Le verità nascoste

segnalato da Barbara G.

Due anni di governo, le slide che Renzi non vi mostrerà

di Giorgio Airaudo, Giulio Marcon – left.it, 22/02/2016

Ci sono delle slide che Matteo Renzi non vi farà certamente vedere per celebrare i due anni del suo governo. Sono le slide che testimoniano la crisi del Paese e l’inefficacia delle politiche del suo governo. Un Paese che non esce dalle difficoltà sociali e dalla drammatica mancanza di lavoro e che assiste al degrado del suo sistema sanitario e scolastico. Quello che non mancano sono la propaganda e gli spot di un governo che non riesce a far uscire dalla stagnazione l’economia nazionale (che sopravvive grazie agli aiuti esterni del calo del prezzo del petrolio e del quantitative easing di Draghi), che continua a regalare inutilmente una barca di soldi alle imprese e che ne spende tanti per le armi. Un governo che non ha riformato il mercato del lavoro, ma ha creato un inedito “mercato dei lavoratori”, senza diritti e sotto ricatto.

Visto che Renzi queste slide non ve le farà vedere, ve le proponiamo. Renzi dice che ha rafforzato in questi due anni gli investimenti per la scuola e la sanità. Fantasie. Con l’ex sindaco di Firenze a Palazzo Chigi, la spesa pubblica per l’istruzione (in percentuale sul Pil) è passata dal 3,9% al 3,7% (e intanto si riducono le iscrizioni all’università) e quella per la salute dal 7% al 6,8%. Renzi dice che ha fatto crescere nel 2016 di un miliardo gli stanziamenti per la sanità. Non è vero. La (sua) ministra Beatrice Lorenzin il 14 luglio del 2014 (c’era Renzi, allora, no?) firma a nome del governo il Patto della Salute con le regioni che prevede l’ammontare della spesa pubblica per la sanità nel 2016 (con la crescita di fabbisogni e l’evoluzione naturale dei costi) a 115,4 miliardi. E quanto c’è nella legge di stabilità del 2016? Solo 111 miliardi, cioè oltre 4 miliardi in meno. Dice Renzi che ha fatto tanto per il sociale. Ma per il servizio civile (così importante per il nostro welfare) nel 2016 ha stanziato 215 milioni a fronte dei 300 milioni spesi nel 2015: significa 10mila giovani in meno per quest’anno. Ma non lesina i soldi per gli F35. Due anni fa nella legge di stabilità i fondi per gli F35 erano 500 milioni, mentre nel 2016 quasi 750 milioni: +50%. Un aumento percentuale così alto il “sociale” se lo sogna. Renzi davanti agli Scout a San Rossore aveva detto: ‘La più grande arma per costruire la pace non sono gli Eurofighter o gli F35, ma la scuola. Quando fai delle spese che sono inutili, per il gusto di buttare via i soldi, ti senti piangere il cuore”. Solo chiacchiere: invece diminuiscono i soldi per la scuola e aumentano quelli per gli F35.

Le slides “mancanti” le trovate qui.

Ma a questo governo mancano i fondamentali dell’economia. Anche queste slide Renzi non ve le farà vedere. Intanto il debito pubblico negli anni del renzismo (nonostante i tagli drammatici agli enti locali e alla sanità) aumenta di ben quattro punti percentuali (siamo al 132,5%). E poi diminuiscono negli ultimi anni -e radicalmente- sia gli investimenti pubblici (che sono quelli che servirebbero per far ripartire l’economia), sia gli investimenti privati (quelli privilegiati dal governo, subalterno all’ideologia neoliberista), nonostante la valanga di soldi e di sgravi dati da Renzi a Confindustria e alle imprese private nelle ultime due leggi di stabilità.  Ci sono altre slide che Renzi non vi farà vedere e sono quelle che riguardano le tasse. Pavoneggiandosi come Giulio Tremonti (il taglio delle tasse era il suo pallino fisso), il nostro premier ha detto che questo è il primo governo che riduce le tasse, come quelle sulla casa (anche ai privilegiati e a chi non ne avrebbe bisogno). Peccato che l’ultimo DEF (Documento di Economia e Finanza) ci dica che la pressione fiscale nei due anni del suo governo sia passata dal 43,4% al 44,1% e che la Corte dei Conti ci informi che la pressione fiscale locale (a causa dei tagli del governo agli enti locali, che si vedono costretti ad alzare la tassazione locale per continuare ad erogare i servizi) è salita di oltre il 20%. Gli 80 euro vengono confermati, ma non per i precari, i disoccupati e i pensionati al minimo.

