Ex vertici Banca Etruria sotto accusa

segnalato da Barbara G.

Banca Etruria, sprechi e favori: le accuse agli ex vertici e al consiglio

Dodici contestazioni che chiamano in causa Boschi senior e i manager. Entro due mesi le sanzioni

di Fiorenza Sarzanini – corriere.it, 09/01/2016

La quantificazione delle nuove sanzioni si conoscerà entro due mesi. Ma l’atto di incolpazione di Bankitalia contro i vertici del consiglio di amministrazione di Banca Etruria e cinque componenti dell’organismo, fa ben comprendere quali siano «le carenze nel governo, gestione e controllo dei rischi e connessi riflessi sulla situazione patrimoniale» che hanno portato l’istituto di credito all’insolvenza. Dodici punti di contestazione che chiamano direttamente in causa l’ex presidente Lorenzo Rosi, i due ex vicepresidenti Alfredo Berni e Pierluigi Boschi – padre del ministro delle Riforme Maria Elena – e i componenti del Cda Claudia Bugno, Andrea Orlandi, Luciano Nataloni, Luigi Nannipieri e Claudio Salini. Tutti accusati dai funzionari di Palazzo Koch di «inerzia nell’attivare adeguate misure correttive per risanare la gestione, provocando un ulteriore peggioramento della situazione tecnica, già gravemente deteriorata. Comportamento che ha provocato una significativa erosione delle esigue risorse patrimoniali, da tempo non in grado di soddisfare il previsto “capital conservation buffer” del 2,5 per cento». Tutti chiamati a difendersi dall’accusa di non aver «pianificato interventi idonei a ristabilire l’equipaggio reddituale del gruppo, per di più necessari in considerazione dell’elevato ammontare degli attivi infruttiferi e dei vincoli in termini di patrimonio e redditività».

Nella relazione già notificata agli interessati per le controdeduzioni, sono elencati gli sprechi, gli abusi, e gli atti omissivi che hanno svuotato le casse di Etruria e – dopo il decreto del 22 novembre varato dal governo – causato perdite enormi per azionisti e obbligazionisti. Tra loro anche piccoli risparmiatori convinti di aver messo al sicuro i propri soldi e invece travolti da un fallimento che ha reso il loro investimento carta straccia.

Persi 517 milioni in un anno

I primi due «capi di incolpazione» riguardano le politiche messe in atto dai vertici e si concentrano su quanto accaduto nel 2014, che avrebbe dovuto rappresentare il momento di svolta, visto quanto era già stato eccepito nel corso delle precedenti ispezioni. Per questo stigmatizzano «le esigenze di accantonamento sul portafoglio crediti deteriorati che hanno portato a rettifiche su crediti per 622 milioni di euro e hanno concorso a generare la perdita di esercizio di 517 milioni di euro». Un’enorme massa di denaro persa concedendo finanziamenti anche a chi non forniva adeguate garanzie, firmando contratti di consulenza per incarichi inutili e soprattutto «non in linea con la normativa interna sul ciclo passivo di spesa», gli sprechi nella gestione degli immobili.

Tra i principali addebiti al presidente e ai due vice c’è poi il mancato rispetto della delibera sulla riduzione degli emolumenti, ma pure la scelta di non proporre ai soci «l’unica offerta giuridicamente rilevante presentata dalla Popolare di Vicenza di un euro per azione, estesa al 90 per cento del pacchetto azionario». Secondo gli ispettori ciò «ha lasciato inevasa la richiesta della Vigilanza di realizzare un processo di integrazione con un partner di elevato “standing” e non ha portato a tempestive ed efficaci iniziative per una soluzione alternativa».

Stipendi, premi, buonuscite

I conti erano in profondo rosso ma questo non ha impedito al consiglio di amministrazione di autorizzare pagamenti faraonici ai manager, nonostante ci fosse un esplicito divieto. Al punto 6 delle contestazioni gli ispettori scrivono: «Non si è tenuto conto del “documento sulle politiche di remunerazione e incentivazione” approvato dall’assemblea dei soci nel maggio 2014 che non consentiva la corresponsione di alcuna forma di incentivazione al “personale più rilevante”». Ancor più grave è la denuncia contenuta al punto 8 dove fra l’altro si rimarca l’esito di un audit concluso il 28 gennaio 2015 sui contratti consulenza che evidenziava proprio i «comportamenti anomali» degli organi amministrativi.

Il quadro delineato da Bankitalia mostra come in tutti i settori non si sia intervenuto in maniera adeguata e sottolinea quanto grave sia il fatto che queste mancanze abbiano riguardato in modo particolare «le strutture deputate alla gestione del credito deteriorato che non hanno fronteggiato l’imponente crescita delle partite anomale». Tra gli esempi più clamorosi citati nell’atto di incolpazione c’è quello degli «indicatori di performance» relativi alle sofferenze «risultati ampiamente al di sotto degli standard di mercato in particolare per i tassi di recupero del credito che nel giugno 2014 erano pari a 1,3 per cento anziché 3,5 per cento».

