Crisi d’identità

segnalato da Barbara G.

Il Pd deve ricominciare a chiedersi quale blocco sociale rappresenta

di Enrico Rossi – huffingtonpost.it, 19/04/2016

Il voto del 17 aprile non è stato né una dimostrazione di consenso nei confronti del governo né una prova generale dell’opposizione in vista del referendum costituzionale. I 16 milioni di persone che si sono recati alle urne – un elettore su tre – non sono facilmente catalogabili. Basta vedere come si è comportato l’elettorato del nostro partito. C’è chi si è astenuto, chi ha votato sì, chi ha votato no. Dalle prime analisi emerge che ad andare a votare tra i nostri elettori è stato circa il 25%.

Questo quadro suggerisce di evitare di ridurre tutto in termini di renzismo e anti-renzismo. Uno scontro simile alimenta solo una conflittualità costante, inutile al Paese. È sbagliato accusare questo governo di subalternità alle multinazionali del petrolio. Allo stesso stesso tempo penso che si commetta un errore ad attaccare le Regioni. Non si governa il Paese solo da Palazzo Chigi. E non si governa senza la collaborazione dei corpi intermedi.

Inoltre, faremmo bene a non dimenticare che quando l’astensione è alta, la democrazia non gioisce. Soprattutto in un Paese come il nostro dove la distanza tra cittadini, politica, istituzioni resta alta.
Ora il Partito Democratico ha di fronte due sfide importanti: le amministrative di giugno e il referendum costituzionale di ottobre. Il PD deve farsi carico di quegli elettori che domenica sono andati a votare. Sono persone che chiedono al governo controlli e sicurezza sulle piattaforme, piani e misure per le energie alternative.

Elettori di centro-sinistra che saranno necessari per battere le destre e i populisti ai ballottaggi in città chiave come Milano, Torino, Bologna e Roma (dove tra l’altro l’affluenza è stata superiore). Lo hanno capito molti dei nostri candidati sindaco che sono andati a votare. Anche loro sono catalogabili come anti-renziani? Non credo proprio.

A ottobre ci sarà il referendum costituzionale: io voterò sì e farò campagna perché gli italiani approvino la riforma. Ma ritengo sbagliato diluire il Partito Democratico in un ‘comitato’ referendario indistinto. Il Partito va pensato, costruito e mantenuto in vita prima e oltre la leadership contingente.

Passata la stagione delle riforme istituzionali e delle larghe intese, il Pd dovrà caratterizzarsi con una chiara connotazione progressista e democratica. Per questo già da oggi abbiamo bisogno di costruire un partito più dialogante e più permeabile alla società e ai corpi intermedi. Questo non significa dare sempre ragione a tutti o perdere tempo. Ma che il Pd deve ricominciare a chiedersi quale blocco sociale rappresenta, che forma di radicamento insegue e quali valori vuole diffondere nella società italiana.

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46 comments

  1. Il PdC spara a zero contro la magistratura come un Berlusconi qualsiasi. Ancora dubbi su cosa voglia fare e dove vuole andare il ducetto di Rignano? Se qualcuno si ostina ancora a presentare Renzi come un politico di centro-sinistra gli sparo un vaffanculo atomico……………

    1. Fatti un giro sull’articolo 138 della Costituzione, Nam, ci dovrebbe essere la risposta alla tua domanda, io a quest’ora comincio a sbarellare, non sono molto affidabile eh…l’età, brutta cosa.

      OT consiglio da vecchietta
      (Non riponete la roba pesante torna il freddo….)

      1. OK, grazie. Avrei dovuto leggere

        Articolo 138

        Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione [cfr. art. 72 c.4].

        Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare [cfr. art. 87 c.6] quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata [cfr. artt. 73 c.1, 87 c.5 ], se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

        Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

      1. ah, ok, le firme dei parlamentari…
        ma è un proforma, il numero è facilmente raggiungibile (ora non ricordo i termini esatti, ma basta poco)

        1. A me fanno pensare a quelle donne inacidite perchè hanno perso la ribalta.
          Mi stupisco di Cuperlo e Bersani Non so chi sia quel gran genio dello “stratega” o suggeritore ma farebbero bene a cambiarlo al più presto.