Con una mano ti danno e con l’altra ti tolgono (di più). Delle tasse Renzi comunque le ha tagliate: quelle sui panfili e mega yacht. Voi continuere a pagare la tassa di proprietà sulla vostra utilitaria e i miliardari non pagheranno un’ero di tassa sul loro panfilo da due milioni di euro. Quando si dice: l’equità fiscale! E poi c’è il lavoro. I dati di questi mesi sono contrastanti, ma quello che è certo è che molti dei nuovi contratti sono precari e sostitutivi (per avere le agevolazioni della decontribuzione) di quelli precedenti. Non sono più di 186mila i contratti a tempo indeterminato nuovi con il cui costo (circa 1,8 miliardi) si sarebbero creati molti posti in più se ci fosse stato un veropiano del lavoro, come da noi proposto.  Ma una slide che Renzi non vi fa vedere, ve la mostriamo noi. Nel gennaio del 2015 le ore di cassa di integrazione erano state 50milioni e nel gennaio 2016 quasi 57milioni (dati INPS): testimonianza che le fabbriche continuano a chiudere e gli operai a perdere il lavoro. Anche di più di un anno fa.

Guardate le nostre slide e capirete che quelle di Renzi sono in parte sbagliate o furbescamente artefatte, mentre molte altre mancano del tutto. Dalle slide di Renzi emerge molta propaganda e marketing. Ma questo paese ha bisogno di cambiare rotta, di abbandonare le politiche neoliberiste dell’austerità e di mettere al centro il lavoro, i diritti e la giustizia sociale. Proprio quello che Renzi e il PD non fanno: anzi fanno il contrario. E’ un cattivo compleanno questo del governo. Speriamo sia l’ultimo.

*****

#ventiquattromesi, le slides celebrative per i due anni di governo Renzi

Ma per celebrare il grande evento, il premier Matteo Renzi non si è accontentato di utilizzare il solito power point, ha voluto anche sbarcare su Facebook con la pagina dedicata a palazzo Chigi, i fan sono ancora pochi (circa 3mila e 500) ma già lo staff del governo ha postato un video celebrativo che ha suscitato al momento più critiche che plausi

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62 comments

  1. dopo i vari commenti e quelli sferzanti heiner un ultima cosa sulla Cirinnà… se come sembra riusciranno approvarla sull’asse governativo, sarà ancora un ulteriore passo verso il partito della nazione, lo spostamento del pd è un fatto compiuto e non credo che sia una vittoria per chi la vede dalla sua sx… si può dire che almeno libera il posto a sx, rimango molto dubbioso su questo dato, la famosa sx non è riuscita nemmeno ad essere decisiva per l’asse di equilibrio di un partito come il pd,si può pensare che possa essere incisiva da sola, con l’avvento dell’Italicum? credo che le sollecitazioni di heiner andrebbero tenute di conto, gli spazi si ristringono e con questi riposizionamenti lo spazio libero mette in concorrenza i “puri di sx” e il M5s… il resto si sta consolidando in fin dei conti aumentano i mesi di governo del partito della nazione che nel frattempo consolida il “potere” andando ad occupare le caselle con i propri uomini e attirando quelli che temono di rimanerne fuori… non cìè più la necessità di distruggere il pd dato che non c’è più…

    1. il “partito della nazione” è un’invenzione degli “identitari” che tanto male hanno fatto alla sinistra in questi 30 anni.
      A loro avviso dovrebbe gettare discredito e vergogna sul bersaglio (PD).

      Se non fosse che in un sistema MAGGIORITARIO i partiti sono “costretti” ad essere il più possibile plurali e allargati ai contigui.
      Al ballottaggio e quindi alla possibilità di incidere sulla vita del Paese, ci vanno i primi due partiti. è talmente banale che manco ci sarebbe bisogno di dirlo.

      Allo stesso modo le minoranze hanno tutto l’interesse politico a promuovere le loro istanze all’interno di una forza decisiva piuttosto che a restare nell’insignificanza. Fino a diventarne, se convincenti, maggioranza come è successo ad esempio al Labour con Corbyn.

