Premierato all’italiana

segnalato da Barbara G.

Leggi, con Renzi le fa solo il governo: così trionfa il “premierato all’italiana”

Secondo i dati Openpolis, nella XVII legislatura prosegue, inesorabile, il rafforzamento dell’esecutivo: un provvedimento proposto da un parlamentare ha una “speranza di successo” 36 volte inferiore di quella del governo. Renzi pone la fiducia due volte al mese, più di Berlusconi che veniva bollato a sinistra come “autoritario”

di Thomas Mackinson – ilfattoquotidiano.it, 05/01/2016

Italia esempio di repubblica parlamentare. Un tempo forse, oggi non più. Oggi è il tempo del “premierato all’italiana”, come titola in modo efficace e graffiante il rapporto di Openpolis (scarica) che mette sotto la lente di ingrandimento genesi, natura e tempi di approvazione delle leggi approvate nella XVII legislatura, quella iniziata tre anni fa con Letta e proseguita negli ultimi due con Renzi.

I numeri del rapporto dicono che è un tempo di dominio indiscusso dell’esecutivo su un Parlamento italiano ridotto a funzione gregaria, nonostante costituzionalmente (art. 70 Cost.) siano proprio Camera e Senato i titolari del potere legislativo. Nel corso degli anni i governi, detentori di quello esecutivo, hanno ampliato il proprio raggio d’azione, tanto che la percentuale di successo delle proposte avanzate da Palazzo Chigi è 36 volte più alta di quelle parlamentari. Nelle ultime due legislature sono state proposte 14mila leggi ma quelle approvate sono state 565 e in percentuale, tra quelle che sono poi riuscite a completare l’iter, otto su dieci sono state presentate dal governo e solo due del Parlamento italiano. E il governo in carica non ha invertito la tendenza, anzi.

Anche i tempi di approvazione sono molto diversi. Se potessimo fare un paragone, per il governo c’è il Frecciarossa, mentre il Parlamentoviaggia su convogli locali lentissimi. In media, un provvedimento di iniziativa parlamentare, necessita del triplo del tempo di uno di iniziativa governativa. Esempi? In questa legislatura, per dire, sono bastati 13 giorni per la ratifica del “Trattato di risoluzione unica”, quello contestatissimo dai risparmiatori sul risanamento bancario e il salvataggio interno. Ma ce ne sono voluti ben 871 per licenziare il ddl sull’agricoltura sociale che ha impiegato la bellezza di due anni e mezzo a diventare legge. Idem per lo svuota carceri, i decreti sul lavoro, i fallimenti e la riforma della Pa che hanno visto la luce in poco più di un mese (in media 44 giorni). Dall’altra parte si ritrovano l’Italicum, il divorzio breve, gli ecoreati, l’anti-corruzione che hanno impiegato tra i 664 e i 764 giorni per ottenere il via libera finale. Ogni giudizio su urgenza e platea degli interessati è superfluo.

Il ruolo già subalterno di Camera e Senato viene acuito, se possibile, dalla corsa ai voti di fiducia da parte del governo che di fatto tronca la discussione in Parlamento e fa decadere qualunque proposta di modifica. Uso e abuso dei tempi moderni non trova argini, nonostante impegni e promesse dei capi governo ad ogni rintocco di campanella. Se con Letta il 27% delle leggi ha necessitato di un voto di fiducia, la percentuale è salita al 34% con Renzi: da inizio legislatura si è votato la fiducia mediamente due volte al mese. Numeri che fanno impallidire perfino chi, comeSilvio Berlusconi, fu tacciato di autoritarismo dal centrosinistra per esservi ricorso in proporzione assai meno. Nell’ultimo ventennio, a eccezione di Mario Monti che dovette fronteggiare una situazione eccezionale di emergenza, nessun governo ha utilizzato la fiducia in misura così massiccia.  Non proprio un segno di forza per chi sta al governo. Neppure di compattezza per chi lo esprime e sostiene.

In proposito il dossier ricostruisce il “chi-vota-cosa”, rilevando dinamiche e comportamento dei gruppi in aula rispetto all’esecutivo. “Se si prende il Pd come punto di riferimento in qualità di principale forza politica all’interno della coalizione di governo, si è ricostruita la distanza (o vicinanza) dall’esecutivo degli altri gruppi parlamentari“. Il primo dato che emerge è che su 435 votazioni finali, in 104 occasioni (23,01%), tutti i gruppi alla Camera e al Senato hanno votato con il Pd. “Se da un lato la XVII legislatura ha confermato lo squilibrio fra governo e parlamento nella produzione legislativa, dall’altro ha introdotto una forte instabilità nei rapporti fra maggioranza e opposizione”.

