Liberi dall’oro nero

segnalato da Barbara G.

Liberarsi dell’energia fossile entro il 2050? Si può

Secondo uno studio di ricercatori di Stanford, tutti i Paesi del mondo potrebbero rinunciare a gas e petrolio. Manca, però, la volontà politica per farlo.

linkiesta.it, 21/11/2015

Se tutti fossero d’accordo, se le linee guida sono giuste, e se ci fosse la volontà politica per farlo, si potrebbe smettere di usare combustibili fossili per sempre già dal 2050. Lo ha stabilito una ricerca condotta dall’Atmosphere/Energy Program dell’Università di Stanford, coordinata da Mark Z. Jacobson.

È una cosa importante. Si dimostra che “il passaggio da un’economia basata sul consumo di energia fossile a una affidata al 100% a risorse rinnovabili è possibile”, spiega l’autore della ricerca. Le critiche spesso si concentrano sui costi (“troppo caro”) sulla scarsità di risorse (“servono troppi spazi”) sull’efficacia finale (“in ogni caso non si riuscirebbe”). Tutto sbagliato. Si può fare, senza ricadute per l’ambiente, per il paesaggio e per l’economia. Anzi: “Si creerebbero in tutto 20 milioni di posti di lavoro”, molti di più “di quelli che verrebbero a mancare con l’abbandono dell’industria dell’energia fossile”.

Oltre al fatto che, decentralizzando l’energia, si avrebbe un crollo della richiesta di petrolio, con conseguente diminuzione di guerre, terrorismo e stragi. Niente gas, niente oro nero. Solo vento, sole e acqua.

La ricerca si è basata su un esame dei numeri: è stata calcolato il quantitativo di energia di cui ogni Paese avrà bisogno nel 2050 (elettricità, trasporti, riscaldamento, raffreddamento, energia, agricoltura), poi si è ipotizzato il modo in cui le rinnovabili potrebbero coprirlo, compresi costi e strategie.

L’Italia, secondo lo studio, potrebbe puntare molto sugli impianti solari (il 63,1%) e – molto meno – sull’eolico terrestre (l’11%), e infine una punta di idroelettrico (7,8%). Dal punto di vista economico, sarebbe una manna: il costo, che oggi è circa di 6.876 dollari all’anno a testa, si ridurrebbe a 486 dollari all’anno. Un successo.

Il problema, però, è che non si troverà mai, o quasi mai, l’intesa politica per portare a termine il progetto. Sia per la debolezza della politica, sia per l’incapacità di guardare sul lungo periodo (ma non è nemmeno così lungo). Però, come monito, può funzionare. È più interessante di quelli che faceva, ai tempi, Napolitano.

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65 comments

  1. ora… io sono stato sempre contrario alla doppia tessera. e lo sono ancora.
    ma:

    E’ da tempo che anche io propongo l’idea della doppia tessera. L’ho fatto lo scorso luglio a Livorno. Stiamo già lavorando in un coordinamento parlamentare su molte iniziative come il conflitto d’interesse o la legge elettorale. Spero che l’idea piaccia anche al Pd, altrimenti vedremo

    (25 gennaio)

    Possibile con l’approvazione del nuovo Statuto diventa un partito, e partito deriva da “parte”: l’iscritto sceglie una parte, tipicamente, sceglierne due o più contemporaneamente non sarebbe indice di particolare serietà (esistono persone che sono, per esempio, contemporaneamente iscritte a Sel e al Pd? Pare difficile).

    (oggi)

    1. il 25 gennaio Possibile come partito non esisteva. si configurava come “area culturale trasversale”. Concettualmente, puoi avere tessera di un partito e di un “circolo culturale” (non mi viene altro termine, ma credo sia chiaro il concetto). ai tempi l’avevo interpretata così
      adesso il discorso è decisamente diverso. Possibile è un partito

      se poi intendeva due tessere di partito non so che dirti … mi pare un po’ strano però…

      1. (è che finché sei ‘fuori’ – in un modo o nell’altro non hai responsabilità, non rischi, ecc. – puoi dir di tutto. ecco, magari adesso lo sappiamo che è meglio una tessera 🙂 )

    2. Caro Heiner , nel merito ti ha già risposto Barbara in maniera ,credo, esaustiva. In ogni caso non capisco una cosa: è gia partita , per caso , la campagna per esaltare le eventuali incongruenze , gli eventuali errori o quant’altro per denigrare il movimento/partito appena nato? Da amico ti consiglierei di andarti a leggere le norme e lo stato del partito che ci siamo dati a Napoli.Potresti trovarci qualcosa di interessante e , magari , condivisibile.

      1. caro mario, per me il discorso è sempre di metodo, e il metodo adottato da civati adesso è per me sbagliato (e invece per te motivo fondante per stare in possibile): ovvero la non alleanza con il pd neanche a livello locale.

        con queste premesse potrebbero anche essere i migliori del mondo, ma mancherebbe loro un requisito per me fondamentale.

