Tante piazze per l’uguaglianza

segnalato da Barbara G.

svegliatitalia

UNIONI CIVILI, ASSOCIAZIONI LGBT COMPATTE: “TANTE PIAZZE PER RACCONTARE L’UGUAGLIANZA”
Il 23 gennaio mobilitazione nazionale in numerose città italiane. Dal 26 gennaio presidio nei pressi del Senato.
8 gennaio 2016 – Non una ma tante piazze in tutta Italia per dare forza al traguardo dell’uguaglianza: in vista della discussione al Senato del ddl sulle unioni civili, le associazioni lgbt (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit) si preparano a mettere in campo una mobilitazione capillare nelle principali piazze del Paese. Inoltre, nei giorni caldi della discussione a Palazzo Madama, cioè dal prossimo 26 gennaio, è previsto un presidio in piazza delle Cinque Lune, nei pressi del Senato, per testimoniare l’attenzione e l’apprensione per il dibattito in corso. “Non rispondiamo alla provocazione di chi in queste ore cerca di organizzare il solito schema delle piazze contrapposte: noi ci rivolgiamo al Paese intero”, mettono in chiaro i portavoce delle associazioni. “Abbiamo individuato il prossimo 23 gennaio come giornata di mobilitazione nazionale: stiamo lavorando sui territori, coinvolgendo sia le forze della società civile sia il mondo associativo delle realtà lgbt, per costruire le reti necessarie per far esprimere a gran voce la domanda di diritti e di uguaglianza che in questo Paese da troppo tempo rimane inascoltata. Non parleremo di una legge, bensì di un valore, cioè dell’uguaglianza di tutti e tutte, e del diritto di vivere in uno Stato laico. Staremo assieme alle famiglie, a tutte le famiglie. Assieme alle persone”. Attraverso le manifestazioni sarà rivolto il seguente appello a Governo e Parlamento:
“L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni.
Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli possano crescere in un Paese in cui tutti abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri.
Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese.
La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati.
Questioni semplici e pratiche che incidono sulla vita di milioni di persone.
Noi siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti.”

L’elenco delle piazze QUI e QUI.

L’evento fb QUI.

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49 comments

  1. CERVELLI NON IN FUGA. PURTROPPO

    Gara a colpi di #escile (LE TETTE) tra le studentesse – Hot o trash?
    #Escile: questo il nome della quantomai inusuale competizione lanciata tra le studentesse delle università lombarde. Inutile a dirsi il social evento è già un tormentone.

  2. Il Contropelo di Massimo Rocca

    Cronache marziane

    Possiamo metterla come vogliamo. Badate quello che sta succedendo non è dovuto allo scontro Renzi Europa. Va giù tutto, su tutte le borse mondiali, forse è l’inizio di un nuovo girone infernale, il terzo dal 2008 che ci coglie purtroppo mentre stavamo appena rivedendo le stelle. Ma se è così, era così pure nel 2011. Quindi non era dovuto allo scontro Berlusconi Europa, stava venendo giù tutto, come poi abbiamo visto che è stato, e speriamo di non rivederlo nei prossimi mesi. Oppure possiamo raccontarla così. C’è un complotto per far cadere o ciondizionare Renzi, perchè il governo italiano si è accorto che le regole europee e tedesche lo stanno strangolando e allora colpiscono le banche visto che lo spread, oggi, è intoccabile. Ma se è così oggi il complotto c’è stato, e ben più dichiarato, pure nel 2011. Insomma non si scappa. O oggi o nel 2011, ma forse entrambe le volte a ben pensarci, ci stanno raccontando una storia sbagliata, forse finta. Mentre quella vera è quella di una crisi che per noi dura, ininterrottamente, indipendentemente da chi ci governa, e dai provvedimenti presi o non presi dal 2000. In attesa di capire, ricordatevi di Oxfam, che secondo me c’entra parecchio.

    1. Ho visto qualche giorno fa un video di Natalino Balasso. che non è piu’ quello di prima ma è molto piu’ antisistema: descriveva in maniera dissacrante lo spread come la nuova parola con cui incutere timore alle masse. Nel 2011 funziono’ benissimo e c’è stato un cambio di governo senza una sifducia (manco quell’aula non servisse a nulla, cosi’ come è stato poi dopo con Letta per altro).
      Qui mi pare che la vicenda sia diversa: allora vollero far pagare a Berlusconi la sua imprevedibilità e assenza, oggi a Renzi i decreti sulle banche credo…
      Magari Boka puo’ chiarire meglio la vicenda…

      1. Per me è un gioco delle tre carte con giusto quel pizzico di paraculaggine italiana.
        Mi spiego. All’Europa Renzi va non bene, di più. Ma anche lui ha i suoi problemi di immagine e soprattutto di elezioni. Le amministrative sono in vista e una bella finta lite con l’Europa non fa mica male per sembrare il conducator che molti amano.
        Poi se in questa lite finta ci sta giusto giusto un messaggino a chi deve capire per avere un occhio di riguardo sui guai bancari…

      2. MPS ieri – 20 per cento, se non ricordo male. Oggi, per il momento + 19 per cento.
        Non occorre ricercare complotti. E’ il solito isterismo dei ‘mercati’ che i più furbacchioni istigano e di cui beneficiano lautamente. .