Il continuo valzer parlamentare dei cambi di gruppo, con la nascita di tanti nuovi schieramenti (molti dei quali di ‘trincea’ fra maggioranza e opposizione) ha fatto sì che l’opposizione reale, dati alla mano, fosse composta solamente da tre gruppi: Fratelli d’Italia, Lega Nord e Movimento 5 Stelle. Soltanto questi tre infatti, alla fine hanno votato nella maggior parte dei casi in contrasto con il Partito democratico. Perché se su carta alcuni schieramenti nel corso dei mesi si sono dichiarati in contrasto con gli esecutivi di Letta prima e Renzi poi, i dati raccontano altro. Nei voti finali alla Camera, ad esempio, Sel, gruppo di opposizione, ha votato il 52% delle volte in linea col Pd. Al Senato, ramo in cui i numeri a favore dell’esecutivo sono più risicati, solamente due gruppi (Lega Nord e Movimento 5 Stelle) hanno votato nelle maggior parte dei voti finali (più del 50%) diversamente dal Pd.

 

Annunci

43 comments

    1. Renzi e Alfano che giocano a poliziotto buono poliziotto cattivo.
      La domanda sorge spontanea: Alfano ha così tanto potere contrattuale da influire su tutto e spostare la linea politica del PD o in due sono gemelli separati alla nascita e molto astutamente hanno costituito una joint venture fra due forze che ufficialmente coprono due settori di mercato complementari?
      Io la mia idea ce l’ho….

  1. Secondo me qui è tutto il sistema che è saltato. Non che il vecchio non avesse pecche o malversazioni come dice Sun ma oggi è molto peggio.Da Berlusconi in poi è passata l’idea dell’uomo solo al comando che tutto decide e tutto impone infischiandosene del parlamento e dei corpi intermedi. Il tutto assecondato da un manipolo di servitori ed opportunisti che siedono nei banchi parlamentari e che , causa la modifica delle leggi elettorali, non sono più eletti dal popolo ma nominati dal dominus di turno.In questo quadro è chiaro che essi rispondono solo al capo che gli ha procurato la poltrona. Se poi questo capo (vedi Renzi) decide di stravolgere completamente il programma che era stato presentato agli elettori siamo alla follia più totale.Ci sarà pure un motivo per cui gli ultimi tre PdC non sono stati scelti direttamente dal popolo.L’Italicum non è che l’ultimo tassello di un mosaico.Avremo un piccolo ducetto che con una schiera di nani ballerine avrà in mano tutte le leve del potere e il cosiddetto “popolo” conterà meno di un cazzo.Si fa ancora in tempo a fermare il tutto? Forse sì a patto che ilo sempre cosiddetto “popolo” si svegli e lanci un segnale inequivocabile.Sapete come la penso sull'”italiano medio” e , quindi, la speranza che questo accada è molto vicina allo zero.

      1. andreotti, craxi, de mita, dini, amato d’alema, prodi, berlusconi tutti pdc
        di cosa stiamo parlando ?
        la “politica” italiana è sempre stata questa
        si può cambiarla ?
        non lo, ma se non ci proviamo non ci possiamo lamentare di com’é

        detto da uno che non sa ancora se voterá alle prossime elezioni

          1. la politica italiana non è un corpo estraneo all’Italia
            la si cambia cambiando il “sistema’ italia, forse solo per questo si vedono crepe adesso, con la crisi, forse non ancora abbastanza grave, come dice heiner, perche la massa critica per avviare al cambiamento deve essere bella grande
            altrimenti assisteremo sempre allo stesso teatrino
            con spettacoli a volte migliori, a volte peggiori

            1. Ho davvero tanta paura che la ‘massa critica’ si coagulerà ed esprimerà la sua forza, peraltro in maniera disordinata, episodica e inconcludente, solo quando la massa della gente sarà tanto spremuta e svillaneggiata da non poterne più e qualche Bouazizi de noantri si darà fuoco davanti a Montecitorio.
              Forse non avverrà neanche allora.

              1. E’ una contrapposizione molto parolaia, temo.
                Poi sono pochi quelli che, avendo qualche necessità, non vanno a pietire dal potente di turno.
                Che, naturalmente, è l’unico onesto nel mazzo e che si interesserà alla ‘causa’ sollecitata solo ed unicamente perché ‘giusta’.

      2. Se l’italiano medio non esiste allora siamo tutti una massa di coglioni che continuiamo ad eleggere e a farci governare da una serie di personaggi che tutto fanno tranne che tendere al bene comune.Comunque , caro Marco , facendo un atto supremo di presunzione io in questa massa non ci voglio entrare.