        1. Caro Heiner , sulle alleanze se ne è discusso e molto anche a Bagnoli.La tesi che ne è uscita e che condivido è la seguente: come si fa ad allearsi con un partito con il quale , ormai , non si condivide quasi nulla .Un partito dal quale , causa la nuova linea renziana, tantissimi che ancora guardano a sinistra sono usciti (e non parlo dei politici).Che senso avrebbe allearsi con qualcuno che ha un programma alternativo al tuo ? Perchè di questo parliamo.Se poi l’obiezione è che così facendo si fanno vincere gli altri ti chiedo gli altri chi? Gli avversari del PD? Renzi iniziasse a cambiare linea politica , poi , forse discutiamo. Altrimenti che senso ha?

        2. Heiner, per rimanere in tema, il tuo rapporto con il pd mi ricorda le donne che continuano a tornare da chi le mena tuti i giorni
          Il loro forse è amore, ma chi le mena non le ama

      2. mario, non per dire, ma mentre tu ti concentravi su norme e statuto del partito, rob si distraeva a guardare le giovani leve…..non so se mi spiego…..

          1. ok mario
            però cerchiamo di utilizzare altra terminologia, che se continuiamo con linee, leve, enunciati, poi finisce che rob arriva e ci fa un pippone su vettori, equilibrio e momenti…..
            (che poi lui da fisico forse ha solo interesse per il fisico delle giovani dal punti di vista fisico. e magari finisce con una lezione di ehm…educazione fisica…..)

              1. Ma senza dubbio. Ma a Napoli c’eri anche tu?
                PS, in realtà, sono andato a Napoli con la signora, era lei delegata del comitato padovano. Figuratevi se mi occupavo delle giovani leve (con braccia e gambe spezzate poi la vita è complicata).

  2. …viste le magre passate, forse potremmo ritentare con CHETITOLOFARA’TUTTOSPORTQUIZ….

    …se tanto mi dà tanto, ormai si è creata la squola….

  3. Questa gente non riceve lo stipendio, ma stanno pensando fi sanzionarli perche’ protestano. Ho ascoltato la notizia su la7, hanno concentrato l’attenzione sulle periferie, sui pendolari, abbonati etc e poi, quasi per caso, hanno accennato al fatto che “i lavoratori devono ricevere stipendi pregressi”

    http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Roma-Tpl-terzo-giorno-di-sciopero-selvaggio-pesanti-disagi-per-il-trasporto-pubblico-36175917-3242-45dd-b00d-25179085343e.html

  4. Ho letto da qualche parte che nel sud del Marocco ( paese notoriamente povero di petrolio e gas) hanno istallato e sta per partire un mega impianto fotovoltaico che sfrutta il sole del deserto e che renderà il paese praticamente autosufficiente dal punto di vista energetico.Avete presente quanti impianti si potrebbero istallare nel Sahara e zone circostanti? A quel punto invece che costruire oleodotti e gasdotti basterebbe posare i cavi necessari ( i migliori li produce Prysmian del gruppo Pirelli , guarda un pò) per trasportare l’energia da una sponda all’altra risolvendo anche il problema di fare impianti in un paese come il nostro con spazi tutti da ricercare.Perchè non lo fanno? Ai posteri l’ardua sentenza.

    1. ma no, certo che ci provano.
      quanti soldi ci hanno buttato questi, nel frattempo?

      https://it.wikipedia.org/wiki/Desertec

      è come scrivevo a lame: anche l’energia verde è un business, e così verrà trattato. ora, l’ambizioso progetto di cui sopra è più o meno fallito, per il momento, ma ciò che è uscito dalla porta può appunto rientrare dalla finestra del marocco.

  5. La Germania ha circa 80 GW tra solare ed eolico installato, che sono nominalmente oltre il suo fabbisogno medio. Purtroppo sia l’eolico che il solare seguono dei cicli che non collimano con quello produttivo e di organizzazione della nostra vita. Sono stato recentemente ad una conferenza con uno di quelli che decide le politiche energetiche con la Merckel, e se riesco a trovate la sua presentazione con un’analisi approfondita di tutte le variabili e delle loro tendenze ve la mando – si capisce che nel medio periodo serve o un miglioramento dei sistemi di stoccaggio dell’energia o una fonte secondaria di backup. C’e’ poi tutto un discorso di ottimizzazione da fare sulla rete europea.
    Questi modelli ovviamente si basano sui dati attuali – se poi escono in futuro dei pannelli basati su perovskite con efficienza del 25% o superiori, si potrebbe riparlarne.
    Nel dubbio i governanti imbecilli che ci ritroviamo non trovano di megli che fare guerre per il petrolio.

    1. mi pare (dico “mi pare”) che per gli impianti domestici sia possibile installare degli accumulatori

      in italia abbiamo ancora molto idroelettrico, quello comunque nelle ore notturne può compensare…se tieni presente che ad oggi, per gli impianti con bacini artificiali, di notte si pompa l’acqua nei bacini per recuperare quella persa nel giorno, visto che comunque si produce energia da non rinnovabili che di notte non viene utilizzata….

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