      Poi ci sono gli indentitari, quelli che “è così oppure non è”, “senza se e senza ma”, ecc. che si auto-gratificano organizzando qualche piazza o si indignano a comando , ma è un atteggiamento ombelicale che NON A CASO si esaurisce nel partitino del 2-8% sostanzialmente ininfluente utile soprattutto alla visibilità politica di qualche leaderino di seconda fila.

      Questo succede nella stragrande maggioranza dei casi.
      Poi può succedere che nascano i Podemos,

      La bellezza di un sistema maggioritario è che ti permette di presentarti agli elettori senza troppi condizionamenti o compromessi. con le TUE idee, “nuove” o percepite tali, e così si sgombra il campo dagli equivoci: o sei convincente per la maggioranza delle persone oppure no.

      1. su una cosa non concordo con marco1 (per il resto su tutto) ma con marco2: il ‘partito della nazione’ non esiste.
        esiste invece un pd che si è spostato su posizioni più tradizionalmente liberali (o di destra, se vogliamo).
        uno spostamento programmatico che nasce dalla sconfitta di bersani alle elezioni. ricordiamo che con bersani il referente economico era fassina, adesso è ichino (ehm… volevo dire taddei, certo.. taddei… 🙂 ).

        detto questo, occorrerebbe poi mettere tanti puntini sulle i, ma per il momento è sufficiente.

        1. la sconfitta del buon Bersani, l’ennesima, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, soprattutto nelle “pragmatiche” regioni rosse.

          Il rischio implosione era reale, le sirene populiste assordanti,
          Ai tempi dissi che il PD avrebbe dovuto consegnare a Renzi le chiavi del partito scusandosi per i propri errori madornali pregare che accettasse.

          Fortunatamente, in un barlume di lucidità lo hanno fatto altrimenti oggi staremo come la Grecia.

          1. altrimenti oggi staremo come la Grecia.

            bum. eccheè ‘sto petardino…

            eddai che non ci credi neppure tu. non è con queste bombette che fai dibattito.
            anche perché bersani ha accettato pure monti (uno dei puntini sulle i che avrei potuto mettere…)

            1. Sono serissimo:
              non do la colpa a Bersani che infatti come ho detto ha fatto la scelta giusta facendosi da parte e lasciando via libera a Renzi.
              Se il PD fosse imploso (ricordi i piani C e bestialità simili? Qualcuno voleva regalare il governo gratis ai populisti. ) il rischio era molto più che tale.

              Noi ci dimentichiamo sempre da dove siamo partiti, il contesto, ecc.
              Rimozione?
              😉

        2. Se il mancato utilizzo della definizione “partito della nazione” ti è utile a sopportare meglio l’inarrestabile quantità di supposte fai pure, la sostanza non cambiai, ma in fin dei conti potresti beneficiare dell’effetto placebo.

          1. mah. cosa vuoi che ti dica? da dove arrivano queste supposte? (non è che se non ti curi la malattia migliora) e gli altri, che terapia propongono?
            le scelte in questo momento sono due:

            – o il pd di renzi
            – o il m5s di casaleggio

            dato che i ‘possibilisti’ o gli altri di sinistra sembrano votarsi alla assoluta irrilevanza (poi, magari mi sbaglio, in bocca al lupo)

            tu pensi che il m5s sia un partito di sinistra (ti riconosco la buona fede), io penso che sia un partito ultrarenziano, e a differenza del pd, nemmeno contendibile politicamente.

            da qui le mie considerazioni elettorali al momento. che potrebbero cambiare, nulla è eterno

            1. Ho grande rispetto delle tue considerazioni, magari alcune non le condivido ma capisco le tue motivazioni.

              In generale le supposte hanno come obiettivo quello di contenere gli effetti e non di combattere le cause, la terapia antibiotica dei 5* è sicuramente molto piu invasiva e drastica e capisco sia ai limiti della sopportazione degli effetti collaterali.

              1. Scusa ma i 5S sono piuttosto come il cortisone. Fortissimo e che fa sparire gli effetti della malattia. Ma per quanto riguarda le cause non hanno nessun beneficio e mi pare che i migliori dentro i 5S non capiscano quello che stanno facendo (la stampella al nuovo Pd) e altri – probabilmente – lo sappiano invece benissimo.