    2. come al solito la vedo in maniera meno complottista.
      credo che le cose siano molto più semplici. non c’è bisogno di nessuna lunga mano per capire che l’italia senza la riforma delle pensioni (e qualche altra riforma) sarebbe andata a sbattere alla prima curva. a meno di non voler far proprio questo, ovvero ‘uscire dal sistema’, con tutto quel che ne consegue.
      ora, se l’italia non vivesse sui debiti, sarebbe poco male. ma così non è, anzi, si lamenta ufficialmente (da sinistra, centro e destra) che è necessario farne altri, altrimenti strozziamo (e pare pure vero, tra l’altro).
      quindi?
      un’italia in default a chi serve? senz’altro non serve alle economie europee, ovvio, ma serve agli italiani?

      1. riforma delle pensioni
        e cosa succederà quando chi in questa riforma ci è incappato in pieno arriverà a 60-65 anni e nn avrà la forza e la testa e la salute per continuare a lavorare, oppure sarà stato espulso dal mondo del lavoro, e rimarrà per anni senza assegno o percepirà una pensione del tutto insufficiente a condurre una vita dignitosa?
        dove andremo a sbattere in quel momento?

        1. “e cosa succederà” Barbara , perchè parli al futuro? Quella che tu descrivi è una situazione ampiamente e drammaticamente già presente.Renzi aveva promesso (come al solito) di metterci quantomeno una pezza rimangiandosi (come al solito) il tutto è rimandando al 2016.Lo farà quest’anno introducendo un minimo di flessibilità in uscita? Ci credo poco.Il minimo sindacale sarebbe rendere possibile l’andare in pensione anticipata per gli ultrasessantenni in caso siano disoccupati e senza reddito. E’ chiedere troppo ? Heiner che ne pensi?

      2. lasciamo perdere i complotti, atteniamoci ai fatti, prima nemmeno tanti giorni fa le banche italiane erano solide, oggi sono un problema, non credo che la discordanza tra questi giudizi possa essere il risultato di pochi giorni… atri comportamenti simili sono stati adottati con la Grecia… sicuramente un caso e la colpa è di noi gente del sud ben disposta verso le cicale…
        siamo entrati nell’euro per avviare il nostro circolo virtuoso, ti pare che sia iniziato? senza polemica ma attenendosi ai dati, i nostri risparmi di spesa non ci sono, i risparmi riguardano solo gli interessi sul debito, spendiamo più di prima ma intanto possiamo perdere governance o buona parte dei risparmi nazionali in favore di vari gruppi esteri… va bene siamo italiani e abbiamo mille difetti, ma certamente è sempre la stessa nazione che dopo una guerra rovinosa è approdata nel G8… è tutta colpa dei nostri vizi?

      3. Egoisticamente potrei dire che , visto che con le riforme io devo stare perche’ altri possano stare bene o avere quanto basta per limitarsi ad osservare mangiando pop corn, muoia sansone con tutti i filistei, o come dice mio padre addaveni’ l ‘argentina.

        1. il motto “non avete da perdere che le vostre catene” è sempre valido.
          è al momento in cui bisogna mettere le firma che uno eventualmente ha qualche ripensamento, se oltre a catene c’è magari una casa di proprietà, una bella macchinetta e affini.
          se ci saranno solo catene, non c’è dubbio, avremo la rivoluzione.

          1. Uno studio esaustivo sull’argomento l’ha condotto Bankitalia. Il dossier “La ricchezza delle Famiglie Italiane” dà infatti le seguenti cifre:

            8.542 miliardi di euro di ricchezza netta nel 2012, ovvero attività finanziarie (titoli e partecipazioni in società di capitali, depositi bancari, contante, altre forme di risparmio) + attività reali (abitazioni, fabbricati non residenziali) – passività finanziarie (mutui e altre forme di indebitamento). 5,45 volte il Pil italiano in quell’anno.

            Un patrimonio in crescita costante dal 1995 al 2008 – quando ha raggiunto un picco di 9.400 miliardi di euro (in prezzi 2012) – per poi cominciare ad erodersi per via degli effetti della crisi economica (Tavola 1A a pagina 27 del pdf).

            Per quanto sia esaustivo a livello italiano, però, l’analisi di Bankitalia non fornisce stime complete relative alla ricchezza privata in altri Paesi del mondo; a questo ci pensa un enorme studio a cura degli analisti dell’istituto di ricerca di Credit Suisse.
            L’analisi sui dati non sbaglia. Sui 27 Paesi membri dell’Unione Europea, l’Italia si trova al primo posto con un rapporto ricchezza netta/Pil pari a 5,75 punti (leggermente diverso dal dato di Bankitalia). La Francia e il Regno Unito, rispettivamente al secondo e terzo posto, seguono a larga distanza con un rapporto di 5,19 e 4,70 punti.

