La Green Card e il welfare

Segnalato da Barbara G.

Per continuare a pagare le pensioni degli europei servono molti più migranti

L’aspettativa di vita aumenta. Il tasso di fertilità cala. L’economia peggiora. Fattori che mettono a rischio il welfare nel Vecchio Continente. La soluzione? Far entrare 1,8 milioni di stranieri all’anno. Quasi il doppio rispetto ad oggi. Seguendo l’esempio degli Stati Uniti. Lo dice uno studio della banca svizzera Ubs

di Stefano Vergine – espresso.repubblica.it, 18/01/2016

Volete più benessere? Allora aprite le porte ai migranti: fatene entrare il doppio rispetto ad oggi. La ricetta non è firmata da un’associazione umanitaria ma dalla Ubs, una delle più grandi banche al mondo. In uno studio appena pubblicato, dal titolo “The future of Europe”, l’istituto di credito svizzero ha analizzato la situazione attuale dell’Unione europea e ha immaginato che cosa succederà nei prossimi decenni. Una delle conclusioni più sorprendenti è, appunto, quella che riguarda l’immigrazione.

Secondo l’Onu, entro il 2050 la popolazione mondiale aumenterà di 2-3 miliardi di persone. Un balzo impressionante, se si pensa che oggi sul Pianeta siamo oltre 7 miliardi. La crescita, però, non riguarderà l’Unione europea. Dato che nel Vecchio Continente il tasso di fertilità continua a scendere, per i 28 Paesi della Ue è previsto al contrario un calo demografico, con il risultato che a metà secolo saremo meno degli attuali 500 milioni di individui.

UE, PRIMATO A RISCHIO

Themis Themistocleous e Ricardo Garcia, curatori del rapporto, immaginano tre conseguenze. La prima è che l’Ue, «già entro il prossimo decennio», non sarà più il principale mercato del mondo. Inoltre i due economisti prevedono una crescita economica fiacca e una debole inflazione. Fattori, questi ultimi, che avranno effetti negativi sui Paesi più indebitati, fra cui spicca l’Italia: se il Pil e il costo della vita non aumentano, infatti, per uno Stato ripagare i debiti diventa più difficile.

Ubs propone una soluzione. Anzi, due. Più produttività e più immigrazione. Per la prima opzione ci vogliono le riforme del mercato del lavoro, che richiedono tempo per essere varate e messe in atto. Per la seconda opzione è tutto più semplice: bisogna fare entrare più migranti in età da lavoro. L’esempio citato sono gli Stati Uniti. Il rapporto invita l’Ue a raddoppiare il numero di stranieri in arrivo, puntando a 1,8 milioni di ingressi all’anno per i prossimi 10 anni.

LE TASSE DEI MIGRANTI

La tesi secondo cui i migranti fanno bene all’economia europea si sta imponendo sempre di più nel dibattito pubblico. Lo ha scritto sul “Corriere della Sera” anche il docente della Bocconi Francesco Giavazzi, sostenendo che il reale motivo dell’apertura ai richiedenti asilo da parte della Germania non è umanitario. Fatte salve le differenze fra un migrante economico e un rifugiato, l’argomentazione di Giavazzi è molto simile a quella usata dalla Ubs per l’intera Unione europea.

Siccome la popolazione europea invecchia, sono sempre meno i cittadini che lavorano e versano le tasse rispetto a quelli in pensione. Andando avanti di questo passo, la situazione diventerà insostenibile, cioè non ci saranno più abbastanza soldi per pagare tutte le pensioni. Ecco perché Ubs dice che servono più migranti. Perché queste persone, tendenzialmente giovani, lavorerebbero, svolgendo peraltro molto spesso mansioni abbandonate dai cittadini europei, farebbero aumentare i consumi e verserebbero tasse. Pagando così la pensione agli anziani europei.

MODELLO GREEN CARD

Tutto ciò richiede un iniziale aumento della spesa pubblica, visto che l’accoglienza ai migranti costa, ma è un investimento che si ripaga ampiamente nel tempo, dicono sempre più esperti. Citando i dati della Commissione europea, Giavazzi ha spiegato che un rifugiato costa allo Stato tedesco circa 12mila euro il primo anno, cifra che si azzera nel giro di 5-10 anni, quando la persona entra nel mercato del lavoro ed esce dai programmi di assistenza.