                1. Non condivido assolutamente il tuo punto di vista, descrivi i 5* come un’accozzaglia di incapaci e/o paraculi. Capisco le critiche ma anche quelle per poter essere costruttive necessitano di essere credibili

                    1. Ma la decrescita felice (condita di democrazia diretta), che tanto è stata denigrata all’interno di questo blog, è un’utopia in cui io credo.
                      Per quanto possa sembrare stupido e per quanto possa notare alcuni limiti e deviazioni nella strada intrapresa dai 5 stelle che provano a proporcela, sono certo che la società attuale ha bisogno di un cambio di paradigma.

                      L’utopia aiuta a camminare (cit.)

                      In attesa di nuovi sogni, utopie ed interpreti partecipo a questo tentativo.

        3. Io invece credo che il partito della nazione esista fin dalle origini, fin dal momento in cui il toscano Renzi disse al toscano Verdini: “te li tolgo dalle palle io, questi comunisti”.
          Tutto il resto è noia.

            1. Magari si trattasse di dissoluzione, chè almeno lascerebbe uno spazio vuoto in cui costruire qualcosa di nuovo.
              Invece abbiamo una mutazione travestita da progressione.
              Mi spiego.
              Un sacco di gente, dentro il Pd (e tu anche, mi pare), ragiona con i parametri della progressione: posso fare dei passi avanti o anche essere costretto ad arretratre a volte, ma sto su una linea in cui i criteri di fondo sono condivisi e quindi possiamo scazzarci sulla singola scelta, sul modo migliore di fare o non fare una cosa, ma viaggiamo tutti secondo un modello di pensiero comune, e cioè che il bene comune è superiore a quello individuale.
              Errore.
              Che lo sappiano o no (per me anche molti renziani non lo hanno capito ancora), oggi il Pd viaggia su un altro modello di pensiero: il bene di alcuni è superiore a quello comune.
              E non si tratta banalmente, come dicono i 5S, del bene individuale dei decisori – che pure viene tutelato, ma come sottoprodotto – si tratta del bene personale di una categoria sociale (che dovrei chiamarla classe, ma oggi non va di moda). Condito con la favoletta che se questo bene è tutelato, sarà così abbondante che filtrerà anche più sotto (l’idea del trickle down, che si traduce più o meno come “le briciole che cadono dal tavolo”).
              Questo schema di pensiero è stato inoculato nel nuovo Pd renziano (mentre il Pd di Bersani lo subiva, colpevolmente, ma sapeva che non era giusto) che si è così naturalmente congiunto con chi questo schema propugnava già prima.
              L’origine concettuale del partito della nazione è nell’adozione entusiastica a questo schema.

              1. P.s. L’errore, colpevole, di molti dentro il Pd è non riconoscere la rottura concettuale, il cambio di schema. Tenendo così legate al Pd molte persone che, se messe a confronto con lo schema nudo e crudo fuggirebbero orripilate, ma che invece restano legate ad un’idea di partito che non c’è più. A loro discolpa va detto che le parole del Pd renziano mascherano (volutamente, secondo me) questa mutazione. Proprio per tenersi i gonzi.
                Ad ulteriore discolpa anche di quella parte della dirigenza Pd che sembra non aver capito, devo dire che anche il PSOE ad esempio sembra preda di questo stesso errore. È di oggi la notizia che il PSOE preferisce fare un accordo con i destri di Ciudadanos invece che lavorare per un accordo a sinistra.

                1. mi sembri un po’ illusa (eufem) sui votanti o militanti del pd. anche questo schema noto: smascherare la ‘finta sinistra’ così che le masse verranno alla vera sinistra. magari, potrei dirti.

                  1. ti dico solo una cosa. Nel circolo Pd che ho frequentato per un po’ c’erano tante bravissime persone. Un giorno uno di questi ha fatto girare un video in cui si spiegavano cause, modalità ed evoluzione della crisi del 2008. Niente di nuovo per me. Ma per loro è stata una speciei di illuminazione sulla via di Damasco. Allora, io mi dico: molta gente che ancora vota Pd non si è resa conto di quel che è accaduto negli ultimi anni e del perchè è accaduto. E pensa ancora che “prima o poi usciremo dalla crisi”. Senza capire che sono cambiati i fondamentali, che non “usciremo dalla crisi” perchè siamo dentro la normalità. Una “nuova normalità” che è fatta di lavoro precario e intermittente e redditi bassi/miseri per i più e di ricchezza incommensurabile per i pochi.

