Un silenzio che scandalizza

segnalato da Barbara G.

Rosaria Capacchione: “Il silenzio sull’operazione Verdini mi scandalizza”

di Alessandro De Angelis – huffingtonpost.it, 20/05/2016

Quando fu candidata, Rosaria Capacchione era la voce e il volto del Pd nella lotta alla mafia e nella battaglia per la legalità. Ora dice: “La Valente non si vergogna a farsi una foto con Verdini? Io mi imbarazzerei alquanto. E non è un fatto personale, ma politico. Verdini è un simbolo. E quello che rappresenta e ha rappresentato è quel modo di fare politica di cui si sono occupate e si occupano le cronache giudiziarie”. Cronista del Mattino di Napoli dal 1985, sotto scorta a causa delle minacce della camorra per le sue inchieste la Capacchione è senatrice del Pd dal 2013. Mai si sarebbe aspettata di vedere Denis Verdini a Napoli al fianco del candidato sindaco del Pd.

Dice Verdini: “Al Pd servono i miei voti”.
Il problema è me li prendo o non me li prendo, su quale progetto li prendo. Quale è l’accordo, il progetto comune? Un accordo strutturale? Apparentamenti in cambio di niente con chi era il nemico pubblico numero 1? Vorrei capire visto che prima era considerato un impresentabile. O noi sono siamo quelli che facevano le manifestazioni contro Cosentino?

Ha la voce indignata, scandalizzata.
Il silenzio su questa operazione mi scandalizza.

La Valente ha dichiarato che la presenza di Verdini non la imbarazza. Si farebbe una foto con Verdini?
Se lo incontro in un bar in spiaggia non è che evito di parlarci o di farmici fotografare. Ma mai lo farei in una foto che indichi complicità politica. Siamo distanti politicamente e culturalmente.

La presenza di Verdini a Napoli e l’inchiesta che ha portato all’indagine per concorso esterno di Stefano Graziano, presidente del Pd campano, indicano che il sistema di potere di Nicola Cosentino punta sul Pd?
Al momento sì. È storia che si ripete, in una regione che ha conosciuto sistemi di potere analoghi, da Gava a Pomicino. Si punta su chi esprime il governo, il potere. Lo abbiamo visto con De Luca.

Totò Cuffaro, uscito dal carcere, disse: “Le mie clientele hanno solo cambiato nascondiglio”.
Io qui direi che neanche si nascondono tanto… Puntano alla luce del sole sul principale partito di governo. A Napoli sono grandi le risorse in arrivo per la prossima amministrazione…

Capacchione, non ci giro attorno. Lei sostiene che c’è un intreccio tra il Pd e interessi opachi.
Lo vediamo dalle inchieste. Qui c’è una scarsissima percezione del fenomeno da parte del Pd che riguarda la politica, ma anche i colletti bianchi o l’attività di certe parti della pubblica amministrazione. Il casellario giudiziario non serve a nulla, non è quello il punto. Il punto è che i partiti non fanno più il loro mestiere.

Si spieghi meglio.
Se vado a Caserta, io che sono innanzitutto una cronista che si occupa di certe cose, lo so chi sono le persone chiacchierate, gli ambienti opachi, non devo aspettare la magistratura. Ebbene, un partito dovrebbe avere questa capacità di filtro, di prevenzione. E invece qui arriva uno, garantisce pacchetti di voti e gli si dice “prego si accomodi” senza sapere che cosa porta, quali persone e quali interessi. Pacchetti di voti che prima andavano al Pdl quando governava, ora arrivano al Pd. E poi ogni settimana arriva un arresto.

Però coi voti si vince, le direbbe un renziano doc.
Il problema è che in realtà non vinci, vince l’altro. E quando ti sei accordo chi è, è troppo tardi. Non decidi più tu se entri in contatto con determinati mondi.

Anche a Caserta c’è una grossa migrazione del sistema di potere di Cosentino verso il Pd?
A Caserta c’è un sistema mafioso rassicurante, in questo momento senza l’uso sistematico della violenza. Quando i morti non ci sono si fa finta che siano solo affari gestiti in modo spregiudicato, invece è mafia. Sullo sfondo, anche se non i sentono, restano le minacce ai magistrati, e non solo a loro, insomma l’opzione violenta resta sulla sfondo.

Capacchione, il Pd campano ha infiltrazioni mafiose?
Io non generalizzo e non amo le generalizzazione. Gliela dico così: la mafia c’è, e aspetta qualcuno che bussa alle sue porte. Nel Pd c’è una grande maggioranza di persone perbene e una esigua minoranze che fa finta di non sapere chi è il suo interlocutore e cerca voti. Questa minoranza si vede aprire le porte da certi mondi. E infetta come la mela marcia nel paniere. Non penso che tutto il Pd sia compromesso, penso però che sia permeabile.