          2. Quando non avro’ da pagare le varie tasi tari spese condominiali etc. Adeguamenti di legge (chi sa chi ci guadagna) perche’ non avro’ un reddito ne’ pensione, la casa e’ gia’ andata. In un paese dove almeno il 75% vive in case di proprieta’, molte gravate da mutui, indicare la casa come elemento di tenuta, non sta in piedi. Dove abito io i prezzi rispetto al 2008 sono crollati piu’ del 30% (prezzi reali), non si vende niente. Ma va bene cosi’ stiamo tutti bene.

      4. Meglio morire di una lunga agonia tentando di rimanere vivi e mangiando briciole sporche che il nostro aguzzino fa “gentilmente” cadere dal tavolo, o meglio ingranare la quarta ed imboccare un vicolo cieco?

        Alla morte preferisco sempre la fuga. Tsipras “per responsabilità” ha scelto le briciole.
        Io preferisco il vicolo cieco, il problema è che nessuno si è degnato di chiedermelo…

        Per di piu’ mi dicono che per quelle briciole devo ringraziare e pagarle come una costata di manzo #maancheno

  3. Il Contropelo di Massimo Rocca

    Pierino, dietro la lavagna!

    Io sono cinico, ma commentare la notizia dei tour operator israeliani che gonfiavano le fatture delle gite scolastiche a Auschwitz, gnaafò. Per cui parlo del nostro premier e dell’Europa. Voi ovviamente lo sapete che se non ci fosse Draghi, lo spread sarebbe a 300 e visto che quell’arma è stata sequestrata, ci sono le banche a meno 15. Io, ovviamente, sono solidale con Renzi. E’ andato a finire esattamente lì dove lo stavamo aspettando, nell’angolino del somaro con il cappello con le orecchie d’asino. Quello dove pure lui ha contribuito a mettere, sono passati appena sei mesi, il povero Tsipras. Sapete Weber, il capo dei popolari, fu quello che linciò il premier greco al parlamento europeo. Sapete quel paese lì dove invece che vendere i titoli delle banche venivano chiuse le banche. Mentre stavano facendo un referendum. E noi non movemmo un dito, anzi, attaccammo Tsipras. Era l’epoca in cui eravamo convinti che, facendo i pierini…. E invece no non basta, come provo a dirvi dal 2011. Va bè, nel frattempo ricordatevi di Oxfam.

  4. In circa 80 piazze (persino in Irlanda!) sabato ci saranno manifestazioni per chiedere l’approvazione del DDL cirinnà , in tempi brevi e senza compromessi al ribasso.
    Segnalo però che a Sassari è stata negata l’autorizzazione perché le sentinelle in piedi , con il family day la settimana successiva, hanno invece chiesto la piazza proprio in occasione di questo sabato, con la conseguenza che le autorità hanno concesso la piazza alle sentinelle, rifiutando di sfalsare gli orari per consentire anche alla comunità LGBT (e non solo….) di organizzare la loro manifestazione.
    Altra cosa che considero agghiacciante: la regione Lombardia parteciperà con tanto di gonfalone al family day
    http://m.repubblica.it/mobile/r/locali/milano/cronaca/2016/01/18/news/la_regione_al_family_day_gonfalone_in_piazza_e_slogan_sul_pirellone-131486024/

    1. Non credo molto che queste manifestazioni modifichino gli schieramenti. Forse, ma molto forse, potranno influire sugli indecisi.
      Magari le sottovaluto, ma le Sentinelle mi sembrano più folclore risibile che altro.
      Al gonfalone della regione Lombardia darà importanza, quale?, chi crede acriticamente a quel simbolo. Credo, e confido, che a Milano la ggente mediamente ragioni, in un verso o nell’altro.
      #svegliatitalia mi pare pessimamente ideato.

      1. Servono a far parlare dei temi, a far vedere ai governanti che c’è fame di diritti.
        Quanto alla Lombardia, io mi aspetto che una istituzione sia laica, e che i suoi rappresentanti, nell’esercizio delle loro funzioni, si mantengano tali.
        Invece rappresentanti della regione hanno presenziato ad un convegno su “famiglia tradizionale” alcuni mesi fa, convegno a cui ha partecipato, con molte polemiche, don “mercedes” inzoli, confessore di Formigoni e accusato per pedofilia. Quando è saltato fuori che aveva partecipato a quell’incontro la chiesa si è giustificata dicendo che faceva parte del percorso di “recupero”. A quel convegno, quando è intervenuto un ragazzo gay, è stato apostrofato con insulti che manco Sarri…
        La Regione Lombardia sta istituendo un numero verde anti gender nelle scuole, tanto per dare una idea….
        e presenziare ad una manifestazione del genere, con il gonfalone della Regione, e prevedendo di lasciare illuminate le finestre del palazzo della regione in modo da formare la scritta “family day” lo trovo totalmente inaccettabile.

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