Le fidejussioni «scoperte»

Accusano gli ispettori: «Dall’analisi di un campione di 103 “sofferenze” classificate tra settembre 2013 e lo stesso mese del 2014 emergono le seguenti anomalie: le garanzie consortili sono risultate non attivabili nel 23 per cento dei casi a motivo del mancato pagamento delle commissioni o del mancato invio di lettere di messa in mora; le fidejussioni rilasciate dai garanti, nel 91 per cento dei casi erano prive di efficacia ai fini del recupero, anche a causa della mancanza di monitoraggio sui beni degli stessi».

Mancavano i controlli, mancava pure la volontà di recuperare – nei pochi casi in cui ciò era possibile – il denaro uscito dalle casse di Etruria. E così, anche per quanto riguardava “le cause di minor importo”, «nonostante l’assegnazione a un ufficio che avrebbe dovuto garantire una maggiore tempestività nelle azioni di recupero, ha fatto registrare invece un ritardo medio di circa tre mesi nella lavorazione delle pratiche dal momento della classificazione».

Annunci

46 comments

    1. Le coop hanno fatto raccolta di contante tramite le attività di banco e tramiti i depositi dei soci da ormai trent’anni, hanno fatto concorrenza sleale sui prezzi di vendita perché l’attività di vendita era incentrata su raccolta massiccia di denaro contante, nel frattempo i fornitori venivano pagati con scadenze molto lunghe, e la somma del contante serviva alla trasformazione del gruppo da gruppo di servizio a gruppo finanziario, questo è storia e questa è una delle principali anomalie che un partito cosiddetto di “sinistra” abbia avuto legami strettissimi ( scambi continui dei gruppi dirigenti ) con questa anomalia… si è taciuto, si sono fatte spallucce anche se tutti sapevano…

  1. Cerco di vedere la cosa da un altro punto di vista. Messo che il tutto sia confermato (e a questo punto mi sembra molto difficile una smentita) come si difenderà la Boschi insieme al suo papino? A quel punto Renzi che fa? La scarica? Teniamo presente che in tutta questa storiaccia è presente anche Tiziano Renzi.Fino a che punto non si sa ma si dovessero acclarare precise malversazioni del papà renzino allora ne vedremo delle belle.

      1. Posso dire che non sono d’accordo?
        Per quel che sappiamo finora:
        1. i voti inquinati non sono stati determinanti per eleggere il sindaco
        2. lei è stata minacciata (anche se forse in modo non provabile) e non mi pare, a quel che ho letto, che si sia mai piegata alle richieste dell’infiltrato camorrista.

        Quindi per quale motivo si dovrebbe dimettere? Sinceramente non capisco.

        1. Cara Laura , l’atteggiamento della Capuozzo , se hai letto gli incartamenti, è quantomeno equivoco.Troppi passaggi poco chiari e alcuni in conflitto.Per dire: perchè ha aspettato tanto a denunciare le minaccie? Perchè si è rimangiata in parte le accuse fatte in un primo momento davanti ai Carabinieri? Perchè alloggiava in una palazzina abusiva? Perchè ha continuato ad appaltare servizi comunali a consorzi chiaramente contigui alla camorra? Ed altro ancora.Come si fa a non chiederle quantomeno di dimettersi? Anzi , come dice Luigi, avrebbe dovuto farlo o avrebbero dovuto imporglielo da tempo.

          1. Quella dei servizi comunali è in realtà una mezzabufala, Cantone ha precisato proprio oggi.
            L’unica vera lacuna pare essere quella della omessa denuncia, dalla quale si giustifica che le pressioni c’erano ma non erano ricatti definiti, e per tanto era inutile denunciarli. Per i lavori di allargamento del suo domicillio, che poi è stato la sede del ricatto, piacerebbe capire se fosse effettivamente abusivo (precisazione vuole che non sia intestata alla sua famiglia ma a quella del marito).
            A me pare che la poveretta sia finita nel turbine mediatico e adesso tocca pagare a lei la “sbiancatura del lenzuolo”.

            Non capisco il motivo per cui lei si ostini a rimanere in sella, questo mi sfugge un attimo.
            In un paese di 4000 mila abitanti in cui nessuno prende posizione politica (in 10 al flash mob 5 stelle ed in 10 al sit in del PD, per altro tutti non di Quarto credo) chi te lo fa fare?

    1. Qualcuno aveva definito il tutto “il flash mob più idiota della storia”
      Non penso che abbiano avuto tutti la stessa idea contemporaneamente, quindi non pensi sia poi tanto difficile risalite all’ ispiratore…o no?

