I doni e i pacchi della manovra di Renzi

segnalato da Barbara G.

Dalla tassa tolta a chi possiede uno yacht, agli ottanta euro per i militari. I soldi ai diciottenni e gli incentivi per cambiare il camper. Mentre il premier lancia il “risparmiometro”, ecco cosa ci regala la stabilità.

Pausa. Venti giorni di riposo per i parlamentari. Ai deputati servono per riprendersi soprattutto dalla maratona notturna fatta per passare in tempo la manovra e il bilancio dello Stato al Senato, che ha così potuto approvare il testo prima della scadenza. La legge di Stabilità è stata così varata e sotto l’albero arrivano diverse novità. Ma sono doni o “pacchi”?

Quello che è certo è che Matteo Renzi è uno che quando fa i regali se ne vanta. Ma trattandosi del presidente del Consiglio e della manovra finanziaria (seguita dal milleproroghe), non siamo nel campo della maleducazione. È legittima propaganda. Alla Renzi, ovviamente, con tanto di “risparmiometro” sul sito del Pd, curato dai senatori: «Calcola il tuo risparmio del 2016 grazie alle azioni del governo Renzi», è l’invito. Poi le domande, ognuna pronta a colpire il diretto interessato, ognuna utile ad annunciare un regalino: «Quanto hai pagato di Imu nel 2015?». «Hai la tv?». «Hai un professore in famiglia?». «Hai qualcuno che diventerà maggiorenne nel 2016?». «E un militare?»

Diciottenni e militari, sì. Partiamo da qui. I primi due doni che Renzi cita sempre, e che assicura saranno tali, sono gli 80 euro estesi in busta paga a militari e forze dell’ordine (e ai lavoratori delle Capitanerie, grazie ad apposito emendamento dell’aula), e poi i 500 euro per i giovani, in una card, da spendere in cultura. Le due misure valgono 300 milioni la prima, e 250 milioni la seconda. C’è chi dice che siano regali inutili, ovviamente. Per gli ottanta euro valgono gli argomenti usati per la precedente e generalizzata operazione; «Dare un bonus di 500 euro ai giovani, dando solo indicazioni molto vaghe su come questi possono essere spesi, non è cultura: i giovani hanno bisogno di fondi strutturali per poter usufruire di servizi, non di regali una tantum», è la posizione dell’Unione degli studenti sui consumi culturali. In molti poi hanno notato come l’operazione escluda i ragazzi extracomunitari, neodiciottenni, anche se regolarmente residenti in Italia: «È mancato il coraggio», ha detto anche il Pd Francesco Boccia, pensando al casino che avrebbe fatto la Lega. Renzi comunque scommette che saranno pensieri graditi.

Per le forze dell’ordine ci sono poi anche 35 milioni di euro per le assunzioni. Questo è però quello che potremmo definire un regalo anticipato, come quando si chiede ai genitori di sommare compleanno, Natale e onomastico per qualcosa di caro: i soldi servono infatti ad anticipare al prossimo anno le assunzioni già programmate nel 2017.

Continuando nella metafora natalizia, altro dono rivendicato dal premier è l’abolizione delle tasse sulla prima casa, tema a cui sono dedicate ben tre domande del “risparmiometro”.

Dopo il lungo dibattito (con, nel Pd, la minoranza intenta a ricordare al premier che la posizione del partito è sempre stata quella di una progressività e non dell’abolizione indifferenziata) sono esclusi i castelli, fortunatamente, perché in quel caso sì che sarebbe stato un pacco. Una modifica fatta a Montecitorio ha poi stabilito che anche le seconde case, se nella stessa città e date in comodato d’uso ai figli, pagheranno il 50 per cento di Imu e Tasi. Anche questo ve lo ricorda il “risparmiometro”.

I comuni, dice poi Renzi, non potranno compensare il minor gettito con nuove tasse. Ma in passato, bisogna notare, è il dono si è trasformato quasi subito in pacco. Scendendo più nelle minute, altro dono che fa la finanziaria del governo è certamente quello alle Scuole Paritarie. Dono o pacco, in questo caso, è questione di sensibilità. Sarà perché fanno anche il presepe e non solo l’albero, ma alle scuole private sono arrivati tre milioni di euro in più sul fondo annuale, ovviamente già confermato nella prima bozza. L’emendamento che ha previsto l’aumento porta la firma di Maurizio Lupi.