          1. Non è questione di ribalta
            E poi cuperlo chi mai se lo è cagato?

            No. Piuttosto, come quelle donne che stanno con uno pur sapendo che è finita perché l’orologio biologico sta ticchettando e non credono di riuscire a trovare um’alternativa in tempo utile x fare un figlio.
            E si ritrovano poi senza figlio e con rapporto a rotoli

          2. Anche se, rispetto ad altri, hanno avuto l’intelligenza di capire che con un sistema maggioritario a venire, la politica (quella che incide) si può costruire solo dentro a un grande partito.

            Devono solo prenderci le misure,
            e capire che costruire una linea politica alternativa non significa fare opposizione sulla qualunque come dei Fassina , d’Attorre, Civati qualunque…

              1. Vediamo cosa costruisce il tuo politico di riferimento…
                Non per sé, che chissenefrega, o a chiacchiere, che sono capaci tutti…

                Sono proprio curioso.
                Anzi spero che subito dopo il referendum confermativo si vada subito a votare.
                Ci sarà da divertirsi.
                😀

                1. non lo so se ci riuscirà, ma almeno ci prova.
                  ed è un lavoro sul lungo periodo, perché ci vuole gente che sappia trattare i temi, e per formare le persone ci vuole tempo

                  a mandare gente a ripetere le cose a pappagallo sono capaci tutti, finché non si prende una cantonata come con la portavoce del comitato per il SI

                  1. Sul lungo periodo quando?
                    Mica sei un partito di massa che deve collegarsi al territorio etc, etc,

                    Una proposta politica alternativa valida e convincente o ce l’hai o non ce l’hai.
                    Oppure non sei convincente tu.

                    1. Au contraire:
                      Gli 80 euro (1000 euro all’anno) SONO POLITICA, quella vera
                      Ridistribuzione del reddito a classi sociali ben precise per incentivare i consumi e comunque per una maggiore giustizia sociale.

                      Le chiacchiere invece, quelle stanno a zero.

                      Comunque staremo a vedere.
                      Quanti anni vi date prima di poter stilare un consuntivo?
                      Prima dei 75 spero…
                      😉

                    2. non è politica, sono marchette.
                      Politica è rivedere il sistema fiscale nel suo complesso, per renderlo veramente progressivo.
                      Perché questi bonus ad minchiam a fasce di reddito che non ne hanno proprio così bisogno il sistema lo alterano

                    3. la polemica tra 80 euro come redistribuzione o come marchetta ha poco senso.
                      non dico che non ci sia parte di verità in entrambe le posizioni, ma come è stato più o meno spiegato il tentativo fatto era quello di rilanciare un po’ di consumi interni (verso questa direzione vanno anche i contributi agli insegnanti – che li riceveranno solo se li spenderanno – o quelli ai giovani, ecc.)

                      la scelta è ugualmente criticabile (o, al contrario, ugualmente sostenibile), fate voi, però mi pare che i termini siano essenzialmente questi.

                      sarei invece curioso di capire chi c’è dietro questa strategia che comunque la si guardi è di breve respiro (e lo stesso renzi lo sa, anche se fa finta).

                    4. ecco heiner, hai centrato ilpunto
                      non si fa politica con le cose a spot.
                      c’è gran bisogno di riformare seriamente il sistema. E quanto a rilanciare i consumi, lo fai anche, ad esempio, se questo contributo lo dai alle fasce più deboli
                      quelli stai sicuro che li spendono, perché l’alternativa è il pacco della caritas

                    5. A pensar male …
                      ‘sti benedetti 80 euro (che poi non sono esattamente sempre 80, ma lasciamo stare) sono stati assegnati a percettori di un reddito non miserrimo, anche se relativamente scarso.
                      Queste persone percepiscono il beneficio e si presume apprezzino l’operato del governo (leggi: votino l’elargitore)
                      NON sono stati assegnati a chi un reddito non ce l’ha. Si presume che questi soggetti, già incazzati per conto loro, avrebbero avuto scarsi motivi per essere riconoscenti per l’elargizione che, seppur da non sputarci sopra, non cambiava la loro situazione di miseria. Ergo, non un parco elettoralmente interessante, anzi potenzialmente ostile.