    2. Breviario 5
      Mai, o quasi mai, chiedono il perché gli umili, di tutto quel che sopportano. Si odiano gli uni gli altri, e tanto basta

      Louis Ferdinand Céline – Viaggio al termine della notte

      (Chissà se ci sarà mai un viaggio al termine delle botte, o della botte)

    3. perchè abituati alla barbarie? perchè si convincono che quello è l’unico modo per aver sghei per mangiare? o peggio, qualcuno li ha ricattati?
      io dico che ci sarà uun caso per ogni categoria…

  2. proviamo a pensarla a rovescio

    si rimprovera alla Boschi di aver gvolatola carriera del padre, così può facilmente recitar la prte di quella che nei momenti cruciali si è astenuta a noma di legge, e della figlia che a papi vuol comunque bene. come in : un romanzo d’appendice, insomma.
    MA se fosse il padre ad aver costruito la carriera della figlia? Com’è probabile, in uei terriori che han visto più sandali finanziario/bancario/politici del resto d’Italia.
    Intanto, mister Sala Expo continua i suoi sfracelli: visto che si profilano perdite sugnificative rispetto alle previsioni, continua a non fornire i numeri complessivi della manifestazione, lo rivenica come diritto, prchè una società non risponde i politici.ùNemmeno quando usa soldi pubblici?
    Lui e Majorino non sono alternativi: sono una coppia finto litigiosa, recitano un parte in commedia.
    Il posto di sindaco serve a tutelarlo, il sciur Beppe, a rfiorma del senato fatta, dalle ombre di expo, che sono tante, soprattutto nel bilancio finali, che non si potranno sotterrare a vita, anche se il tentativo è quello, almeno, di dimenticarli.
    Intanto:
    Dopo Expo, il padiglione del sultano finisce in discarica abusiva a Senago
    La struttura dell’Oman, smantellata dopo il grande evento milanese, è stata gettata alla rinfusa a lato di una via.
    Non è la sola.

    1. > proviamo a pensarla a rovescio
      > […] MA se fosse il padre ad aver costruito la carriera della figlia?

      Mica tanto rovescio, mi pare valga per tutta la classe politica renziana.
      Non a caso il loro elettorato è prevalentemente over 60.
      Degli Alfani 2 punto zero.

          1. pochi si rendono conto che nei database restano (per sempre?) tutte le piccole vaccate che si pensano e scrivono. Poi il tempo passa e diventano monumenti kafkiani.

          1. e basta con questo mito masochista del lavoro…. sempre a martellare sulla cacciata dal paradiso terreste, cazzaruola… ma apritevi un chiringuito su una spiaggia tailandese!

            1. beh, anche aprire un chiringuito vuol dire lavorare….meglio che lavorare in ufficio a milano, su questo non ci piove.

              il fatto è che ho appena letto un articolo sulla signorina in questione. era stata inserita nel CdA della (mi pare) azienda idrica, praticamente neolaureata. poi è stata chiamata da Renzi per la campagna per le primarie, e da quanto ho letto era all’inizio dell’attività come avvocato.
              mi chiedo sinceramente con che meriti è entrata nel CdA prima e in parlamento poi, e come è che una “esperta” di diritto civile e/o commerciale e con un master in diritto societario si sia messa a stravolgere la costituzione.

              Renzi mi ricorda un ex dirigente di una società per cui lavoravo. Come collaboratori per il suo ufficio di solito non prendeva laureati nel campo specifico ma in uno affine, perché così poteva impostarli ex novo con il suo modo di vedere le cose, che in alcuni casi era concettualmente sbagliato (0 rischi di essere contraddetto)

    2. Per quanto riguarda la boschi, è sicuramente così. Ma vuoi che questo amore di figliola poi non dia una manina al papà che tanto ha fatto x lei?

      Considerazione personale: quando Barbie Boschi è intervenuta in aula ho trovato veramente patetica l’affermazione “sono orgogliosa di essere la prima della famiglia boschi ad essere laureata”. A parte che anche Bossi jr è laureato… Questo atteggiamento per cui se hai finito l’Università devi per forza essere un manico lo trovo idiota. Le persone si giudicano dalle azioni, non da un voto su un pezzo di carta

      1. La Repubblica italiana riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, e afferma anche che è di dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli….
        e, il ‘come’, sono cazzi tua per diritto.

        Basterebbe eliminare l’articolo 29 dalla Costituzione..

        1. 😈
          Ho in testa una cosa, ma potrei sbagliarmi. È possibile che la boschi si sia laureata con una tesi che in qualche modo ha a che fare con Fanfani?
          Probabilmente mi cobfobdo con la Picierno…che ha fatto una tesi sul linguaggio politico di De Mita… (Dov’è il sig. De Fusco?)

          1. La Picierno? Perchè vuoi farmi incazzare? Una differenza c’è: la Boschi può aver fatto la tesina su Fanfani , la Picierno con De Mita ha fatto tesina a avanzamento in politica.Sempre con l’aiuto delle tette.

            1. la boschi l’avanzamento il politica lo ha fatto grazie a Renzi. che, leggevo giusto ieri, ha una fissa per La Pira, che era quello che voleva mettere il riferimento a Dio all’inizio della Costituzione (e mi si spegano un sacco di cose….)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...