Male is cheaper

Tassa rosa, ecco perché essere donna costa di più

Lo stesso deodorante o maglietta ha prezzi maggiori per le clienti e le assicurazioni sulla vita sono più alte perché vivono più a lungo.

I deodoranti per donna costano fino al 30 per cento in più di quelli per uomo

di Vittorio Sabadin – lastampa.it, 25 gennaio 2016

LONDRA

Essere donna costa in media il 20% in più che essere uomo. Quando acquistano oggetti uguali a quelli prodotti per i maschi, ma magari solo abbelliti da qualche fiorellino e da uno sfondo rosa, le femmine sono costrette a pagarli molto di più perché le aziende produttrici di profumi, deodoranti, rasoi e vestiti applicano loro prezzi più alti. Lo scandalo della «tassa di genere» è scoppiato prima a New York, dove il Department of Consumers Affairs della City ha esaminato 800 prodotti uguali, scoprendo che nella maggior parte dei casi quelli destinati alle donne erano più cari. A Londra, il Times è andato a verificare nei grandi magazzini della città. Da Tesco i rasoi per la depilazione delle gambe non differivano da quelli venduti ai maschi per la barba, ma costavano quasi il doppio. Da Boots, 100 millilitri di fragranza Chanel Allure costavano 30 sterline alle donne e solo 23,5 agli uomini. E persino le penne Bic «for her» erano vendute a 2,99 contro 1,98 delle penne normali.

MERCI E SERVIZI

Negli Stati Uniti, il Washington Post ha cercato di calcolare quanto costa il privilegio di essere donna: circa 1400 dollari (1200 euro) all’anno in più rispetto a chi è nato maschio. Forbes ha scoperto che persino quando portano in lavanderia una camicia «button down» uguale a quella del marito, ma più piccola, la tariffa di lavaggio richiesta alle donne è più elevata. La «gender tax» è diventata un caso nazionale e l’University of Central Florida ha indagato in modo scientifico sui deodoranti. Quelli femminili costano in media il 30 per cento in più, ma contengono esattamente gli stessi componenti di quelli maschili e hanno solo un profumo diverso.

I prezzi più alti sono applicati al genere femminile fin dall’infanzia. Due monopattini esattamente uguali nella forma, nel peso e nelle caratteristiche, ma diversi nel colore, costano da Radio Flyers 24,99 dollari nella versione maschile e 49,99 in quella per le bambine. Persino la Pirate Ship di Playmobil costa solo 24,99 dollari, contro i 37,99 della Fairy Queen Ship, la sua versione femminile. Si è scoperto anche che le donne sono discriminate pure nelle tasse sull’importazione delle merci in America. Un paio di sneakers maschili è tassato all’8 per cento, quelle femminili al 10.

I campi nei quali le donne sono più tartassate rispetto agli uomini sono quelli dei mutui e delle assicurazioni, della lavanderia, del parrucchiere, dei deodoranti, delle automobili e dei vestiti. Le assicurazioni sulla salute costano di più alle femmine (un miliardo in totale ogni anno negli Stati Uniti) perché vivono più a lungo, e un esperimento ha dimostrato che i concessionari di auto propongono prezzi più alti alle donne perché si presume che non siano in grado di valutare il valore di una vettura. Dal parrucchiere, le donne spendono per un semplice taglio il doppio degli uomini, anche se il tempo impiegato è lo stesso. E t-shirt e maglioni – da Abercrombie a H&M – che spesso differiscono solo nel colore hanno prezzi nella versione femminile superiori del 7- 10%.

STRATEGIE DI VENDITA

Chi decide i prezzi dei prodotti di solito sa quello che fa e può darsi che siano le stesse donne a desiderare inconsciamente che gli oggetti che acquistano abbiano prezzi superiori, cosa che dà loro l’aria di essere più preziosi e di maggiore qualità. L’avere scoperto però che in molti casi questi prodotti sono esattamente uguali ha scatenato giuste proteste. «I negozianti devono spiegare perché applicano alle donne prezzi maggiori – ha detto a Londra Maria Miller, capo per il Comitato dell’eguaglianza -. La società sta cambiando riavvicinando i generi, ma loro dimostrano di essere completamente estranei a questa tendenza».

La California e la Contea di Miami-Dade in Florida hanno approvato leggi che vietano prezzi diversi per prodotti uguali che differiscono magari solo nella confezione o in particolari del tutto marginali. E alle donne si consiglia di reagire alla tassa di genere nel modo più semplice ed efficace, acquistando per sé i prodotti maschili venduti a prezzo inferiore, soprattutto quelli per la cura del corpo. Nel segreto della stanza da bagno, una crema da barba e un rasoio maschili vanno benissimo anche per depilare le gambe, lo shampoo da uomo pulisce anche i capelli femminili e persino deodoranti e creme per il corpo funzionano su ogni genere di pelle. Quando poi si tratta di mettersi un tacco 12, ovviamente, è tutta un’altra storia.

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29 comments

  1. Il marketing oggi non ti vende più un prodotto, ti vende uno status, un modo di essere, un’aspirazione.

    Quello che vale per la donna vale anche per l’uomo, su altri prodotti.

    Sì, gli uomini/donne di marketing sanno benissimo quello che fanno.
    Da cui se ne deduce…

    1. è sempre stato così…
      recentemente, l’oro è diventato prezioso come superconduttore… prima era solo status/rarità/esclusività.

    2. Dubai è molto istruttiva per queste cose… ‘marketing’ antichi e moderni si fondono.
      Basta l’aeroporto… ogni 10 metri c’è un orologio di 70/120 cm di diametro… tutti Rolex.

    1. non basta… ti creano subito podotto/filiosofia alternativa su misura.
      Dovresti dare al bimbo il cibo del gatto e viceversa… quando il bimbo comincia a cacciare i topi, non hai più bisogno del gatto… strategia di risparmio trasversale.

  2. “Tassa rosa” è un esempio di marketing dell’azienda Uguaglianza e Diritti…
    che non solo puzza, ma ha anche rotto il cazzo.
    Diritto è avere il proprio odore, non pagare i profumi al ‘giusto’ prezzo.

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