Secondo Ubs, il modello migratorio che l’Europa dovrebbe adottare è quello americano. Negli Usa, ricorda la banca, circa un milione di persone ogni anno riceve lo status di residente permanente. È la cosiddetta green card, rilasciata anche a richiedenti asilo, che permette di muoversi liberamente nel Paese, di lavorare per una società come dipendente o di iniziare un’attività in proprio. «Questa politica migratoria aperta», si legge nel report, «rappresenta un vantaggio competitivo chiave per gli Usa rispetto all’Ue».

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21 comments

  1. pensiamo al settore scuola. Facciamo un esempio
    dati ultimo censimento, nel mio comune (meno di 1900 abitanti) nella fascia 0-9anni il 24% dei bambini è straniero, e a questo vanno sommati i bimbi delle famiglie miste. in alcune classi (li ho contati alla festa di fine anno) i bimbi stranieri sono quasi la metà.
    e, salvo casi eccezionali, c’è un’unica sezione, piuttosto numerosa
    Per fortuna che ci sono gli stranieri e che fanno figli, altrimenti i nostri bambini dovrebbero andare nelle elementari di un paese a 10km di distanza….perché al minimo di 18 bimbi col cavolo che ci arriveremmo…

    1. bah, io questo discorso lo capirei nei paesi in piena occupazione, i quali devono per forza aumentare la il PIL per poter sostenere il welfare (per il numero crescente di anziani), e il PIL lo aumenti aumentando la produttività del singolo e/o importando nuova gente in età lavorativa che possa creare a sua volta ricchezza…
      Ma nel caso italiano e in generale del sud europa siamo ben lontani dalla piena occupazione…e accogliere persone senza che gli sia data l’opportunità di produrre ricchezza attraverso il lavoro crea solo problemi..
      inoltre credo che un aumento di una forza lavoro non qualificata rallenti fortemente la robotizzazione( perchè investire in costosi macchinari quando posso utilizzare un ragazzo e pagarlo 500 euro al mese?) e sia a lungo andare decisamente svantaggiosa per la nazione..

      1. il lavoro va anche creato.
        Questo non lo fanno i pensionati.

        Banalmente: solo nel mio isolato ci sono almeno 5 ristoranti “giapponesi” (cinesi), una pizzeria gestita da egiziani, un kebabbaro, un ristorante greco, ecc. ecc.
        Inoltre: il ristorante giapponese (cinese) accanto a casa mia ha rinnovato il locale (indotto) e ha assunto anche del personale italiano…

        ecc. ecc.

        1. perfettamente d’accordo, ma i nostri giovani a quanto pare non riescono a crearlo e non credo che aumentando il numero di giovani( da qualsiasi parte essi provengano ) si risolva il problema…
          poichè i nuovi arrivati avranno gli stessi problemi a creare lavoro di quelli che c’erano prima…

          1. mah, mi sembra che gli stranieri abbiano mediamente più iniziativa e spirito di sacrificio ( a volte pure troppo…).
            Magari dico una fesseria, ma ho l’impressione che si prestino soldi fra di loro, evitando il circuito bancario…

            1. qui le questioni sono due: o ammettiamo che il problema nel sud europa è il sistema che non permette creazione di lavoro, che rende difficoltoso lavorare, oppure ammettiamo che gli italiani sono dei fannulloni e intrisicamente inferiori nel produrre ricchezza rispetto agli omologhi stranieri…
              io propendo per la prima…
              anche se è vero che gli stranieri tendono ad avere più spirito di sacrificio, ma lo spirito di sacrificio eccessivo è di per sè negativo perchè porta a una concorrenza sulle condizioni minime di lavoro ( dal salario, alla sicurezza, agli altri diritti)..oltre, come ho detto prima, a sfavorire la transizione robotica..

              1. il “pure troppo” era riferito a sicurezza ed orari.
                nella mia città c’è un bar gestito da cinesi aperto dalle 6 di mattina alle 2 di notte…

                ma il problema dell’accesso al credito è serissimo

                si aprono poi una infinità di questioni, di cui casomai parlerò più tardi

                1. Per quel che vale, il lavoro è un dovere (contribuire al benessere degli altri) ma anche un diritto costituzionalmente riconosciuto e protetto.
                  OK, la Carta si lascia scrivere. Idealisti con la testa tra le nuvole. E’ il padrone della terra e dell’aratro che sceglie i buoi da tiro e quelli da macello.

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