I vertici nazionali, secondo lei, assecondano questo processo. O sottovalutano il problema?
Non hanno capito cosa sia il Sud.

Lo ha spiegato a qualcuno a Roma che cosa sia la Campania?
Non è un caso che il Pd a Caserta è stato commissariato prima dell’inchiesta su Graziano.

Che cosa racconta quell’inchiesta?
Quell’inchiesta racconta questo, una scalata di potere con la contiguità con certi ambienti con il paravento forse in buona fede e il casellario giudiziario intonso dell’interlocutore.

Senatrice Capacchione, chi vince a Napoli?
Bah… Non so più chi sono i giocatoti. Dunque la mia idea ha già perso.

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92 comments

  1. intanto è arrivata anche la figurina di Nilde Jotti

    #celhononcelho

    PS
    Ci ho messo un’ora a leggervi e ancora non ho finito…quando vi prende vi prende…

    1. “Nessuno di questi si determina attraverso bonus discrezionali a tempo, servono misure universali e di lungo periodo”

      Quando lo dico io mi rispondono che non ci sono alternative.

      1. le alternative ci sono. ma quelle che propone giannino non sono ‘tipicamente’ di sinistra.
        ad esempio, ribadisce di essere un convinto difensore della fornero e taccia di insensatezza l’ipotesi di prepensionare per assumere giovani (dillo a landini….)
        vuole una maggiore ingerenza dei privati nelle scuole per finanziare progetti, infine due proposte a mio avviso più generiche e interessante, ovvero rimodulare le aliquote irpef secondo l’età (più giovani pagano meno, più anziani pagano di più: e si intenda: non uguale, ma di più, altrimenti non è a costo zero), e poi finanziare lo studio con anticipi (e anche qui la valutazione dei privati è decisiva)

        insomma, non sta certo dicendo che con gli 80 euro ci pagherebbe l’investimento pubblico in chissà quale attività. questo per chiarirsi.

        ma è proprio qui che per me la questione diventa interessante.

        1. Non ho detto di essere d’accordo con Giannini sulle soluzioni. Che gli ottanta euro sia stato buttare soldi al vento lo dicono un po’ tutti, anche il “vostro” Seminero.

        2. non sono d’accordo con giannino su come risolvere i problemi, in molti casi, ma come dici ha una chiara visione e un’analisi senza “pregiudizi politici” dei guai che ci affliggono.
          Ed una volta stabiliti in maniera oggettiva” i problemi, gli sprechi, gli atteggiamenti sbagliati, diventa più semplice proporre soluzioni che non devono per forza andare verso una soluzione di mercato “liberale”.

          Il problema, uno dei tanti problemi, della nostra politica è il non rendere oggettivi i problemi, ma legarli solamente al danno che possono arrecare all’avversario.

            1. no, ma si esprime contro un “concetto” di politica, non contro “il politico” di turno
              non personalizza la contesa come siamo oramai abituati, ha le sue idee ma se il governo fa qualcosa che corrisponde al suo ideale di politica lo applaude.

              SI comporta come si dovrebbero comportare tutti i giornalisti e soprattutto i politici

          1. Concordo con Sun sull’importantza di definire i problemi in maniera oggettiva e apprezzo Seminerio&c. proprio per questo.

            Le soluzioni infatti possono invece essere ben diverse da quelle proposte dal mercato “liberale”.

            I vent’anni di Berlusconi&c. hanno danneggiato parecchio la politica e hanno lasciato macerie.

          2. questo è un esempio di maniera oggettiva dei problemi? boh forse sono io che vedo nella disamina dei problemi già la soluzione?

            Scuola. I milioni di disoccupati e NEET giovani non si spiegano solo per la crisi e la carente offerta di lavoro. C’è un problema gigantesco in Italia, dovuto al fatto che scuola e università pubbliche continuano a non fornire le skills oggi richieste dal mix delle specializzazioni dell’economia italiana: secondo diversi studi empirici quasi il 40% degli inoccupati giovani (tra chi cerca attivamente lavoro) e dei NEET che né più studiano né cercano lavoro, si spiega infatti col fatto che i loro diplomi e lauree valgono praticamente nulla agli occhi delle imprese. E di ciò rappresenta un gap ancora più serio in un paese che ha la seconda manifattura in Europa dopo quella tedesca, e che quindi ha bisogno di tecnici preparati già alla fine del ciclo secondario…

