Amministrative 2016, L’Altra Europa con Tsipras ufficializza lista civica Milano in Comune con Curzio Maltese

Triskel182

La nota: “In campo per chi non vuole rassegnarsi a essere governati da manager, per strappare Milano dall’avidità degli interessi forti, dai banchetti del dopo-Expo, dalla speculazione negli scali ferroviari e nella città universitaria”.

Si chiamerà Milano in Comune la lista “civica e politica” della sinistra che correrà alle prossime elezioni e che avrà come candidato sindaco il giornalista e scrittore Curzio Maltese. In un comunicato L’Altra Europa con Tsipras ha spiegato di aver chiesto all’europarlamentare di candidarsi e che lui si è reso disponibile “per dare il suo contributo alla riuscita di questo progetto comune”.  “Il sogno della Milano arancione è ancora vivo” , prosegue la nota sottolineando che la dimostrazione sta nell’incontro dello scorso 15 febbraio a cui hanno partecipato “incontrano persone, associazioni, forze politiche e sociali, movimenti, diversi per appartenenza politica, ma convinti che il bene della città e dell’area metropolitana sia nelle mani dei suoi…

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39 comments

  1. Il Contropelo di Massimo Rocca

    Che la festa cominci!

    Sono rimasto piacevolmente sorpreso nel leggere Curzio Maltese che, nella sua ultima rubrica sul Venerdì di Repubblica, parla di Oxfam, ragionando come abbiamo fatto noi e praticamente con le stesse parole. Tutto il resto sono chiacchiere. Eppure la soddisfazione, insomma non sono matto e non sono solo, è turbata da un passaggio. Quando, cioè, Curzio dice che tutti i potenti del mondo dovrebbero occuparsene, il parlamento europeo e il Congresso americano rinviare tutto il resto e legiferare solo su questo. Dai Curzio e che cosa credi che abbiano fatto finora? Chi le ha fatte le leggi sul lavoro e le politiche fiscali che lo consentono? Davvero siamo ancora nella fase in cui pensiamo che la politica e i governi siano altro e autonomo dal potere dello 0,01%? Allora siamo davvero perduti. Il problema non sta nei rappresentanti. Sta nei rappresentati. Sta nella forza del numero contro quella del denaro. Sia chiaro, si perde anche così. Ma gliela fai sudare. Come dice Nick Hanauer, uno di quei super ricchi, in un celebre articolo, celebre ovunque tranne che a sinistra, il problema sono i forconi che ti inseguono e solo la paura di quelli può far cambiare, per un po’, l’indole predatoria del capitalismo. Ricordatevi di Oxfam

  2. Io sarei anche stanchetto di chiacchiericci e azzuffatine sterili.
    Propongo, a chi ci sta, di darci all’azione fondando il

    P N P

    un partito che, come ogni setta che si rispetti, avrà la sua facciata pubblica (per la massa dei beoti da ipnotizzare) e per i quali l’acronimo potrà significare, a vostra scelta

    Partito Nazional Popolare
    Politica Neo-Proletaria
    Politica Nazionale Partecipativa
    ….

    mentre per i diversi livelli della gerarchia iniziatica interna significhera

    Pagnotte Non Pugnette

    per poi ascendere a

    Possiamo Non Predare

    per poi salire a

    Si accettano/sollecitano adesioni/idee

  3. m2c al netto di tutto ma che non ti crei nessun tipo di dubbio che la scelta sia tra due city manager, tu che ad ogni sospiro parli di primato della politica… mah è un mistero

    1. Sì è vero, e ne sono sempre molto convinto.

      Questo vale soprattutto a livello nazionale dove le scelte (o le non scelte) sono molto, molto più politiche rispetto al sindaco di una città che ha un compito molto più amministrativo, di progetto (strade, parchi, vivibilità, mezzi pubblici, piani regolatori, ecc) e quindi più “tecnico”
      (persino uno dei 5s potrebbe fare il sindaco senza fare troppi danni, se non affidassero a dei totali sprovveduti)

      In ogni caso Sala non si presenta come quello fuori dai partiti che viene a liberare la città dai politici, quello della “società civilissima” che si vanta di non essere un politico ecc. ecc.
      È il candidato sindaco del Partito democratico.

      L’Avvocato Pisapia, per dire, ci teneva molto di più a marcare la sua figura di “indipendente”

      Avvocato sì, City manager no?

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