L’Impero colpisce ancora

Reuters/the Guardian – 29 febbraio 2016

Lunedì 29 febbraio l’Europa ha cercato di colmare una lacuna nel nuovo patto transatlantico sul flusso di dati sollecitando le imprese degli Stati Uniti a consentire alle autorità di controllo della privacy dell’Unione Europea di controllare il rispetto delle nuove regole.

Bruxelles e Washington hanno concluso un accordo all’inizio di febbraio su un nuovo impianto regolatorio sul trasferimento dei dati, al fine di aiutare le imprese di entrambi i blocchi a trasferire i dati tra continenti senza mescolarli.

L’accordo è costato due anni di lavoro e sostituisce un precedente accordo fallito per non aver protetto in modo adeguato i dati europei, accordo che è alla base di servizi digitali del commercio attraverso l’Atlantico del valore di 260 miliardi di dollari.

Le aziende mescolano i dati provenienti da Europa negli Stati Uniti per completare le attività di routine, come le transazioni con carta di credito e le prenotazioni alberghiere. I trasferimenti di dati sono anche alla base dei modelli di business delle aziende tecnologiche come Google e Facebook, che raccolgono i dati degli utenti per fornire pubblicità mirata.

Mentre le aziende che trasferiscono i dati delle risorse umane saranno costretti, in caso di controversie, a conformarsi alle decisioni dei controllori della privacy dell’UE, per gli altri tipi di aziende l’adesione alle regole è volontaria.

Tuttavia, il nuovo “Scudo Privacy” sarà oggetto di una revisione annuale per garantire che le società che spostano dati verso gli Stati Uniti lo facciano rispettando gli standard di protezione dei dati dell’Unione europea e che il governo degli Stati Uniti non attui sorveglianze di massa indiscriminate.

Il precedente accordo, “Porto Sicuro”, è stato annullato da una corte dell’UE lo scorso anno, dopo che le rivelazioni sulla sorveglianza attuata del governo degli Stati Uniti avevano causato un contraccolpo politico in Europa.

Per aiutare a comprovare che l’accesso ai dati del governo degli Stati Uniti è in genere mirato ed evitare una sospensione da parte dell’UE del nuovo quadro regolatorio, la Commissione europea ha invitato le società statunitensi a fornire i dati aggregati delle richieste di accesso agli stessi da parte del governo e a sottometterli alla supervisione delle autorità europee di protezione dei dati.

“Le relazioni di trasparenza … contribuiranno a mantenere la fiducia che tale accesso sia limitato a quanto necessario e proporzionato”, ha detto la Commissione, mentre i dettagli dell’accordo sono stati resi pubblici e inviati agli Stati membri per l’approvazione.

I principali esecutori dell’accordo saranno il Dipartimento USA del Commercio e la Commissione Federale del commercio, visto che Washington ha resistito alle pressioni dell’UE per un ruolo maggiore delle autorità europee nel far rispettare il patto, che è stato criticato dai sostenitori della privacy.

fonte: http://www.theguardian.com/technology/2016/feb/29/privacy-shield-eu-law-user-data-us-companies-google-facebook

traduzione di Lame

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74 comments

  1. Il Contropelo di Massimo Rocca

    Stanley Kowalski

    Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infreddolite desiderose di respirare libere, i rifiuti miserabili delle vostre coste affollate. Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata. E gli darò fuoco. Le ultime quattro parole ovviamente non ci sono nella iscrizione ai piedi della Statua della Libertà. Anche perchè non l’ha scritta il presidente dell’Unione, il polacco Donald Tusk, che ha invece invitato caldamente i migranti economici a non venire in Europa. Non vi vogliamo. Che farebbe anche ridere pensando ai circa 15 milioni di polacchi che sono emigrati, per le tragedie di quella nazione, mica tanto dissimili da quelle che vivono i Siriani. Ce ne sono più di nove milioni negli Stati Uniti, più di tre milioni in Brasile, più di centomila in Italia, ve li ricorderete i lavavetri del dopo 89. Da quando la Polonia è entrata nell’Unione un quarto di milione sono andati in Inghilterra, 150mila in Irlanda. Dite che sono europei, quindi dei nostri? Provatevi a rileggere o rivedere un Tram che si chiama desiderio per capire come erano considerati i polacchi, in America , nel 1947. E ricordatevi di Oxfam.

    1. Ah, beh, noi ne abbiamo mandati in giro per il mondo qualcosa come 25 milioni…..e sono ancora costretti ad andare e stavolta non sono braccianti.

  2. ma sono l’unico che quando deve relazionarsi con organismi statali parte sempre da una posizione di svantaggio ?
    non sono e non intendo diventare santo, ma ho un senso civico medio (anche se tutti sono cattivi giudici di se stessi) e spesso non riscontro altrettanto dall’amministrazione pubblica (molto meglio il comune per le piccole cose, come si sale di importanza tende a peggiorare anche li)

    vi sembra che la stessa solerzia che lo stato ci richiede nei nostri adempimenti sia la stessa che mette quando ci deve qualche cosa ? che possiamo rivalerci con qualcuno per i ns diritti negati ?
    sono leggi scritte da uomini vero, ma che hanno smesso di sentirsi cittadini, per sentirsi “funzionari dello stato” e dall’alto della loro carica non si sentono più parte della marmaglia che devono gestire.
    e se sono liberale, me ne farò una ragione.

    1. non era affatto un’accusa, ero un po’ scherzoso, ma credo che la tua ‘impostazione’ di fondo sia quella. un po’ ribelle, forse, ma in fondo credo che tu sia più vicino a oscar giannino che a fassina (poi, magari mi sbaglio)

      1. (forse il paragone è errato. dato che riconosco più onestà intellettuale a giannino – nonosntate la finta laurea – che a fassina.. forse dovevo scegliere qualche altro personaggio, ma credo che tu abbia capito)

        1. Per quanto ti voglia bene, se fossi in Sun e mi sentissi paragonare a Fassina piuttosto che a Giannino ti manderei a… va beh, lasciamo stare è venerdi’

    2. La mia esperienza con la giustizia italiana mi sta dicendo che se non hai soldi non puoi sperare (non garantirti) di ottenere il rispetto dei tuoi diritti, e comunque in tempi assurdi.
      Se questa, l’istituzione che teoricamente dovrebbe essere la più rigorosa, funziona così, figuriamoci cosa possiamo aspettarci dal resto.

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