richiami new age che hanno misteriosamente contagiato la sinistra). Il dubbio è che si tratti di un movimento piuttosto elitario, che deve trovare un allargamento sulla base delle azioni proposte, non può farlo sui facili slogan (alla Salvini) o sulle belle frasi contenenti il vuoto pneumatico (avete sentito le affermazioni di Renzi dall’Arabia?). I referendum ne erano appunto un tentativo.

      1. “allargamento sulla base” = tempo e lavoro
        possibile, se vuole crescere, non può pretendere di presentarsi subito (con risultati soddisfacenti) alle elezioni (neppure a quelle di condominio)
        ma per quello che vedo nella mia zona, parecchi ragazzi hanno aderito al progetto
        li è la speranza ed il terreno “da coltivare”

        il seme è buono, ma se darà frutti e quando, è difficile da prevedere.
        Come sa ogni buon contadino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...