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184 comments

    1. esternalizzazioni, contrattazioni a livello aziendale, coop fasulle, srl, frazionamenti societari… è un lungo trend di cambiamenti di cui non abbiamo capito la portata ( a parte pochi) se non quando è troppo tardi

  1. Contropelo… a puntate
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    Insisto perchè, almeno alla radio come sapete, siamo agli ultimi. Dopo lo choc del brexit, ci stanno arrivando tutti. La fase che si è aperta è quella della critica della globalizzazione. E per poterla criticare bisogna avere i dati, visto che finora ci è stata raccontata come una grande storia di successo per i poveri, e chi si oppone sono gli i egoisti dei paesi ricchi. Bene dagli studi del Madison Project sappiamo che la differenza di reddito pro capite tra paesi ricchi e poveri è passata dal 1960 al 2000 da 33 volte a 134 volte. Coi dati della banca mondiale nel periodo tra il 60 e oggi il gap con l’America Latina è cresciuto del 206%, quello con l’africa subsahariana del 207%, quello con il sud est asiatico del 196%.In sostanza è triplicato E data la piramide sempre più aguzza dei redditi da noi, il famoso fenomeno dello 0,1% significa solo che milioni, anzi miliardi di persone sono state messe a fare profitti per migliaia anzi centinaia di ricchi. Ripeto, tutto dipenderà da come questo problema, quello che io chiamo Oxfam verrà affrontato, non dico risolto.

    1. Il fatto che la differenza tra il reddito pro capite dei paesi ricchi rispetto a quelli poveri sia passato da 33 a 134 non ci dice quanto è cresciuto il “benessere” nei paesi poveri ma solo che nei paesi ricchi la pendenza della curva di “crescita” è maggiore.

      http://cronologia.leonardo.it/stipendi.htm
      Da noi, dal 1960 al 2000, indicativamente gli stipendi sono aumentati di 30 volte.

      Se nel ’60 da noi il reddito era 100, nel paese povero era 3. (100 / 33)
      Nel 2000 noi siam passati a 3000 (100 x 30) e nel paese povero a 22,3 (3000 / 134)
      Crescita di 7 volte (22 / 3) contro le nostre 30.

      Sospetto che negli ultimi anni la ricchezza delle centinaia di ricchi, in larga parte, derivi da qualche milione di impoveriti locali più che dallo sfruttamento dei paesi poveri.

      1. In effetti flussi ininterrotti di gente che rischia la pelle per attraversare l’Africa e poi i canale di Sicilia per venire in Europa, non ci danno molte indicazioni sul benessere diffuso nei paesi africani. Un altro caffe’?

        1. Antonella, sai leggere ? … è evidente che se guadagni 7 volte rispetto a poco o nulla tanto bene non stai però, se quelli sono i numeri c’è poco da far gli spiritosi.

          La gente che si sposta verso l’europa non indica certo che oggi stiano tanto peggio del 1960 ma semplicemente che, despoti a parte, per le risorse locali, sono in troppi e che la consapevolezza su cosa offra il mondo è cresciuta al punto da cercare un futuro migliore altrove.

            1. Altro che l’indicazione che il loro reddito sia mediamente cresciuto e la convinzione che l’occidente col passar del tempo abbia ridotto lo sfruttamento del terzo mondo, non ti so dire.
              La mia esperienza diretta in Uganda mi dice che gli sforzi per migliorare la vita di quella gente sono stati significativi.

              Il fatto che cinquant’anni fa la gente non attraversava il deserto per presentarsi da noi, non significa che stessero meglio di oggi.

          1. …e che l’allargamento di carne dal macello messa in competizione con gli indigeni evoluti avrebbe impoverito gli uni e fatto sopravvivere alcuni degli altri

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