Amministratori sotto tiro

segnalato da Barbara G.

Approvato al Senato il disegno di legge per la tutela di sindaci e consiglieri

In Marcia con gli amministratori sotto tiro

Sono 180 i “casi” di intimidazione censiti da Avviso Pubblico da gennaio a maggio 2016. Il 27% si è registrato in Calabria, e per questo il prossimo 24 giugno l’associazione ha convocato una manifestazione a Polistena (Reggio Calabria). Siamo di fronte a una “patologia della democrazia” dice ad Altreconomia il presidente, Roberto Montà: “Non possiamo accettare che chi, pro tempore, si mette a disposizione della propria comunità debba considerarsi una persona a rischio”

di Duccio Facchini e Luca Martinelli – 09/06/2016

Il 24 giugno 2016 si tiene in Calabria la prima Marcia nazionale degli amministratori sotto tiro, organizzata da Avviso Pubblico. L’associazione -che riunisce enti locali e Regioni che si occupano di formazione civile contro le mafie- studia da anni il fenomeno delle intimidazione nei confronti degli amministratori locali, e a fronte dei dati drammatici dei primi cinque mesi del 2016, che hanno registrato ben 180 casi, ha “deciso di creare un momento in cui il tema venisse portato all’attenzione dell’opinione pubblica, con un’iniziativa dal valore simbolico -spiega ad Altreconomia Roberto Montà, presidente di Avviso Pubblico-. Per questo attraverseremo il territorio di Polistena, in provincia di Reggio Calabria, un Comune che ha pesantemente pagato per il contrasto alla ‘ndrangheta: vogliamo dare un segnale contro il rischio che vive chi mette le proprie competenza a disposizione di queste comunità”.

Il 27% dei 180 amministratori minacciati da gennaio a maggio 2016 sono infatti calabresi, e per questo Avviso Pubblico ritiene necessario portare l’attenzione “su un territorio che vede gli amministratori particolarmente esposti, come confermano dati qualitativi e quantitativi -aggiunge Montà-.
L’idea iniziale era quella di portare qui gli amministratori, ma poi il percorso ha visto l’adesione di associazioni, di sindacati, di movimenti dell’antimafia. La scelta di coniugare la presentazione del Rapporto annuale ‘Amministratori sotto tiro’ e la marcia ci permetterà di associazione ai numeri anche volti e storie”.

Anche perché, sottolinea Monta, “il fenomeno ha una recrudescenza: verifichiamo una maggior violenza, maggior aggressività e maggior pervasività in alcune aree del Paese. Il fenomeno delle minacce e delle intimidazione ha, a nostro avviso, ragioni diverse: da una parte c’è chi paga scelte di carattere amministrativo, determinate politiche che i Comuni portano avanti, anche in tema di tutela dell’ambiente e del paesaggio, penso al ciclo dei rifiuti; in taluni casi, invece, il ‘problema’ è l’attenzione ai temi della legalità e del contrasto alle mafie. Capita, però, che gli atti siano  sintomo delle frustrazione, o di scarsa fiducia nelle istituzioni. Di fronte alla crisi economica, ed ai suoi effetti, gli amministratori come un terminale contro cui sfogarsi. Tutti questi sono elementi di patologia della democrazia. Perché non possiamo accettare che chi, pro tempore, si mette a disposizione della propria comunità, perché siamo il Paese dei 5mila Comuni con meno di 5mila abitanti, persone normali che conducono una vita normale, vedono le proprie auto, case, attività economiche, o peggio anche famigliari, minacciati. Il senso della marcia è dire: ‘chi vive questa condizione non è solo’. Perché minacce ed intimidazione spesso allontanano persona di qualità che avevano scelto di occuparsi della propria comunità”.

Alla conferenza stampa romana promossa da Avviso Pubblico per presentare la Marcia nazionale, che si è tenuta l’8 giugno, è intervenuta anche la senatrice Doris Lo Moro, presidente della Commissione d’inchiesta sugli amministratori minacciati, sottolineando come il Senato abbia approvato il disegno di legge a tutela di questi soggetti, alla cui stesura Avviso Pubblico ha contribuito con il proprio impegno. “Il punto principale, politico, è il riconoscimento del fenomeno -dice Montà-. E poi, sul piano penale, c’è l’introduzione di un’aggravante, che non qualificare gli amministratori come ‘soggetti speciali’. Questo potrà contrastare il riconoscimento di ‘attenuanti generiche’, e ci dice che i sindaci sono meritevoli di attenzioni particolari in quanto rappresentano un’istituzione”.

