Cornuti e mazziati

di Ian Traynor a Bruxelles e Helena Smith ad Atene

the guardian – 27 gennaio 2016
La Grecia ha reagito con rabbia dopo aver ricevuto dall’UE un ultimatum di tre mesi, scadenza ultima per evitare di essere sospesa dall’area Schengen a causa dei suoi presunti fallimenti nel controllare la crisi migratoria del continente.

La Commissione europea ha detto mercoledì scorso (27 gennaio, n.d.r.) che Atene non stava rispettando gli obblighi derivanti dalle norme che disciplinano l’area Schengen.

“La Grecia è sotto pressione”, ha detto Valdis Dombrovskis, uno dei vicepresidenti della Commissione. “La Grecia ha trascurato gravemente i suoi obblighi … ci sono gravi carenze nello svolgimento del controllo delle frontiere esterne che devono essere superate.”

La Grecia è stata la principale porta di accesso verso l’Europa attraverso la Turchia per più di un milione di persone nel corso dell’anno passato, la maggior parte delle quali provenienti dal Medio Oriente. Il flusso mostra pochi segni di cedimento, con più di 35.000 persone che hanno fatto la breve ma pericolosa traversata dalla Turchia verso le isole greche nel solo mese di gennaio 2016.

I tedeschi, così come molti altri paesi dell’UE che accolgono un gran numero di migranti, sono da tempo furiosi con i Greci che farebbero semplicemente passare i nuovi arrivati ​​senza registrazione e controlli d’identità e li avvierebbero sulla rotta dei Balcani verso Austria e Germania.

Ma Atene ha risposto con fermezza alle critiche, incolpando invece la Turchia di non rispettare l’accordo che ha stretto con l’Unione europea a novembre. Descrivendo la minaccia di isolare la Grecia come non costruttiva, il governo greco ha sostenuto che la bozza di rapporto di valutazione si riferisce ad un momento in cui la situazione sul terreno era diversa da quella prevalente due mesi e mezzo dopo.

“La Grecia si è superata al fine di mantenere i suoi obblighi”, ha detto la portavoce del governo Olga Gerovasili, insistendo sul fatto che non era colpa della Grecia se la Turchia non era riuscita a stroncare le bande di contrabbandieri e arginare il flusso di rifugiati. “Ci aspettiamo che tutti gli altri facciano lo stesso.”

I governi dell’UE hanno chiarito lunedì scorso che ci sarebbe bisogno di un’azione senza precedenti contro la Grecia se non dovesse riuscire ad iniziare a giocare secondo le regole di Schengen. Gli avvisi venuti mercoledì dalla Commissione confermano esattamente questo. Dombrovskis ha detto che una missione segreta UE in Grecia nel mese di novembre aveva concluso che Atene stava violando le norme di Schengen su più fronti.

“Non c’è un’efficace identificazione e registrazione dei migranti irregolari”, ha detto Dombrovskis. “Le impronte digitali non vengono inserite sistematicamente nel sistema, i documenti di viaggio non vengono sistematicamente sottoposti al controllo di autenticità o verificati nei database di sicurezza cruciali.”

La mossa senza precedenti di sanzionare la Grecia, coniugata con l’azione dei governi nazionali per estendere e prolungare i controlli alle frontiere nazionali per un massimo di due anni, sono un colpo potenzialmente fatale al regime di Schengen, che è stato in vigore per più di 20 anni ed è generalmente visto come uno dei successi più grandi e popolari dell’UE.

La crisi dei rifugiati e il terrorismo jihadista in Europa hanno messo il sistema sotto pressione e potrebbero far cadere governi nell’UE. Trovatasi sulla prima linea del flusso migratorio – 850.000 immigrati hanno attraversato la Grecia l’anno scorso – Atene è furiosa per essere stata identificata come capro espiatorio per il resto dell’UE e teme l’impatto dell’isolamento.

Il ministero degli Esteri greco ha pubblicato mercoledì le sue statistiche che mostrano che il 90% dei nuovi arrivati ​​l’anno scorso provenivano da Siria, Iraq e Afghanistan. Di questi la maggior parte sarebbe qualificata per lo status di rifugiato. Per contro, la commissione ha affermato questa settimana che il 60% di coloro che entrano nell’UE attualmente sono “migranti economici”, non in fuga da guerre e non bisognosi di protezione e che quindi dovrebbero essere deportati.

Un portavoce del ministro della migrazione ha detto al Guardian che, nonostante le condizioni climatiche e il mare freddo e agitato, a gennaio sono arrivati in Grecia circa 3.000 rifugiati al giorno.

“In questo stesso periodo la Turchia ha accettato di riprenderne 123”, ha dichiarato Kyriakos Mandouvalos, ammettendo che, mentre la reazione locale su diverse isole aveva ritardato la costruzione di hot spot per registrare i profughi, questi saranno completati entro la fine di febbraio. “Ci sono stati un sacco di problemi tecnici e politici da risolvere, ma dagli ultimi 10 giorni del mese di febbraio cinque hot spot apriranno a Lesbo, Leros, Chios, Samos e Kos.”

L’avvertimento da parte della commissione è arrivato sotto forma di una bozza di relazione sull’efficienza della Grecia, bozza che deve ancora essere approvata da una maggioranza qualificata dei governi dell’UE. La Commissione dovrebbe quindi dare ad Atene tre mesi per prendere “misure correttive” per salvaguardare il suo posto nel sistema Schengen. Allo stesso tempo, i governi dell’Unione europea, con il sostegno della Commissione, agiscono per aumentare i controlli alle frontiere della Macedonia con la Grecia settentrionale, mossa che potrebbe vedere decine di migliaia di profughi intrappolati in Grecia.

In base a sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo, i paesi dell’UE non sono autorizzati a rimandare i richiedenti asilo verso la Grecia, perché le condizioni dei rifugiati lì sono considerate troppo misere. Ma impedire che entrino in Macedonia per poi dirigersi verso nord, annullerebbe il problema di rispedirli indietro in Grecia.

fonte: http://www.theguardian.com/world/2016/jan/27/greece-warned-control-borders-schengen-european-commission

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45 comments

  1. E così, la guerra Greco Tedesca volge al termine. Con la disfatta del soggetto che tutti davano per vincitore: mai credere troppo ai pronostici della vigilia. Devo ammettere che tutto questo ha sorpreso anche me, non avrei mai immaginato a priori una situazione del genere.

      1. Sono un tipo noioso, alla fine racconto sempre le stesse storie. Questa però è importante: c’era una volta un ministro – tal Panagiotis Kammenos – che minacciava pubblicamente di tirare giù la frontiera e lasciar fluire un mare di profughi verso nord…..

        1. Sarai anche noioso e ripetitivo ma, salvo mia disattenzione, non mi pare di averlo constatato qui.
          Per cui la considerazione mi rimane un po’ criptica.
          OK, Kammenos è un indizio. Ministro della difesa, ANEL, lo scandalo di un governo Syriza alleato con i fascisti, la minaccia dell’esondazione di profughi, eccetera (peraltro l’aveva minacciata anche Gheddafi; a lui è andata maluccio, ma l’ondata migratoria è tuttora in corso, anche se oggi più citata via Turchia e Grecia)
          Quella che non capisco è l’affermazione “disfatta del soggetto che tutti davano per vincitore”.
          Se parli della disfatta della Grecia, non mi pare tutti la dessero per vincitrice, anche se tanti, me compreso, speravano che Syriza trovasse solidarietà tra i PIIGS e potesse influire sulla politica UE.

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