In più si segnala una piccola modifica che fa arrivare un milione di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, alle scuole italiane non statali paritarie all’estero. Sotto l’albero delle scuole, pubbliche o private, manca però un altro regalo: il contestato “school bonus”, il credito di imposta per le erogazioni liberali fatte al singolo istituto, è stato posticipato di un anno.

Tra le cose aggiunte all’ultimo un dono è il milione l’anno in più, nel 2016, 2017 e 2018, che potrà spendere per le sue ricerche sul cervello la Fondazione Ebri-Rita Levi Montalcini. Saranno poi contenti all’Istituto nazionale di genetica molecolare, anche per loro c’è un milione anche se solo per il 2016. Di piccoli inserimenti così, dell’ultimo minuto, è piena la manovra. Un dono è certamente il bonus bebè di berlusconiana memoria. Il “risparmiometro”, furbissimo, vi chiede anche di comunicare in che mese dovrebbe nascere il pargolo, così da calcolarvi la busta: se avete un Isee inferiore ai 25mila euro, anche qui la cifra magica è 80 euro al mese. L’operazione costa 607 milioni.

Pacco è il limite per i pagamenti in contanti che sale a tremila euro: ma anche in questo caso per qualcuno sarà un dono e speriamo non siano però in tanti, viste le preoccupazioni di molti. La differenza tra dono e pacco, è spesso sottile. Un pacco è forse il canone Rai, almeno per chi non lo pagava. Finisce in bolletta, il contributo al servizio pubblico, ma scende da 113 a 100 euro ed è per questo che Renzi lo rivendica. Saranno dieci piccole rate mensili, e l’extra gettito servirà per aumentare la soglia di esenzione per gli ultra 75. Il giudizio va dato però considerando anche l’approvazione definitiva della riforma della Rai che dà molti più poteri al governo, con l’introduzione della figura dell’Amministratore delegato. Un pacco è sicuramente quello che è un dono per i possessori di imbarcazioni oltre i 14 metri. Sparisce infatti la tassa sugli “Yacht” voluta da Mario Monti. «È la riprova del proficuo confronto della nostra associazione con il governo», ha esultato il capo di confindustria nautica.

Altro pacco è il congedo parentale per i papà, finanziato e allungato: si passa dalla beffa del singolo giorno previsto da ministro Fornero a ben due giorni. Contenti?Mezzo pacco è il fondo per le rottamazioni. In parte perché non si capisce mai se il favore è più per chi deve acquistare l’auto o – combinato ai molti blocchi del traffico – alle case automobilistiche che devono piazzare modelli nuovi. In parte però perché il fondo è proprio esiguo: si prevedono, infatti, incentivi fino a un massimo di 8mila euro per chi rottama veicoli da euro 0 a euro 2 e passa almeno a un euro 5. Ma sul 2016 ci sono solo 5 milioni di euro e, pure limitando la platea ai soli camper, i fortunati (con il tetto a 8mila euro) non saranno che un migliaio. Che comunque, notano nel settore, è un quarto delle immatricolazioni annue.

La finanziaria è piena poi di piccoli e mirati doni. Uno, ad esempio, è quello per Matera. Sotto l’albero ci sono un po’ di risorse per il restauro dei Sassi, altri 20 milioni a quella che sarà la città europea della cultura 2019. La bolognese Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIIIcome nota Magister – l’istituto fondato da don Giuseppe Dossetti e da Giuseppe Alberigo, oggi diretto dallo storico della Chiesa Alberto Melloni, “consigliere” dell’attuale ministro dell’istruzione Stefania Giannini, per le “problematiche storiche, politiche e culturali”, sotto l’albero troverà 3 milioni di euro annui destinati a “infrastrutture di ricerca delle scienze religiose”.

Altro? Con poche righe introdotte alla Camera, i comuni di Barletta, Bisceglie, Margherita di Savoia e Trani sono stati autorizzati a spendere 5 milioni di euro ciascuno in più (nel patto di stabilità) negli anni 2016, 2017, 2018. L’obiettivo sembrerebbe nobile: la riqualificazione e rigenerazione delle coste. Gli studenti dei Conservatori potranno poi usufruire di un bonus una tantum da mille euro per l’acquisto di strumenti musicali. Gli sgravi fiscali sulle nuove assunzioni, infine, ci saranno anche nel 2016, ma più bassi. Se infatti fino al 31 dicembre se l’azienda vi tira fuori dalla disoccupazione con un contratto a tempo indeterminato (o meglio con un contratto a tutele crescenti) lo sconto arrivava a 8.060 euro l’anno per tre anni, nel 2016 lo sconto sarà al massimo di 3250 euro all’anno e per due. Che il regalo sia più alle imprese o ai lavoratori (che hanno perso l’articolo 18, e vedono ora monetizzabile il licenziamento) sta a voi deciderlo.