                    6. Caro Heiner, il fatto è che quei 10 miliardi Renzi li poteva usare in 1000 altri modi: magari altri incentivi all’industria, per dire, ma ha fatto UNA SCELTA POLITICA ben precisa e MOLTO di sinistra.

                      Quello che mi fa più incazzare (tra virgolette) è che quelli che stracciano di più i maroni fino al parossismo (è un’elemosina, e poteva darli a quell’altro, è una mancia elettorale, ecc.) sono quelli sedicenti “de sinistra” (noti per il loro acume da economisti,tra l’altro) che la dice lunga del perchè la LORO sinistra sia ridotta al lumicino… Completamente e drammaticamente scollegati dalla realtà.

                    7. marco, ti sto fornendo una motivazione POLITICA sul perché la considero una stronzata
                      Renzi poteva usarli in 1000 altri modi…POTEVA UTILIZZARLI MEGLIO!!!
                      E’ di sinistra un sistema progressivo, e questo non lo è. C’è chi ne usufruisce pur avendo sposato un dirigente, ti sembra normale? Che benefici hanno quelli che sono sotto la soglia di povertà? nessuno

                      Quando la capirete che gli altri fanno critiche non perché ce l’hanno con voi (non siamo all’asilo) ma perché vogliono un mondo migliore, forse comincerete veramente a fare il bene del paese.

                    8. Senza contare che solo un idiota farebbe una manovra furba, solo per prendere voti alle elezioni, dopo le elezioni.
                      Fermo restando il fatto che la politica tutt’a si misura sul consenso.
                      Solo loro credono che fare politica sia farsi auto pipponi masturbatori su come dovrebbe essere la sinistra, ad esempio.
                      Ma tant’è….

      1. è uno dei due candidati, pare.
        da un lato c’è lui che cerca di coprire la tradizionale sinistra tosco-umbro-emiliana, di tradizione pci (e quindi.. .è fottuto in partenza), dall’altro mi pare che emiliano si sia già prenotato, con una posizione più revoluzzo-grillina, e forse ha qualche chance in più (ma la gara è tra secondo e terzo posto..).

        ma così non vanno da nessuna parte. ormai i giochi per le prossime elezioni sono fatte, la sinistra, ammesso che esista da qualche parte, è così indietro nell’elaborazione di un ‘programma’ e di una ‘visione’ che…
        sul lungo periodo, chissà se emergerà qualcuno, dentro o fuori il pd. dipenderà anche da come andrà la vicenda dell’italicum, che tenderà a semplificare lo scenario dei partiti papabili (che poi, rimarranno tutti i partitini, ma senza la minima possibilità di influenza)

        ps: quando dico che la sinistra non esiste intendo dal punto di vista della strategia socio-economica. dal punto di vista dei diritti – e anche dell’ecologia – credo che abbia rappresentanze serie sia nel pd che nei grillini che nei civatiani (che sono senz’altro in prima fila su questi temi: il punto resta sempre la cifra percentuale, quando superi le due cifre iniziano i casini… per tutti)

        1. Emiliano nega ma credo non ci creda nemmeno lui 😀
          Emiliano è “ingombrante”, ed è anche per questo che Renzi sta cercando di scaricare addosso alle regioni le ” responsabilità ” x i referendum.

          1. alla fine non ne farà niente, credo. però già adesso ha rafforzato notevolmente il proprio ruolo all’interno della regione.
            se riesci a passare come ‘padre del tuo territorio’ hai già fatto un enorme passo in avanti (e d’altronde lo stesso renzi si è fatto forte di questa posizione…)

            in ogni caso, per me la puglia resta una realtà molto positiva al sud (questo lo dico a prescindere da emiliano, che non amo di certo, ma credo che possa continuare a far bene)

        2. Heiner… please… Un conto è rispondere ai nostri commenti e spiegarci perchè ritieni, nonostante tutto il Pd un sistema migliore… A domanda rispondere è relativamente semplice.
          Ma se le domande te le fai tu magari ci viene meglio: SCRIVICI UN PEZZO!!!!
          JAMME JA! Datti da fare… invecere che discutere di massimi sistemi e sentirti come calimero, spiegaci com’è che sei nero per scelta (ogni riferimento ai colori politici è puramente casuale-giuro!)

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