            1. beh, è normale se negli annunci leggi “si cercano neolaureati con esperienza” o amenità simili.

              rendiamoci conto di una cosa: la scuola può darti le basi teoriche, darti la “forma mentale”. Darti dei concetti tecnici, certo, ma non può darti tutto.Il resto deve farlo l’impresa che ti assume, deve investire nelle persone. Invece qui si privilegia il meccanismo del lavoratore usa e getta

            2. per me questo è un problema oggettivo:

              in sintesi estrema, questo è ciò che riserviamo ai giovani. Ingresso tardivissimo sul mercato del lavoro. Inizio ad età avanzata di regolarità contributiva previdenziale. Possibilità decrescente di vivere in proprio, e tanto meno di dedicarsi a un progetto-famiglia con casa e figli. Reddito bassissimo, di patrimonio poi meglio non parlarne (tranne quello eventualmente ereditato). Altissimo tasso di dipendenza dalle reti d’integrazione familiare, in presenza di un forte coefficiente tendenziale d’invecchiamento medio di genitori e nonni. Conseguenze di medio-lungo periodo: alta e persistente inoccupazione giovanile; bassi consumi nella coorte d’età che ha la più alta propensione a farlo sul reddito disponibile, rispetto agli anziani; squilibrio crescente dei conti previdenziali, visto che il nostro resta un sistema a ripartizione, cioè chiediamo ai giovani che lavorano tardi e con contratti a tempo di pagare le pensioni retributive in essere di milioni di italiani più anziani, quelle pensioni che i giovani mai matureranno e che, col sistema contributivo, saranno in ogni caso assai più basse di quelle che coi loro contributi fanno pagare oggi ogni mese; demografia sempre più compromessa, e di conseguenza crescente bisogno di immigrati – con tutti i problemi connessi – per sostenere i conti di lungo periodo del welfare italiano, cioè l’equilibrio tra gettito di imposte e contribuiti da una parte e prestazioni dall’altra (in ovvia crescita, con l’invecchiamento dell’età media della popolazione).

              sulla scuola pubblica si doveva copiare da Francia e Germania….la parola magica sono gli investimenti

                1. ho dato un’occhiata su wiki…
                  si va dagli 80 ai 280 a semestre (a seconda delle regioni), quasi sempre con incl. biglietto gratuito per i mezzi di trasporto pubblici.

                  per il resto, la struttura universitaria è ormai simile in tutta europa, mentre per quanto riguarda le scuole avrei da segnalare cose positive e cose negative… modello molto contraddittorio.
                  segnalo la cosa più negativa: il fatto che già in quinta devi scegliere (e magari a volte sei costretto, se gli insegnanti stabiliscono così) la scuola superiore. quindi a 11 anni scegli se fare università o meno (per dire).

            3. secondo me il problema dei tecnici e dei professionali è reale, e infatti l’ho sempre scritto.
              per il resto… le skills (ehm…) non le apprendi con una ridicola alternanza scuola-lavoro (che pure, per me ci può pure essere, a conclusione di un ciclo, ammesso e non concesso che ci siano le basi materiali per farla, le imprese attrezzate, ecc.), ma… banalmente… con una formazione migliore.

              è qui, però, che entrano in ballo anche le famigerate famiglie italiane (che non si chiamano solo boschi… )

                  1. era solo per ribadire che sono solo modi soggettivi, che l’analisi dei problemi non sono asettici, ma se il “buon” liberale sfonda a sinistra chi sono per… ahahahah

                    1. di fronte al liberale alle vongole anche il buon liberale sembra un progresso… 🙂

                      no, a parte scherzi, se si affrontano temi concreti sono sempre interessato. di fatto in questo momento la sinistra ha difficoltà (questo è quello che vedo) a proporre soluzioni facilmente percorribili (o comunque percorribili, mi pare che abbia difficoltà a prescindere).

                1. @marco
                  poi sono io quello tignoso
                  “Fisco. Ecco la scelta strategica: per dare più reddito disponibile ai giovani bisogna…”
                  ecco il punto su cui gira tutta la questione, giovani, fisco, pensionati, scuola, occupazione, infrastrutture

                  è questo il “bisogna” a cui si deve trovare una risposta (niente 80 euri pls), e che dovrebbe essere il centro di tutti gli studi e gli sforzi del governo (ne avessimo uno degno di questo nome)

                  ma siamo tutti a far le bucce “al nemico”. Ok avanti cosi

                  1. cosa ti devo dire, che gli 80 euro li considero una cazzata, mi pare quasi superfluo… più reddito ai giovani non potrei essere più d’accordo ( da sempre propongo la ghigliottina a chi ha “instradato” dei giovani verso un mutuo 30ennale per una casa)… non faccio le bucce al “nemico” a naso so già dove vuole andare a parare