              2. ragiona con i parametri della progressione: posso fare dei passi avanti o anche essere costretto ad arretratre a volte, ma sto su una linea in cui i criteri di fondo sono condivisi e quindi possiamo scazzarci sulla singola scelta, sul modo migliore di fare o non fare una cosa, ma viaggiamo tutti secondo un modello di pensiero comune, e cioè che il bene comune è superiore a quello individuale.

                questo in effetti è il mio ragionamento, o se vogliamo la mia aspirazione.
                dove lo trovo applicato? questo è il punto.
                dici che il pd ha un’altra impostazione. ammettendo pure che tu abbia ragione…

                ma chi ha un’altra impostazione? chi si rapporta invece alla situazione sopra descritta?

                potrai dirmi: ora c’è varouf.
                ok, ma ormai esperienza trentennale mi dice che il primo momento in cui varouf proverà a mettere mano a qualcosa di concreto inzieranno i distinguo, gli abbandoni, le vesti stracciate, i mea culpa, le accuse di tradimento, e tutto il cucuzzaro.
                è una scena che si ripete ciclicamente. ultimo il buon tsipras. ora pare bello corbyn, ma non appena andrà al governo (lo spero per tutti) … addio… 🙂

                1. Non ti sto dicendo che è arrivato il Salvatore.
                  Quello che dico ormai da un po’ è che non riconosciamo la mutazione. Sbagliamo il livello di analisi e quindi non vediamo lo schema. Se non capiamo che è cambiato lo schema non possiamo nemmeno trovarne uno alternativo.
                  Quindi non si tratta di V. o di Corbyn. Si tratta di noi, di come leggiamo la realtà presente. Che è mistificata da un bombardamento ideologico fortissimo.
                  Aggiungi che abbiamo paura di morire. Ovvero che molta gente pone un blocco mentale insuperabile all’idea che sia necessaria una rottura (e qui il metodo della progressione ci fotte).
                  Se oggi potessi fare politica attiva mi dedicherei esclusivamente a questo: stracciare il paravento dietro il quale ci stanno nascondendo lo schema. Il motivo per cui mi piace abbastanza V. è che un pochino questo lavoro sta cercando di farlo. Non è l’unico, nè il migliore. Solo quello che si vede di più.
                  P.s. Leggiti “Lo stato innovatore” della Mazzuccato, a proposito di come ci hanno volutamente nascosto lo schema.

                  1. non credo che mi sconvolgerà più di tanto, ma magari, se avessi un po’ di tempo, un libro della mazzucato lo leggerei volentieri. chissà. adesso sono da un bel po’ di mesi su storia e critica della musica (sempre in tempi ridotti, pratcamente prima di andare a letto). ma chissà

              1. Non sempre,
                ma nello specifico ti fai un film che non ha alcuna corrispondenza con la realtà.
                un complotto di fantasia, un discorso da bar.

                Non fosse solo per il fatto che Verdini è cronologicamente di una qualche rilevanza molto dopo l’ascesa di Renzi, senza contare tutto il resto…

  2. Il Contropelo di Massimo Rocca

    Una lacrima sul viso

    17 novembre 2015, 13 marzo 2016: Potrebbe essere davvero corto e bisestile l’anno di Angela Merkel iniziato con il raccapricciante ritratto messo in copertina da Time per renderle omaggio come persona dell’anno 2015, la cancelliera del mondo libero. E che potrebbe finire nelle urne dei tre lander che tra poco più di due settimane voteranno sull’onda della crisi dei profughi. Con sondaggi altrettanto raccapriccianti per il decollo di Alternative fur Deutschland, nato come partito anti euro ma rapidamente riconvertitosi in partito anti immigrati. L’ onnipotente cancelliera oggi nemmeno avvertita da Austria e Slovenia della chiusura delle frontiere e sfidata da Orban con un referendum popolare per chiedere il no alle politiche a guida tedesca sull’immigrazione. Che contrappasso per chi , lo ricorderete, aveva fatto piangere col suo nein la piccola palestinese che in perfetto tedesco le chiedeva di restare in Germania a studiare. Chissà se sono state quelle lacrime a farle cambiare idea, chissà se saranno state quelle lacrime a farle perdere il potere, chissà se saranno state quelle lacrime a demolire l’Unione Europea.

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