    1. Ci sarà pure un motivo per cui gli ultimi tre PdC non sono stati scelti direttamente dal popolo.

      solo per segnalare una incongruenza ‘classica’. o vanno bene i premier eletti a maggioranza popolare o vanno bene quelli votati dal parlamento su indicazione del PdR (unica prassi prevista dalla nostra costituzione, in linea teorica). chiarirsi su questo punto è utile.

      1. Ma, fino ad un certo punto pero’ venivano dalle aule parlamentari almeno. Poi hanno iniziato i tecnici, ed ora bastano le primarie…
        Se ti trovavi Casaleggio PdC ti andava bene?

      2. Heiner , guarda che per me vanno bene entrambi a patto che siano effettivamente derivati dalla maggioranza della popolazione.L’Italicum in questo senso in teoria potrebbe rispondere al quesito.In sostanza , per come è congegnato , rischia di dare tutto il potere ,inclusi quelli di controllo, ad una minoranza tuttaltro che qualificata.Altrimenti facciamo una legge presidenziale alla francese e non se ne parla più.L’ho già detto più volte ma lo ribadisco: la colpa maggiore di Renzi è quella di essere diventato PdC vincendo solo le primarie del PD (nella maniera discutibile in cui sono e vengono effettuate) e cosa ancora più grave avere , da PdC , seguito una linea programmatica quasi all’opposto di quella sui cui i parlamentari che lo sostengono sono entrati in parlamento.Se questo è rispettare la volontà popolare tanto vale chiamare Putin ………………..

  2. Ragazzi.,.. questa è bella…
    Apro il FQ e leggo una notizia appena pubblicata, al termine ho trovato questo testo che son riuscito a copiare

    Lite in aula, ritirare ultimo ordine del giorno: discussione sui fatti. la sindaca non parla.

    CHiama di maio e fatti dire cosa devi

    Francesco Borrelli

    quel “chiama Di Maio e fatti dire cosa devi” mi fa venire l’urticaria…

  3. Sull’ultima parte:

    il FQ (toh…) confonde il ruolo di “opposizione” con il ruolo di “ostruzione”.

    Solo uno sciocco si stupirebbe che l’opposizione, in parte, voti, in parte, provvedimenti della maggioranza.

    Chi vanta come una medaglia il fatto di non avere mai votato un provvedimento governativo oltre ad essere uno sciocco e ad aver buttato nel cesso il mandato ricevuto (non ha contribuito a nulla), lo fa ad esclusivo indirizzo degli sciocchi che credono che sia un merito, appunto.

    Come ha recentemente ricordato il PdR, l’opposizione “concorre” allo svolgimento della legislatura.

    Ma tant’è…

    1. difatti messa giù così non significa assolutamente nulla. Diciamo che dovrebbe essere rilevante il fatto di aver votato coerentemente o meno con il programma sul quale si è preso il voto. E qui….si apre un mondo.

      Ciò non cambia il nocciolo centrale del discorso: siamo (per il momento) in una repubblica parlamentare, il potere legislativo spetta al parlamento, il governo dovrebbe rendere esecutive le leggi approvati in parlamento….

  4. Ormai il fatto che è il governo (minuscola) a fare le leggi è entrato a far parte dell’immaginario collettivo. Un’opera di destrutturazione dell’architettura dello stato che va avanti da decenni, solo che quando lo facevano gli avversari era uno scandalo, adesso va tutto bene: la velocità, la prestazione del PdC-Bolt anche quando non serve, la creazione delle emergenze pur di imporre una linea (e/o degli interessi) ed ammazzare la dialettica parlamentare (o le regole della libera concorrenza quando le iniziative intervengono su gare e similari).
    La riforma costituzionale a questo punto diventa il coronamento di un lavoro lungo venti anni

    1. l’onda è lunga, gli ultimi venti anni hanno approfittato dei precedenti anni di ingovernabilità, dei governi balneari, delle leggi mai approvate “per colpa dell’iter”, e delle mille manfrine sempre pro “casta”.
      Si può dire che il sistema prima “funzionasse” con una maggiore applicazione delle leggi costituzionali, così come dovrebbe funzionare, ma che questo portasse a migliori leggi e con maggiori benefici per il cittadino… beh qui si apre il dibattito

      1. su questo potremmo parlare per ore….ma sono anche state fatte leggi importanti.
        La legge sul divorzio è stata approvata con la dc al governo, ora per diritti civili forse arriverà la legge in aula a fine gennaio, per la lip sul fine vita bisogna contattare “chi la visto”, per quella sul consumo di suolo siamo quasi allo stesso livello… e “teoricamente” dovrebbero esserci le condizioni politiche per approvarle…