                    1. non mi hai capito, il nocciolo del problema è quello, le proposte di giannino e c non sono il punto, lo è la mancanza di un dibatto generale e serio sul problema

                    2. @sun
                      ma lo vedi che dai ragione ad heiner… allora anche noi dovremmo smetterla di inseguire il gossip di Renzi…
                      @heiner
                      Bearzot pensava che almeno le lenti a contatto le avesse messe

                  2. anch’io lamento la mancanza di un dibattito serio sui problemi.
                    magari è sempre stato così, e anche all’estero è così… però… mi manca.

            4. Attenzione ad appiattire la scuola alle esigenze delle imprese, soprattutto in un periodo storico in cui i mutamenti sono molto veloci e quindi alcune tipologie di competenze potrebbero risultare obsolete nel volgere di un decennio. Le imprese hanno il dovere di partecipare alla formazione. Lo stato dovrebbe spingerle in questa direzione. Ci ha gia’ provato con l’apprendistato, che lasciato senza controlli in alcuni casi (non saprei quantizzare, ma il ministero del lavoro a che serve?) si e’ prestato e si presta ad abusi.
              Insomma siamo cittadini e la scuola non deve fornire carne da macello.

              1. le imprese non sono stupide (ehm…) e vogliono soprattutto persone intelligenti e preparate. da questo punto di vista meglio stare seduti un’ora in più sopra un libro che passarla a fare fotocopie per chissà quale ufficio di chissà quale impresetta….

                detto questo… per me, e l’ho scritto spesso, il problema delle professionali e delle tecniche resta. come fare a rilanciarle?
                se hai qualche idea….

                ps: rispetto alla qualità in generale, ormai i genitori più interessati al futuro lavorativo dei figli li mandano ai licei… e nei tecnici e nei professionali mi pare che ci sia una gara al ribasso, più o meno forte, a seconda dei luoghi. questa l’impressione che ho

                1. Nella mia esperienza lavorativa, in un’attivita’ che avrebbe richiesto formazione continua, se ne faceva poca. Poi si cercavano risorse esterne. Ci sono competenze che non puoi acquisire a scuola, anche tecniche, forti basi, questo si, ed e’ qui che dovrebbero lavorare le scuole.
                  Poiche’ nessuno puo’ sperare di entrare in un’azienda a vent’anni e svolgere le stesse mansioni per 45 anni, sarebbe opportuno inserire formazione permanente all’interno delle aziende. “Le aziende non sono stupide” per quell che ho visto io e considerando il fatto che la manifattura tedesca prospera e la nostra no non ne sarei cosi’ sicura.

                  1. > considerando il fatto che la manifattura tedesca prospera e la nostra no non ne sarei cosi’ sicura.

                    immetti anche altri fattori…

        3. Heiner ,qui non è questione di destra e di sinistra.Giannino , come quasi tutti, affronta i problemi nella solita maniera: la Fornero va bene , rimodulazione IRPEF etc.Qual’è il problema? E’ che a rimetterci sono sempre i soliti.Si va sempre a pescare nelle solite tasche.Affrontare seriamente e una volta per tutte elusione ,evasione , corruzione , sprechi, privilegi assurdi e quant’altro no? Altre soluzioni non ce ne sono.Altrimenti in puro stile liberale e mercatistico andiamo fino in fondo: le pensioni aboliamole proprio e che ognuno si arrangi…..

  2. ma vi rendete conto lo stronzo con cui continuate a dialogare come se fosse niente ?

    “Sì cara, la governabilità ha aumentato sviluppo, welfare e benessere, per quanto a te non stia bene. È oggettivo”
    in italia le due fasi aumento e decrescita sono avvenute esattamente in periodi contrapposti, governi balneari degli anni 70 e governi berlusconi/pd dagli anni 90 (con record di durata dei vari governi)

    1. Ragazzi scusate ma ancora con questa storia? Barbara mi è testimone: è ormai da tempo che sostengo l’assoluta inutilità nel dialogare con una persona del genere.D’altra parte cosa vuoi aspettarti da uno per il quale la “fede” ha completa supremazia rispetto alla realtà e al buon senso…………………………………..

  3. Insomma…mezza Austria sta col destro, Trump è i testa ai sondaggi, la Boschi imperversa sul territorio ed oggi è pure nuvolastro
    (in più si rompe la moto di Rossi e salta la catena a Nibali in piena cronoscalata…)

    #maalloraditelo

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