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34 comments

  1. un articolo che fa il punto della situazione sul sistema bancario:
    http://www.linkerblog.biz/2015/12/28/litalia-della-finanza-autolesionista-e-perdente/

    La squadra che rappresenta la finanza italiana ha perso malamente e, peggio ancora, ha collezionato una pessima figura sul palcoscenico europeo. Non serve a molto crogiolarsi nell’illusione che l’Italia sia stata penalizzata nella gestione delle crisi bancarie rispetto ai soliti tedeschi. Ci credono in pochi, se hanno la pazienza di leggere i fatti come li ha esposti Phastidio nel suo blog e tantomeno è pensabile che le nostre lamentose litanie varchino le Alpi e possano modificare l’opinione che l’Europa e il mondo ha dell’Italia.

    Abbiamo perso perché non siamo una vera squadra, abbiamo perso perché siamo incalliti ritardatari e ci affidiamo a sotterfugi, senza affrontare i problemi di petto e per tempo. Abbiamo perso la partita 5-0 e ci siamo presi una sonora lezione di arretratezza e inciviltà finanziaria.

    1. Inciviltà finanziaria sì, a condizione che esista da qualche parte. Arretratezza, ho qualche dubbio. Penso che se andassimo a scavare nei bilanci delle banche attualmente ‘salvate’ troveremmo diversi prodotti finanziari ‘sofisticati’ utilizzati seguendo l’esempio e forse la consulenza di grandi finanziarie internazionali.
      Credo che alla base di tutto ci sia una questione di spregiudicatezza basata su un malriposto senso di impunità, comune a sin troppe realtà del nostro paese, finanziarie e non.
      Se sei Goldman Sachs sai di essere impune da qualsiasi disastro, perché il governo dovrà salvarti.
      Se sei una bancarella ti illudi .
      Questo, per quanto riguarda le realtà aziendali.
      Per quanto riguarda le responsabilità personali credo che i nostri malfattori non si illudano affatto. Alla fin fine con dei buoni avvocati, con magari, al peggio, un breve periodo in cella, un altro agli arresti domiciliari tornerai libero come un fringuello a goderti il patrimonio sapientemente messo al sicuro.

      1. Sai per me chi scrive su quel blog fa il consulente di finanza aziendale per le piccole imprese. Scrive per i suoi clienti o possibli clienti. Le analisi si fermano in quel contesto e non vanno oltre.
        Però dal mio punto di vista è uno che conosce il suo lavoro e lo svolge con professionalità.
        Difficile trovare altri che fotografano le situazione in maniera cosi chiara.

        1. Non discuto la professionalità dello scrivente. Esprimo un mio punto di vista di sintesi, che potrebbe anche essere sbagliato.

          Appprofitto per correggere un errore di fretta:

          Errata:
          Inciviltà finanziaria sì, a condizione che esista da qualche parte

          Corrige:
          Inciviltà finanziaria sì, a condizione che la civilità esista da qualche parte

          1. una cosa che mi ha colpito di questo articolo è la parte finale.

            Dopo la bruciante sconfitta come nel calcio cerchiamo i colpevoli e gli alibi, ma se invece ci specchiassimo capiremmo che collettivamente la finanza italiana è poca cosa: arretrata, pasticciona, incapace di autogovernarsi e isolare i protagonisti peggiori e scorretti per il bene di un intero settore e per la normale circolazione del risparmio in canali puliti e produttivi per il benessere comune. Un’industria da ripensare completamente e rifondare.

            alla fine se uno sostituisce la parola finanza italiana con stato italiano, che dire….

              1. ‘Mors tua via mea’. Che le piccole/medie banche falliscano è tutto grasso che cola per i grandi protagonisti. Chi oggi investe nella ‘nuova’ banca che raccoglie il buono di quelle chiuse fa un affare d’oro.

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