        1. le leggi sono sempre frutto del voto di chi siede al governo ed al parlamento, vedi il dibattito di questi giorni sui diritte delle coppie omo.
          Il problema è quali interessi “spingono” le leggi. Una legge ben fatta deve farcene digerire cento ad minchiam ?
          vedi con che fretta hanno votato la distribuzione dei rimborsi elettorali (qualche decina di milioni, se ricordo) e che per non togliere l’assistenza ai disabili è stata necessaria una manifestazione di piazza

          1. > le leggi sono sempre frutto del voto di chi siede al governo ed al parlamento…

            non solo ma anche di quei corpi intermedi ( partiti sindacati associazioni…) che creavano blocchi di sedimentazione e di pressione “popolare” per spingere delle leggi… ora è un attimino diverso e la formazione del consenso è diciamo più da “bar”

            1. Prima o poi al bar si capira’ che di tagli all’assistenza sanitaria si muore e che i soldi che vanno alle scuole private mancheranno alla scuola pubblica?

            2. esatto.
              i sindacati ormai ce li siamo fumati (in termini di rappresentatività e di “peso”), inoltre prima i parlamentari dovevano comunque rendere conto ad una base, adesso….lasciamo perdere…

            3. “( partiti sindacati associazioni…)”

              come sai marco, sono prevenuto, non mi sembra che questi “corpi intermedi” non abbiano contribuito a “mettercelo in corpo”. Gli interessi “spinti” avevano spesso (per non dire sempre) la stessa direzione e gli stessi beneficiari.
              Che poi, come ho scritto sopra, se una cosa ben fatta, deve giustificare cento puttanate, sono scelte soggettive

              1. il sistema era sicuramente da migliorare, ma se per velocizzare l’iter legislativo (che in realtà sta diventando solo iter di conversione di leggi imposte per decreto da esecutivo) devo digerire il fatto che ci potremmo trovare una “dittatura elettiva” dove il partito che prende il 25% di un 50% si prende tutto quanto, beh, sono scelte soggettive

              2. non comprendo, come pensi che possa sopravvivere una democrazia?
                vecchio/nuovo credo che ci sia molta confusione, il vecchio non era il bengodi ma non era neanche l’indifferenziato da buttare in pattumiera…

                1. la democrazia è fatta di partecipazione, se questa partecipazione non trova riscontri diventa apatia e rifiuto in toto… questo è il problema principale la non corrispondenza tra “impegno” e “risultati”, senza terminali di rappresentanza effettiva non c’è democrazia, poi possiamo discutere come ottenerla… sono sempre stato una persona aperta, se ci sono idee valide ben vengano

                  1. allora prendo in paragone il partito che è stato “casa” per la maggioranza dei partecipanti al blog, il partito con maggior seguito popolare in termini di partecipazione diretta, espressione di sindacati, cooperative. associazionismo. Risultato: il pd

                    il passato non è da gettare nell’indifferenziato, ma neppure da glorificare. I problemi di oggi nascono dai problemi mai affrontati ieri.
                    se non si affronta il problema nel suo insieme non si potrà mai tracciare un percorso per provare a risolverlo. Portare le lancette indietro non è una soluzione, perché parliamo sempre di un sistema corrotto.

                    Non so dirti se è nato così o se lo è diventato, ma sarei per la prima ipotesi.
                    Per questo parlo sempre di ricostruire, non ci sono spazi per “sanare”
                    per questo, nella sua ininfluenza, ha ragione civati a non voler alleanze con il pd
                    per questo ho sempre difeso la strategia del m5s al rifiutare qualunque alleanza
                    o si riesce a cambiare il sistema oppure si continua a giocare sempre allo stesso gioco

                    tu scrivi che la democrazia è partecipazione (jannacci cit.), io ti dico, se il partito con più “partecipazione” si è trasformato nel pd, forse le regole sono da rivedere

                    1. il Pd è nato già con una partecipazione “fittizia”… è stata un operazione di marketing politico pensando a sommare posizioni che in verità in basso non erano così sommabili… una fusione a freddo tra parte di post Dc e parte di post Pci… si è pensato alla somma e si è dato come massima figura di partecipazione le famose primarie che di per se non sono il finale di un percorso sono solo lucciole per lanterne… nel frattempo quello che era più palese non c’era più una “classe di riferimento” per questo raggruppamento politico, si era già in una “fase di politica da bar”… fase in cui il mondo stava cambiando e le geometrie europee andavano formandosi…

                      ma porca miseria se era scalabile ma non lo è stato, non è per i muri delle sezioni ma perché non esiste nella società e che spunti cambiando nome mi pare una stronzata

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...