Annunci

112 comments

      1. ti facevo ad ascoltare i controtenori.

        io ho deciso oggi che haendel non è per me (come tutto il settecento barocco). sì, le arie mi piacciono, un’opera intera forse la reggo (alcina), ma poi stop. ho deciso.

  1. “Fatti i metadati tuoi!”

    Forse non i braccianti, ma i dirigenti di Youdem dovrebbero essere ben pagati.
    Sfogliando il loro canale Youtube, vedo che l’ultimo video caricato risale a un anno fa… e già (come i precedenti) è pieno di commenti abbastanza truci (statisticamente, quasi 100%).
    Già sapevano di stare sulle palle. Oggi fingono di accorgersene sperando la gente creda all’accorgersi e non al ‘fingere’… Riusciranno i nostri eroi a sembrar veri?
    Non il referendum, non le riforme, non l’Italicum… Questa è la loro scommessa.
    Sarà divertente.

                  1. ps corretto era riferito all’articolo di seminerio…

                    Perché è del tutto chiaro che non tutti i popoli hanno identica capacità di sofferenza, in una transizione epocale.

                    forse pensa a noi?

            1. uindi, riepilogando, ad uso degli italiani:

              l’Islanda non ha ripudiato il proprio debito pubblico verso non residenti;
              Il dissesto era relativo alla controllata estera di una banca privata islandese andata fallita;
              I governi dei paesi che ospitavano tale controllata avevano chiesto all’Islanda di essere indennizzati in base alla nuova direttiva europea, cioè per 100.000 euro a cranio di depositante;
              Il governo islandese ha indennizzato i depositanti esteri usando le leggi locali all’epoca vigenti, ed ha visto riconosciute le proprie ragioni da una sentenza della corte dell’EFTA;
              I contribuenti islandesi hanno pagato e stanno pagando per onorare i debiti di Icesave. Pagano il giusto (secondo l’EFTA), ma pagano;
              …e stanno pesantemente pagando anche per la nazionalizzazione del proprio sistema bancario fallito. Com’è che era? , “Il vostro debito non lo paghiamo”?

              tutto ok
              ma se fosse stato detto alla grecia, pagate metà del debito ? (come dice il FMI) non sarebbe stato meglio ?
              solo che il FMI negli ultimi anni ha politiche più avvedute della BCE

              ha in altro articolo, viene detto che comunque islanda ha perso fra un quinto ed un quarto del PIL per sanare
              beh, anche noi, solo che non abbiamo sanato

                1. non da sempre, ma soprattutto verso la grecia penso sia da più di un anno che chiedano di tagliare parte del debito
                  poi, verso l’argentina, per dire, meno

                  1. Ma ancor più lampante, da questo punto di vista, è forse l’atteggiamento conservativo con cui Blanchard ha affrontato il problema dell’aggiustamento della Grecia all’interno dell’eurozona. Dal 2009 al 2015, sotto le direttive del FMI e delle altre istituzioni europee, il paese ha attuato una politica deflattiva senza precedenti, che ha portato a una caduta del salario nominale medio di circa il quindici percento e a un crollo della spesa pubblica nominale del trenta percento (dati AMECO 2015). Blanchard ha pervicacemente difeso questo indirizzo in varie occasioni, anche in tempi recenti, lasciando intendere che esso dovrebbe ritenersi valido non solo per il caso greco ma per tutte le periferie dell’Unione (Blanchard 2012, 2015).

                    Blanchard poi si è dimesso… ma sembra un modo solo per difendere il mainstream economico, più che veri ripensamenti…

              1. perdonami, il FMI fa analisi più avvedute. Quanto alle politiche, che come tu mi insegni sono atti operativi e decisionali, non vedo proprio dove stia l’avvedutezza.

                1. Mi pare che la posizione ufficiale del FMI sia la seguente:

                  “Statutariamente non possiamo fare nuovi prestiti a un paese che non è in grado di rimborsare quelli vecchi e le nostre analisi ci dicono che la Grecia non è in grado di rimborsare quelli vecchi, ergo questi ultimi devono essere in parte abbuonati e noi potremo partecipare al ‘salvataggio'”

                  La posizione della maggioranza UE è “extend and pretend”; in pratica “Il debito non si tocca; lo si proroga e si tira a campare e sperando che Dio ce la, e gliela, mandi buona”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...